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Servizio idrico, 150 enti locali creano un'associazione
per la difesa dell'acqua pubblica

06 marzo 2010 15:19
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Una associazione a difesa dell'acqua pubblica. Sarà costituita oggi dagli oltre 150 enti locali che aderiscono al coordinamento "Enti Locali per l'Acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico", e che oggi si riuniranno in una assemblea nazionale. Il coordinamento è nato a Palermo nel maggio 2009 e vi fanno parte amministrazioni locali sia di centrodestra che di centrosinistra, "uniti dalla convinzione che preservare la proprietà e la gestione pubblica dell'acqua anche attraverso la definizione del servizio idrico quale servizio pubblico privo di rilevanza economica rappresentino principi fondamentali per il buon governo locale".

 

Tra le prossime azioni decise dal coordinamento, che fa parte del costituendo comitato promotore per il referendum per l'acqua pubblica, la partecipazione alla manifestazione nazionale del 20 marzo a Roma per la ripubblicizzazione dell'acqua.

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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Anonimo 07 marzo 2010   13:26

Quando i sindaci non fanno gli interessi dei cittadini ,e si sbracano i pantaloni alla prima imposizione che arriva dall'alto ,bisogna cacciarli a calci in culo.

angelo41 07 marzo 2010   13:17

Condivido in pieno. Il problema nasce dalla scarsa condizine degli acquedotti, per risanare i quali occorrono milioni di Euro.

Lo Stato o i Comuni dove troveranno queste cifre? Qui è il problema.

Mi risulta che l'Acquedotto Pugliese, il più grande d'Italia, spreca il 50% delle risorse idriche, in quanto l'impianto è obsoleto.

Come se ne esce?

Anonimo 07 marzo 2010   01:37

la mala politica ha pensato bene che anche con l'acqua è possibile fare soldi ed ecco inventarsi l'importanza di migliorare il servizio, fare gli investimenti, organizzare un servizio integrato per tutta la provincia e guarda caso il tutto tramite il privato. Il consiglio comunale di Palermo con la commissione consiliare aziende partecipate ha tentato in tutti i modi di riportare il ragionamento sul binario della pubblicità del servizio riconoscendo l'acqua un bene universale inalienabile e non mercificabile, ma purtroppo la giunta e l'ato idrico sono andati in direzione opposta.Primo risultato ed unico è stato l'aumento retroattivo delle tariffe  per i palermitani e nient'altro. Uniamoci al coordinamento e partecipiamo alla manifestazione del 20 marzo. nunzio moschetti

Anonimo 06 marzo 2010   15:36

L'acqua è un bene pubblico come l'aria e tale deve rimanere!

I buffoni della politica i soldi li possono rubare in altri modi, lasciando stare l'acqua! 

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