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Pastori sardi e Forconi siciliani uniti: "Castelli ci hai rotto i c…". E l'ex ministro lascia Servizio pubblico. Serata memorabile con Santoro: VIDEO

27 gennaio 2012 11:44
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(essepi) Dovevamo aspettarcelo. Se c’è qualcuno che urla, a buon ragione: “Schettino, salga a bordo, cazzo”, è inevitabile che prima o poi qualche altro si lasci scappare un solenne “Ci hai rotto i coglioni, Castelli”. Il collegamento è surreale, d’accordo, ma esiste, altrimenti perché sarebbe avvenuto a distanza di una decina di giorni, quel che è avvenuto. Ci spieghiamo meglio.  


Il primo invito, pressante e coinvolgente, è venuto dal comandante De Falco, Capitaneria di Porto di Livorno, all’indirizzo del comandante della Concordia; il secondo, da un incavolato signore sardo, incavolato come un bue, che indossava occhiali con una montatura rosso cardinale, e si trovava dannatamente vicino a rappresentanza di Forconi siciliani in tenuta da sommossa studentesca (giacca a vento con la Sicilia stampigliata) e, quindi, inevitabilmente a rischio contagio. Destinatario del “Mi hai rotto i c…”, chiaro e inequivocabile? L’ex vice ministro del trasporti, il leghista Castelli.


Di Schettino sapete tutto. Di Castelli vi dobbiamo informare su cosa ha suscitato l’insofferenza isolana, diffusa e partecipata, durante una trasmissione televisiva, che prevedeva un collegamento con la Sardegna.


Costretto ad ascoltare la litania degli autotrasportatori, agricoltori, pastori (e Forconi, con tanto di divisa sicilianista), che lamentavano l’abbandono del governo in passato, il balzo recente dei prezzi – dal carburante al traghetto, all’autostrada – Castelli si è lasciato andare in una incontenibile filippica antisiciliana. Una vampata di bile, l’ex ministro non ce l’ha fatta ad ascoltare il quaderno delle rivendicazioni degli isolani, sardi e siciliani,  ed ha snocciolato il rosario di insulti ormai celebri, che fanno dei meridionali la palla al piede del Paese: “Noi paghiamo le tasse e voi no, noi lavoriamo e voi no, noi abbiamo tremila dipendenti pubblici e voi ventitremila”. Infine ha espettorato: “Siamo stanchi, o stufi, noi lombardi, di pagare per voi”. Un manifesto dedicato alla purezza lombarda.


Per qualche minuto la piazza sardo-sicula ha lasciato che si sfogasse, poi i pastori e i Forconi non ce l’hanno fatta più. Il clima è quello che è, delle liberalizzazioni, ed è arrivato così l’invito cui si faceva cenno sopra. “Castelli, ci hai rotto i c…”. La consecutio temporum non è stata curata come la pernacchia di Edoardo De Filippo nell’Oro di Napoli sapientemente distillata, ma l’effetto scenico è apparso buono. Il solista ha parlato a nome di tutti: l’invito a sloggiare, colorito e robusto, è stato infatti seguito da un brusio di approvazione inequivocabile.


Michele Santoro a quel punto – ci stiamo occupando di Servizio pubblico, trasferito sulle Reti Sky - ha mandato in onda un filmato nel quale i leghisti (in pellegrinaggio a Milano sull’altare di Umberto Bossi in comizio)  svillaneggiano i loro nemici ed ex amici, soprattutto, il giornalista di Sky che chiede loro opinioni su Mario Monti, l’Italia, il drappo tricolore, sistemato nei paraggi, ed altro.


Le facce truci dei manifestanti (leghisti, a Milano), riprese dalle telecamere di Sky, erano dei figuranti ingaggiati dal conduttore per rappresentare come peggio non si potrebbe, il popolo di Bossi, malandrino e volgare, o si trattava di leghisti veri, in carne ed ossa, la famiglia allargata del senatur? Avevano gli occhi di fuori. Il dubbio non vogliamo scioglierlo, il rammarico sarebbe enorme se scoprissimo che Michele Santoro non c’entra niente. Irripetibili le ingiurie all’indirizzo dell’Italia, della bandiera tricolore, degli italiani. Al cospetto della folla leghista in “armi” a Milano, i pastori sardi e i Forconi siciliani, in divisa di manifestanti incazzati, sembravano bocconiani in visita di studio ad Oxford.
 
Castelli e Bossi si sono esibiti in “vaffa…”, ripetuti, con la coerenza di un rutto al rallentatore. Le tre ore trascorse davanti alla Tv di Servizio Pubblico, sono state molto istruttive. Abbiamo appreso perché Ivan Lo Bello ha sospettato le infiltrazioni siciliane: un ordine minaccioso ed affollato dato ad un barista di Lentini che è stato invitato pressantemente a abbassare la saracinesca e partecipare alla ribellione “altrimenti ti bruceremo il locale”. Messaggio recapitato all’interessato durante un corteo da un losco figuro accompagnato da un folto gruppo di studenti vocianti. C’è qualcuno che, ancora, osa dubitare delle buone ragioni di Ivan Lo Bello?


Santoro ha cercato un alibi per proteggere il losco figuro, in verità, osservando che i boss, generalmente, preferiscono agire con maggiore riservatezza e sanno come ottenere ciò che vogliono senza andare in giro a urlarlo. A suo avviso sarebbero coercizioni addebitabili a qualche malandrino imbucato fra i manifestanti. E per darsi ragione, Santoro ha squadernato due filmati nei quali le telecamere di Servizio Pubblico mostrano episodi di inaudita violenza a danni di camionisti che non volevano partecipare al blocco, in Campania e una manifestazione di No Tav all’indomani della retata di agitatori (alcuni dei quali con precedenti di terrorismo). Risultato? Abbiamo saputo che i ribelli siciliani sono una cosa e la mafia un’altra, così come i No Tav sono la protesta della Val di Tusa e gli agitatori, degli infiltrati che nulla hanno a che vedere con le ragioni dei manifestanti.


A Servizio Pubblico c’era anche Maurizio Zamparini, patron della Palermo calcio, in veste di leader del Movimento della gente. Ce l’ha con la politica, Equitalia, le  tasse e l’insipienza dei governi e del Parlamento. Ricetta? Andatevene tutti a casa.


Per sostituirli con chi?

 

 

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Anonimo 28 gennaio 2012   08:30
L'utente ha risposto al commento anonimo del 28 gennaio 2012. Visualizza »

       Roberto Castelli della lega nord

   Il grande moralista che accusa la regione siciliana di sprechi, facendo finta di non sapere che lo statuto speciale della regione siciliana, svolge dei compiti che nella sua lombardia sono affidati allo stato.

Castelli dovrà risarcire 100.000 euro

Nel mirino dei magistrati contabili gli incarichi di consulenza dell'allora Guardasigilli alla " Global Brain", una consulenza assegnata in maniera irrazionale e illegittima. per questo la Corte dei Conti ha condannato l'ex Guardasigilli Roberto Castelli a restituire all'erario 50.000 euro insieme con Settembrino Nebbioso, allora capo di gabinetto del dicastero e che attualmente riveste lo stesso incarico con Angelino Alfano.

La vicenda risale ai primi del duemila, quando il ministero affidò alla società Global Brain il compito di fare il punto sull'efficienza del sistema giudiziario, mai sfociato in un processo perché il senato negò l'autorizzazione a procedere nei confronti di Castelli.

La Corte dei Conti, però , adesso batte cassa. Non solo per una consulenza assegnata senza alcun bando di gara, ma anche per la nomina tardiva della commissione che avrebbe dovuto vigilare sulla società. E che invece, secondo l'accusa , venne insediata quando il compito era pressochè concluso. Furono due le convenzioni stipulate con la Global Brain, e anche la seconda è costata a Castelli e a Nebbioso una ulteriore richiesta di danni per 47.473 euro ( si sfiorano così i 100.000 totali).

17 novembre 2007.- Si apre il processo della Corte dei Conti a Roberto Castelli . Richiesto un milione di euro di danni per le consulenze facili.Il ministro  della Giustizia è accusato dal Procuratore Guido Patti di un danno erariale che si aggira sul milione di euro per la nomina di consulenti di dubbia utilità nelle materie più disparate. ( Caso Magni, consulenza più importante per edilizia penitenziaria ) in questo caso, l'illegittimità e illeceità del comportamento del ministro è eclatante. 

Omissis 

Per le consulenze Castelli è indagato anche dalla Procura di  Roma per abuso d'ufficio. Accusa doppiamente imbarazzante perché contemporaneamente l'ex consulente per l'edilizia penitenziaria Magni militante della lega nord, è indagato per corruzione a Roma in una seconda inchiesta proprio per una storia di carceri. Tra l'altro Magni è laureato in scienze politiche, in merito alla provata competenza richiesta dalla legge, pertanto non è desumibile affatto che il dottor Magni

fosse un esperto in edilizia penitenziaria. Perché Castelli ha scelto Magni ?

Per il Procuratore, Castelli è colpevole di avere rinnovato per sette volte l'incarico a Magni nell'arco di tre anni.

Indagato dal Tribunale di Roma per abuso d'ufficio. Il procuratore accusa anche il rinnovo dell'incarico nel febbraio 2003 per la sua valenza retroattiva e per la strana conversione da lire in euro:  " il compenso di euro 48.482 è quasi il doppio di quello di lire 48 milioni di lire corrisposto precedentemente.   

e cosa c'entra la demonizzazione del "Castelli"uomo,

con quanto ha esternato da Santoro?

Anonimo 27 gennaio 2012   21:15
L'utente ha risposto al commento anonimo del 27 gennaio 2012. Visualizza »

Come si fa a far girare certa gente per le strade?????????????????

 

Incapaci ed incompetenti, sono la rovina dell'ITALIA.

 

Ci sarebbe da denunciare i familiari per abbandono di incapace. Ma comunque con un periodo di ricovero in un 

centro riabilitativo il tizio in questione potrà essere recuperato.

Senior

 

Anonimo 27 gennaio 2012   20:29
L'utente ha risposto al commento anonimo del 27 gennaio 2012. Visualizza »

Come si fa a far girare certa gente per le strade?????????????????

 

Incapaci ed incompetenti, sono la rovina dell'ITALIA.

 

hanno rovinato l'italia e hanno il coraggio di parlale e finito il tempo di sentireora bisogna agire questi signori debbono andare a casa anzi e meglio che lasciano l'Italia lega ladrona

Anonimo 27 gennaio 2012   19:04

Come si fa a far girare certa gente per le strade?????????????????

 

Incapaci ed incompetenti, sono la rovina dell'ITALIA.

 

Anonimo 27 gennaio 2012   16:42

       Roberto Castelli della lega nord

   Il grande moralista che accusa la regione siciliana di sprechi, facendo finta di non sapere che lo statuto speciale della regione siciliana, svolge dei compiti che nella sua lombardia sono affidati allo stato.

Castelli dovrà risarcire 100.000 euro

Nel mirino dei magistrati contabili gli incarichi di consulenza dell'allora Guardasigilli alla " Global Brain", una consulenza assegnata in maniera irrazionale e illegittima. per questo la Corte dei Conti ha condannato l'ex Guardasigilli Roberto Castelli a restituire all'erario 50.000 euro insieme con Settembrino Nebbioso, allora capo di gabinetto del dicastero e che attualmente riveste lo stesso incarico con Angelino Alfano.

La vicenda risale ai primi del duemila, quando il ministero affidò alla società Global Brain il compito di fare il punto sull'efficienza del sistema giudiziario, mai sfociato in un processo perché il senato negò l'autorizzazione a procedere nei confronti di Castelli.

La Corte dei Conti, però , adesso batte cassa. Non solo per una consulenza assegnata senza alcun bando di gara, ma anche per la nomina tardiva della commissione che avrebbe dovuto vigilare sulla società. E che invece, secondo l'accusa , venne insediata quando il compito era pressochè concluso. Furono due le convenzioni stipulate con la Global Brain, e anche la seconda è costata a Castelli e a Nebbioso una ulteriore richiesta di danni per 47.473 euro ( si sfiorano così i 100.000 totali).

17 novembre 2007.- Si apre il processo della Corte dei Conti a Roberto Castelli . Richiesto un milione di euro di danni per le consulenze facili.Il ministro  della Giustizia è accusato dal Procuratore Guido Patti di un danno erariale che si aggira sul milione di euro per la nomina di consulenti di dubbia utilità nelle materie più disparate. ( Caso Magni, consulenza più importante per edilizia penitenziaria ) in questo caso, l'illegittimità e illeceità del comportamento del ministro è eclatante. 

Omissis 

Per le consulenze Castelli è indagato anche dalla Procura di  Roma per abuso d'ufficio. Accusa doppiamente imbarazzante perché contemporaneamente l'ex consulente per l'edilizia penitenziaria Magni militante della lega nord, è indagato per corruzione a Roma in una seconda inchiesta proprio per una storia di carceri. Tra l'altro Magni è laureato in scienze politiche, in merito alla provata competenza richiesta dalla legge, pertanto non è desumibile affatto che il dottor Magni

fosse un esperto in edilizia penitenziaria. Perché Castelli ha scelto Magni ?

Per il Procuratore, Castelli è colpevole di avere rinnovato per sette volte l'incarico a Magni nell'arco di tre anni.

Indagato dal Tribunale di Roma per abuso d'ufficio. Il procuratore accusa anche il rinnovo dell'incarico nel febbraio 2003 per la sua valenza retroattiva e per la strana conversione da lire in euro:  " il compenso di euro 48.482 è quasi il doppio di quello di lire 48 milioni di lire corrisposto precedentemente.   

Anonimo 27 gennaio 2012   15:41

Iddu attacca a sprupòsitu, ammintuannu cosi ca 'un hannu nenti chi spartiri cu dda prutesta (chi cci trasunu li dipinnenti riggiunali cu ddi travagghiatura?!...chiossai, iddi prutistanu puru cuntra dda pulitica di Lombardo ca si òccupa di tuttu menu ca di prubblemi veri dì siciliani!) e iddi bonu ficiru a fari accussì! Lu veru fattu è ca la Sicilia apprima è la cosa megghiu dù munnu (voti voti e furtissimamenti voti...dicissi ju) e appoi è nu cancru quannu voti 'un cci nni sunnu cchiù. Assabbinirica a tutti!

Anonimo 27 gennaio 2012   13:08

 Miticu!Quannu ci voli, ci voli!

Anonimo 27 gennaio 2012   12:47

Consiglerei la lettura del libro " Giù al sud " di Pino Aprile già autore di " Terroni " ..... in particolar modo a Castelli e c. 

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