Se credevate di esservi liberati di Massimo Ciancimino con il pronunciamento del tribunale al processo Dell’Utri, vi siete sbagliati. Ha appena consegnato documenti ai magistrati che hanno rimesso mano alle inchieste sulle stragi di Palermo. Massimo Ciancimino ha consegnato alla Procura di Palermo nuovi documenti del padre, Vito Ciancimino, in cui si fa riferimento al senatore Marcello Dell'Utri. Secondo quanto apprende l'Adnkronos, in un manoscritto del padre, si fa riferimento al senatore del Pdl.
Nel corso dell'interrogatorio con i PM, il figlio dell'ex sindaco di Palermo ha parlato anche del generale Mario Mori, imputato a Palermo per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra per la mancata cattura del boss Bernardo Provenzano. I documenti consegnati da Ciancimino junior sono adesso al vaglio dei magistrati.
La consegna a rate di ricordi, testimonianze, episodi, circostanze e documenti non è certo il meglio che possa accadere per chi deve seguire un filo logico ed indagare avendo a disposizione tutti gli elementi. Il figlio dell’ex sindaci di Palermo ha deciso di sottoporre i PM a una specie di corsa ad ostacoli, un inseguimento che non ha fine e che danneggia, di sicuro, le indagini e la sua credibilità.
C’è stato un precedente illustra in materia, Buscetta, il quale raccontava a spizzichi e bocconi mettendo alla prova la pazienza di Giovanni falcone, il quale però vedeva lungo e la pazienza se la dava anche quando non ne aveva più. Altri tempi? Sicuramente, ma ci sono cose che i tempi non hanno cancellato, come la rateazione delle rivelazioni.
Massimo non si è reso conto di stare passeggiando sulla lama di un coltello affilato. Si è fatto un sacco di nemici fra le persone importanti, dai leader del partito di maggioranza a ex ufficiali dei carabinieri e investigatori con la barba finta, spioni con il pelo lungo. In più ha promesso mari e monti di volta in volta. E quando ci è rimasto male per non avere procurato la felicità di coloro che lo ascoltano per fare giustizia, lui non se n’è fatto una ragione ed è tornato a casa, raggranellando altri documenti, mettendo a fuoco altri episodi, così ha potuto rimanere sulle cronache dei giorni ed a stupire un sacco di gente, anche quella che a lui crede sempre meno.
Ad ogni novità, ci sono quelli che – non stando né da una parte né dall’altra, ma sono solo inseguiti dalle verità a spizzichi e bocconi, finiscono – finiscono di volta in volta con il domandarsi se Massimo Ciancimino ci sia o ci faccia, oppure – com’è probabile – abbia davvero delle cose serie da raccontare ma stia adottando una strategia di cui solo lui conosce la bontà.
I “nemici”, quelli che ha “mascariato”, non sono contenti di lui, e questo è pacifico, e quelli che vorrebbero stare dalla sua parte ed aspettano rivelazioni inoppugnabili, oltre che “de relato”, si chiedono ormai tre volte al giorno, dove voglia arrivare il figlio di Don Vito.
Al punto in cui siamo, possiamo dire con certezza che Massimo non ci assomiglia per niente al padre che parlava quando arrivava il momento ed aveva qualcosa da dire. Lui no, si fa il programma della giornata, della settimana, del mese e dell’anno. Ogni cosa a suo tempo, insomma.
Naturalmente i più sospettosi e meno propensi a dare fiducia ai PM addossano alle toghe, inevitabilmente rosse, la gestione rateale del collaboratore di giustizia Massimo Ciancimino, attendibile in alcune aule giudiziarie e inattendibile in altre.
Il rischio del disorientamento, a livello di opinione pubblica, è molto alto. E’ un clima che non rende servigi alla giustizia, a coloro che si dannano l’anima per scoprire la verità, ed a quanti vengono tirati in mezzo dal figlio dell’ex sindaco. Non rende un servigio nemmeno allo stesso Ciancimino, la cui credibilità viene indebolita proprio dal suo Beautiful giudiziario che non si finisce mai. A tirare a lungo la corda non ci guadagna proprio nessuno.
Non ci guadagna di certo la verità. Poniamo che ne abbia raccontato tanta di verità. Se è così sta facendo di tutto per annacquarla e renderla poco credibile.
Qualcuno glielo dovrebbe fare capire, a questo punto.
Ma il sig.Ciancimino e' o non e' un testimone reticente ? Il teste reticente commette o non commette reato?
Ma e' un testimone o un impostore che si svuota le tasc he e ne riversa il contenuto sui tavoli dei magistrati affermando che si tratta di pizzini, carte varie, papelli eccetera ,assegnando il compito di accertarne l'autenticita' e l'interpretazione al magistrato di turno .
Ne guadagna in notorieta' .Presto lo vedremo cantare al Festival di Sanremo .