"Dopo le sterili e poco istituzionali polemiche sui festeggiamenti per il sessantesimo anniversario dell'Ars, voglio adesso ripercorrere in un viaggio della memoria, che sia anche di risposta a chi vuol mettere in dubbio il mio operato, ciò che è stato fatto nei due anni in cui sono stato presidente del Parlamento siciliano". Questo l'incipit dell'ultimo post di Sud, il blog di Gianfranco Micciché. L'escursus del sottosegretario inizia dalla "vera rivoluzione
del funzionamento dell'Aula" che ha prodotto una "sensibile riduzione dei costi di gestione". Dalla "puntualità dell'inizio delle sedute: un fatto di correttezza e buon ordine, ma anche - spiega Micciché - un modo per razionalizzare e ottimizzare il lavoro degli assistenti parlamentari", all'abolizione della "prassi delle sedute notturne e tutto ciò che essa comportava, in termini di risparmio di straordinari e doppie indennità, ma anche di maggiore qualità della produzione legislativa". Ma anche "la revoca dell'indennità da 400 euro mensili agli assistenti parlamentari fiduciari dei componenti del consiglio di presidenza" e una più "attenta ed efficace opera di controllo su spese e utenze varie, telefoniche in primis". Poi "la riqualificazione di alcuni meravigliosi siti". Micciché ricorda di aver "spostato l'ufficio del presidente dalla prestigiosa Torre Pisana, al meno confortevole piano superiore, per consentire ai turisti di godere della più bella stanza del Palazzo; sarebbe stato - aggiunge - un delitto il contrario, come ritengo assurdo che sia stata nuovamente sottratta alla collettività". "Il tutto - conclude Micciché - con meno soldi di quanto ne dispone il mio successore".