Il 1972 fu sicuramente un anno cruciale per la strategia politico-militare dell'Alleanza. Gli Usa, quell'anno, scelsero la cosiddetta risposta nucleare flessibile: i loro missili, cioè, sarebbero partiti alla volta degli obiettivi nemici a seconda dell'entità dell'attacco subito. Questa strategia rendeva improbabile un'invasione militare sovietica di territori del Patto Atlantico. Chiunque avrebbe messo piede in Occidente sarebbe stato pesantemente punito. Una struttura militare mimetizzata, come Gladio, non avrebbe più avuto alcuna ragione di sopravvivere. Allora, perché rimase in vita e fu anzi potenziata e resa invulnerabile?
La risposta possibile è una sola: era nata a causa della scelta americana di non impegnarsi direttamente in Italia sul piano militare, scelta compiuta nell'immediato dopoguerra in seguito ad una precisa richiesta del presidente del Consiglio italiano, Alcide De Gasperi, che invece avrebbe voluto strappare agli americani l’impegno nella Penisola. Ma il mondo era diviso in due ed esistevano patti da rispettare, anche gli americano non avrebbero potuto sottrarsi: gli italiani avrebbero dovuto difendersi da soli, organizzando la rete di controinsorgenza. Da soli, nel senso che gli americani non avrebbero schierato mai l'esercito in difesa del territorio italiano. Gli uomini reclutati per le formazioni di Gladio furono 'soldati'pronti a combattere il nemico entrato nel territorio italiano magari con il favore di altri italiani.
Vito Miceli fu l'ispiratore: ai libici furono consegnati carri armati e mezzi già in dotazione dell'esercito italiano dopo una rapida verniciatura e ai militari italiani giunsero le armi e le macchine dell'Oto Melara, prodotte per i libici.
I Servizi, al tempo del Sid di Miceli ma anche negli anni successivi, riuscivano a tenere lontano dal nostro Paese il terrorismo arabo, ma non furono capaci di fermare il terrorismo italiano?
Il mio giovane collaboratore scoprì, leggendo montagne di carta, che il legame d'affari con i libici,che faceva perno sul petrolio, non si fermò mai, regalando molti quattrini a chi l'aveva gestito. Il generale non c'entrava nella storia, se non per un particolare, in sé trascurabile, la pubblicazione sul settimanale OP di Mino Pecorelli, amico di Vito Miceli, del rapporto dei Servizi sulle responsabilità del comandante della Guardia di Finanza del tempo in un traffico di valuta.
Sospettai una equazione impropria fra Mino Pecorelli e Vito Miceli da una parte, il segretario di Aldo Moro, Sereno Freato, e lo stesso Moro dall'altra: Mino Pecorelli stava al generale, come Freato a Moro. Perché? I primi avrebbero dato ad intendere di agire per nome e conto dei rispettivi capi, senza che ciò rispondesse al vero. Entrambi,tuttavia, godevano della loro fiducia. Grazie al credito millantato, Freato avrebbe messo insieme un po' di quattrini per conto della DC con il petrolio libico, Pecorelli avrebbe pubblicato il rapporto del Sid sulla Guardia di Finanza.
Tra il febbraio 1972 e il luglio 1973 Mino Pecorelli lavorò nell'ufficio stampa del ministro delle Regioni, Fiorentino Sullo, grazie alla eccellente presentazione che di lui aveva fatto Vito Miceli. Il generale si era addirittura recato nell'ufficio del ministro per ribadire il suo giudizio positivo, concedendo che tuttavia qualche volta Pecorelli faceva di testa sua, perché "è fatto così, ha un carattere molto autonomo".
Il mio collaboratore ne dedusse che quando ammazzarono Pecorelli,Vito Miceli dovette preoccuparsi "almeno quanto si preoccupò dell'attentato mortale a Varisco, l'ufficiale dei carabinieri che dirottò Miceli dalle carceri di Padova, dove sarebbe dovuto finire, all'ospedale Celio di Roma". I nemici di Pecorelli e dell'ufficiale dei carabinieri erano i nemici di Miceli. E Freato? Lasciò la segreteria di Aldo Moro quando intraprese la via degli affari,ma prima di allora forse potè utilizzare le buone relazioni di Miceli con gli arabi.
Cinque mesi prima della morte di Miceli due magistrati militari aprirono l'inchiesta su Gladio, raccogliendo testimonianze e documenti. Trovarono, tra l'altro, due fascicoli negli archivi dei Servizi, contrassegnati con la sigla NI 059638 e 062573. Essi provavano la dipendenza dalla Cia della sezione Sad dei Servizi di controspionaggio italiani e l'interesse della stessa Agenzia a potenziare la struttura di Gladio, in particolare l'organizzazione 'Stella alpina'. Fascicoli non numerati, ma datati 15 dicembre 1972 e 22 dicembre 1972, ribadivano l'interesse della Cia, un terzo fascicolo conteneva una proposta dell'Agenzia dì modificare l'organizzazione di Stay behind. Il progetto avrebbe dovuto essere messo punto nel 1980.
Come?
Nel 1979 Michele Sindona era venuto in Sicilia per cercare di separare l'Isola dal resto del Paese, con l'aiuto dei massoni e dei boss. Nel 1980 era stato ucciso il delfino di Aldo Moro, Piersanti Mattarella, presidente della Regione siciliana, e dopo di lui tutti i vertici giudiziari, politici e militari presenti in Sicilia.
La Cia, secondo i documenti scoperti dai magistrati militari, faceva delle raccomandazioni ai Servizi italiani, e i Servizi avrebbero accettato tali suggerimenti. Di Gladio "si dovrebbe sapere solo che ha il compito di creare quadri di guerriglieri destinati a svolgere attività armata contro l'occupante. Avrebbe poca importanza che le strutture Sios,i servizi segreti delle singole armi,vengano a conoscenza di questi compiti, l'importante è che pensino che i nominativi che forniscono sono destinati a questo scopo soltanto". Sarebbe stata "nostra cura creare altri due livelli organizzativi, che sarebbero di nostra esclusiva conoscenza nei quali immettere a varie tappe coloro che abbiano dato buona prova".
Il livello più segreto fu denominato "organizzazione rossa" e sarebbe stato rappresentato dagli stessi vertici dei Servizi, "opportunamente ringiovaniti e rimpolpati", Tutte le reti "I", "EE","P"e"S",nonché il settore addestramento avrebbero dovuto fare capo a"organizzazione rossa" Questa sezione avrebbe avuto alle sue dipendenze i gruppi per le "operazioni speciali" destinati al raccordo operativo con le unità esterne, Personale specializzato della sezione avrebbe formato nuclei da utilizzare per azioni "coperte".
Operazioni speciali, nuclei coperti, organizzazione rossa, collegamenti con le reti interne ai Servizi. Tutto questo fu concordato con la Cia e reso operativo.
Quando?
Stella alpina e Rosa dei venti furono nuclei coperti?
Vito Miceli visse questa convulsa fase di trasformazione, ma non partecipò alla fase operativa perché perse il posto nel 1974.
Un fiume di dollari, raccontò nel 1990 l'ex agente della Cia Richard Brenneke, avrebbe transitato dalla Cia alla P2, la loggia massonica guidata dal maestro venerabile Licio Gelli,per fare esplodere ~i terrorismo anche in Italia, trafficare droga con gli Usa. vendere armi, compiere attentati politici e condizionare i governi.Vero o falso che fosse, Brenneke diceva ciò che la gente sapeva da lungo tempo.
Richard Brenneke e' il piu' grande bugiardo.
Non ha mai avuto alcun contatto, diretto o indiretto, con i servizi italiani.
Non e' stata mai di sua competenza l'area italiana o fin'anche europea.
Non so da dove Lei abbia tratto questi "fatti" per la sua narrativa.
BUOGIORNO! hO UNA DOMANDA DA FARE A VETTER67STINGER!
SE E' VERO QUANTO AFFERMA ALLORA SAPRA' ANCHE SE IL GENERALE VITO MICELI IN DISACCORDO CON IL GENERALE GIAN ADELIO MALETTI SULLA OPERATIVITA' DEL UFFICIO SID REPARTO D, SI PRESUME CHE LE COSE "FUNZIONAVANO" IN CHIAVE SEGRETA IN TUTTE LE STRATEGIE DELL'INTELLIGENCE. E' OVVIO FUNZIONANO COSI' MA NON ALL'INTERNO DELLO STATO. LA GENTE CAPISCE IL SEGRETO SE E' INTESO PER LA DIFESA DEL PROPRIO PAESE. MA QUELLO CHE FU LASTORIA DI TUTTO IL DOPOGUERRA ITALIANO SI INTENDE QUAIS ESCLUSIVAMENTE RIBALTATO CONTRO IL PROPRIO PAESE. FACCIO UN PARAGONE: SONO CITTADINA ITALIANA RESIDENTE IN SLOVENIA E, QUANDO NELL'ANNO 1991 I CARRI ARMATI SERBI SCORAZZAVANO PER TUTTO IL PAESE ARRIVANDO IN PROSSIMITA' DI GORIZIA, AI CONFINI CON LA DEFINIZIONE STRATEGICA IMPARTITA AI LORO MILITARI, DI SVOLGERE UNA MISSIONE A DIFESA DAL NEMICO, ALLORA TUTTO D'UN TRATTO ALLEANZA ATLANTICA. mA ARRIVANDO LI' GIRARANO I LORO CANNONI VERSO L'INTERNO DELLA SLOVENIA. FU COSI'! IO SONO INTERESSATA DI SAPERE, VISTO ALCUNI ARTICOLI SE E' VERO CHE IL GENERALE VITO MICELI FU COLTO DALL'APPRENSIONE SAPENDO IL NOME DI UN MEDICO (TELEFONATA) E POI MORI' DOPO L'OPERAZIONE'. PUO' CONFERMARE? mio email:breda.peervgmail.com
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