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Palermo, operaio dell'Amap precipita
da una vasca e muore sul colpo

05 marzo 2010 14:03
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Un operaio  di 62 anni dell'Amap, Federico Settimo, è morto oggi a Palermo in seguito a un incidente sul lavoro verificatosi in via Chirone, nei pressi di via dell’Olimpo, intorno alle 11. L'uomo è precipitato da una vasca di decantazione decedendo sul  colpo dopo avere battuto la testa. Sul posto sono immediatamente intervenuti, oltre al personale sanitario, i carabinieri della sezione Investigazioni scientifiche del Comando provinciale di Palermo che stanno effettuando

i rilievi tecnici. Settimo, riferisce una nota diramata dal Comando, è caduto, per cause ancora da accertare, da un altezza di due metri mentre stava eseguendo lavori di pulizia esterna del silos.

 

Un minuto di silenzio per l'operaio dell'Amap morto oggi sul lavoro al depuratore di Fondo Verde, a Mondello. Così la Cgil di Palermo, riunita al San Paolo Palace hotel per il suo 14/o congresso provinciale, ha preso posizione contro l'ennesima morte sul lavoro. Il segretario della Cgil Palermo ha invitato la città e tutte le categorie a mobilitarsi per lo sciopero generale del 12 marzo nelle piazze italiane che a Palermo culminerà con una manifestazione al Teatro Massimo. "Invitiamo la città a una riflessione collettiva sulle troppe vertenze aperte, dando nome e voce alla crisi in atto, facendo cioé parlare le lavoratrici e i lavoratori coinvolti", ha detto il segretario generale della Cgil di Palermo Maurizio Calà. Tra le vertenze principali la Cgil evidenzia "la riorganizzazione delle società partecipate del Comune, con la riduzione degli amministratori, l'adeguamento dei servizi, a partire dalla raccolta differenziata "evitando per il futuro che qualcuno nuovi crei buchi finanziari da far pagare alla città".

 

 

"L'ennesimo incidente mortale che colpisce un lavoratore e la sua famiglia. L'ennesima morte bianca in un Paese in cui le stragi sul lavoro sono diventate la normalità, di cui nessuno più si occupa e ancora peggio di cui nessuno più si indigna". Così il segretario generale della Cgil di Palermo Maurizio Calà ha commentato la notizia della morte sul lavoro dell'operaio dell'Amap, Federico Settimo, 62 anni, durante i lavori del congresso provinciale del sindacato in corso al San Paolo Palace Hotel.

 

"Non può morire così un lavoratore dipendente di una società a partecipazione pubblica che dovrebbe avere la questione dei diritti e della sicurezza sul lavoro come una priorità. - ha aggiunto Calà - E invece accade che a Palermo si muore di lavoro anche nei cantieri che dovrebbero assicurare tutte le garanzie ai lavoratori". Il congresso della Cgil Palermo chiede alla magistratura e agli organi ispettivi di "individuare al più presto le responsabilità di questa tragedia perché anche questa morte non sia inutile ma serva da monito a quanti dentro le aziende scambiano la sicurezza sul lavoro con le ragioni del profitto e della produttività".

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Anonimo 07 marzo 2010   11:13
L'utente ha risposto al commento anonimo del 07 marzo 2010. Visualizza »

Sindacati ipocriti e falsi, loro sanno in quali condizioni si lavora quindi potrebbero far partire le denunce prima che questi fatti si verifichino. Poi vorrei ricordare che spesso i rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori vengono nominati tra lavoratori fortemente sindacalizzati, quindi doppiamente falsi ed ipocriti. Dovreste vergognarvi e sentirvi più complici che vittime.

Il fatto che i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza che vengono eletti dai lavoratori o nominati dalle organizzazioni sindacali, così come prevede la legge, siano fortemente sindacalizzati è, anzi, una garanzia per i lavoratori, visto che le stesse organizzazioni sindacali difendono i lavoratori ed i loro interessi!  

Anonimo 07 marzo 2010   00:43

Sindacati ipocriti e falsi, loro sanno in quali condizioni si lavora quindi potrebbero far partire le denunce prima che questi fatti si verifichino. Poi vorrei ricordare che spesso i rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori vengono nominati tra lavoratori fortemente sindacalizzati, quindi doppiamente falsi ed ipocriti. Dovreste vergognarvi e sentirvi più complici che vittime.

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