Che cosa succede a Palermo? Le aggressioni sono diventate quotidiane. La serie è cominciata con il massacro dell’avvocato Enzo Fragalà, poi è stata la volta del pestaggio dell’autista di un autobus, episodio affatto nuovo nelle line di trasporto palermitane. Infine, venerdì sera, l’aggressione di una persona anziana a scopo di rapina.
“Siamo di fronte ad una situazione insostenibile per i dipendenti e per i passeggeri'',
Mentre e' cronaca di pochi giorni fa il ferimento di un autista da parte di 4 minorenni, venerdì, in via Oreto, un bus della linea 210 e' stato preso d'assalto da sei giovani in moto con l'intenzione di pestare i controllori. Una spedizione punitiva nei confronti dei due impiegati dell'Amat, iniziata con un normale controllo del biglietto a uno dei ragazzi e finita con il danneggiamento dell'autobus, che ha creato momenti di panico tra i passeggeri.
Nel tentativo di sfuggire agli aggressori, l'autista, che nel frattempo ha avvisato la polizia, ha proseguito la sua corsa saltando le fermate, ma si e' dovuto fermare ad un incrocio in via Belmonte Chiavelli. In quel momento e' scattato il raid e il bus ha trovato la strada sbarrata da una delle moto.
Con un gesto fulmineo un ragazzo, che precedentemente era stato fatto scendere dal bus perche' sprovvisto di biglietto, ha strappato le spazzole tergivetro per utilizzarle come mazze per sfondare il parabrezza. Subito dopo il giovane si e' dato alla fuga in sella alla moto. Sull'accaduto sta indagando la polizia, che avra' modo di acquisire le immagini registrate dal sistema di video-sorveglianza installato sul bus. '
'Quella che stiamo conducendo e' una battaglia di legalita' - conclude Bellavista -. La sicurezza del nostro personale e dell'utenza e' la cosa che ci sta piu' a cuore. Bisogna intervenire prima che si verifichi una tragedia. Ci auguriamo che le istituzioni e le forze dell'ordine intervengano prontamente per stroncare sul nascere ogni forma di violenza nei confronti dei lavoratori e dei cittadini''.
Per finire la violenta rapina ai danni di un pensionato di 75 anni. L'anziano e' stato aggredito alla spalle mentre rientrava a casa in via Archimede. Due malviventi lo hanno picchiato ed immobilizzato con del nastro adesivo. Poi sono entrati all'interno della sua abitazione. Dopo aver portato via 3mila euro, si sono dati alla fuga. Il pensionato e' stato immediatamente soccorso e trasportato in ospedale per le prime cure. Sull'episodio indaga la Polizia.
Paesani non rassegnamoci a questo oblio , Ma dobbiamo essere uniti tra noi gente onesta , loro dalla loro parte hanno soltanto ignoranza totale ,mischiata ad una sommaria organizzazione pseudo criminale ,ebbene denunciamo ogni cosa ci indigni nell 'animo e nella morale ,per fortuna esistono i tutori dell ' ordine che Dio li benedica :) Poiche l 'omerta é il loro potere ,mentre la denuncia sara la loro fine !
la crisi economica, la disoccupazione, l'assenza di controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine, il degrado della città che si tocca con mano nello scadimento dei servizi pubblici essenziali, comportano un aumento della criminalità. Ogni giorno mi sento sempre meno sicuro. Al senso di insicurezza contribuisce l'enorme numero di extracomunitari che in qualsiasi momento possono diventare un problema di sicurezza. C'è, sotto di noi, un vulcano pronto a scoppiare, e mi sembra che chi ci governa viva in un altro mondo. E' il momento di decisioni forti. Per esempio, l'AMIA sta assorbendo tutte le risorse della città senza che ciò sia effettivamente risolutivo, è un pozzo senza fondo che sta tirandosi tutta la città . Quando un arto è in cancrena, deve essre amputato; non farlo comporta la fine anche del resto. La città si deve liberare di questo peso cedendo l'azienda ed il servizio ai privati e mettere le risorse disponibili dove ancora possono servire ai cittadini. Nella crisi dell'AMIA hanno responsabilità anche sindacati e lavoratori, che se le assumano,prendendo atto della situazione, senza inventarsi complotti architettati per favorire i privati, sempre che se ne possa trovare qualcuno disposto a rischiare.
in ungheria c'è un servizio di polizia dei trasporti che controlla bus, tram e metrò, ed ho visto far scendere dalla metro un ragazzo evidentemente cannato, ma che non dava fastidio a nessuno semplicemente per assicurare la sicurezza del servizio.
il tutto senza l'arroganza, la supponenza e la deficienza di molti (ma non tutti) controllori dell'amat che si sentono " pubblici ufficiali" ma che in realtà sono dei piccoli frustrati.
si potrebbe istituire anche a palermo un servizio di polizia dei trasporti utilizzando parte delle forze pubbliche che abbiamo: se prendiamo, carabinieri, guardia di finanza, polizia municipale, Polizia, esercito etc, e si facesse fare ad ogni corpo un turno di servizio sui mezzi pubblici, si avrebbe un doppio servizio: un controllo sui servizi pubblici ed un controllo + attento delle strade che sarebbero monitorate dalle forze pubbliche presenti sugli autobus e pronte ad intervenire in maniera capillare su tutta la città!
ma figurati se qualcuno di questi tizi si sposta dall'ufficio conquistato o dall'utilissimo servizio sociale del fare milte!
saluti
A.P.
la crisi economica, la disoccupazione, l'assenza di controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine, il degrado della città che si tocca con mano nello scadimento dei servizi pubblici essenziali, comportano un aumento della criminalità. Ogni giorno mi sento sempre meno sicuro. Al senso di insicurezza contribuisce l'enorme numero di extracomunitari che in qualsiasi momento possono diventare un problema di sicurezza. C'è, sotto di noi, un vulcano pronto a scoppiare, e mi sembra che chi ci governa viva in un altro mondo. E' il momento di decisioni forti. Per esempio, l'AMIA sta assorbendo tutte le risorse della città senza che ciò sia effettivamente risolutivo, è un pozzo senza fondo che sta tirandosi tutta la città . Quando un arto è in cancrena, deve essre amputato; non farlo comporta la fine anche del resto. La città si deve liberare di questo peso cedendo l'azienda ed il servizio ai privati e mettere le risorse disponibili dove ancora possono servire ai cittadini. Nella crisi dell'AMIA hanno responsabilità anche sindacati e lavoratori, che se le assumano,prendendo atto della situazione, senza inventarsi complotti architettati per favorire i privati, sempre che se ne possa trovare qualcuno disposto a rischiare.
La violenza è sempre da condannare, tout court, senza se e senza ma... ma... un pochino di educazione in più da parte del personale AMAT, notoriamente aduso a comportamenti incivili, sopratutto di fronte a gente extracomunitaria, non guasterebbe affatto, visto che siamo in tema di progresso legalitario e di civiltà...