"Ho testimoni diretti di quel che dico". Vittorio Sgarbi replica così a Massimo Ciancimino che ha negato l'incontro tra il critico d'arte e il padre all'Hotel Savoy a Cortina d'Ampezzo. "Contrariamente a Massimo Ciancimino non sono abituato e non ho interesse a mentire - aggiunge - D'altra parte non è difficile verificare la presenza di suo padre all'Hotel Savoy attraverso il registro delle presenze. Si potrà quindi senza difficoltà constatare in quali
"Posso convenire, e mi pare logico, che l'incontro sia avvenuto prima del 1993, e anche per questo il riscontro del registro delle presenze alla questura può consentire un riscontro preciso", aggiunge Sgarbi. "Per quello che riguarda la mia consuetudine con la città di Cortina e con l'Hotel Savoy, l'incontro può essere stato in una delle due stagioni di presentazione dei libri, nel dicembre del 1991 o gennaio del 1992, - afferma - o diversamente nella tarda estate del 1992, tra agosto e settembre, quando Vito Ciancimino era a piede libero. E se, dal dicembre del 1992 fino al 2002, come ricorda Massimo Ciancimino, il padre fu in carcere, mi pare difficile che possa avere avuto parte consapevole e rilevante in quegli accordi tra stato e mafia da cui, secondo le rivelazioni del figlio, sarebbe nata Forza Italia". "Difficile pensare che lo Stato, rappresentato da non so chi, trattasse con un uomo della mafia sconfitto e condannato. D'altra parte, come tutti sanno, Forza Italia nacque nel 1993, ma un qualche interesse per Berlusconi, di cui non mi fece parola, Vito Ciancimino poteva averlo - afferma Sgarbi - secondo la fantasiosa ricostruzione dell'origine di Forza Italia divulgata da Travaglio e dai suoi proprio nel 1992".