La provincia di Caltanissetta è tra le ultime in Italia per turismo e mercato del lavoro, ma dimostra di aver saputo fare fronte alla crisi che ha colpito del 2009, e dimostra di poter superare la congiuntura negativa e guardare al 2010 come all'anno del ritorno alla normalità. Questa è in sintesi l'indagine dell'Osservatorio economico della provincia di Caltanissetta, realizzato dalla Camera di commercio con l'Istituto Tagliacarne. I risultati della ricerca - svolta su un campione di 500 imprese - sono stati presentati al teatro Margherita di Caltanissetta nel corso del convegno "Realtà economica e potenzialità di sviluppo nel contesto dell'attuale crisi globale". Nel 2009 la crisi si è manifestata nella sua forma più acuta. La congiuntura economica globale, tra l'altro, ha colpito una provincia che strutturalmente soffre di alcuni squilibri economici e sociali piuttosto seri, come un tasso di disoccupazione altissimo, più del doppio della media nazionale: il 13,2% per gli uomini, contro l'11,9% della media siciliana e il 5,5% della media nazionale. Anche il tasso di disoccupazione femminile raggiunge livelli drammatici: il 17% di Caltanissetta contro il 17,3% della regione e contro l'8,5% della media italiana. Questi numeri pongono Caltanissetta al sesto posto nella graduatoria nazionale per tasso di disoccupazione. Dall'indagine emerge che Caltanissetta è tra le ultime province in Italia (102esima su 108) per la domanda turistica: l'indice di internazionalizzazione turistica per Caltanissetta é del 10,9%, per l'Italia è del 44,6%. L'indice di qualità alberghiera (cioé della presenza di hotel a 4/5 stelle sul totale degli alberghi) è del 7,1% contro il 12,4% nazionale. Infine l'indice di concentrazione turistica (arrivi/popolazione) é a Caltanissetta del 17,9% contro il 161% della media italiana.
Alla presentazione del rapporto "Tagliacarne" è intervenuto stamani a Caltanissetta al'assessore regionale alle Attività Produttive, Marco Venturi, che è anche presidente della Camera di commercio nissena. "Attualmente - ha detto - l'aspetto maggiormente interessato dalla crisi è quello legato ai consumi delle famiglie, seguito da una ricaduta sui livelli occupazionali. A ciò, si aggiunga la sensazione che l'economia sommersa si stia propagando, proprio in un sistema produttivo già caratterizzato da aspetti di concorrenza imperfetta". Secondo Venturi, che è imprenditore:"Si tratta di fattori che si traducono in una serie di conseguenze poco favorevoli per il circuito economico locale, come la riduzione degli ordini ed un ingessamento della circolazione delle risorse economiche. Chiaramente, tali aspetti si ripercuotono sulla capacità competitiva e sulla solidità finanziaria del sistema produttivo nisseno". L'impatto della crisi in provincia di Caltanissetta é stato avvertito dalle imprese per una riduzione degli ordini da parte della clientela, per una minore liquidità e per maggiori difficoltà a incassare i pagamenti da parte dei clienti. La crisi però può essere vista anche come opportunità di sviluppo. E infatti il 37,8% delle imprese ha ridotto le spese esterne, il 30,8% ha migliorato il rapporto qualità prezzo dei beni offerti sul mercato. Il 18% degli intervistati ha agito sul fronte della razionalizzazione dell'organizzazione dell'impresa. Il 17% sulla ricerca di nuovi mercati interni. L'analisi trova conferma nelle parole del delegato nazionale di Confindustria per i rapporti con le istituzioni preposte al controllo del Territorio, l'imprenditore Antonello Montante: "Caltanissetta ha investito in nuovi modelli di ripresa economica che hanno proiettato la provincia su scenari che saranno certamente più rosei e sulla base dei quali Caltanissetta sarà in grado di attrarre maggiormente investimenti dall'esterno". Ci sono anche imprese che hanno adottato nuove strategie organizzative e di posizionamento: l'11,6% cambiando politiche di prezzo, il 10% attraverso una razionalizzazione dei flussi lavorativi, il 5% con la ricerca di nuovi mercati internazionali, il 3% attraverso un cambiamento di assetto giuridico.
"Misure come la leva fiscale e gli incentivi agli investimenti sono senz'altro delle priorità per le imprese, non solo per quelle nissene ma in generale per tutte le imprese siciliane". L'ha detto alla presentazione del rapporto dell'Istituto Tagliacarne, Nino Salerno, componente della giunta nazionale di Confindustria. "Bisogna stare vicino - ha aggiunto il presidente di Unioncamere Sicilia, Giuseppe Pace - agli imprenditori che con il loro lavoro contribuiscono allo sviluppo locale. Sono loro la colonna portante della nostra economia. Questo convegno è un momento importante di confronto anche sul tema del racket e delle azioni in atto per contrastarlo. A tal proposito esprimo la mia solidarietà a Renzo Caponetti, presidente dell'associazione antiracket 'Gaetano Giordano' di Gela, che nei giorni scorsi è stato vittima di una vile intimidazione. L'attenzione su episodi come questi deve rimanere alta". Per il 2010 l'Osservatorio economico prevede per Caltanissetta un deciso incremento della quota di risorse economiche destinate a investimenti. Secondo il Tagliacarne, per il 69,8% delle aziende è fondamentale introdurre agevolazioni fiscali; per il 33,8% occorrono incentivi agli investimenti; secondo il 29,8% sono necessari interventi di sostegno per l'accesso al credito. Per il 18,2% del campione sono necessarie nuove politiche per il mercato del lavoro. Infine, per l'11,4% anche la leva della semplificazione amministrativa potrebbe essere utile per uscire dalla crisi.
"Nessun rapporto sull'economia locale, da quello del 'Sole 24Ore' a quello redatto dall'istituto Tagliacarne, puo' cogliere una dinamica positiva della provincia di Caltanissetta e il forte impegno degli operatori economici nel settore della legalita'". Lo ha detto l'assessore regionale all'Istruzione e Formazione professionale, Mario Centorrino, che oggi ha partecipato in rappresentanza del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, al convegno "Realta' economica e potenzialita' di sviluppo nel contesto dell'attuale crisi economica", organizzato dalla Camera di Commercio di Caltanissetta.
"Quella di oggi - ha aggiunto Centorrino- e' la testimonianza di una presa di coscienza verso il rapporto tra legalita' e sviluppo che sta alla base della liberta' di impresa, dell'attrazione di investimenti dall'esterno, della liberazione del territorio da fenomeni distorsivi come il sommerso e l'evasione".
"Per uscire dalla crisi economica, che in Sicilia si e' fatta sentire in maniera vigorosa - ha detto l'assessore regionale alle Attivita' produttive, Marco Venturi - la Regione deve decisamente cambiare passo. Occorre utilizzare i fondi Fas ed europei per incentivare gli investimenti e far crescere il tessuto produttivo siciliano e, in particolare, le piccole e medie imprese. Dobbiamo anche snellire procedure e norme per accelerare gli iter autorizzativi e burocratici perche' chi investe ha bisogno di tempi e risposte certe, viceversa dirotta i capitali in altri luoghi".