Pubblichiamo il comunicato che accompagna il primo PARERE ed il relativo INVITO emessi dal CFO in data odierna. Sembra aprirsi in questi giorni, una nuova stagione di rilancio per la filatelia italiana: si registrano importanti iniziative come la costituzione dell’Osservatorio sui falsi della FSFI e quello sull’abusivismo commerciale, istituito dall’AFIP, Associazione Filatelisti Italiani Professionisti. Sono inoltre in corso i lavori preliminari per la costituzione dell’Associazione dei periti filatelici italiani.
Tutto questo testimonia la vivacità di un settore della cultura italiana che non si vuole arrendere e che anzi vuole crescere e diffondersi.
Il parere espresso dal CFO ed il relativo invito, sono il primo passo verso una necessaria ristrutturazione del settore, fondata sul realismo, sulla correttezza e sulla trasparenza, nell’interesse di tutte la componenti del complesso mondo del collezionismo filatelico.
A conclusione delle procedure previste dallo Statuto, che hanno comportato l’elaborazione progressiva collettiva, e quindi la totale e qualificata condivisione del testo e dei contenuti, da parte dei 103 Soci iscritti, sentito il parere dei Soci simpatizzanti, il Club della Filatelia d’Oro Italiana è pervenuto all’emissione del primo PARERE e del relativo INVITO che si allegano al presente comunicato e che sono altresì visibili nel sito sociale www.clubfilateliaoro.it .
Il parere e l’invito affrontano uno dei temi economici e strutturali di maggior rilievo ed interesse della filatelia, ovvero il rapporto tra collezionismo filatelico ed investimento.
Il Club ha inteso contribuire, esprimendosi nel merito della problematica ed emettendo uno specifico invito, all’evoluzione verso modelli comportamentali di maggiore chiarezza e trasparenza nella pubblicità, nella comunicazione e nelle operazioni commerciali collegate al collezionismo filatelico.
Si è ritenuto necessario, a tutela del collezionismo e dei collezionisti, chiarire un aspetto equivoco e fuorviante che tanti danni ha procurato alla filatelia, intesa come fenomeno sociale e culturale, che mal si presta, relativamente ai collezionisti, ad atteggiamenti speculativi, spesso incentivati da una errata prospettazione della filatelia e del collezionismo quale “investimento” nel senso puramente “economico finanziario” del termine, che in questo ambito può riguardare solo la politica commerciale degli operatori professionali.
Il Club si augura che i destinatari di questo primo invito lo accolgano con lo stesso spirito costruttivo e di servizio con il quale è stato emanato, nell’interesse generale di tutte le componenti del mondo filatelico e con l’obiettivo comune di proiettare la filatelia in un futuro di sviluppo, che ne assicuri e perpetui nel tempo la preziosa funzione culturale e sociale, la cui crescita è altresì sicura garanzia di prosperità delle Aziende e delle altre componenti editoriali e commerciali.
Primo Parere del Club della Filatelia d’oro Italiana
La filatelia italiana va rifondata
E’ opinione condivisa da tutti, anche se alcuni continuano a sostenere che si tratti solo di una fase temporanea, legata al momento congiunturale, che la filatelia italiana sia in crisi: diverse sono però le cause che si imputano come responsabili di questa negativa evoluzione e spesso contrapposte le soluzioni che si vorrebbero, più o meno sinceramente, adottare… poi nella realtà operativa nessuno sembra prendersi la responsabilità di fare il primo passo, e forse a qualcuno va bene così.
E’ opinione del “Club della filatelia d’oro italiana”, dopo votazione del Consiglio, sentita l’opinione dei 50 Simpatizzanti e dopo votazione dei 100 Soci che a nulla serviranno singole e parziali decisioni correttive se non verranno prese all’interno di una unica cornice che preveda
CHE COSA E’
Come in ogni acquisto di cose belle, in alcuni casi, ma non sempre, a distanza di tempo può diventare recuperabile addirittura l’intero costo sostenuto ed, eccezionalmente, si può addirittura manifestare un utile economico. Gli eventi legati all’aumento o alla riduzione del valore di mercato degli oggetti filatelici seguono, come per qualunque altro bene, la legge della domanda e dell’offerta che è influenzata da eventi esterni (recessioni o espansioni economiche, inflazione alta o bassa, leggi fiscali, ecc.), da attività di promozione alla filatelia più o meno presenti e significative, da mode collezionistiche di alcuni oggetti a scapito di altri. Ecco perché è sempre sbagliato generalizzare e perché è praticamente impossibile predeterminare gli andamenti futuri.
CHE COSA NON E’
Si colleziona innanzi tutto per divertirsi e quindi si colleziona ciò che piace. Qualunque serio collezionista però ha il diritto di pretendere che tutto ciò avvenga in un clima di trasparenza, di onestà commerciale, di corrette informazioni e di difesa dalle falsificazioni.
GLI ERRORI PIU’ EVIDENTI E CONCLAMATI
Il “Club della filatelia d’oro italiana” è dell’opinione che questi semplici principi, difficilmente confutabili, siano stati dimenticati quando non pervertiti negli ultimi decenni diventando la causa prima della crisi oggi in atto. Gli errori più o meno dolosi o colposi sono stati di:
1) non aver, da parte di alcun Ente o categoria a ciò deputata, svolto attività di vera promozione del collezionismo filatelico determinando la “perdita” di una o due generazioni di collezionisti (gli attuali trentenni e quarantenni);
2) aver messo in atto una politica assurda e miope da parte di quasi tutti gli editori di cataloghi filatelici che, insensibili ad ogni mutamento di mercato, hanno continuato ad aumentare i prezzi di catalogo negli ultimi venti anni allontanandoli sempre più dal valore di mercato e creando confusione e sfiducia nella mente dei collezionisti: confusione aumentata dalle astruse definizioni di qualità pubblicate sui vari cataloghi per la cui interpretazione non è sufficiente una laurea. Non sfugge che questa politica sia stata dettata anche da operazioni speculative (Afinsa, ecc.) che nulla hanno a che vedere con la filatelia, ma che si sono rivelate devastanti per un grande numero di collezionisti (fortunatamente non italiani);
3) aver accettato da parte dei principali commercianti la politica degli editori di cataloghi (nel torbido si pesca meglio, era la battuta di un noto film!) e non aver saputo esprimere una politica comune; essersi trovati impreparati alla rivoluzione tecnologica di comunicazione (internet) ed averla combattuta più che utilizzata a vantaggio di una informazione potenziale diretta e mirata con la propria clientela; essersi trasformati (molti anche se non tutti) in agenti anziché commercianti (accettando collezioni in conto vendita anziché acquistarle) ma pretendendo lo stesso margine di utile del commercio puro e non accontentandosi di una giusta commissione visto che il rischio di invenduto rimane, in tal modo, a carico del venditore;
4) non aver determinato un serio regolamento etico con codice e regole di autodisciplina da parte dei periti filatelici che si sono numericamente sviluppati in progressione geometrica con troppi certificati errati e prezzi delle prestazioni spesso sproporzionati al valore effettivo del materiale certificato;
5) essere rimasta “scollata” dal processo di collezionismo avanzato la attività filatelica di Poste Italiane;
6) aver dato luogo ad una insana attività commerciale da parte di troppi collezionisti che pretendono di acquistare dal web a cifre modeste e rivendere, magari tramite aste, a cifre molto più elevate. Questa attività, che se svolta per le proprie collezioni può essere parte del divertimento, se fatta con intento speculativo, continuativo e generalizzato dà origine ad un falso e non sano commercio speculativo.
7) aver lasciato le strutture di aggregazione da parte dei collezionisti immutate da cento anni, mentre il mondo si è trasformato e continua a trasformarsi, con una crisi evidente della maggior parte dei Circoli ed Associazioni filateliche dove, da parte di moltissimi, criticare è un diritto, ma fare non è un dovere.
Su tutti questi punti, e su altri, il “Club della filatelia d’oro italiana” esprimerà nei prossimi mesi Pareri ed Inviti, ma si dichiara fin d’ora pronto a collaborare con qualunque Ente, Federazione, Categoria, Commerciante, Circolo o Associazione filatelica alla realizzazione di progetti di SVILUPPO e/o RIFONDAZIONE della filatelia italiana perché solo da uno sforzo congiunto si potranno ottenere risultati apprezzabili.
Primo invito del CFO
INVITO a non usare il termine ''investimento'' in filatelia
A seguito di quanto pubblicato nel Parere “
Tutte le campagne stampa viste negli ultimi anni tendenti a far acquistare quasi sempre francobolli comunissimi a “finti” prezzi agevolati hanno probabilmente generato ottimi profitti ai promotori, ma hanno sicuramente indotto un grande numero di collezionisti che, cercando di rivendere, si sono sentiti presi in giro, a smettere di collezionare.
Eventualmente nei rari casi in cui il concetto di filatelia, sconfina dal collezionismo tradizionale, e a fronte di materiale antiquariale universalmente e storicamente riconosciuto come raro (pochissimi pezzi conosciuti e raramente presenti sul mercato), l'invito verso gli operatori commerciali, che in quel caso intendono usare il termine "investimento", è di specificare che, come tutte le forme di investimento finanziario, non sussiste, anche in questo campo, la certezza della realizzazione di un utile.
Il seguente invito è indirizzato alla “Associazione Filatelisti Italiani Professionisti” ed alla “Borsa Filatelica Nazionale” con preghiera di diffusione tra i propri Soci e sarà diffuso attraverso un comunicato stampa agli Organi di informazione.
A questo proposito, in particolare, si chiede un pieno appoggio alla "Unione Stampa Filatelica Italiana" ed a tutti i suoi Soci.
Ho realizzato in 7 anni una collezione completa della Repubblica, con Cavallino e Gronchi rosa.
Ho pagato i francobolli, i più costosi hanno il certificato, mediamente il 50% del prezzo di catalogo.
Per diversi motivi, ho deciso a gennaio di vendere
A conti fatti, in termini reali, calcolando il differenziale dovuto all’aumento dei prezzi di catalogo, vendendo perderei al netto il 46% di quello che ho speso. Dove ho sbagliato?
Ho fatto il giro dei siti filatelici ed ho visto i commenti positivi e negativi su questa iniziativa. Quello che mi ha stupito è quello di un "perito" che ha portato come paragone il francobollo da 3 sc col colore sbagliato di Svezia, che ogni volta che viene messo all'asta raddoppia il suo prezzo. Cercando di dimostrare il contrario, questo signore non ha fatto altro che dare forza alla tesi del CFO dando prova che l'investimento ed il collezionismo sono due cose diverse: bisognerebbe spiegarglielo.
Certo che in Italia chi cerca di fare qualcosa, viene subito tacciato di chissà quali scopi o altro.
Abbiamo il complesso che io chiamo " dell'acqua stagnante ".
Se la nascita del Club a pochissimo tempo dalla sua costituzione ha già suscitato critiche positive o negative ( questo è normale ) vuol dire che ha imbroccato la strada giusta.
"Piangere" lacrime preventive o peggio "lacrime di coccodrillo " sulla morte annunciata del collezionismo filatelico senza fare nulla è troppo comodo e in ultima analisi molto ma molto poco produttivo.
Il neonato Club ha già emesso il suo primo " vagito " ed è già riuscito a suscitare timori e speranze.
E allora io dico : forza Emanuele & C.
Tenete duro , siete ( siamo!) sulla strada giusta
Mariagrazia
Ho fatto il giro dei siti filatelici ed ho visto i commenti positivi e negativi su questa iniziativa. Quello che mi ha stupito è quello di un "perito" che ha portato come paragone il francobollo da 3 sc col colore sbagliato di Svezia, che ogni volta che viene messo all'asta raddoppia il suo prezzo. Cercando di dimostrare il contrario, questo signore non ha fatto altro che dare forza alla tesi del CFO dando prova che l'investimento ed il collezionismo sono due cose diverse: bisognerebbe spiegarglielo.
...finalmente leggiamo qualcosa di serio, vero ed effettivo. Buoni principi per trasformare la cultura filatelica in un hobby per tanti e non per pochi. Precise ed asciutte le considerazioni sui cataloghi e sullo scarto generazionale.
Buon lavoro
giuseppe