Resta alta la tensione tra Pdl e Lega. Ed e' di nuovo gelo tra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi. Lunedi' scorso il bacio e l'abbraccio tra i due leader, immortalato dai fotografi al termine di una cena in via Rovani, a Milano, faceva pensare a un clima piu' disteso. Ma e' bastato il voto di fiducia al 'milleproroghe' di oggi a far riemergere tutti i malumori mai sopiti dal giorno in cui si e' insediato Mario Monti a palazzo Chigi. L'ennesimo 'strappo' si consuma a Montecitorio. Subito dopo l'approvazione del decreto governativo, e' il Senatur a dar fuoco alle polveri ribadendo l'altola' di piazza Duomo: ''Ho gia' deciso: voglio far cadere la Giunta in Lombardia, la nostra manifestazione di domenica scorsa e' servita per chiarire le cose: o Berlusconi fa cadere Monti o faccio cadere Formigoni'' . L'ex ministro delle Riforme, stavolta, non usa mezzi termini: ''Berlusconi e' una mezza cartuccia, ha paura di mandare via Monti e non so proprio di cosa abbia paura...''.
Qualche metro piu' in la' anche l'ex premier si ferma a parlare con i giornalisti, ostenta serenita' per i rapporti con Bossi, ma ribadisce che non fara' venir meno il suo sostegno al Professore: ''Noi siamo responsabili, non possiamo tirarci indietro''. Il Cavaliere sdrammatizza: ''Problemi per l'alleanza con la Lega? Io sono sereno, e poi ci sono anche le ragioni della convenienza e della responsabilita'. Al momento opportuno -assicura- il centrodestra sara' compatto". In serata si fa sentire Angelino Alfano che ammette i contrasti con il Carroccio (''Stiamo scontando un momento difficile, ma la nostra alleanza con la Lega non e' finita'') e risponde per le rime a Bossi: ''Non accettiamo ultimatum e provocazioni, ne' li facciamo''.
Era molto tempo che Bossi non usava un linguaggio cosi' forte nei confronti del suo alleato. Qualcuno, tra i deputati pidiellini, ricorda i toni del 'ribaltone' del '94. In tanti, soprattutto tra gli azzurri, infatti, temono che l'alleanza sia ormai arrivata al capolinea. Fa paura, in particolare, la prospettiva di vedere i leghisti correre da soli alle amministrative (si parla del 6 maggio come data possibile delle elezioni). ''Se si dovesse continuare cosi', presto la corda si spezzera' e non sappiamo cosa succedera' con le amministrarive ormai cosi' vicine'', avverte un big pidiellino. La 'fuga in avanti' del Senatur, infatti, sta dando nuova forza alla fronda, sempre piu' numerosa, di chi vuole sfilarsi dal governo Monti al piu' presto. Il 'partito del voto anticipato', raccontano, e' in crescita (e non e' formato solo da ex An). Berlusconi pero' e' realista e frena: considerata la situazione ''credo che sia difficile avanzare delle critiche fondate'' a Monti.
Chi dunque pensava a una 'tregua armata', tra il Cavaliere e Bossi resta deluso. Stavolta, il Senatur pressato anche all'ala maroniana (che spinge per il voto anticipato) raccontano dalle parti di via Bellerio, fa sul serio e il tempo a disposizione di Berlusconi per 'cambiare rotta' non durera' ancora per molto. Lo dimostra anche la battuta che il leader del Carroccio ha riservato a Berlusconi sui rischi di una sentenza del processo Mills: ''Berlusconi non e' stato abbastanza furbo da chiedere una buona uscita quando ha lasciato il governo...''.
Si fa sentire anche il governatore lombardo, Roberto Formigoni, che giudica questa una ''polemica senza futuro. Bossi faccia quel che vuole -dice Formigoni- noi facciamo quel che dobbiamo. Non possiamo stare qui a inseguire tutti i giorni le sue dichiarazioni''. E comunque, spiega, ''non credo che la Lega fara' harakiri autoemarginandosi dal governo della Lombardia'', sottolinea il governatore. L'obiettivo della Lega, rimarca, e' ''tentare il Pdl perche' tolga la fiducia a Monti'', ma ''la nostra e' una scelta di responsabilita'''. Sulla stessa linea Alfano, che preferisce dribblare cosi' le domande dei giornalisti: ''Come si legge sin dai tempi delle antiche scritture, l'idea e' che ogni giorno ha la sua pena, quindi se dovessero arrivare problemi domani, ce ne occuperemo''.
Il segretario del Pdl e' ottimista: ''Non crediamo che l'alleanza con la Lega si dissolva da un giorno all'altro. E comunque le parole pronunciate da Bossi oggi sono le stesse fatte il primo giorno della fiducia al governo Monti. Governiamo insieme alla Lega in tantissimi comuni e in due regioni'', la cui presidenza e' del Carroccio come "Piemonte e Veneto, dove il nostro sostegno e' determinante". Berlusconi, raccontano, d'intesa con il suo segretario, e' convinto che alla fine Umberto non rompera', perche' da solo non andra' tanto lontano, anche se i sondaggi danno la Lega sempre determinante al Nord. Secondo il Cavaliere, il Senatur e' alle prese con una resa dei conti interna e i suoi affondo sono pura tattica per tener buona la 'base' del Carroccio, fomentata dai 'maroniani'.
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