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"Malagiustizia" e dintorni: "Magia" al tribunale di Milano
Giudice scrive la sentenza prima del processo

10 febbraio 2010 15:52
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E' un episodio destinato a far discutere quello registrato oggi al Tribunale di Milano, presso la prima Corte d'Appello. Mentre il collegio giudicante era in camera di consiglio per alcuni processi gia' discussi, l'avvocato Paolo Cerruti, difensore in un procedimento ancora da trattare, sfogliando alcuni fascicoletti sul tavolo del presidente Giovanni Scaglioni, ha scoperto che per il suo assistito, Francesco Basile, la sentenza era gia' stata scritta con la conferma del giudizio di primo grado: una condanna a 8 mesi per un borseggio avvenuto a Monza lo scorso anno.

Cosi', al rientro della corte, il difensore ha fatto verbalizzare l'episodio e il sostituto procuratore generale Isabella Pugliese ha chiesto una integrazione del collegio giudicante. Il presidente ha stigmatizzato l'anormalita' della consultazione dei suoi documenti, ma ha comunque deciso di astenersi. Per la sua sostituzione il processo Basile e' stato lasciato per ultimo tra quelli in programma in giornata. Alla fine l'episodio e' stato segnalato all'ordine degli avvocati di Milano che ha chiesto l'acquisizione del documento. Il fascicolo sul tavolo del presidente, a quanto appreso, non avrebbe avuto ancora l'intestazione del Tribunale.

 

© Riproduzione riservata
Fonte: adnkronos
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Anonimo 12 febbraio 2010   20:15

anzitutto la "magia" non può essere avventua al tribunale di Milano perchè se nell'appunto si prevedeva la conferma della sentenza di primo grado il giudizio doveva essere già in appello; l'errore grossolano non è quello di avere "scritto" la sentenza prima ma quello di avere lasciato un legittimo appunto (che è cosa diversa dalla sentenza) nel processo o comunque alla portata del difensore; se il giudice era il relatore del processo in appello doveva avere  letto le carte prima e non dopo il processo, altrimenti non si capisce come avrebbe potuto fare la relazione; se era il relatore doveva avere anche analizzato le prove e le questioni di diritto, altrimento non si capisce come avrebbe potuto poi discutere la causa in camera di consiglio riferendone agli altri magistrati; lo stesso vale se si trattava del presidente; se tutto questo aveva doverosamente e legittimamente fatto, doveva anche essersi fatto una idea della soluzione allo stato delle conoscenze acquisite; l'anomalia vi sarebbe se questa idea fosse stata formata con il marchio della immodificabilità ma di questo marchio non vi è traccia; se è un giudice serio e professionalmente attrezzato deve anche essere disposto a modificare l'opinione ove le emergenze nuove del processo e le difese lo avessero convinto.Il problema avrebbe potuto essere solo questo: era il giudice libero da una posizione preconcetta ???

Il punto è che in Italia tutti credono di potere parlare di tutto, senza essere sufficientemente informati.

 

Anonimo 12 febbraio 2010   13:17

Questo giudice prevede il futuro... e legge le carte come i chiromanti.

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