Il cardiochirurgo avrebbe potuto sciogliere i dubbi dell’urologo in un verso o nell'altro...
di Salvatore Parlagreco
Più di un investigatore si è occupato dei golpe, veri o presunti, degli attentati e dei...
Il 1972 fu sicuramente un anno cruciale per la strategia politico-militare dell'Alleanza. Gli...
di Salvatore Parlagreco
Il generale non era un uomo che sopportasse il destino senza alzare un dito: avrebbe afferrato una sbarra di ferro arroventato senza battere ciglio per evitare di subirlo. Allora perché si piegò come un giunco alla sorte che aveva deciso...
di Salvatore Parlagreco
Dario Miceli avrebbe indossato divisa e mostrine, ed avrebbe radunato attorno a sé l...
di Salvatore Parlagreco
Ci sono personaggi che vivono ai confini. Ai confini della vita. Ai confini della realtà....
di Salvatore Parlagreco
L'agente segreto non ha diritto alla storia...
di Salvatore Parlagreco
La patria di Miceli era l'Italia, mentre quella dei comunisti era la patria degli sfruttati e...
di Salvatore Parlagreco
Le circostanze facevano nascere il sospetto, ma i dettagli lo cancellavano. Non era possibile formulare un’ipotesi attendibile. L'esperienza insegna che molti particolari sfuggono anche agli investigatori più attenti. Forse è la...
di Salvatore Parlagreco
Quando qualcuno muore nel momento giusto, la fatalità fatica ad essere esaminata come la causa dell'evento. Ci si chiede se la vittima - vittima del destino o d'altro, sempre vittima...
di Salvatore Parlagreco
Tutto ciò che accadeva era la solitudine senza rimedi: si era insediata nell'animo...
di Salvatore Parlagreco
Domenica 12 dicembre 1993 partecipai alla messa in suffragio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino presso la Cappella Palatina di Palazzo dei Normanni. Il servizio funebre era stato richiesto dal capo dell'FBI, Louis Freeh, "un amico di Giovanni Falcone". "Che viene a fare?" domandai ad una giovane collega, mentre attendevo Freeh nel loggiato del Palazzo. Ricevetti uno...
di Salvatore Parlagreco
Occorre seguirla questa storia dell’Addaura, altrimenti non si capisce niente. E’ maledettamente complicata...
di Salvatore Parlagreco
Il 6 giugno a Caltanissetta i magistrati invitano Tumino, l'artificiere dell'Addaura, a nominare un difensore....
di Salvatore Parlagreco
La sera del 21 giugno 1989, l'Alto Commissario per la lotta contro la mafia Domenico Sica indice una riunione presso la sede della Prefettura, a Villa Witaker. Lo scopo? "Conoscere il tipo di congegno ritrovato all’Addaura, ottenere possibili informazioni utili alle indagini sul fallito attentato", spiegherà Sica al magistrato, il 10 maggio 1993. "Chiesi più...
di Salvatore Parlagreco
L’Addaura resta un mistero fitto. Mi tuffo nei verbali e cerco di capirci qualcosa. Giovedì 8 aprile 1993, il maresciallo dei carabinieri Francesco Tumino (l'artificiere chiamato all'Addaura il 21 giugno 1989 dopo la scoperta dell'ordigno esplosivo), si presenta spontaneamente negli Uffici della Procura di Palermo: deve depositare la videocassetta di una perizia. Invece del...
di Salvatore Parlagreco
"Ci sono le risposte" disse l'avvocato. Mentre mi consegnava la verità, gli occhi tradivano il suo scetticismo. Lessi avidamente ogni cosa. E ad ogni pagina ebbi motivo di sorprendermi. Ebbi la certezza della pochezza degli apparati investigativi. L'avvocato mi aveva affidato un pezzo di storia della Repubblica, forse senza...
di Salvatore Parlagreco
Il capo dei capi. Totò Riina, rompe un lungo silenzio e per la strage di Via D’Amelio a Palermo, accusa: Siete stati voi ad ammazzare Borsellino, io non c’entro. Gaspare Spatuzza, uno degli esecutori, prima di lui, aveva aperto la breccia...
Il capo dei capi. Totò Riina, rompe un lungo silenzio e per la strage di Via D’Amelio a Palermo, accusa: Siete stati voi ad ammazzare Borsellino, io non c’entro. Gaspare Spatuzza, uno degli esecutori, prima di lui, aveva aperto la breccia sui mandanti esterni alla mafia. E Massimo Ciancimino, figlio di Vito, aveva rivelato di possedere la prova che la trattativa fra lo Stato e Cosa nostra ci fu, è tutto scritto nell’ormai celebre papello. Tre lettere di Cosa nostra al senatore Marcello dell’Utri ed una lettera anonima inviata al Quirinale nel ’92 dopo la strage di Capaci entrano nelle indagini, o ci ritornano. La commissione nazionale Antimafia ha annunciato l'apertura di un'inchiesta sulle stragi. Che cosa sta succedendo?...
L'ispettore Erik Lonrot si era messo a studiare i diversi nomi di Dio per scoprire l'assassino di un rabbino. Giovanni Falcone si era messo a studiare i conti svizzeri per scoprire le trame dei delitti palermitani. Perché allora ricordo Lonrot? Forse perché Borges deve avere avuto in testa uno come Falcone per creare il suo inquisitore più amato e controverso: la faccia...
Nei giorni successivi alla strage, dapprima quasi di soppiatto, poi sempre con maggiore autorevolezza, l'informazione ospita le opinioni dei pentiti. Ognuno dice la sua; meglio, gli viene consentito di dirla da chi ha l'obbligo di tutelarne la sicurezza. Se volessi parlare con un pentito, dovrei rivolgermi al servizio che lo protegge ed ottenere l'autorizzazione ad...
Il 3 giugno 1992 il settimanale Epoca rivela il contenuto di una telefonata. È una donna che con una ricetrasmittente ha ascoltato una conversazione fra telefonini. «Lo facciamo venerdì», dice una voce. «Lui è con la moglie... lo facciamo al secondo ponte dell'autostrada... gli facciamo...
Dopo «l'incidente» svizzero, i rapporti fra Giovanni Falcone, che si era occupato della pizza-connection e Salvatore Amendolito subirono una brusca modifica. Amendolito ritenne i magistrati svizzeri responsabili delle sue sventure, e addebitò a Giovanni Falcone di essersi arreso alle loro tesi. Da qui la serie di memoriali di Amendolito e lo sforzo di rappresentarsi come un...