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Il grazie di Benedetto XVI a Bertolaso "per quello che fa"
Più di 7.000 volontari della Protezione Civile in udienza dal papa

06 marzo 2010 19:32
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Apprezzamento del Papa per le norme che regolamentano l'attivita' della Protezione civile e un ringraziamento al sottosegretario Bertolaso.

 

"Finalità e propositi della vostra associazione hanno trovato riconoscimento in appropriate norme legislative, che hanno contribuito al formarsi di un'identita' nazionale del volontariato di Protezione Civile, attenta ai bisogni primari della persona e del bene comune", ha detto Benedetto XVI nell'udienza con dirigenti

e volontari della Protezione civile.

 

"La ringrazio per tutto quello che fa, ha detto il Papa, aggiungendo un passaggio "a braccio" al testo predisposto, rivolto a Guido Bertolaso al quale ha stretto lungamente le mani sia prima del suo intervento sia al termine dell'indirizzo di saluto. "Senza volontariato, il bene comune e la societa' non possono durare a lungo, poiche' il loro progresso e la loro dignità dipendono in larga misura proprio da quelle persone che fanno piu' del loro stretto dovere', ha affermato il Papa nel suo intervento aggiungendo che 'l'amore del prossimo non puo' essere delegato: lo Stato e la politica, pur con le necessarie premure per il welfare, non possono sostituirlo'. 'Esso -ha aggiunto Benedetto XVI - richiede e richiedera' sempre l'impegno personale e volontario. Proprio per questo, i volontari non sono dei 'tappabuchi' nella rete sociale, ma persone che veramente contribuiscono a delineare il volto umano e cristiano della societa''.

 

Il Papa ha identificato la figura del volontario con quella evangelica del 'Buon Samaritano'. Tra i regali consegnati a Benedetto XVI anche un giubbotto dell'organizzazione, che il Papa ha subito indossato, aiutato dal suo segretario.

 

"L'Italia intera ed ogni suo cittadino si è vista regalare dalla Protezione Civile un vero straordinario patrimonio operativo, ma soprattutto etico, un valore prezioso che oggi rivendico con orgoglio ed è costituito da donne e uomini che insieme hanno scelto di essere sempre pronti a servire il prossimo". Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, ricevuto in udienza dal Papa insieme ad oltre 7.000 volontari in rappresentanza di tutti coloro che hanno operato in Abruzzo a seguito del terremoto dello scorso 6 aprile. Il sottosegretario è apparso commosso, applaudito dai suoi uomini, in un momento "in cui si vorrebbero confondere le responsabilità di alcuni con il lavoro e il merito di moltissimi".

 

Ha quindi indicato "questo immenso valore di competenze e passione che con i miei predecessori abbiamo saputo costruire con tenacia e coraggio e che intendiamo a tutti i costi tutelare e difendere". "In questa scelta di servizio, riconfermata e praticata ogni giorno - ha spiegato Bertolaso - si incontrano tradizioni di solidarietà antiche, maturate in epoche diverse della nostra storia, cresciute nel mondo cattolico, come nella cultura laica del nostro Paese, insieme a vocazioni al servizio più recenti, alimentate da filoni di consapevolezza, di maturazione, di sensibilità sempre nuovi". Sono qui presenti, ha rilevato il capo del Dipartimento, "le delegazioni delle associazioni nazionali e locali, delle colonne mobili, delle Regioni e delle Province autonome, dei gruppi comunali di volontariato di Protezione Civile che hanno coordinato l'invio di oltre 85.000 italiani a l'Aquila e negli altri Comuni colpiti dal sisma per prestare servizio ai nostri fratelli terremotati".

 

Alcuni di loro, ha aggiunto, "erano presenti nella piazza della caserma di Coppito il 28 aprile quando lei, Santo Padre, volle farsi pellegrino tra i superstiti del terremoto, prima a Onna, poi nella basilica di Collemaggio, poi ancora davanti alla Casa dello studente". I volontari che si danno il cambio, ha proseguito Bertolaso, "che costruiscono nel tempo una catena di gesti di condivisione e fraternità, tessono ogni giorno, con paziente continuità, con la riconferma quotidiana della loro scelta di servizio, la trama solidale che regge la vita civile". E l'Italia, ha sottolineato, "é l'unica nazione che ha dato dignità istituzionale alla presenza e al contributo del volontariato nelle attività di Protezione Civile. Almeno in questo settore - ha detto rivolto al Papa - posso affermare con orgoglio ciò che lei afferma nella sua enciclica <<Deus caritas est>>: <<non c'é nessun ordinamento statale giusto che possa rendere superfluo il servizio dell'amore>>".

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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