(di Mauro Dalla Casa) A Ravenna già dal 1990 è presente un mosaico della dimensione di quasi 3 metri per 2, sito nel Parco della Pace, alla cui realizzazione collaborarono mosaicisti provenienti da tutto il mondo. Il mosaico “dentellato” riproduce il francobollo emesso da Poste italiane in quell’anno ed è ancora visibile in loco.
Da questo mese abbiamo a Ravenna un nuovo monumento dentellato.
Si tratta di una scultura realizzata da Piero Strada, artista che ha esposto in tutto il mondo al quale l’amministrazione comunale di Ravenna ha pensato di conferire l’incarico di commemorare il famoso pittore ravennate Pietro Guberti di cui è appena ricorso il centenario della nascita.
A questo pittore è stato dedicato il 14/5/2010 un nuovo parco che ha preso appunto il nome di parco Pietro Guberti , al centro del quale è stato posta la nuova estrosa scultura a lui dedicata, che vediamo in foto.
Particolarità di questa scultura, unica nel suo genere, è la dentellatura che simboleggia un enorme francobollo. L’artista Pietro Guberti, ravennate d’origine, visse a lungo a Milano ed era famoso come ritrattista.
Breve profilo dell’artista
Pietro Guberti nasce a Ravenna nel 1907 e dopo aver studiato in Accademia, nella quale per un breve periodo fu anche insegnante, si dedica completamente all’arte.
Negli anni trenta partecipa al concorso di direttore scenografico bandito dalla famosa casa cinematografica Metro Golden Mayer e, risultando vincitore, si trasferisce a Roma, a Cinecittà.
Dopo la parentesi romana, lo troviamo a Milano dove si guadagna il titolo di ritrattista della “Scala” come testimonino i ritratti da lui eseguiti di Mario Del Monaco, di Giuseppe Di Stefano, Ezio Pinza (ravennate), di Renata Tebaldi, e di Maria Callas.
Pietro Guberti era conosciuto anche come “Butì “ e questo soprannome gli derivò da un soggiorno statunitense quando qualcuno definì la sua arte “ beauty”, vale a dire “bellezza”.
Il grande maestro metafisico Giorgio De Chirico così lo definì a Milano il 14 Gennaio
Fu grande estimatore delle belle donne e sensibile al loro fascino. Ebbe modo di frequentare lo studio di Dudovich, alla fine degli anni 20, e di conoscere Giovanni Boldini la cui influenza gli permise di essere introdotto e molto richiesto nell’ambiente della “buona” società e delle signore e signorine della borghesia.
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