'Vincent van Gogh. Campagna senza tempo, Citta' moderna': dal 9 ottobre 2010 al 30 gennaio 2011 il Complesso del Vittoriano di Roma riporta a Roma dopo ben ventidue anni il genio assoluto di Vincent van Gogh, che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell'arte e nell'immaginario collettivo dell'uomo moderno. Oltre 110 opere tra importanti dipinti, splendidi acquarelli e preziose opere su carta, illustrano l'intera straordinaria carriera del maestro olandese seguendo un percorso scientifico innovativo e affascinante, che analizza per la prima volta le due inclinazioni contraddittorie, che spesso guidarono il pittore nella scelta dei soggetti dei suoi dipinti: il suo amore per la campagna, come ambiente fisso e immutabile, e il suo legame con la citta', centro della vita moderna e del suo rapido movimento.
La mostra, che nasce sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, e' promossa dal Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali e dall'Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi a Roma, con la partecipazione del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, della Regione Lazio , Assessorato alla Cultura, Arte e Sport, della Provincia di Roma, Presidenza e Assessorato alle Politiche culturali, con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati e del Ministero degli Affari Esteri. La rassegna e' organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia. Il costo del biglietto sara' di 10 euro intero e di 7 euro e 50 ridotto. Dal lunedi' al giovedi' la mostra sera' visibile dalle 9.30 alle 19.30, il venerdi' e il sabato dalle 9.30 alle 23.30 e la domenica dalle 9.30 alle 20.30.
Noi italiani siamo sciovinisti contro noi stessi.
Mi chiedo se è giusto che io,discreto studioso d’arte e specialista di Van Gogh da oltre 20 anni e con all’attivo sei libri e parecchi saggi e articoli accreditati nel database della biblioteca del museo Van Gogh e delle principali biblioteche d’arte italiane,non sono neppure stato invitato ai 3 dibattiti e alle 4 proiezioni di film,già programmati a margine della mostra,che aprirà i battenti al Vittoriano di Roma l’8 ottobre prossimo.Può essere che la mia voce sia stonata,fuori dal coro,ma non se ne può più di un taglio ageografico e celebrativo,che viene dato a queste mostre e che hanno ingessato Van Gogh nel suo mito,forse contro quello che sarebbe stato il suo volere.Negli ultimi anni,grazie all’avvento dei blogs ho potuto finalmente dare fiato alle mie scoperte su Vincent.anche a quelle che avevano dato fastidio all’establishement,stemperando così l’ostracismo nei miei confronti.Continuerò su questa strada,confortato periodicamente dal ringraziamento di parecchi appassionati del pittore olandese.Grazie a tutti voi che mi leggete e spero mi sosterrete anche in futuro.
e su Geometrie fluide.
Augustine Roulin con la figlia Marcelle”in prestito dal museo di Filadelfia è un falso,realizzato dai fratelli Schuffenecker.
Augustine Roulin con la figlia Marcelle”in prestito dal museo di Filadelfia per questa mostra.
della mostra a Mannheim nel 1907,alla quale prestarono ben 14 quadri).Essi devono averlo costruito partendo da altri ritratti della signora Roulin,facenti parte della loro collezione.E’risaputo che almeno 2 versioni della Berceuse(quella ora a Boston potrebbe essere un falso)passarono dalle loro mani e probabilmente anche il ritratto con finestra e vasi sullo sfondo,già di proprietà di Theodore Duret(altro collezionista e possessore di parecchi Van Gogh fasulli)e ora nel museo Oskar Reinhardt di Winthertur.La brutalità di questo dipinto,assimilabile per tecnica all’altro con neonata in primo piano e la madre tagliata dalla cornice(guarda caso anch’esso proveniente dai due fratelli falsari,come dimostra una foto della mostra del novembre 1909 da Druet e il relativo catalogo al n.33),non fanno parte della cultura figurativa di Vincent,che prediligeva il primo piano possibilmente a mezzo busto,per tirare fuori tutta la potenzialità psicologica e umana dei personaggi.E’una pittura che ha il taglio e i colori di Francis Bacon con 50 anni di anticipo,ma che non ha nulla a che vedere con Van Gogh.
e su Geometrie fluide.
Augustine Roulin con la figlia Marcelle”in prestito dal museo di Filadelfia è un falso,realizzato dai fratelli Schuffenecker.
Augustine Roulin con la figlia Marcelle”in prestito dal museo di Filadelfia per questa mostra.
della mostra a Mannheim nel 1907,alla quale prestarono ben 14 quadri).Essi devono averlo costruito partendo da altri ritratti della signora Roulin,facenti parte della loro collezione.E’risaputo che almeno 2 versioni della Berceuse(quella ora a Boston potrebbe essere un falso)passarono dalle loro mani e probabilmente anche il ritratto con finestra e vasi sullo sfondo,già di proprietà di Theodore Duret(altro collezionista e possessore di parecchi Van Gogh fasulli)e ora nel museo Oskar Reinhardt di Winthertur.La brutalità di questo dipinto,assimilabile per tecnica all’altro con neonata in primo piano e la madre tagliata dalla cornice(guarda caso anch’esso proveniente dai due fratelli falsari,come dimostra una foto della mostra del novembre 1909 da Druet e il relativo catalogo al n.33),non fanno parte della cultura figurativa di Vincent,che prediligeva il primo piano possibilmente a mezzo busto,per tirare fuori tutta la potenzialità psicologica e umana dei personaggi.E’una pittura che ha il taglio e i colori di Francis Bacon con 50 anni di anticipo,ma che non ha nulla a che vedere con Van Gogh.
Noi italiani siamo sciovinisti contro noi stessi.
Mi chiedo se è giusto che io,discreto studioso d’arte e specialista di Van Gogh da oltre 20 anni e con all’attivo sei libri e parecchi saggi e articoli accreditati nel database della biblioteca del museo Van Gogh e delle principali biblioteche d’arte italiane,non sono neppure stato invitato ai 3 dibattiti e alle 4 proiezioni di film,già programmati a margine della mostra,che aprirà i battenti al Vittoriano di Roma l’8 ottobre prossimo.Può essere che la mia voce sia stonata,fuori dal coro,ma non se ne può più di un taglio ageografico e celebrativo,che viene dato a queste mostre e che hanno ingessato Van Gogh nel suo mito,forse contro quello che sarebbe stato il suo volere.Negli ultimi anni,grazie all’avvento dei blogs ho potuto finalmente dare fiato alle mie scoperte su Vincent.anche a quelle che avevano dato fastidio all’establishement,stemperando così l’ostracismo nei miei confronti.Continuerò su questa strada,confortato periodicamente dal ringraziamento di parecchi appassionati del pittore olandese.Grazie a tutti voi che mi leggete e spero mi sosterrete anche in futuro.
Augustine Roulin con la figlia Marcelle”in prestito dal museo di Filadelfia è un falso,realizzato dai fratelli Schuffenecker.
Augustine Roulin con la figlia Marcelle”in prestito dal museo di Filadelfia per questa mostra.
della mostra a Mannheim nel 1907,alla quale prestarono ben 14 quadri).Essi devono averlo costruito partendo da altri ritratti della signora Roulin,facenti parte della loro collezione.E’risaputo che almeno 2 versioni della Berceuse(quella ora a Boston potrebbe essere un falso)passarono dalle loro mani e probabilmente anche il ritratto con finestra e vasi sullo sfondo,già di proprietà di Theodore Duret(altro collezionista e possessore di parecchi Van Gogh fasulli)e ora nel museo Oskar Reinhardt di Winthertur.La brutalità di questo dipinto,assimilabile per tecnica all’altro con neonata in primo piano e la madre tagliata dalla cornice(guarda caso anch’esso proveniente dai due fratelli falsari,come dimostra una foto della mostra del novembre 1909 da Druet e il relativo catalogo al n.33),non fanno parte della cultura figurativa di Vincent,che prediligeva il primo piano possibilmente a mezzo busto,per tirare fuori tutta la potenzialità psicologica e umana dei personaggi.E’una pittura che ha il taglio e i colori di Francis Bacon con 50 anni di anticipo,ma che non ha nulla a che vedere con Van Gogh.