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Anche un'italiana fra le vittime dell'attentato in India

14 febbraio 2010 18:21
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C'e' un'italiana tra le vittime dell'attentato di ieri alla 'German Bakery' di Pune, in India. Lo hanno riferito fonti della polizia locale confermando quanto anticipato all'Ansa di New Delhi una responsabile dell'Osho Ashram, centro di meditazione che si trova a poche centinaia di metri dal locale colpito. La vittima - secondo una responsabile dell'Osho Ashram, centro di meditazione nella località indiana - si chiama Nadia Macerini. La donna, secondo altre fonti, sarebbe originaria di un centro in provincia di Arezzo. La Farnesina "é in attesa di conferme ufficiali da parte di interlocutori locali". 
 

NADIA MACERINI ORIGINARIA DI LEVANE, NELL'ARETINO - Nadia Macerini, la donna di 31 anni rimasta uccisa nell'attentato in un ristorante a Pune, in India, era originaria di Levane, frazione di Bucine, comune dell'aretino, dove la sorella, Cinzia, è consigliere comunale. "Non la conoscevo, ma mi hanno detto che in India ci lavorava, mi hanno raccontato che aveva un centro di meditazione", racconta Sauro Testi, il sindaco di Bucine. Il primo cittadino spiega invece di conoscere bene la sorella Cinzia: "E' consigliere comunale a Bucine. Ieri siamo stati insieme tutta la mattina, con un altro consigliere, a lavorare. Non avevo idea di cosa fosse successo fino ad un'ora fa, quando mi hanno avvertito i carabinieri". Secondo le informazioni raccolte dal sindaco la donna avrebbe vissuto spesso all'estero. "La sua famiglia - aggiunge - è molto conosciuta a Levane: hanno un ingrosso di materiale edile".

Nella potente esplosione, sono morte nove persone (cinque donne), 53 i feriti. Subito dopo l'attentato si era parlato di stranieri tra le vittime ma oggi il il sottosegretario all'Interno G.K. Pillai aveva negato la circostanza.
 

 

Da parte sua in una conferenza stampa dopo aver visitato gli ospedali dove sono state ricoverate le vittime, il ministro dell'Interno indiano, P. Chidambaram, ha detto che a quanto pare una o più persone, presentatesi come clienti, hanno abbandonato uno zaino sotto un tavolo. Una carica esplosiva è scoppiata quando un cameriere ha voluto aprirlo. Pillai ha sostenuto che tre delle nove persone sono state identificate e sono indiani, mentre "non vi è alcuna informazione che stranieri siano morti nell'esplosione". "Fra i feriti - ha concluso - vi sono quattro iraniani, due sudanesi, due nepalesi, un tedesco e un taiwanese".
 

 

La deflagrazione e' avvenuta alle 19:00 (14:30 italiane), quando un cameriere ha aperto un pacco abbandonato in un angolo, ed ha investito decine di persone, causando anche un incendio che ha reso piu' difficile il lavoro dei soccorritori e l'identificazione delle vittime. Un giornalista della tv 'all news' Ndtv ha raccontato che dopo la deflagrazione ''la scena attorno alla 'German Bakery' era tremenda: pezzi di cadaveri dappertutto, fuoco, fiamme e decine di persone che chiedevano aiuto''.

 

Il caffe' non e' inoltre lontano dalla Chabad House, luogo di culto per i credenti di religione ebraica, piu' volte minacciato negli scorsi anni dai fondamentalisti islamici. Pune, che si trova nello Stato indiano di Maharashtra, lo stesso di Mumbai, e' considerato un polo culturale importante, ma deve la sua notorieta' alla presenza di un efficiente distretto industriale. Nei suoi pressi ha sede la fabbrica automobilistica nata dalla joint venture tra Tata e Fiat. Quello al German Cafe' e' stato il primo importante attentato terroristico in India dopo l'attacco che a Mumbai nel 2008 causo' oltre 170 morti.
 

 

Non ci sono stati errori nel lavoro dei servizi di informazione che possano giustificare il sanguinoso attentato realizzato ieri a Pune (India centro-occidentale), ha assicurato il ministro dell'Interno indiano, P. Chidambaram. In una conferenza stampa oggi nella città industriale a sud di Mumbai, il ministro ha sostenuto che "non c'é nulla da rimproverare ai nostri servizi di intelligence per l'esplosione" che ha causato nove morti e 54 feriti nel caffé ristorante 'German Bakery', frequentato da molti turisti stranieri. L'area di Koregaon Park dove si trova il locale, ha sottolineato, era fra quelle considerate "delicate" dalla sicurezza, ed in essa infatti si trovano due possibili obiettivi "pesanti" per possibili attentati terroristici: il luogo di culto ebraico chiamato Chabad House e l'Osho Ashram. Entrambi, ha rivelato, erano stato presi in considerazione da David Hendley, il cittadino pakistano-americano collegato con il movimento estremista islamico Lashkar-e-Taiba arrestato nell'ottobre scorso a Chicago come possibile mente degli attentati di Mumbai del novembre 2008. La 'German Bakery' invece, ha concluso, era soltanto in una lista di obiettivi secondari del terrorismo.
 

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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