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Ars, domani il piano casa regionale approda in aula. L'Udc ribadisce: "Stiamo all'opposizione", ma non esclude appoggio sulle riforme

di Salvatore D'Anna
26 gennaio 2010 13:00
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Il piano casa regionale, approvato qualche giorno fa dalla commissione Territorio e Ambiente dell'Assemblea regionale siciliana, approda domani pomeriggio in aula. La discussione si annuncia infuocata, dopo che in commissione l'Udc ha votato contro il disegno di legge e il Pdl "lealista", a cominciare dal presidente  della commissione Fabio Mancuso, ha disertato il voto finale del provvedimento. Per il governo Lombardo-ter, il secondo banco di prova a Palazzo dei Normanni dopo la

vittoria registrata la settimana scorsa quando, grazie al "non-voto" del Partito democratico e all'assenza di alcuni deputati lealisti e dello Scudocrociato, Sala d'Ercole aveva bocciato due ordini del giorno, uno contro il presidente della Regione Raffaele Lombardo, l'altro contro l'assessore Gaetano Armao, entrambi presentati congiuntamente dai due partiti che un tempo facevano parte della maggioranza di governo.

 

Assenze che avevano provocato dei malumori all'interno dei due gruppi, tanto che qualcuno aveva visto la possibilità di fuga da parte di qualcuno, soprattutto in casa Udc. Oggi pomeriggio, prima della seduta d'aula, il gruppo dello Scudocrociato si è riunito per dettare la linea comune. Il capogruppo Rudy Maira ha fatto capire che non saranno più tollerate altre assenze "sospette". Un messaggio chiaro ai deputati Savona, Cintola, Lo Giudice, Forzese e Fagone, "disertori" martedì scorso. L'Udc, però, non chiude completamente la porta a possibili appoggi al governo Lombardo in aula, almeno per quanto riguarda le riforme. "Il gruppo parlamentare dell'Udc ha ribadito, con compattezza e unanimità, le ragioni per portare avanti un’opposizione costruttiva e propositiva in Sicilia, impegnandosi a presentare disegni di legge ed a collaborare sulle reali riforme nell’interesse esclusivo dei siciliani", afferma Maira al termine della riunione dei 12 parlamentari centristi. "Il gruppo – continua Maira - è compatto sull'azione da svolgere in parlamento. Ed anche sul voto contrario espresso dall'onorevole Salvatore Cintola al Piano casa, in IV commissione Ars, il gruppo Udc ha condiviso le ragioni – prosegue Maira - per le quali era opportuno, come lo stesso deputato Cintola ha sottolineato in sede di commissione, rinviare i lavori alla luce di un nuovo emendamento dell'attuale maggioranza che presentava 80 commi. Seguiremo l'iter del Piano casa – conclude Maira - lavorando anche a nostri emendamenti migliorativi".

 

Oltre agli emendamenti di Pdl e Udc, si attendono modifiche al "piano casa" anche da parte del Partito democratico, che pure ha visto accogliere in commissione gran parte degli emendamenti presentati in quella sede. Saranno ripresentati gli emendamenti che riguardano la riqualificazione di ambiti urbani degradati e la programmazione, in capo ai comuni, di interventi per la qualità urbana. "La tragedia di Favara deve far riflettere: il ‘Piano casa’ recentemente approvato dalla commissione Ambiente dell’Ars è un primo passo importante per dotare la Sicilia di una legge utile per far fronte all’emergenza abitativa, ma può e deve essere migliorato tenuto conto delle condizioni in cui versa il patrimonio edilizio e urbano della maggior parte delle città siciliane", dice Davide Faraone, deputato regionale del Pd e componente della commissione Territorio e Ambiente all'Ars.

 

"Quello della sicurezza degli edifici nei centri storici siciliani è un tema, purtroppo, di assoluta attualità: una norma in questa direzione c’è già, e prevede che la Regione paghi gli interessi sui mutui per le ristrutturazioni, ma due anni aspettiamo il decreto che la renda operativa", osserva Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd. "Nel 2008 – continua – su nostra proposta è stata inserita nella finanziaria regionale una norma che prevede che gli interessi sui mutui fino a 300 mila euro richiesti per la ristrutturazione di immobili nei centri storici, siano a carico della Regione. Successivamente, nel 2009, abbiamo modificato la stessa norma e resa più snella, proprio per velocizzarne l'attuazione. E invece, ancora aspettiamo il decreto che la renda operativa attraverso le convenzioni con gli istituti bancari. Chiediamo un immediato intervento dell'assessore alle Infrastrutture perché, in attesa di varare eventuali altri provvedimenti sulla materia, intento si rendano operativi quelli che già ci sono".

 

"Le agevolazioni economiche per interventi di recupero di immobili ubicati nei Centri storici, previste dall'articolo 33 della legge regionale del 14 maggio 2009 n. 6, saranno attivati a breve", replica l'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Luigi Gentile. Dall'assessorato fanno sapere che è già partito l'iter perché si proceda alla formale adesione delle Aziende di credito. Non appena sarà acquisita la condivisione da parte della Ragioneria generale della Regione si provvederà poi alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e sul sito internet del Dipartimento del bando per il recupero degli immobili nei centri storici. "In questo modo – afferma Gentile - saranno attuate compiutamente le disposizioni normative, conseguendo le finalità che hanno ispirato le stesse disposizioni di legge. In particolare, le risorse regionali a disposizione consentono un importo mutuabile a tasso vigente di circa 300 milioni di euro. Si tratta di fondi che garantiranno ossigeno sia per la ripresa degli investimenti nel settore edilizio sia per il soddisfacimento dell'obiettivo di Governo ovvero il recupero degli immobili ubicati nei centri storici".

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Anonimo 27 gennaio 2010   05:47

La riqualificazione dei centri storici è una priorità di tutta l'Unione Europea che, per raggiungere tale obiettivo, offre delle risorse finanziarie notevoli soprattutto alle Regioni di convergenza come la Sicilia, regolarmente iscritte nel FESR  e assegnate alla luce dei progetti presentati dai singoli Comuni o, meglio ancora, dai comuni associati in un Consorzio.

 

A questa priorità dell'Unione si aggiungono ulteriori interventi normativi e finanziari nazionali e regionali, compresi quelli discussi all'ARS oggetto dell'articolo.

 

Purtroppo la situazione in alcune zone della Sicilia è talmente degradata da richiedere interventi coraggiosi e radicali che per essere progettati e realizzati hanno assoluto bisogno di interventi congiunti, sinergici e sintonici  da parte di tutte le forze politiche, sociali ed economiche  che devono insieme  apportare dei miglioramenti ma che non possono dividersi in base alla presunta "differenza ideologica e partitica". E' puramente ridicola ed eticamente inaccettabile tale divisione!

 

LA POLITICA DEGLI SCHIERAMENTI TRADIZIONALI PER PARTITO POLITICO E NON PER PROGETTO STRATEGICO GLOBALE IN SICILIA DEVE ESSERE PROFONDAMENTE RIVISTA PERCHE' I PROBLEMI E LE SOFFERENZE DELLA POPOLAZIONE NON HANNO  UN DIVERSO COLORE COLORE POLITICO. 

 

Essere autonomisti e glocalisti non è una option; è una necessità per tutti i partiti perchè è il fondamento stesso della gestione dei territori e, in questa ottica, il concetto di autonomia dovrebbe costituire il patrimonio di ogni partito politico come hanno ben comprso il PDL-Sicilia e il PD.

 

Il  modo di far politica basata sui KAPO' e non sui problemi reali ha comprensibilmente allontanato molti concittadini dalla politica e deve rapidamente essere ribaltata.

 

Un'ultima necessaria annotazione. Non confondiamo l'effetto con la causa. 


Il degrado urbano è il figlio del degrado economico: della mancanza di investimenti produttivi e di lavoro. 

 

Non ci sono scorciatoie: bisogna scrivere un piano di sviluppo globale e organico all'interno del quale deve trovare posto la riqualificazione dei centri urbani e del territorio.

 

Enzo coniglio

konics000@gmail.com

Anonimo 26 gennaio 2010   18:42

IL PIANO CASA NON è UNA RIFORMA. SE IL PD LO VOTA è UNO SCANDALO!!!

m.u.c.