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Ddl sicurezza, al Senato maggioranza battuta tre volte
Di 60 giorni la massima permanenza nei centri di identificazione

04 febbraio 2009 21:37
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Governo e maggioranza battuti al Senato su tre sub-emendamenti al ddl sicurezza sui quali avevano espresso parere contrario. Le votazioni in questione riguardano le proposte di modifica all'articolo 39.

Uno degli emendamenti votati dal Senato al ddl sicurezza, e su cui la maggioranza e' stata battuta, riguarda il tempo di permanenza degli extracomunitari nei centri di identificazione. Il termine massimo rimane di 60 giorni, come previsto dalla Bossi-Fini anziche' 18 mesi. 

 

Ma diamo in sintesi, un breve resoconto della seduta

Il compiacimento viene manifestate in entrambi le parti, maggioranza ed opposizione. Le avvisaglie di ciò che sarebbe accaduto arrivano dalla mancamnza di numero legale, per ben due volte. Durante la seduta pomeridiana, tra le norme c'e' anche quella dalla Lega che prevede un trattamento diverso, e più duro, per gli stupratori : né arresti domiciliari né benefici carcerari.

 

Dal centrosinistra arrivano le critiche , il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro, ammonisce:  non si legifera ''spinti dall'emotivita'''.  Stessa opinione viene espressa dal capogruppo dell'Udc Giampiero D'Alia, ''sull'onda dai piu' recenti fatti di cronaca''.

''In questo modo- sostiene Luigi Li Gotti (Idv) - si sta trasformando il diritto penale ordinario in tanti diritti penali speciali''.

Ma il pezzo forte della giornata politica giunge  allorché si votano gli emendamenti all'articolo 39 del ddl. Sulle proposte riguardanti emendamenti sulla tassa di soggiorno, tra gli 80 e i 200 euro, si arriva addirittura alla parita': 129 si' contro 129 no, piu' tre astenuti.

 

Infine il colpo di teatro, imprevedibile: tornano i framnchi tiratori sul voto segreto, richiesto dal capogruppo del Pd in commissione Giustizia Felice Casson. Risultato: su tre dei suoi emendamenti, la maggioranza viene battuta. Non si tratta di robetta, tutt’altro. Una norma concerne i ricongiungimenti familiari e un'altra la revoca del permesso di soggiorno anche per reati contro il diritto d'autore. Il colpo più grosso contro il governo l’opposizione l’ottiene però con la soppressione della disciplina che regola la permanenza nei Cie.

 

 Invece che restare per un massimo di 18 mesi, come proponeva il governo, per gli stranieri si torna alla Bossi-Fini, e cioe' la permanenza nei Centri non potra' durare piu' di 60 giorni. Casson esulta: ''E' un segnale fortissimo contro la politica dell'immigrazione del governo''. Mentre Finocchiaro parla di ''grande malessere nella maggioranza''. I senatori della maggioranza invece, scuri in volto, lasciano l'Aula. Il Pdl convoca subito una riunione di gruppo per ''fare il punto'' e per invitare ''a serrare le fila''.

 

E’ il leghista Roberto Castelli ad esprimere il rammarico: ''Sono tornati i franchi tiratori di memoria Dc''. E lancia alcuni sospetti: le ''sette luci verdi'' accese nei banchi della destra allorché, a causa di un errore tecnico, per qualche minuto si e' illuminato il tabellone nonostante la votazione (poi ripetuta) fosse segreta. Infine conclude: ''I deputati delle opposizioni sono 122, noi eravamo 136. La contabilita' e' facile da fare''. Nomi? ''Non mi faccia fare congetture, rischio di entrare in polemica'', ma i voti, precisa, erano ''sulla destra...''.

 

© Riproduzione riservata
Fonte: adnkronos
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Anonimo 17 dicembre 2010   20:50
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Anonimo 05 febbraio 2009   08:02

Spettabile Redazione,

Vi segnalo che sul lato destro del giornale mancano i links del tipo ricerca articoli o gogle.

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