Cinema
Cinema
Politica • Sondaggi

Slitta a martedì la discussione all'Ars della riforma degli enti locali. SONDAGGIO. Sei favorevole allo sbarramento al 5 per cento?

di Salvatore D'Anna
27 novembre 2008 22:16
Leggi i commenti 8   Inserisci un tuo commento
Condividi
www.italiainformazioni.com

Tutto rinviato all’Ars. Al termine di una seduta interlocutoria, l’assemblea regionale siciliana ha preferito rimandare a martedì prossimo la discussione di alcuni importanti disegni di legge che dovevano essere esaminati dai parlamentari. Arrivava a Sala d’Ercole la riforma degli enti locali, la più attesa in questo scorcio di legislatura insieme a quella della sanità. E invece la discussione in aula non è nemmeno iniziata, ma posticipata, con i lavori che si sono poi arenati nelle votazioni degli emendamenti emersi nella discussione del disegno di legge di sostegno ai Cofidi.

 

Composizione delle giunte, status degli amministratori locali e misure di contenimento della spesa pubblica, soglia di sbarramento nelle elezioni comunali e provinciali della Regione. Sono gli spinosi nodi che affronta il ddl, che fino a questa mattina era rimasto in commissione Affari costituzionali. Nonostante il via libera di ieri, i componenti di maggioranza e opposizione dovevano ancora mettere a punto gli ultimi dettagli. Il progetto è senza dubbio ambizioso.

 

Abolizione delle circoscrizioni, tagli alle spese degli enti locali per feste e promozioni, riduzione dello stipendio e del numero dei membri dei consigli di amministrazione delle società partecipate di Comuni e Province. Se passasse così, la legge sarebbe un segnale forte in vista dell’auspicato rigore sulla spesa pubblica. Come dire, cominciamo a tagliare all’interno dei palazzi del potere prima di chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini.

 

Bene, benissimo, ma non tutto. C’è qualcosa, un piccolo ma grande “dettaglio”, una norma inserita nel disegno di legge, che non fa piacere a tutti. Il ddl sugli enti locali contiene la norma sullo sbarramento del 5% alle elezioni comunali. Soglia che esiste già all’Ars e al Parlamento nazionale, che mira alla governabilità riducendo il numero dei partiti presenti nelle aule parlamentari o consiliari, ma che sta spazzando via ogni rappresentanza dei partiti cosiddetti minori. “Presenterò in aula gli emendamenti già proposti in commissione per l'introduzione alle elezioni comunali dello sbarramento al 3% - ha detto il deputato regionale del partito democratico, Giovanni Panepinto -. Introdurre la soglia del 5% nelle elezioni comunali – ha sottolineato il parlamentare - è eccessivo e rischia di lasciare fuori dai consigli comunali forze importanti per il confronto politico”. Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere comunale Rosario Filoramo, vicepresidente della commissione urbanistica, che parla di “attacco alla democrazia”. “In tal modo si raggiungerebbe l’obiettivo di ridurre a tre, massimo quattro le rappresentanze politiche nei Consigli, ma verrebbero tagliate fuori le piccole forze politiche, comprese le liste civiche, storicamente portatrici di grandi novità ed innovazione nella politica siciliana”. Il consigliere comunale del Pd propone una soglia di sbarramento del 2% che “in una città come Palermo, è pur sempre un risultato superiore ai cinquemila voti”.

 

E che non tutti siano d’accordo, anche nei grossi partiti, lo testimoniano le parole di Pino Apprendi, deputato regionale del Pd: “Avere introdotto lo sbarramento al 5% nelle elezioni comunali è un’esagerazione: una soglia del 3% sarebbe più che sufficiente”. “Uno sbarramento al 3% - ha aggiunto - riuscirebbe a semplificare il quadro politico senza però impedire a forze importanti di accedere agli organi rappresentativi. Quando il testo arriverà in aula- conclude - presenterò degli emendamenti in tal senso”.  E, nonostante in commissione Affari costituzionali la norma sia stata approvata all’unanimità, gli emendamenti sono arrivati, e altri probabilmente ne arriveranno, considerando che la scadenza per la loro presentazione è fissata a lunedì prossimo.

 

Sei favorevole allo sbarramento al 5 per cento?

© Riproduzione riservata
No
Segnala ad un amico
Anonimo 02 dicembre 2008   17:02
L'utente ha risposto al commento anonimo del 02 dicembre 2008. Visualizza »

Veramente sul piano sociologico e criminologico è più naturale che il voto clientelare (e peggio !) si concentri verso le liste che appaiono "vincenti" alla partenza e comunque "forti". La vecchia Mafia puntava sulla Dc, "andava al sodo".

Una lista minore ,locale, che Garanzie può offrire ai Grandi Interessi.

S'io fossi mafioso non perderei tempo nè coi Verdi ,nè con Storace.

"Dialogherei" con chi concretamente può conquistare il Comune per poi decidere su forniture ,appalti e concessioni.

Non fare finta di non capire. Nelle amministrative il partito forte (tipo Forza Italia) lanciava 8 liste per ramazzare quanti più conensi possibili con i portatori d'acqua. La piccola lista vera, quella d'opinione, viene votata con o senza lo sbarramento, perché è un voto di fede politica.

Non sono fascista o separatista, ma pensate che le liste di Forza Nuova o de L'Altra Sicilia l'anno scorso non si sarebbero presentate a Palermo se ci fosse stato lo sbarramento?

Sicuramente non si sarebbero presentate le 18 liste del centro destra di governo e le 12 liste (più o meno) che sostenevano Orlando.

Anonimo 30 novembre 2008   11:37
L'utente ha risposto al commento anonimo del 30 novembre 2008. Visualizza »

E' già così, è già così. Il primo consigliere non si può ottenere con i resti ma solo dal secondo in poi. Ripeto, senza il 2 % a Palermo e percentuali più alte negli altri comuni e nelle provinciali non si può ottenere alcun seggio. Di fatto quindi lo sbarramento contro le liste civetta c'è già. Il fatto è che una certa classe politica vuole tentare la "soluzione finale" contro ogni movimento di dissenso ma non credo ci riuscirà.

Credo infatti che lo sbarramento sia indecente su base nazionale, perché impedisce alle liste locali, anche con percentuali molto elevate, di essere rappresentate. Su base locale invece non mi pare uno scandalo. Diciamo che ci vuole una motivazione particolarmente forte per votare una lista che difficilmente supererà lo sbarramento al 5, ma se queste motivazioni ci sono la gente voterà ugualmente per questa lista e supererà lo sbarramento.

Oggi nelle piccole liste si annida troppo voto clientelare. Questa legge le spazza via.

Non dovrei dirlo perché sono un convinto autonomista, ma questa volta (alle regionali) proprio l'MPA c'è andato fregato e sta bene perché si era comportato in maniera vecchia. Aveva presentato tre liste che complessivamente presero il 22 e passa per cento, ma solo una ha superato lo sbarramento del 5 % e così ha buttato via circa il 7 % dei voti e molti deputati. Non credo che Lombardo farà più quest'errore. Nessuno faccia il moralista però. Ricordo bene quando il PCI presentava la "lista Ippari" a Ragusa e quella "Togliatti" ad Agrigento per scippare un paio di deputati in più con i resti. Da quando c'è lo sbarramento alle regionali questi giochetti non si fanno più.

E ricordate a Palermo nel 2007 quante liste presentò il  centro-destra? Un lenzuolo. Anche questa vergogna così finirà e le liste veramente alternative avranno più visibilità e quindi speranza di superare la soglia.

Veramente sul piano sociologico e criminologico è più naturale che il voto clientelare (e peggio !) si concentri verso le liste che appaiono "vincenti" alla partenza e comunque "forti". La vecchia Mafia puntava sulla Dc, "andava al sodo".

Una lista minore ,locale, che Garanzie può offrire ai Grandi Interessi.

S'io fossi mafioso non perderei tempo nè coi Verdi ,nè con Storace.

"Dialogherei" con chi concretamente può conquistare il Comune per poi decidere su forniture ,appalti e concessioni.

Anonimo 30 novembre 2008   07:58

si ma a che serve se poi si consociano in un altro gruppo?

Anonimo 29 novembre 2008   13:27
L'utente ha risposto al commento anonimo del 29 novembre 2008. Visualizza »

Lo sbarramento ,la sua stessa idea ,contraddice platealmente i princ'pi basilari della Democrazia.

Le opinioni valgono ed hanno diritto di rappresentanza solo partendo da una certa percentuale ?

Soprattutto negli Enti Locali ,quelli più vicini alla gente ,quelli che amministrano concretamente la spesa pubblica più prossima,dovrebbe esserci il diritto di intervento e di controllo da parte di TUTTI.

D'altro canto un Consiglio Comunale variegato cosa può fare ad un Sindaco ? I poteri ,ex lege , li ha tutti Lui !

Stiamo tornando alle Signorie ?

Solo che al posto di Lorenzo il magnifico qui ci resta solo Diego il munifico ! Che democrazia ci rimane ?

Io aggiungerei : LE OPINIONI VANNO A MERITO NON A PESO !

Anonimo 29 novembre 2008   09:10

Lo sbarramento ,la sua stessa idea ,contraddice platealmente i princ'pi basilari della Democrazia.

Le opinioni valgono ed hanno diritto di rappresentanza solo partendo da una certa percentuale ?

Soprattutto negli Enti Locali ,quelli più vicini alla gente ,quelli che amministrano concretamente la spesa pubblica più prossima,dovrebbe esserci il diritto di intervento e di controllo da parte di TUTTI.

D'altro canto un Consiglio Comunale variegato cosa può fare ad un Sindaco ? I poteri ,ex lege , li ha tutti Lui !

Stiamo tornando alle Signorie ?

Solo che al posto di Lorenzo il magnifico qui ci resta solo Diego il munifico ! Che democrazia ci rimane ?

Anonimo 28 novembre 2008   17:52
L'utente ha risposto al commento anonimo del 28 novembre 2008. Visualizza »

Perchè al posto di prevedere qualunque sbarramento, non si adotta il sistema di non assegnare i seggi a quelle liste che non ottengono il quoziente intero? Il risultato sarebbe la sparizione di tutte le liste civette create apposta dai partiti più grossi per ottenere più seggi con i resti, con una semplificazione del panorama politico.

E' già così, è già così. Il primo consigliere non si può ottenere con i resti ma solo dal secondo in poi. Ripeto, senza il 2 % a Palermo e percentuali più alte negli altri comuni e nelle provinciali non si può ottenere alcun seggio. Di fatto quindi lo sbarramento contro le liste civetta c'è già. Il fatto è che una certa classe politica vuole tentare la "soluzione finale" contro ogni movimento di dissenso ma non credo ci riuscirà.

Credo infatti che lo sbarramento sia indecente su base nazionale, perché impedisce alle liste locali, anche con percentuali molto elevate, di essere rappresentate. Su base locale invece non mi pare uno scandalo. Diciamo che ci vuole una motivazione particolarmente forte per votare una lista che difficilmente supererà lo sbarramento al 5, ma se queste motivazioni ci sono la gente voterà ugualmente per questa lista e supererà lo sbarramento.

Oggi nelle piccole liste si annida troppo voto clientelare. Questa legge le spazza via.

Non dovrei dirlo perché sono un convinto autonomista, ma questa volta (alle regionali) proprio l'MPA c'è andato fregato e sta bene perché si era comportato in maniera vecchia. Aveva presentato tre liste che complessivamente presero il 22 e passa per cento, ma solo una ha superato lo sbarramento del 5 % e così ha buttato via circa il 7 % dei voti e molti deputati. Non credo che Lombardo farà più quest'errore. Nessuno faccia il moralista però. Ricordo bene quando il PCI presentava la "lista Ippari" a Ragusa e quella "Togliatti" ad Agrigento per scippare un paio di deputati in più con i resti. Da quando c'è lo sbarramento alle regionali questi giochetti non si fanno più.

E ricordate a Palermo nel 2007 quante liste presentò il  centro-destra? Un lenzuolo. Anche questa vergogna così finirà e le liste veramente alternative avranno più visibilità e quindi speranza di superare la soglia.

Anonimo 28 novembre 2008   17:08

Perchè al posto di prevedere qualunque sbarramento, non si adotta il sistema di non assegnare i seggi a quelle liste che non ottengono il quoziente intero? Il risultato sarebbe la sparizione di tutte le liste civette create apposta dai partiti più grossi per ottenere più seggi con i resti, con una semplificazione del panorama politico.

Anonimo 28 novembre 2008   07:00

Ma se ne sentono dire di sciocchezze gattopardesche!

Il Comune siciliano più grande e che ha più consiglieri è quello di Palermo: 50. Per ottenere un consigliere oggi serve 1/50 dei voti, cioè il 2 %!! Negli altri comuni (Catania 45 e via via sempre meno) è anche più alto lo sbarramento di fatto: provate a fare 1 diviso 45 e così via.

Oggi per eleggere un consigliere a Palermo occorrono almeno 5-6.000 voti, altrimenti si è fuori.

Chi propone lo sbarramento al 2% sa bene che è un "non sbarramento", ma l'informazione questo lo deve dire. E anche il 3 % praticamente non cambia niente nella quasi totalità dei Comuni.

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti

Icone
Icone
Altre notizie