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Il "Martirio di San Lorenzo" non è di Caravaggio
Un team di esperti ha confermato la notizia

27 luglio 2010 15:09
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Non e' di Caravaggio e non c'e' nemmeno la mano del grande maestro lombardo nel Martirio di San Lorenzo, di proprieta' dei Gesuiti. Dopo il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, che ha negato ieri dalle pagine dell'Osservatore Romano una possibile attribuzione, anche altri autorevoli esperti, convocati a Roma dalla soprintendente del Polo museale Rossella Vodret, non hanno dubbi e si uniscono alla smentita.

 

La tela ritrovata, concordano pur dopo un'analisi all'impronta la Vodret, Gianni Papi, Marco Bona Castellotti, Sybille Ebert Schifferer, Beatrice De Ruggeri, sarebbe piuttosto opera di un caravaggesco, ovvero di un pittore seguace del Caravaggio, quasi certamente meridionale, di area campana o forse ancora piu' a sud, verso la Sicilia e Malta.

 

Di piu' potranno dire le indagini diagnostiche, annunciate per settembre dalla soprintendenza e finanziate dall'Abi, sponsor per i gesuiti anche del primo restauro della tela. Mentre il direttore della Chiesa del Gesu', padre Daniele Libanori, rivela che i gesuiti ''sono stati sorpresi e spaesati'' dalla decisione dell'Osservatore Romano di pubblicare in prima pagina nel giorno dell'anniversario della morte di Caravaggio, e con un titolo strillato, l'articolo della studiosa Salvucci Insolera, che con ogni prudenza ne proponeva l'attribuzione prestigiosa. ''Tutto questo interesse che poi ne e' derivato ci ha stupito e ci e' sembrato improprio'', commenta, ''anche per questo abbiamo poi voluto consultare sempre la soprintendenza e abbiamo deciso di esporlo agli studiosi''. Tra questi, il toscano Gianni Papi, che e' il curatore della grande mostra in corso a Firenze sui Caravaggeschi, fa i nomi di Michele Cassarino e di Marco Minniti: ''potrebbe trattarsi di un quadro realizzato tra la Sicilia e Malta'', dice.

 

Un'ipotesi che convince la soprintendente Vodret, per la quale si tratta comunque di un quadro ''molto interessante'' con alcune ''parti di grande qualita''', come l'idea di ritrarre il santo prono sulla graticola, e ''cadute importanti''. Per la soprintendente potrebbe avere un senso l'attribuzione al siciliano Minniti, amico del Caravaggio, e la tela potrebbe risalire al secondo decennio del Seicento, quanto il genio lombardo era morto da poco. Non crede ad una attribuzione a Minniti, invece, Sybille Ebert Schifferer, che pensa piuttosto ad un pittore della cerchia meridionale tra Napoli e la Calabria. Pensa a ''certi aspetti della pittura maltese'' Marco Bona Castellotti.

 

Delle indagini diagnostiche si occupera' Beatrice De Ruggeri, anche lei convinta che la tela non sia di Caravaggio. Gli esami, che costeranno tra i 2.500 ed i 3.000 euro, richiederanno, spiega, qualche settimana di lavoro. Ancora da indagare anche la provenienza del quadro, che e' di proprieta' dei gesuiti. L'ultima collocazione nota, precisa padre Libanori, e' del 1927. ''Era molto sporco e scuro - dice - abbiamo pensato di restaurarlo in omaggio ai 400 anni dalla morte di Caravaggio''. Nessun particolare stupore per il ritrovamento: ''Nelle nostre case - aggiunge accanto a lui un altro gesuita - ci sono stati e ci sono tesori che nemmeno noi conosciamo, solo negli ultimi tempi ci siamo impegnati in un inventario''.

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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