Dov’è Mimmo? Mimmo, chi? Ma come Mimmo chi, Domenico Scilipoti. Il re dei peones si è dato alla macchia? Le sue pillole di saggezza sono sparite? E le kermesse romane con splendide hostess e camicie nazisicule? Perfino Silvio Berlusconi è passato oltre.
Il Cav ha cambiato cavallo, invece che il siciliano Scilipoti, che salvò il suo governo il 14 dicembre, è passato ad Antonio Razzi, meridionale, emigrato in Svizzera, cittadino del mondo, ed ex Idv, come Scilipoti.
“Per Tonino sono razzi amari”, titola Il Giornale con evidente goduria. La notizia è relegata nella pagina dei piccoli eventi, ma è solo l’annuncio. Le memorie dell’Idv pentito verranno presto distribuite in molte copie grazie ad una iniziativa editoriale. “Dopo il trappolone teso dall’ex compagni di partito Francesco Barbato”, scrive Il Giornale, “con la telecamera nascosta, Antonio Razzi è considerato un venduto, un giuda un traditore, ma lui non ci sta…”.
E allora che fa, direte, va alla guerra, prende la scimitarra, mena fendenti a destra e manca, sbugiarda i detrattori, li punisce di cozzo e di collare? “Lui non ci sta a passare per “comprato”: e manda in libreria il bestseller dell’anno: “Le mie mani sono pulite”, che pare dedicato al suo ex leader, Tonino Di Pietro.
Il libro ha una missione: fulminare Tonino, evirarlo, togliergli il fiato, indurlo a cambiare mestiere. L’appuntamento, presentazione dell’opera, è per il primo giorno di febbraio, con due “padrini” di razza: Vittorio Sgarbi e Silvio Berlusconi. E dulcis in fundo, la prefazione scritta di pugno dall’ex premier.
Sarà possibile riproporre i fasti scilipotiani?
Basteranno Sgarbi e Berlusconi per compensare la perdita del re dei peones, scomparso a causa della grosse koalition e dei Professori. La nostalgia canaglia ci prende per la gola, finiamola qui.
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