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Vito Miceli fu un agente doppio, triplo forse. Amico degli arabi e fedele agli americani. Com'è possibile

di Salvatore Parlagreco
05 luglio 2010 08:55
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Il 1972 fu sicuramente un anno cruciale per la strategia politico-militare dell'Alleanza. Gli Usa, quell'anno, scelsero la cosiddetta risposta nucleare flessibile: i loro missili, cioè, sarebbero partiti alla volta degli obiettivi nemici a seconda dell'entità dell'attacco subito. Questa strategia rendeva improbabile un'invasione militare sovietica di territori del Patto Atlantico. Chiunque avrebbe messo piede in Occidente sarebbe stato pesantemente punito. Una struttura militare mimetizzata, come Gladio, non avrebbe più avuto alcuna ragione di sopravvivere. Allora, perché rimase in vita e fu anzi potenziata e resa invulnerabile?

La risposta possibile è una sola: era nata a causa della scelta americana di non impegnarsi direttamente in Italia sul piano militare, scelta compiuta nell'immediato dopoguerra in seguito ad una precisa richiesta del presidente del Consiglio italiano, Alcide De Gasperi, che invece avrebbe voluto strappare agli americani l’impegno nella Penisola. Ma il mondo era diviso in due ed esistevano patti da rispettare, anche gli americano non avrebbero potuto sottrarsi: gli italiani avrebbero dovuto difendersi da soli, organizzando la rete di controinsorgenza. Da soli, nel senso che gli americani non avrebbero schierato mai l'esercito in difesa del territorio italiano. Gli uomini reclutati per le formazioni di Gladio furono 'soldati'pronti a combattere il nemico entrato nel territorio italiano magari con il favore di altri italiani.



Nel 1972 Gladio assunse ancor di più la fisionomia di uno strumento di lotta politica, una organizzazione paramilitare che aveva il compito di impedire ai comunisti di governare il Paese. Obiettivo che l'Alleanza Atlantica intendeva perseguire senza essere coinvolta direttamente, per evitare un confronto con i sovietici e l'allargamento del conflitto, Quell'anno Stay behind divenne impenetrabile e si collegò ai Servizi di Vito Miceli attraverso nuclei separati in grado di agire autonomamente. Il Sid di Miceli aveva un ufficio incaricato dei collegamenti con i nuclei separati.

I guai del generale cominciarono proprio allora con il colonnello Amos Spiazzi, un suo uomo incaricato di rendere operativa la Rosa dei venti, una struttura che venne accusata di attentativi eversivi. La Rosa dei venti era una delle strutture autonome di Gladio.

Sfuggì di mano a Miceli? Il generale ammise questa possibilità, ma quale alternativa aveva per uscire dal ginepraio in cui s'era cacciato a causa del suo coinvolgimento nei tentativi di colpo di Stato? Questo segreto se lo portò nella tomba. Dopo averlo tenuto nella valigetta?

Di certo l’Italla, dopo il 1972, rimase il paese più sorvegliato del Patto Atlantico e la sua sovranità politico-militare conobbe molte limitazioni. Vito Miceli era stato un uomo dell'Alleanza. Non solo per via degli incarichi di enorme responsabilità che gli erano stati affidati e del potere di veto su ogni decisione italiana, ma per le operazioni di intelligence che intraprese. Nel suo curriculum c'era, infatti, il salvataggio del colonnello Gheddafi, sottratto ad un attentato dei suoi oppositori interni, ed una serie di 'favori' resi agli arabi, il più eclatante dei quali è il rimpatrio di alcuni terroristi pronti a colpire con il bazooka un aereo israeliano.Arrestati, avrebbero dovuto essere consegnati al Mossad, i servizi segreti israeliani, invece furono trasferiti altrove con l'aereo del Sid, l'Argo 16. Un affronto che probabilmente ebbe delle conseguenze tragiche, perché Argo 16 dopo breve tempo esplose in aria uccidendo alcuni alti ufficiali italiani.

Vito Miceli frequentava gli arabi e gli arabi si fidavano di lui, Senza che questo gli creasse alcun problema nei rapporti con gli americani,i quali,a loro volta,si fidavano ciecamente del generale. Era facile dedurne che Miceli aveva un ruolo di fiancheggiamento e copertura delle scelte americane. Avrebbe potuto agire autonomamente ma all'interno di una strategia concordata con l'Alleanza Atlantica. Gheddafi fu salvato dagli Usa che non avevano in buona considerazione gli oppositori del colonnello libico. Furono gli americani a scoprire il complotto e ad informare i servizi segreti italiani e fu Miceli a fare il resto, informando a sua volta, tempestivamente, Gheddafi. Gli americani, inoltre, avevano la necessità di mantenere un canale di dialogo, ma sottobanco, con gli arabi, in maniera da non suscitare l'irritazione israeliana.

Miceli fu un agente doppio, triplo forse, ma fu sempre e soprattutto un agente fedele agli americani ed un anticomunista convinto. Aldo Moro lo aveva in gran considerazione per la sua attitudine ad accontentare tutti e l’abilità a tener fuori dal confine nazionale il terrorismo arabo, Ma anche per la sua indubbia capacità di condurre in porto buoni affari per conto del governo italiano. Le relazioni con i libici permisero all'allora capo del Sid,nel 1972,di risolvere una complicata trattativa nella quale gli italiani vendevano armi e i libici petrolio, resa difficile dal fatto che l'Oto Melara, l'azienda costruttrice italiana, lavorava su brevetto statunitense, e quindi avrebbe dovuto rispettare la clausola di non vendere a terzi gli ordigni e le macchine belliche. L'ostacolo fu superato  grazie ad un compromesso. 

Vito Miceli fu l'ispiratore: ai libici furono consegnati carri armati e mezzi già in dotazione dell'esercito italiano dopo una rapida verniciatura e ai militari italiani giunsero le armi e le macchine dell'Oto Melara, prodotte per i libici.

I Servizi, al tempo del Sid di Miceli ma anche negli anni successivi, riuscivano a tenere lontano dal nostro Paese il terrorismo arabo, ma non furono capaci di fermare il terrorismo italiano?

Il mio giovane collaboratore scoprì, leggendo montagne di carta, che il legame d'affari con i libici,che faceva perno sul petrolio, non si fermò mai, regalando molti quattrini a chi l'aveva gestito. Il generale non c'entrava nella storia, se non per un particolare, in sé trascurabile, la pubblicazione sul settimanale OP di Mino Pecorelli, amico di Vito Miceli, del rapporto dei Servizi sulle responsabilità del comandante della Guardia di Finanza del tempo in un traffico di valuta.

Sospettai una equazione impropria fra Mino Pecorelli e Vito Miceli da una parte, il segretario di Aldo Moro, Sereno Freato, e lo stesso Moro dall'altra: Mino Pecorelli stava al generale, come Freato a Moro. Perché? I primi avrebbero dato ad intendere di agire per nome e conto dei rispettivi capi, senza che ciò rispondesse al vero. Entrambi,tuttavia, godevano della loro fiducia. Grazie al credito millantato, Freato avrebbe messo insieme un po' di quattrini per conto della DC con il petrolio libico, Pecorelli avrebbe pubblicato il rapporto del Sid sulla Guardia di Finanza.

Tra il febbraio 1972 e il luglio 1973 Mino Pecorelli lavorò nell'ufficio stampa del ministro delle Regioni, Fiorentino Sullo, grazie alla eccellente presentazione che di lui aveva fatto Vito Miceli. Il generale si era addirittura recato nell'ufficio del ministro per ribadire il suo giudizio positivo, concedendo che tuttavia qualche volta Pecorelli faceva di testa sua, perché "è fatto così, ha un carattere molto autonomo".

Il mio collaboratore ne dedusse che quando ammazzarono Pecorelli,Vito Miceli dovette preoccuparsi "almeno quanto si preoccupò dell'attentato mortale a Varisco, l'ufficiale dei carabinieri che dirottò Miceli dalle carceri di Padova, dove sarebbe dovuto finire, all'ospedale Celio di Roma". I nemici di Pecorelli e dell'ufficiale dei carabinieri erano i nemici di Miceli. E Freato? Lasciò la segreteria di Aldo Moro quando intraprese la via degli affari,ma prima di allora forse potè utilizzare le buone relazioni di Miceli con gli arabi.

 

Cinque mesi prima della morte di Miceli due magistrati militari aprirono l'inchiesta su Gladio, raccogliendo testimonianze e documenti. Trovarono, tra l'altro, due fascicoli negli archivi dei Servizi, contrassegnati con la sigla NI 059638 e 062573. Essi provavano la dipendenza dalla Cia della sezione Sad dei Servizi di controspionaggio italiani e l'interesse della stessa Agenzia a potenziare la struttura di Gladio, in particolare l'organizzazione 'Stella alpina'. Fascicoli non numerati, ma datati 15 dicembre 1972 e 22 dicembre 1972, ribadivano l'interesse della Cia, un terzo fascicolo conteneva una proposta dell'Agenzia dì modificare l'organizzazione di Stay behind. Il progetto avrebbe dovuto essere messo punto nel 1980.

Come?

Nel 1979 Michele Sindona era venuto in Sicilia per cercare di separare l'Isola dal resto del Paese, con l'aiuto dei massoni e dei boss. Nel 1980 era stato ucciso il delfino di Aldo Moro, Piersanti Mattarella, presidente della Regione siciliana, e dopo di lui tutti i vertici giudiziari, politici e militari presenti in Sicilia.

La Cia, secondo i documenti scoperti dai magistrati militari, faceva delle raccomandazioni ai Servizi italiani, e i Servizi avrebbero accettato tali suggerimenti. Di Gladio "si dovrebbe sapere solo che ha il compito di creare quadri di guerriglieri destinati a svolgere attività armata contro l'occupante. Avrebbe poca importanza che le strutture Sios,i servizi segreti delle singole armi,vengano a conoscenza di questi compiti, l'importante è che pensino che i nominativi che forniscono sono destinati a questo scopo soltanto". Sarebbe stata "nostra cura creare altri due livelli organizzativi, che sarebbero di nostra esclusiva conoscenza nei quali immettere a varie tappe coloro che abbiano dato buona prova".

Il livello più segreto fu denominato "organizzazione rossa" e sarebbe stato rappresentato dagli stessi vertici dei Servizi, "opportunamente ringiovaniti e rimpolpati", Tutte le reti "I", "EE","P"e"S",nonché il settore addestramento avrebbero dovuto fare capo a"organizzazione rossa" Questa sezione avrebbe avuto alle sue dipendenze i gruppi per le "operazioni speciali" destinati al raccordo operativo con le unità esterne, Personale specializzato della sezione avrebbe formato nuclei da utilizzare per azioni "coperte".

Operazioni speciali, nuclei coperti, organizzazione rossa, collegamenti con le reti interne ai Servizi. Tutto questo fu concordato con la Cia e reso operativo.

Quando?

Stella alpina e Rosa dei venti furono nuclei coperti?

Vito Miceli visse questa convulsa fase di trasformazione, ma non partecipò alla fase operativa perché perse il posto nel 1974.

Un fiume di dollari, raccontò nel 1990 l'ex agente della Cia Richard Brenneke, avrebbe transitato dalla Cia alla P2, la loggia massonica guidata dal maestro venerabile Licio Gelli,per fare esplodere ~i terrorismo anche in Italia, trafficare droga con gli Usa. vendere armi, compiere attentati politici e condizionare i governi.Vero o falso che fosse, Brenneke diceva ciò che la gente sapeva da lungo tempo.

 
 

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Anonimo 27 maggio 2011   12:08
L'utente ha risposto al commento di vette67stinger del 27 maggio 2011. Visualizza »

Richard Brenneke e' il piu' grande bugiardo.

Non ha mai avuto alcun contatto, diretto o indiretto, con i servizi italiani.

Non e' stata mai di sua competenza l'area italiana o fin'anche europea.

Non so da dove Lei abbia tratto questi "fatti" per la sua narrativa.

BUOGIORNO! hO UNA DOMANDA DA FARE A VETTER67STINGER!

 

SE E' VERO QUANTO AFFERMA ALLORA SAPRA' ANCHE SE IL GENERALE VITO MICELI IN DISACCORDO CON IL GENERALE GIAN ADELIO MALETTI SULLA OPERATIVITA' DEL UFFICIO SID REPARTO D, SI PRESUME CHE LE COSE "FUNZIONAVANO" IN CHIAVE SEGRETA IN TUTTE LE STRATEGIE DELL'INTELLIGENCE. E' OVVIO FUNZIONANO COSI' MA NON ALL'INTERNO DELLO STATO. LA GENTE CAPISCE IL SEGRETO SE E' INTESO PER LA DIFESA DEL PROPRIO PAESE. MA QUELLO CHE FU LASTORIA DI TUTTO IL DOPOGUERRA ITALIANO SI INTENDE QUAIS ESCLUSIVAMENTE RIBALTATO CONTRO IL PROPRIO PAESE. FACCIO UN PARAGONE: SONO CITTADINA ITALIANA RESIDENTE IN SLOVENIA E, QUANDO NELL'ANNO 1991 I CARRI ARMATI SERBI SCORAZZAVANO PER TUTTO IL PAESE ARRIVANDO IN PROSSIMITA' DI GORIZIA, AI CONFINI CON LA DEFINIZIONE STRATEGICA IMPARTITA AI LORO MILITARI, DI SVOLGERE UNA MISSIONE A DIFESA DAL NEMICO, ALLORA TUTTO D'UN TRATTO ALLEANZA ATLANTICA. mA ARRIVANDO LI' GIRARANO I LORO CANNONI VERSO L'INTERNO DELLA SLOVENIA. FU COSI'! IO SONO INTERESSATA DI SAPERE, VISTO ALCUNI ARTICOLI SE E' VERO CHE IL GENERALE VITO MICELI FU COLTO DALL'APPRENSIONE SAPENDO IL NOME DI UN MEDICO (TELEFONATA) E POI MORI' DOPO L'OPERAZIONE'. PUO' CONFERMARE?  mio email:breda.peervgmail.com  

vette67stinger 17 luglio 2010   22:55

Richard Brenneke e' il piu' grande bugiardo.

Non ha mai avuto alcun contatto, diretto o indiretto, con i servizi italiani.

Non e' stata mai di sua competenza l'area italiana o fin'anche europea.

Non so da dove Lei abbia tratto questi "fatti" per la sua narrativa.

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