Il Cnel, Consiglio nazionale dell'Economia e del Lavoro, ha reso noti i risultati del Rapporto 2009-2010 sul mercato del lavoro.
L'attenzione dei ricercatori si è focalizzata intorno agli effetti generati dal periodo di recessione economica su offerta e domanda di lavoro nel nostro paese, e non solo.
“La recessione - stando al rapporto - si è in buona misura tradotta in una caduta ciclica della produttività del lavoro: le ore lavorate si sono ridotte meno del Pil”.
Tra le realtà maggiormente citate vi è quella tedesca, “ove non si è avuta alcuna riduzione dell'occupazione nel corso della fase di recessione”.
Secondo gli analisti del Cnel, però, “i tempi e la velocità della ripresa non paiono sufficienti per determinare un rapido riassorbimento degli occupati in eccesso, soprattutto nell'industria”.
Gli effetti più duri della crisi tendono a permanere, provocando, addirittura, un effetto di riduzione della domanda di lavoro, contrattasi nel 2010 dell'1,4%.
Il sud, con la Sicilia sempre ai primi posti, si pone quale prioritario laboratorio d'analisi di dinamiche tendenti alla contrazione sia della domanda che dell'offerta lavorativa.
“La caduta della partecipazione - si legge nella relazione - va così ad acuire il fenomeno della scarsa dinamica dell'offerta di lavoro, legato ad una demografia sfavorevole compensata solo dai crescenti afflussi di lavoratori migranti”.
Al sud, la vera protagonista degli ultimi anni è la costante tendenza allo scoraggiamento, fattore di decisiva riduzione della richiesta di occupazione.
L'evidente differenza, nell'offerta lavorativa, sussistente tra un nord, sempre più dinamico, ed un sud afflitto, invece, da una costante stasi, non può far altro che indurre chi è in cerca di occupazione a rinunciarvi.
La categoria più colpita viene individuata in quella giovanile, fatta di lavoratori spesso alla prima esperienza, contraddistinta, però, da modalità contrattuali a tempo determinato: causa prima, anche in questo caso molto più al sud che al nord, dalla volatilità dei rapporti instaurati con la parte datoriale.
Modesta proposta: si potrebbero liberare risorse abolendo questo ennesimo "ente inutile", anzi "pomposamente inutile" in quanto "di rilevanza costituzionale", mandando a lavorare tutta la cortedi sindacalisti-consiglieri, consiglieri-sindacalisti, professori-consiglieri, consiglieri di professori e... così "amicando".
Col ricavato, magari si potrebbe rimediare a qualche "buco" occupazionale!
E' dal 1947 che quest'inutile "istituazione" para-corporativa, con la scusa di produrre studi e ricerche che nessuno studia e, men che meno, ricerca, da ospitalità ad una miriade di "para...": politici e sindacalisti trombati, professori senza discenti e discenti senza cultura, tutti prersenzialisti ozianti fra la il Ristorante extralusso della Casina Valadier di Roma (dove "un filettino" lo pagano "in convenzione" pochi euro) e le prime file di tutte le manifestazioni inutili che si possono immaginare: dagli auguri al Capo dello... all'assegnazione del Premio Letterario..., sempre ben in vista perchè, per il cerimioiere, sono ricompresdi fra "le più alte cariche", dopo il Presidente della Corte Costituzionale e il Primo Presidnte della Cassazione...
A casa... A casa... A casa...!!!