Mr Murdoch, inglese, proprietario di Sky ed altre emittenti sparse per il mondo, è poco conosciuto in Italia al grande pubblico. Tom Mockridge, il Presidente di Sky Italia, spiega che Mr. Murrdoch ha fatto una scelta ben precisa: quella di essere un business man, un uomo d’affari, e non un politician, un uomo politico. Avrebbe potuto diventare capo del Governo nel suo Paese, perché il suo impero mediatico è davvero
Da che parte sta Sky in Italia?
Non sappiamo davvero rispondere. Non certo a sinistra, come affrettatamente hanno spiegato dopo la mazzata sulla testa degli abbonati Sky. L’informazione Sky è equilibrata e non sembra privilegiare alcuno. La principale cura della pay-tv è l’audience, i suoi clienti paganti. Null’altro. Rispecchia il suo proprietario, Murdoch, il quale non è mai entrato nelle questioni politiche italiane anche quando avrebbe voluto e potuto.
Ma stavolta non ce l’ha fatta a starsene zitto ed ha ordinato una campagna d’informazione “contro il Governo”. Una scelta impensabile per il nostro Paese. In Italia può infatti accadere che ti tolgano il, portafogli mentre cammini con una leggina e non succede niente, l’informazione gira attorno alla questione, e quando la racconta, lo fa in modo così complicato che non ci capisce niente nessuno.
Non ricordiamo di avere visto né sentito alcuna emittente televisiva dire peste e corna, a ragione o torto, del governo in carica, qualunque esso sia. Le emittenti televisive "riferiscono", non parlano in prima persona. E quando riferiscono, raccontano i pareri altrui: uno a favore ed uno contro su ogni argomento.
Non fa parte della cultura italiana dire pane al pane e vino al vino. Nell’informazione questa cultura censoria è più presente di quanto s’immagini, perché i principali network televisivi hanno un peccato originale da scontare. Le reti Rai sono un servizio pubblico e quindi non possono scagliarsi contro il governo - qualsiasi governo - anche quando ha torto marcio e osservano di fatto il silenzio sull’altare del pluralismo, sicché ogni volta che arriva una critica- seppure fondatissima – devono invitare qualcuno a dire esattamente il contrario con la conseguenza che la gente si confonde le idee e finisce con lo sposare la tesi della sua parte politica piuttosto che ragionare sulla questione posta.
Le reti Mediaset, di proprietà del capo del governo in carica, hanno bisogno di dimostrare – entro certi limiti – di non essere di parte e qualche volta finiscono perfino con l’esagerare: anche loro collegano ad una notizia i pareri dei due principali schieramenti politici, trascurando di svolgere un’indagine di verità sulla questione trattata. Con l'eccezione di Rete 4, che non fa mistero della sua partigianeria. Qualunque scelta faccia il governo in carica è buona e santa. Plateale, indiscutibile.
Perché le cose stanno come stanno?
E’ molto più facile mettere insieme due opinioni contrarie che svolgere una inchiesta e prendersi la responsabilità di dire ciò che va detto. Quando ciò accade, piovono le critiche di mezzo mondo e l'autore del misfatto ne esce con le ossa rotte.
Una realtà siffatta impedisce agli italiani di farsi un’idea di come stanno le cose.
Per questa ragione la campagna contro il Governo della pay tv costituisce una novità assoluta. Il signor Murdoch ha ordinato ai suoi giornalisti di preparare uno spot con il quale fa sapere agli italiani che il suo concorrente in Italia, il signor Silvio Berlusconi, capo del governo e proprietario di tre reti televisive, di usare armi improprie per avere ragione della concorrenza. La tassa ai suoi abbonati, sostiene, favorisce le emittenti del Premier.
Gli spot di Sky sono efficaci: non manifestano irritazione, usano un linguaggio semplice, mirano al bersaglio grosso.
Cerchiamo di sintetizzarne il contenuto.
Il governo ha scelto di introdurre una tassa, una sola, nel pacchetto anti-crisi, aumentando l’Iva del doppio per la pay-tv Sky, lasciando le cose come stanno per i giornali e la Rai.
Da qui le domande di Sky. Perché la tasse aumentano solo per la TV a pagamento in Italia mentre altrove si fa esattamente il contrario, si abbatte l’IVA? Quattro milioni e 700 mila famiglie italiane dovranno pagare il doppio l’abbonamento Sky per un’offerta di circa 170 canali che non interessa solo i benestanti ma famiglie normali, che amano il calcio o le scienze o altro.
Quando viene fatto notare al signor Murdoch che lo stesso trattamento è stato riservato a Mediaset per la pay tv, egli sorride ed alza le spalle. Mediaset in questo campo non è nessuno,rappresenta appena lo 0,7 per cento del popolo televisivo.
Ma non è tanto la causa dello campagna di Sky contro Governo a tenere banco, quanto la scelta di Sky di scendere in campo: la campagna contro il governo costituisce una svolta senza precedenti.
Perché?
I telespettatori italiani misureranno l’impatto sull’opinione pubblica di una campagna d’informazione efficace avversa al governo, seppur priva di fardelli politici, compromessi, timori reverenziali.
Godiamocela quindi questa disputa di Sky nei confronti del governo in carica.
Fa scuola, da essa ne usciremo più consapevoli, al di là del merito.