Il telefonino aziendale e' uno "strumento di lavoro, non un benefit" pertanto mette a rischio il posto di lavoro il dipendente che abusa del cellulare inviando troppi sms privati. Lo sottolinea la Cassazione ricordando che "il fatto che l'abuso del cellulare di servizio avvenga con l'invio di sms e non con telefonate non esclude l'inadempimento perche' con l'espressione traffico si intendono comprese tutte le possibili modalita' di utilizzo dell'apparecchio". In questo modo, la sezione Lavoro (sentenza 5546) ha confermato il licenziamento intimato dalla Telecom ad un dipendente fiorentino, F. C. che, mattina e sera, inviava una media di 100 messaggini al giorno dal cellulare aziendale.
Sanzionato con l'espulsione sia il 7 febbraio che il 20 giugno del 2001, F. C., il cui licenziamento era stato convalidato dalla Corte d'appello di Firenze nel maggio 2006, ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo di avere inviato gli sms "in assoluta buona