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Catalogo UNIFICATO 2011, novità sistematiche e di mercato

05 agosto 2010 12:06
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Che l’Unificato si rinnovi ogni anno non è certo una novità. Basta osservare la catalogazione relativa ai primi decenni del Novecento e ai dieci anni iniziali di Repubblica per accorgersi che l’opera di revisione integrale, messa a punto ed arricchimento ha toccato anche la nuova edizione 2011. Un arricchimento che sta a dimostrare come sia importante per l’Unificato informare costantemente il collezionista con dati tecnico-storici in modo da valorizzare sempre più l’aspetto culturale del collezionismo filatelico.

 

E si tratta di un lavoro puntuale e accurato che non riguarda solo le vecchie emissioni. Anche nella catalogazione delle novità all’Unificato si è sempre molto attenti, cercando di interpretare correttamente le varie emissioni e segnalando con puntiglio ogni variazione dei prezzi, che talvolta “saltano” dopo pochi giorni dall’emissione; oppure catalogando alcune importanti “scoperte” come il 60 c. autoadesivo della serie ordinaria “Poste Italiane” del 2009 (n. 3154) che è stato ristampato nel 2010 con la busta raffigurata nel francobollo in colore oro anziché grigio.

 

Però vi sono anche altre novità, oltre a queste ormai tradizionali (almeno per l’Unificato). Come lo spostamento, subito dopo Trieste, dell’intero capitolo dedicato alla Somalia sotto Amministrazione Fiduciaria Italiana. E’ solo una questione di logica e coerenza, infatti l’A.F.I.S., come il Territorio libero di Trieste, rappresenta un capitolo del tutto autonomo, che non rientra né tra le colonie né tra le occupazioni, ed è quindi giusto che stia insieme a San Marino, al Vaticano, allo SMOM e a Trieste nel novero delle collezioni “italiane” che fanno grande la storia filatelica e postale del nostro Paese.

 

Non è per essere innovativi a tutti i costi, ma in maniera ragionata, per offrire sempre qualcosa di più ai collezionisti, magari solo come stimolo a pensare in modo nuovo.

 

Come l’approfondimento nel volume Junior, quest’anno unico, che tratta del tema dominante del 2011: il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Una pagina di storia patria raccontata da Franco Filanci in modo del tutto originale ed affascinante.

 

Oppure la puntigliosa e complessa opera di aggiornamento del CD Rom (l’unico catalogo su supporto ottico italiano) dove i collezionisti possono usufruire dell’enorme banca dati di ogni francobollo del Regno e della Repubblica italiana, per selezionare ad esempio le varie tematiche oppure caricare la propria collezione con la possibilità di stampare sia i francobolli posseduti che la mancolista dei mancanti.

 

Naturalmente quest’opera di accurata revisione è estesa anche alle quotazioni, stabilite come sempre con la prudenza tipica dell’Unificato, che negli anni passati non si è lasciato influenzare dalle “sirene degli aumenti” e che proprio per questo risulta essere il più vicino alla realtà del mercato. Considerando ovviamente che si tratta pur sempre di “interpretazioni”, ottenute da dati sovente eterogenei che provengono dai diversi settori e dai vari mercati, e che comunque rappresentano non un valore assoluto ma una base per un corretto prezzo di vendita da parte di un commerciante regolare e coscienzioso.

 

E’ in questa logica di prudenza, ma anche di previsione, in quanto il catalogo ha validità annuale, che le variazioni di prezzi anche se contenute hanno toccato tutti i settori. Rispetto i limitatissimi ritocchi al ribasso e le conferme delle quotazioni della scorsa edizione, gli aumenti hanno toccato in particolare francobolli rari e medio rari per i quali persiste la difficoltà di reperimento.

In particolare:

 

- Antichi Stati Italiani, aumenti contenuti entro un massimo del 10%.

- Regno d’Italia, aumenti intorno al 5% e anche superiori per i Saggi, libretti ed alcune varietà.

- Repubblica Italiana, pochissimi aumenti per i primi numeri.

Confermata in previsione futura la quotazione del Gronchi rosa, fermo a 1.850 euro. Incrementati i blocchi angolari di 5 e le coppie con interspazio.

- San Marino e Vaticano alcuni aumenti per le serie più importanti.

- Trieste A e B in aumento, contenuto entro il 5-10% compresi i blocchi angolari.

- Colonie ed occupazioni, rialzi prudenziali per alcune serie rare.

 

Ecco dunque i contenuti e i costi delle edizioni 2011, in vendita dal 1° settembre:

Volume SUPER 2011: il solo in Italia che contiene, in un unico volume a colori di 992 pagine, tutta l’Area Italiana specializzata, dagli Antichi Stati alle Colonie ed occupazioni, e l’Europa unita: a soli 32 euro.

 

Volume JUNIOR 2011: con Italia Repubblica, tutto San Marino, Vaticano e SMOM specializzati, quest’anno con l’Approfondimento di Franco Filanci “I 150 anni dell’Unità d’Italia”. In totale 536 pagine a colori, a soli 15 euro.

 

UNICD-Rom 2011: l’unico catalogo su supporto ottico in Italia, con la catalogazione e tutte le immagini a colori dei francobolli del Regno e della Repubblica italiana ingrandibili a pieno schermo. Consente di gestire la propria collezione e di usufruire di una banca-dati comprendente, fra le innumerevoli tematiche, gli indirizzi e la specializzazione di commercianti, periti, case d’asta, riviste e produttori di materiale filatelico. A 18 euro di copertina, oppure scaricabile direttamente dal sito unificato.it a 9 euro per coloro già in possesso dell’edizione scorsa.

I cataloghi, disponibili in tutte le filatelie, possono anche essere richiesti alla C.I.F. srl – Via S. Maria Valle, 5 - 20123 MILANO

02.877139 - fax 02.72022135

 

info@unificato.it

 

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Anonimo 29 agosto 2010   12:30
L'utente ha risposto al commento anonimo del 29 agosto 2010. Visualizza »

L'usato ed il senza gomma non vanno incontro a fenomeni di degrado e si possono acquistare a prezzi moderati.

Saluti

Cerchiamo di usare la testa e smettiamola di farci abbindolare dalla "super qualità": il francobollo è un documento ufficiale di uno Stato sovrano ed è importante per ciò cher rappresenta, non per ciò che "è" o per la sua qualità.

Usiamo il cervello ed eviteremo di sprecare una montagna di denaro divertendoci lo stesso!

Anonimo 18 agosto 2010   16:03
L'utente ha risposto al commento anonimo del 18 agosto 2010. Visualizza »

Non desisto dal ribadire che la ricerca dei pezzi superiori alla perfezione,come argutamente asserisce un collega,comporta il proliferare di pezzi truccati.I cataloghi semmbrano composti ad uso dei commercianti,e alcuni periti pubblicizzano una perfezione dei pezzi sempre più limitata e sempre più teorica.Dei francobolli è fondamentale l'autenticità e lo stato del recto,non cercare la macchiolina o il pelo nell'uovo al verso!

L'usato ed il senza gomma non vanno incontro a fenomeni di degrado e si possono acquistare a prezzi moderati.

Saluti

Anonimo 13 agosto 2010   13:41
L'utente ha risposto al commento anonimo del 13 agosto 2010. Visualizza »

 Tutti i francobolli ed i documenti da collezione in mano ai commercianti sono perfetti o superiori alla perfezione. Perdono di qualità quando vengono acquistati dai collezionisti.

Non desisto dal ribadire che la ricerca dei pezzi superiori alla perfezione,come argutamente asserisce un collega,comporta il proliferare di pezzi truccati.I cataloghi semmbrano composti ad uso dei commercianti,e alcuni periti pubblicizzano una perfezione dei pezzi sempre più limitata e sempre più teorica.Dei francobolli è fondamentale l'autenticità e lo stato del recto,non cercare la macchiolina o il pelo nell'uovo al verso!

Anonimo 13 agosto 2010   07:08
L'utente ha risposto al commento anonimo del 13 agosto 2010. Visualizza »

Intanto lo compriamo da chi lo vende a minor prezzo. Un prezzo di catalogo uguale a quello di mercato non è possibile né auspicabile perché  al 100% di deve vendere l'eccellente al 50 % il normale, a meno la qualità inferiore: il problema è spiegare questo ai collezionisti e trovare commercianti onesti. Ciò non toglie che una sforbiciata ai prezzi sarebbe comunque realistica e salutare.

 Tutti i francobolli ed i documenti da collezione in mano ai commercianti sono perfetti o superiori alla perfezione. Perdono di qualità quando vengono acquistati dai collezionisti.

negrifil 12 agosto 2010   05:05
L'utente ha risposto al commento anonimo del 12 agosto 2010. Visualizza »

In realtà l'usato dovrebbe e deve essere più appetibile del gommato,non fosse altro perchè ha adempiuto alla sua funzione e ha fatto "storia",di qualunque livello essa sia.Poi, come ho postato precedentemente,è quasi impossibile trovare pezzi con gomma smagliante,o dai colori vivacissimi,del periodo prerepubblicano.

W l'usato!!!

detto questo il prezzo di catalogo è un'indicazione relativa al prezzo di acquisto, qualità standard (in molti casi  le centrature e le gommature super comportano un aumento in %), in negozio e comprende iva e tasse... che un commerciante dovrebbe pagare.... ovvio che il non pagarle abbatte il prezzo di un buon 35/40%.....

Anonimo 11 agosto 2010   13:45
L'utente ha risposto al commento anonimo del 11 agosto 2010. Visualizza »

Se cominciassimo a collezionare il senza gomma, come faccio da venti anni a questa parte, gli abusi diminuirebbero del 90%. Vero è che quando venderò la collezione non mi daranno un c..., ma non me ne frega un c... : "Divertimento e non investimento" lo dice anche il CFO.

In realtà l'usato dovrebbe e deve essere più appetibile del gommato,non fosse altro perchè ha adempiuto alla sua funzione e ha fatto "storia",di qualunque livello essa sia.Poi, come ho postato precedentemente,è quasi impossibile trovare pezzi con gomma smagliante,o dai colori vivacissimi,del periodo prerepubblicano.

Anonimo 11 agosto 2010   09:51
L'utente ha risposto al commento anonimo del 11 agosto 2010. Visualizza »

Il problema non risiede solo nel non pubblicare le quotazioni reali,ma anche nel fatto che molti pretendono pezzi in perfetto stato di conservazione,il che è quasi impossibile per Regno,Colonie,Occupazioni,Antichi Stati,RSI etc...All'epoca non esistevano t metodi e i materiali odierni per la conservazione:certe pretese generano pezzi rigommati o truccati.

Se cominciassimo a collezionare il senza gomma, come faccio da venti anni a questa parte, gli abusi diminuirebbero del 90%. Vero è che quando venderò la collezione non mi daranno un c..., ma non me ne frega un c... : "Divertimento e non investimento" lo dice anche il CFO.

Anonimo 11 agosto 2010   09:49
L'utente ha risposto al commento anonimo del 11 agosto 2010. Visualizza »

 Ed allora perchè non scrivere i prezzi reali? E poi non è vero che un Gronghi Rosa si compra a 750/900 euro. Certe "ditte" continuano a proporlo come investimento a ben più di 1850 euro e non fanno sconti. Ma se vuoi venderne uno perchè hai bisogno di realizzare non te lo pagano più di 300 euro, quando ti fanno il favore di comprartelo. Ha ragione l'autore dei francobolli con il borotalco. E' tutta una truffa!

Intanto lo compriamo da chi lo vende a minor prezzo. Un prezzo di catalogo uguale a quello di mercato non è possibile né auspicabile perché  al 100% di deve vendere l'eccellente al 50 % il normale, a meno la qualità inferiore: il problema è spiegare questo ai collezionisti e trovare commercianti onesti. Ciò non toglie che una sforbiciata ai prezzi sarebbe comunque realistica e salutare.

Anonimo 09 agosto 2010   13:45

Il problema non risiede solo nel non pubblicare le quotazioni reali,ma anche nel fatto che molti pretendono pezzi in perfetto stato di conservazione,il che è quasi impossibile per Regno,Colonie,Occupazioni,Antichi Stati,RSI etc...All'epoca non esistevano t metodi e i materiali odierni per la conservazione:certe pretese generano pezzi rigommati o truccati.

Anonimo 06 agosto 2010   20:56
L'utente ha risposto al commento anonimo del 06 agosto 2010. Visualizza »

Vero, ma da tempo nessuno paga i francobolli più del 50% del prezzo di catalogo. Infatti un Gronchi si compra ordinariamente a 750/900 Euro in qualsiasi vendita, asta, negozio o fiera.

 Ed allora perchè non scrivere i prezzi reali? E poi non è vero che un Gronghi Rosa si compra a 750/900 euro. Certe "ditte" continuano a proporlo come investimento a ben più di 1850 euro e non fanno sconti. Ma se vuoi venderne uno perchè hai bisogno di realizzare non te lo pagano più di 300 euro, quando ti fanno il favore di comprartelo. Ha ragione l'autore dei francobolli con il borotalco. E' tutta una truffa!

Anonimo 06 agosto 2010   15:09
L'utente ha risposto al commento anonimo del 06 agosto 2010. Visualizza »

 Un listino prezzi che non ha nessun legame con il mercato. Uno dei tanti mezzi con cui il commercio affossa la filatelia, quella vera e genuina forma di cultura. Comprare un Gronchi Rosa a 1850 euro è come farsi prendere in giro e investire nei famosi bond argentini.

E' un catalogo fuori da ogni realtà.

Vero, ma da tempo nessuno paga i francobolli più del 50% del prezzo di catalogo. Infatti un Gronchi si compra ordinariamente a 750/900 Euro in qualsiasi vendita, asta, negozio o fiera.

Anonimo 06 agosto 2010   12:34

 Un listino prezzi che non ha nessun legame con il mercato. Uno dei tanti mezzi con cui il commercio affossa la filatelia, quella vera e genuina forma di cultura. Comprare un Gronchi Rosa a 1850 euro è come farsi prendere in giro e investire nei famosi bond argentini.

E' un catalogo fuori da ogni realtà.

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