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Da Anita Garibaldi a Rosa Donato. Ecco le eroine del Risorgimento italiano

07 marzo 2010 20:53
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Anita Garibaldi, naturalmente, ma anche Beppa 'la cannoniera', o Rosa Donato, tosatrice di cani messinese che negli 8 mesi di resistenza contro i borbonici non lascio' mai il suo cannone alla batteria dei Pizzillari; oppure la veneziana Giulia Modena, 'fiera gonfaloniera' in prima linea, o la palermitana Teresa Testa di Lana, capraia, vestita da uomo con pistola e pugnale alla cintura e sciabola ad armacollo, o, ancora, la leggendaria Gigogin delle cinque giornate di Milano. Sono solo alcune delle tante eroine dell'epopea risorgimentale, che probabilmente meriterebbero un posto nei festeggiamenti dell'8 marzo, perche', come e' stato piu' volte ribadito in libri e convegni, il loro contributo alla prima guerra di 'liberazione' che ha portato all'unita' d'Italia non e' stato secondario.

 

Tra le donne che hanno 'fatto' l'Italia accanto agli uomini, un posto di riguardo spetta sicuramente ad Antonietta De Pace che il 7 settembre 1860 sfilo' al fianco di Giuseppe Garibaldi, insieme ad Emma Ferretti, nel momento del trionfale ingresso dell'eroe dei due mondi a Napoli. Originaria di Gallipoli, dove era nata nel 1818, De Pace era cognata del patriota Epaminonda Valentino, e fu tramite lui che entro' in contatto con i gruppi antiborbonici.   De Pace svolse un delicatissimo ruolo di collegamento e di supporto per i gruppi di patrioti che operavano tra la Puglia e la Campania. Dopo aver partecipato ai moti del 1848 a Napoli, fondo' l'anno successivo il primo comitato femminile. Arrestata, resto' a lungo in prigione, in condizioni durissime, senza pero' mai cedere. Dopo l'unita', De Pace si dedico' con grande impegno ad attivita' sociali, riservando buona parte delle sue energie alla diffusione dell'istruzione tra le donne.


 

 

Tra le figure femminili del Risorgimento spicca anche quella della milanese Cristina Trivulzi di Belgioso. Di nobile famiglia, con un consistente patrimonio, sostenne economicamente le azioni dei carbonari, finanziando Ciro Menotti per i moti di Modena. Le frequentazioni con i gruppi clandestini la costrinsero a trasferirsi all'estero, a Parigi, dove fu l'animatrice di un salotto frequentato da intellettuali e musicisti, tra i quali Bellini e Liszt.

Il suo impegno a favore di quanti lottavano per l'unita' d'Italia fu instancabile e durante la breve stagione della Repubblica Romana, cui volle partecipare, organizzo' dodici ospedali, aiutata da aristocratiche e popolane.

Ancora un'aristocratica affascinata dalle nuove idee che si andavano imponendo in Italia e non solo: Bianca De Simoni Rebizzo. Milanese di nascita, si trasferi' a Genova dove fu la promotrice di un salotto culturale frequentato anche da patrioti del calibro di Bixio e Mameli. La storia di Bianca De Simoni Rebizzo e' legata a doppio filo con quella di alcune delle imprese piu' significative del Risorgimento, discusse e pianificate nella sua casa: dallo sfortunato tentativo di Carlo Pisacane alla vittoriosa impresa dei Mille.

 

Altro personaggio di spicco e' stata Enrichetta Caracciolo. Nata nel 1821, gia' da adolescente si erano aperte per lei le porte del convento nel monastero di San Gregorio Armeno. A 20 anni pronuncio' i voti, senza accettare tuttavia il destino che dalla madre era stato disegnato per lei. Ribelle e contestatrice, si guadagno' presto la fama di rivoluzionaria dentro e fuori il monastero.

Nel 1851 fu arrestata per il suo sostegno ai rivoluzionari e alle loro idee. Dopo un periodo di isolamento si diede alla clandestinita' e continuo' ad appoggiare i patrioti fino all'arrivo di Garibaldi a Napoli. Il 7 settembre 1860, giorno storico per la citta' e per l'Italia intera, Enrichetta pote' finalmente deporre il velo e riacquistare quella liberta' che aveva a lungo inseguito.

Nella galleria di personaggi femminili che hanno animato la lotta risorgimentale non puo' mancare Virginia Oldoini, contessa di Castiglione. Bellissima, tanto da essere considerata la donna piu' bella d'Europa, mise sul piatto della battaglia patriottica proprio la sua bellezza piu' che la forza delle idee. Spronata da Cavour, Virginia Oldoini accetto' di compiere, in terra di Francia, una missione di seduzione con finalita' politico-diplomatiche, conquistando l'imperatore Napoleone III, che successivamente avrebbe fornito un contributo determinante all'alleanza franco-piemontese, una delle carte vincenti del progetto politico di Cavour per l'unita' d'Italia.

 


Tra le donne che hanno 'fatto' l'Italia accanto agli uomini, un posto di riguardo spetta sicuramente ad Antonietta De Pace che il 7 settembre 1860 sfilo' al fianco di Giuseppe Garibaldi, insieme ad Emma Ferretti, nel momento del trionfale ingresso dell'eroe dei due mondi a Napoli. Originaria di Gallipoli, dove era nata nel 1818, De Pace era  cognata del patriota Epaminonda Valentino, e fu tramite lui che entro' in contatto con i gruppi antiborbonici.De Pace svolse un delicatissimo ruolo di collegamento e di supporto per i gruppi di patrioti che operavano tra la Puglia e la
Campania. Dopo aver partecipato ai moti del 1848 a Napoli, fondo' l'anno successivo il primo comitato femminile. Arrestata, resto' a lungo in prigione, in condizioni durissime, senza pero' mai cedere. Dopo l'unita', De Pace si dedico' con grande impegno ad attivita' sociali, riservando buona parte delle sue energie alla diffusione dell'istruzione tra le donne.

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Fonte: adnkronos
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Anonimo 11 marzo 2010   20:29
L'utente ha risposto al commento anonimo del 11 marzo 2010. Visualizza »

ah ,senti chi parla! e voi avete documenti storici che attestano che sotto i Borbone l'italia meridionale era la terza potennza europea? siete solo in malafede...

In malafede sono le persone che blaterano senza avere le prove di quel che dicono. E' il caso di chi parla di trentamila vittime dei Borboni , ma, invitato a citare le sue fonti, crede di uscirsene ribaltando puerilmente la frittata!

Quanto al fatto che il Regno delle Due Sicilia vantasse diversi primati e fosse la terza potenza commerciale dopo Inghilterra e Francia, basta a dimostrarlo il Convegno internazionale di Parigi del 1855. Per questa ragione, quel regno dava fastidio a lorsignori e andava perciò eliminato dal bacino del Mediterraneo, per esser sostituito - in vista dell'apertura del canale di Suez - da un regno allineato e coperto come quello savoiardo. La verità - che piaccia o no a chi s'ostina a credere ancora alla favolette da libro "Cuore" - purtroppo sta tutta qui.

Anonimo 11 marzo 2010   20:17

Il fatto che Francesco II abbia nominato Liborio Romano quale ministro dell'interno nulla toglie all'altro fatto ben più grave, e cioé che costui tramava alle spalle della sua patria. Che colpa aveva quindi il giovanissimo re di aver scelto quello che non era altro che un voltagabbana? Non poterva certo stare nella sua testa! La camorra - é questo il dato essenziale di partenza - entrò nei gangli dello Stato grazie a gente simile, pronta a vendersi al vincitore di turno. Liborio del resto fesso pure Cavour, come pochi sanno, perché contrariamente ai suoi voleri favorì l'ingresso di Garibaldi a Napoli. Quindi, restituisco al mittente la "faccia di bronzo" con i dovuti interessi.

Anonimo 10 marzo 2010   13:08
L'utente ha risposto al commento anonimo del 10 marzo 2010. Visualizza »

Prima di sparare certe cifre, sarebbe il caso di dire dove mai sono state ricavate.  Diversamente, si raccontano le solite frottole risorgimentali che hanno fatto il tempo loro. Quanto poi alle leggi ad personam, non mi risulta che i Borboni fossero come certi uomini di governo che conosciamo.

ah ,senti chi parla! e voi avete documenti storici che attestano che sotto i Borbone l'italia meridionale era la terza potennza europea? siete solo in malafede...

Anonimo 10 marzo 2010   13:06
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La definizione di "Vulva d'oro" data alla Castiglione, caro mio, non é mia ma di un risorgimetalista di fama: basta andarsi a fare una piccola ricerca. Cosa c'entra quindi Carolina, che almeno non ha mai fatto mercimonio del suo corpo? Quale rispetto si pretende poi "per tutti gli italiani",  se da ben 50 anni si continua ad offendere la gente del Sud con le panzane sui "fratelli d'Italia"? Quelli "fratelli"? Non si dimentichi che pure Caino era fratello di Abele (e si sa com'é finita)! Quanto infine alla "camorra", chi l'ha portata ad intromettersi negli affari pubblici, egregio ignorantello, é stato Liborio Romano. Questo traditore, appena partiti i Borbone, si accordçcon Salvatore de Crescenzo, per inserire i camorristi nella polizia al posto dei vecchi funzionari. E fu solo grazie a questo accordo che Garibaldi fece quell'ingresso trionfale a Napoli, che altrimenti se lo sognava. In cambio, il prode Peppino ricambiò le donne della camorra con laute pensioni sottratte al Banco di Napoli. Naturalmente, da quel maledetto 7 settembre 1860 la camorra non s'é più ritirata e tuttora ci delizia, senza che un secolo e mezzo di Italia unita ce l'abbia tolta di mezzo.

che faccia di bronzo. e chi ha nominato ministro dell'interno Liborio romano, se non il tuo franceschiello

Anonimo 10 marzo 2010   11:27
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si, infatti aspettiamo più rispetto per i trentamila siciliani uccisi dal dispotismo borbonico e dalle leggi ad personam di una dinastia priva di onore e rispetto per la libertà

Prima di sparare certe cifre, sarebbe il caso di dire dove mai sono state ricavate.  Diversamente, si raccontano le solite frottole risorgimentali che hanno fatto il tempo loro. Quanto poi alle leggi ad personam, non mi risulta che i Borboni fossero come certi uomini di governo che conosciamo.

Anonimo 10 marzo 2010   11:22
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mi piacerebbe proprio definire carolina "Vulva d'oro" così per par condicio. Ma forse chi ha rispetto per tutti gli italiani, e non solo quelli del sud ,dovrebbe mettere da parte un pò di rancore dopo 150 anni..no

oppure c'è qualcos'altroò. per esempio sperare che il sud abbia il governo della "camorra2 come si voleva fare nel 1993,no?

La definizione di "Vulva d'oro" data alla Castiglione, caro mio, non é mia ma di un risorgimetalista di fama: basta andarsi a fare una piccola ricerca. Cosa c'entra quindi Carolina, che almeno non ha mai fatto mercimonio del suo corpo? Quale rispetto si pretende poi "per tutti gli italiani",  se da ben 50 anni si continua ad offendere la gente del Sud con le panzane sui "fratelli d'Italia"? Quelli "fratelli"? Non si dimentichi che pure Caino era fratello di Abele (e si sa com'é finita)! Quanto infine alla "camorra", chi l'ha portata ad intromettersi negli affari pubblici, egregio ignorantello, é stato Liborio Romano. Questo traditore, appena partiti i Borbone, si accordçcon Salvatore de Crescenzo, per inserire i camorristi nella polizia al posto dei vecchi funzionari. E fu solo grazie a questo accordo che Garibaldi fece quell'ingresso trionfale a Napoli, che altrimenti se lo sognava. In cambio, il prode Peppino ricambiò le donne della camorra con laute pensioni sottratte al Banco di Napoli. Naturalmente, da quel maledetto 7 settembre 1860 la camorra non s'é più ritirata e tuttora ci delizia, senza che un secolo e mezzo di Italia unita ce l'abbia tolta di mezzo.

Anonimo 09 marzo 2010   22:51
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Basta con questi elogi a gente che ha rovinato il nostro Sud! Non bastavano garibaldi § c.: ora ci si mìettono pure queste quattro sgallettate, tra cui figurano una camorrista e la cosiddetta Vulva d'oro del Risorgimento. Ma perché non si parla dei milioni di donne che parteggiarono e soffrirono dall'altro lato della barricata? Ad esempio Michelina De Cesare, che combattè come un uomo contro i piemontesi invasori e venne alla fine violentata e uccisa da questi "liberatori"? Un po' di giustizia per queste povere disgraziate, dopo centocinquanta anni di menzogne e di retorica patriottarda, non farebbe male. Cresceremo mai con queste fandonie che ci hanno inculcato (e continuano a fare) dai tempi dell'elematre, profittando della nostra ingenuità? Pollice verso per l'articolo e per chi l'ha vergato.

mi piacerebbe proprio definire carolina "Vulva d'oro" così per par condicio. Ma forse chi ha rispetto per tutti gli italiani, e non solo quelli del sud ,dovrebbe mettere da parte un pò di rancore dopo 150 anni..no

oppure c'è qualcos'altroò. per esempio sperare che il sud abbia il governo della "camorra2 come si voleva fare nel 1993,no?

Anonimo 09 marzo 2010   22:48
L'utente ha risposto al commento anonimo del 09 marzo 2010. Visualizza »

E tutti quegli inermi indifesi passati per le armi per rappresaglia dai piemontesi, che facciamo li dimentichiamo? Si trattava dei nostri avi, non possiamo farli morire due volte. Sino a quando non sarà detta tutta la verità, ma si avvertirà ancora la necessità di mentire  non ci potrà  mai essere unità vera, ma solo ipocrisia.

si, infatti aspettiamo più rispetto per i trentamila siciliani uccisi dal dispotismo borbonico e dalle leggi ad personam di una dinastia priva di onore e rispetto per la libertà

Anonimo 09 marzo 2010   12:09
L'utente ha risposto al commento anonimo del 09 marzo 2010. Visualizza »

E tutti quegli inermi indifesi passati per le armi per rappresaglia dai piemontesi, che facciamo li dimentichiamo? Si trattava dei nostri avi, non possiamo farli morire due volte. Sino a quando non sarà detta tutta la verità, ma si avvertirà ancora la necessità di mentire  non ci potrà  mai essere unità vera, ma solo ipocrisia.

Solamente quando si avrà il coraggio di dire la Verità (quella supportata da inconfutabili documenti storici) e non le solite e noiose menzogne risorgimentali (favolette inventate di sana pianta e propinate agli ingenui studenti nelle nostre scuole), ci potrà essere Giustizia per il Sud e per i suoi tanti eroi massacrati dai "fratelli d'Italia". Sant'Agostino disse: "Una società senza Giustizia è un'associazione per delinquere!"

Anonimo 08 marzo 2010   21:03
L'utente ha risposto al commento anonimo del 08 marzo 2010. Visualizza »

Basta con questi elogi a gente che ha rovinato il nostro Sud! Non bastavano garibaldi § c.: ora ci si mìettono pure queste quattro sgallettate, tra cui figurano una camorrista e la cosiddetta Vulva d'oro del Risorgimento. Ma perché non si parla dei milioni di donne che parteggiarono e soffrirono dall'altro lato della barricata? Ad esempio Michelina De Cesare, che combattè come un uomo contro i piemontesi invasori e venne alla fine violentata e uccisa da questi "liberatori"? Un po' di giustizia per queste povere disgraziate, dopo centocinquanta anni di menzogne e di retorica patriottarda, non farebbe male. Cresceremo mai con queste fandonie che ci hanno inculcato (e continuano a fare) dai tempi dell'elematre, profittando della nostra ingenuità? Pollice verso per l'articolo e per chi l'ha vergato.

E tutti quegli inermi indifesi passati per le armi per rappresaglia dai piemontesi, che facciamo li dimentichiamo? Si trattava dei nostri avi, non possiamo farli morire due volte. Sino a quando non sarà detta tutta la verità, ma si avvertirà ancora la necessità di mentire  non ci potrà  mai essere unità vera, ma solo ipocrisia.

Anonimo 08 marzo 2010   11:21

Basta con questi elogi a gente che ha rovinato il nostro Sud! Non bastavano garibaldi § c.: ora ci si mìettono pure queste quattro sgallettate, tra cui figurano una camorrista e la cosiddetta Vulva d'oro del Risorgimento. Ma perché non si parla dei milioni di donne che parteggiarono e soffrirono dall'altro lato della barricata? Ad esempio Michelina De Cesare, che combattè come un uomo contro i piemontesi invasori e venne alla fine violentata e uccisa da questi "liberatori"? Un po' di giustizia per queste povere disgraziate, dopo centocinquanta anni di menzogne e di retorica patriottarda, non farebbe male. Cresceremo mai con queste fandonie che ci hanno inculcato (e continuano a fare) dai tempi dell'elematre, profittando della nostra ingenuità? Pollice verso per l'articolo e per chi l'ha vergato.

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