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Perche’ Bertolaso ad Haiti ha sparato contro quelli che erano erano gia’ li’? Il mistero della "protezione incivile"

26 gennaio 2010 15:15
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(essepi) Il capo della protezione civile, Bertolaso, e’ un uomo sobrio  cauto, alieno dal cercare pubblicità. Non che lavori nelle seconde fila o si faccia rappresentare, ma non rincorre certo le luci della ribalta. Il suo outing di Haiti, dunque, non rientra nella norma. Potrebbe essere stato stimolato dall’inferno di quell’isola martoriata, dall’indicibile condizione di sofferenza di migliaia di vittime della catastrofe. Se non dall’onda emotiva, che raggiunge anche le persone più avvertite, quale altro impulso avrebbe potuto suggerire una sparata così aspra e generica, che colpiva soprattutto coloro che con grande generosità e tempestività, erano corsi ad Haiti per salvare il salvabile?

 

Quando la frittata era stata fatta, Bertolaso ci ha messo una pezza e ha detto che le sue critiche – assenza di coordinamento, confusione e grande attenzione per le telecamere – erano rivolte alle Nazioni Unite e non agli Stati Uniti d’America che attraverso il segretario di Stato, Hillary Clinton, avevano bollato le sue dichiarazioni come chiacchiere del dopopartita. Il Ministro degli Esteri, Frattini, era stato costretto a precisare che il pensiero di Bertolaso non era quello del governo italiano e che il capo della protezione civile aveva parlato a titolo personale. L’Italia apprezzava l’intervento statunitense ad Haiti.


Incidente  chiuso?


Formalmente sì, ma di fatto resta dentro il sospetto che Bertolaso abbia parlato a ruota libera senza badare alle  conseguenze, dal momento che in passato in ogni circostanza e’ stato assai attento ad evitare equivoci e risentimenti in circostanze che acuiscono le sensibilità.
Ciò premesso, va però riferito che Bertolaso non aveva affatto torto nel denunciare l’assenza di ordinamento e la confusione. Solo che difficilmente sarebbe stato possibile per i soccorritori fare di meglio sia per la mostruosita’ del cataclisma, l’estrema poverta’ del Paese che ne era rimasto vittima, l’assenza di preparazione delle Nazioni Unite e la stessa qualita’ dei soccorritori, soldati abituati ad entrare in campo con ben altri obiettivi. 
Se proprio doveva dire qualcosa, Bertolaso avrebbe dovuto essere piu’ preciso per non urtare le suscettibilità di coloro che erano impegnati al massimo livello, come gli USA, mai cosi’ sensibili, tempestivi e generosi come in questa terribile catastrofe.
Alcune considerazioni, dunque, sono necessarie.
La prima, probabilmente la piu’ comune, quasi istintiva, riguarda la condizione di estrema poverta’ di Haiti. Le sequenze che sono passate nei telegiornali mostravano un villaggio africano  che affonda nella sua miseria. Com’e’ possibile, ci siamo detti in molti, che accanto all’America del benessere, delle innovazioni, della scienza, all’America che guida- volente o nolente – il mondo, ci sia uno dei Paesi piu’ poveri del mondo. Le periferie della civilta’ sono ovunque, dunque? E com’è che gli Usa intervengono in ogni parte del mondo, ma non riescono a intervenire ad Haiti? Perche’ Haiti e’ una polveriera, a prescindere dal terremoto.


Proviamo a fare qualche ipotesi. Gli USA arrivano quando c’e’ da combattere, non hanno nel loro dna politico gli interventi di sviluppo. Sono stati sorpassato anche dai cinesi che hanno conquistato mezza Africa senza sparare un colpo. Sanno vincere una guerra grazie ad una superiorita’ tecnologico-militare senza pari, ma non sanno vincere la pace. E’ successo in Iraq, sta accadendo in Afghanistan.

 


Non basta che ci sia un Presidente “diverso”, naturalmente vocato, agli interventi di pace, rispettoso dei diritti umani ed attento alle questioni sociali. Per decenni il suo esercito e’ stato educato diversamente. Ovunque sia andato, ha sparato perche’ questo gli era richiesto di fare. I gendarmi del  mondo non sanno gestire le calamita’ naturale, non sanno aiutare un popolo a risollevarsi. Una volta non era cosi’: gli USA inventarono il piano Marshall e rimisero in sesto l’Italia sfasciata dalla guerra e si guadagnarono una forte presenza politica nel Paese democratico piu’ affollato di comunisti.
Il Piano Marshall non fu solo un poderoso sforzo umanitario, ma un investimento politico lucido ed intelligente.

 

 

In conclusione, Obama ordina un massiccio intervento ad Haiti. Piombano quasi quindicimila nell’isola, ma non riescono a proteggere la popolazione civile dai delinquenti, dalla fame, dalle ferite riportate nei crolli. Troppi soldati, pochi medici?
Forse, ma non solo: pochi specialisti, pochi mezzi idonei, modesto coordinamento. E siccome le aspettative del  mondo sono alte e i bisogni dei civili terribilmente urgenti,  qualunque cosa i soldati statunitensi riuscissero a combinare, era sempre poco o nulla. Ingenerosita’, come quella manifestata da Bertolaso? Non proprio, piuttosto amarezza, stupore, delusione.

 


L’altra considerazione, forse la piu’ appropriata, riguarda l’Onu. Non e’ in grado di gestire interventi di guerra, non e’ in grado di gestire interventi di pace. Perche’ mai non si e’ riusciti a costruire una task force permanente in gado di mobilitarsi in tempi brevissimi, con risorse umane e mezzi idonei? Una protezione civile “mondiale” governata dal Palazzo di vetro, composta dai Paesi che hanno strumenti, uomini, esperienze. Esiste la Croce rossa, perché non riesce ad esserci una task force per le calamita’ naturali?
Per salvare vite umane dopo i movimenti tellurici, occorre agire tempestivamente. Il tempo e’ il nemico da battere. Il tempo non ha armi ma uccide impietosamente.
Quanti uomini, donne, bambini avrebbero potuto essere salvati se si fosse intervenuti massicciamente nelle prime ore successive al sisma?
Il console di Haiti in Brasile, del quale non ricordiamo il nome, ha detto oil giorno dopo il terribile sisma, che e’ stato un bene per il suo Paese quella sventura. Era impazzito di dolore? No, aveva semplicemente m andato un messaggio al mondo: nessuno si era mai accorto della poverta’ di Haiti, nessuno aveva aiutato il suo popolo. C’e’ voluto il terremoto perche’ il mondo si accorgesse di quello scempio. E allora ben venga il cataclisma, ben vengano quei centomila morti se servono a fare vivere Haiti.
Bertolaso tutto questo lo sa bene, non puo’ arrivare nel Paese colpito dal lutto ed ancora nell’inferno e rimproverare chi e’ andato ad aiutare, senza porre gli inquietanti interrogativi che la tremenda sventura pone a tutti, anche agli italiani che – pieni di buona volonta’ e con la migliore intenzione possibile – hanno fatto partire la loro portaerei alla volta di Haiti, dove arrivera’ quando i morti saranno stati seppelliti.
 



 

 

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angelo41 29 gennaio 2010   17:42

Noto come Bertolaso non sia molto amato dai siciliani. Certo, in Sicilia non si è fatto vedere. In compenso va spesso in Abruzzo.

Anonimo 28 gennaio 2010   09:41

vi ricordo che Bertolaso è un pediatra!!!

 

Può avere tutta l'esperienza di questo mondo...ma di certo non è un esperto di terremoti(ricordate il ricercatore Giuliani de L'Aquila, quello che ha previsto il terremoto?) o di alluvioni...o di rifiuti( è già stato commissario a Napoli...i risultati sono evidenti...ed è pure rinviato a giudizio per lo scandalo inceneritori!)

 

Bertolaso=Bufala!

 

del resto rispecchia la nostra classe politica...

Anonimo 27 gennaio 2010   18:37
L'utente ha risposto al commento anonimo del 27 gennaio 2010. Visualizza »

Si ma dopo pochi mesi, mi duole dirlo, ma abbiamo visto tutti cosa è successo in Liguria e Toscana, soltanto che per fortuna non ci sono stati morti, ma il tempo ha causato moltissimi danni alla popolazione, e si è visto tanto abusivismo soprattutto in Liguria, quando le cose succedono al nord tendono a mascherarle

Francamente sto Bertolaso si da troppe arie, si dovrebbe sgonfiare un pò.

Non è questione di arie. La superficialità a volte porta a dare giudizi senza conoscere i fatti e le circostanze.Invece di girare dall'alto e commentare, dovrebbe prima documentarsi. La Sicilia sicuramente sarà figlia di un dio minore.

angelo41 27 gennaio 2010   18:28

Non capisco tutte queste discussioni. Bertolaso è stato mandato in America per relazionare la situazione. E' andato e, al ritorno, ha descritto quello che ha visto e quello che lui ritiene siano i problemi, che poi sono  sotto gli occhi del mondo.

Bertolaso non è un ambasciatore; è un medico con esperienze di assistenza alle masse in casi di calamità naturale e non.

Cosa diavolo si cerca da lui? L'errore lo ha commesso Berlusconi che lo ha mandato lì, forse con la segreta speranza di proporre un potenziale coordinanatore generale, cosa impossibile quando ci sono gli americani di mezzo.

Anonimo 27 gennaio 2010   16:26
L'utente ha risposto al commento anonimo del 27 gennaio 2010. Visualizza »

Ma che cosa hai voluto dire?????

 

Un linguaggio chiaro     no?

Ma forse sono io che non capisco, quindi resto coi tanti      forse molti,

chi lo sa.  Non è un mio problema capire gli incomprensibili.

 

Pasquale

Credo lei sia il tipico Homo Italicus: più "detto" che "contraddetto", più conforme che difforme, più garibaldino che italiano...

Haiti è il risultato di una pervicace azione di genocidio da parte degli USA, della Francia e, da ultimo, del Canada, condita con un pietismo catto-voodoo-ong che produce "miseri" per perseguire il "suo" nobile fine di far loro l'elemosina...

Dal 1915 in poi le "forze del bene" vi hanno insediato e foraggiato le più feroci dittature, hanno distrutto la fragile economia dell'isola, hanno sognato di realizzarvi un modello di mondo stile Cuba-di-Fulgenzio Batista, almeno fino a quando un decerebrato come "Baby Doc" neppure fu capace di fare l'assassino "ereditario"...

Venne eletto Aristide e la CIA lo rapì perchè aveva sentito "puzza di socialismo"... e figurioamoci!

Qui arriva Bertò e da SuperTecnico fa considerazioni che forse solo implicitamente toccano questi aspetti...

Hilary ha le caldane fuori ciclo, Barak ha delegato "quelli che quel disastro...", Bush & Billy e continua a non capire perchè il Nobel non lo hanno dato "a quei due"...

E, IO, sarei l'INCOMPRESIBILE??? O Bertò sarebbe quello che straparla?

Comunque, fortunatamente Hilary, i catto-voodoo, Bush & Billy, La Legion e i parà ameri-K-ani e chi più ne ha più ne metta sono COMPRENSIBILI!! Meglio così: con loro, almeno non avrà difficoltà!

Anonimo 27 gennaio 2010   16:12
L'utente ha risposto al commento anonimo del 27 gennaio 2010. Visualizza »

Bertolaso ha sparato anche su Scaletta Zanclea appena messo piede a terra dall'elicottero ci ha bollati di abusivismo e se n'è andato. Nessuno è stato capace a farlo ritrattare dalla grande fesseria che ha detto e il marchio è stato registrato.

A distanza di quattro mesi nulla è cambiato, la frustrazione è grande ma molto contenuta in una specie di rassegazione che non sembra neanche reale.

Si ma dopo pochi mesi, mi duole dirlo, ma abbiamo visto tutti cosa è successo in Liguria e Toscana, soltanto che per fortuna non ci sono stati morti, ma il tempo ha causato moltissimi danni alla popolazione, e si è visto tanto abusivismo soprattutto in Liguria, quando le cose succedono al nord tendono a mascherarle

Francamente sto Bertolaso si da troppe arie, si dovrebbe sgonfiare un pò.

Anonimo 27 gennaio 2010   16:06
L'utente ha risposto al commento anonimo del 27 gennaio 2010. Visualizza »

COMINCIA A PRENDERE PIEDE LA SINDROME DEL CAVALIERE



Berlusconi, appena deceduto, viene spedito all'inferno. Ma qui comincia ad organizzare feste, ricevimenti, balli in maschera, cosicchè l'inferno diventa più giocoso del Paradiso. Allora, i Diavoli, lo cacciano dall'Inferno e lo mandano in Paradiso, ma anche qui comincia con le feste... Ad un certo punto, Berlusconi va da S.Pietro e gli dice di voler parlare in privato con Dio. S.Pietro gli domanda se è impazzito, ma si sente la voce di Dio che dice "S.PIETRO, LASCIALO VENIRE NEL MIO UFFICIO ". Dopo un'ora, il Santo si domanda cosa stiano confabulando. Passano 2 ore, 3 ore, 4 ore... alla quinta ora escono dallo studio e Dio sta dicendo: "COME PIANO DI RESTAURAZIONE DEL PARADISO MI PIACE, MA NON CAPISCO UNA COSA : COME MAI IO DEVO ESSERE SOLO IL VICE-PRESIDENTE"
E', questa, la barzelletta che più frequentemente e con grande piacere Berlusconi ama raccontare.
Essa è il succo psicolgico di una nuova sindrome, che potremmo definire "del cavaliere" e che ha già cominciato a contagiare quanti hanno la "fortuna" di identificarsi con Berlusconi.
Tra i più vistosi casi, quelli del ministro Brunetta e del sottosegretario alla protezione civile Bertolaso.
A conferma di ciò, le recenti esternazioni di questi due signori, ispirate da una grande voglia di esaltare la propria visibilità .

Non si può criticare uno come Bertolaso solo per attaccare Berlusconi... ci vuole intelligenza anche in questo.. cosa che molti non hanno. Io non sono un Berlusconiano, che Dio mi salvi da questo... ma non si può non riconoscere dei meriti ad una persona valida come Bertolaso. Se oltre a criticare avreste letto i giornali avreste capito che qualcosa nell'organizzazione degli aiuti è mancata. Una macchina imponente come l'America come mai non è riuscita ad organizzare meglio questi aiuti?? Da noi non sarebbe successo con un organizzatore come il Dott. Bertolaso. Vi ricordo che la nostra Protezione Civile è la migliore che cè in Europa e al Mondo e questo merito si deve a Bertolaso che non è stato solo nel governo di Berlusconi capo della protezione civile ma anche in governi della sinistra.

 

Giuseppe

 

Anonimo 27 gennaio 2010   10:17

Bertolaso ha sparato anche su Scaletta Zanclea appena messo piede a terra dall'elicottero ci ha bollati di abusivismo e se n'è andato. Nessuno è stato capace a farlo ritrattare dalla grande fesseria che ha detto e il marchio è stato registrato.

A distanza di quattro mesi nulla è cambiato, la frustrazione è grande ma molto contenuta in una specie di rassegazione che non sembra neanche reale.

Anonimo 27 gennaio 2010   07:18
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In principio era Hispaniola, "romantica" quanto può esserlo una creatura dei conquistadores.

Colombo vi giunse nel 1492, la chiamò La Española, poi latinizzato in Hispaniola.

Nel 1493 l'Ammiraglio del Gran Mare Oceano vi fondò la prima colonia spagnola del Nuovo Mondo.

E' la seconda isola  delle Antille  per dimensioni dopo Cuba, la "Isla Grande", si trova a est di Cuba e a ovest di Porto Rico.

Dopo Castro & C. fece tremare persino Papi e Presidenti bbbuoni...

Oggi di Hispaniola non c'è più niente: oggi è Santo Domingo o talvolta Haiti.

Forse è la "prima" ricca America "scoperta". Forse, per ciò, è l'ultimo lembo di USA "sepolto" nella miseria.

Tra un vecchio e un nuovo mondo ci sta in mezzo l'immensa distruttiva forza dell'arroganza "imperiale" condita dalla vigliaccheria delle superpotenze che hanno foraggiato per decenni la lucida follia di un vecchio marpione che si vantava di essere "Baron Samedì"

Poi ci stanno i Legionari immarcescibili di Sarkozy,

i Parà ingrifati della premita ditta Obama and Hillary,

i cooperanti griffati delle ONG...

In mezzo al mar ci stanno pure i camini di una Cavour che fumano... Saranno le nostre palle che si consumano!

Magari e tutto ciò, e anche altro, che un onesto supertecnico di regime non ha potuto fare a meno di percepire.

Magari persino un supertecnico di regime è meglio degli ipocriti che "Go Haiti, youg Man!"

 

 

Ma che cosa hai voluto dire?????

 

Un linguaggio chiaro     no?

Ma forse sono io che non capisco, quindi resto coi tanti      forse molti,

chi lo sa.  Non è un mio problema capire gli incomprensibili.

 

Pasquale

Anonimo 26 gennaio 2010   20:34
L'utente ha risposto al commento anonimo del 26 gennaio 2010. Visualizza »

COMINCIA A PRENDERE PIEDE LA SINDROME DEL CAVALIERE



Berlusconi, appena deceduto, viene spedito all'inferno. Ma qui comincia ad organizzare feste, ricevimenti, balli in maschera, cosicchè l'inferno diventa più giocoso del Paradiso. Allora, i Diavoli, lo cacciano dall'Inferno e lo mandano in Paradiso, ma anche qui comincia con le feste... Ad un certo punto, Berlusconi va da S.Pietro e gli dice di voler parlare in privato con Dio. S.Pietro gli domanda se è impazzito, ma si sente la voce di Dio che dice "S.PIETRO, LASCIALO VENIRE NEL MIO UFFICIO ". Dopo un'ora, il Santo si domanda cosa stiano confabulando. Passano 2 ore, 3 ore, 4 ore... alla quinta ora escono dallo studio e Dio sta dicendo: "COME PIANO DI RESTAURAZIONE DEL PARADISO MI PIACE, MA NON CAPISCO UNA COSA : COME MAI IO DEVO ESSERE SOLO IL VICE-PRESIDENTE"
E', questa, la barzelletta che più frequentemente e con grande piacere Berlusconi ama raccontare.
Essa è il succo psicolgico di una nuova sindrome, che potremmo definire "del cavaliere" e che ha già cominciato a contagiare quanti hanno la "fortuna" di identificarsi con Berlusconi.
Tra i più vistosi casi, quelli del ministro Brunetta e del sottosegretario alla protezione civile Bertolaso.
A conferma di ciò, le recenti esternazioni di questi due signori, ispirate da una grande voglia di esaltare la propria visibilità .

Quindi NON AVREBBE COLTO le puttanate USA->FRANCE->ONU-CHIESE VOODOOIZZATE, risultato di un'occupazione purchè sia, cioè purchè non finisca come a Cuba?

Certo, Bertolaso-spa forse si è esaltato troppo ma non lo faccio un esternatore di mestiere... la differenza coi "bassi" veneti è che questi confidano soltanto sulla propaganda per decerebrati, mentre Bertò magari per una sola volta nella vita ha voluto mandare affa*** ipocriti & potenti...

Certo, non sarà per ciò meno esaltato... ma tant'è...

Anonimo 26 gennaio 2010   19:07
L'utente ha risposto al commento anonimo del 26 gennaio 2010. Visualizza »

In principio era Hispaniola, "romantica" quanto può esserlo una creatura dei conquistadores.

Colombo vi giunse nel 1492, la chiamò La Española, poi latinizzato in Hispaniola.

Nel 1493 l'Ammiraglio del Gran Mare Oceano vi fondò la prima colonia spagnola del Nuovo Mondo.

E' la seconda isola  delle Antille  per dimensioni dopo Cuba, la "Isla Grande", si trova a est di Cuba e a ovest di Porto Rico.

Dopo Castro & C. fece tremare persino Papi e Presidenti bbbuoni...

Oggi di Hispaniola non c'è più niente: oggi è Santo Domingo o talvolta Haiti.

Forse è la "prima" ricca America "scoperta". Forse, per ciò, è l'ultimo lembo di USA "sepolto" nella miseria.

Tra un vecchio e un nuovo mondo ci sta in mezzo l'immensa distruttiva forza dell'arroganza "imperiale" condita dalla vigliaccheria delle superpotenze che hanno foraggiato per decenni la lucida follia di un vecchio marpione che si vantava di essere "Baron Samedì"

Poi ci stanno i Legionari immarcescibili di Sarkozy,

i Parà ingrifati della premita ditta Obama and Hillary,

i cooperanti griffati delle ONG...

In mezzo al mar ci stanno pure i camini di una Cavour che fumano... Saranno le nostre palle che si consumano!

Magari e tutto ciò, e anche altro, che un onesto supertecnico di regime non ha potuto fare a meno di percepire.

Magari persino un supertecnico di regime è meglio degli ipocriti che "Go Haiti, youg Man!"

 

 

COMINCIA A PRENDERE PIEDE LA SINDROME DEL CAVALIERE



Berlusconi, appena deceduto, viene spedito all'inferno. Ma qui comincia ad organizzare feste, ricevimenti, balli in maschera, cosicchè l'inferno diventa più giocoso del Paradiso. Allora, i Diavoli, lo cacciano dall'Inferno e lo mandano in Paradiso, ma anche qui comincia con le feste... Ad un certo punto, Berlusconi va da S.Pietro e gli dice di voler parlare in privato con Dio. S.Pietro gli domanda se è impazzito, ma si sente la voce di Dio che dice "S.PIETRO, LASCIALO VENIRE NEL MIO UFFICIO ". Dopo un'ora, il Santo si domanda cosa stiano confabulando. Passano 2 ore, 3 ore, 4 ore... alla quinta ora escono dallo studio e Dio sta dicendo: "COME PIANO DI RESTAURAZIONE DEL PARADISO MI PIACE, MA NON CAPISCO UNA COSA : COME MAI IO DEVO ESSERE SOLO IL VICE-PRESIDENTE"
E', questa, la barzelletta che più frequentemente e con grande piacere Berlusconi ama raccontare.
Essa è il succo psicolgico di una nuova sindrome, che potremmo definire "del cavaliere" e che ha già cominciato a contagiare quanti hanno la "fortuna" di identificarsi con Berlusconi.
Tra i più vistosi casi, quelli del ministro Brunetta e del sottosegretario alla protezione civile Bertolaso.
A conferma di ciò, le recenti esternazioni di questi due signori, ispirate da una grande voglia di esaltare la propria visibilità .

Anonimo 26 gennaio 2010   18:09

In principio era Hispaniola, "romantica" quanto può esserlo una creatura dei conquistadores.

Colombo vi giunse nel 1492, la chiamò La Española, poi latinizzato in Hispaniola.

Nel 1493 l'Ammiraglio del Gran Mare Oceano vi fondò la prima colonia spagnola del Nuovo Mondo.

E' la seconda isola  delle Antille  per dimensioni dopo Cuba, la "Isla Grande", si trova a est di Cuba e a ovest di Porto Rico.

Dopo Castro & C. fece tremare persino Papi e Presidenti bbbuoni...

Oggi di Hispaniola non c'è più niente: oggi è Santo Domingo o talvolta Haiti.

Forse è la "prima" ricca America "scoperta". Forse, per ciò, è l'ultimo lembo di USA "sepolto" nella miseria.

Tra un vecchio e un nuovo mondo ci sta in mezzo l'immensa distruttiva forza dell'arroganza "imperiale" condita dalla vigliaccheria delle superpotenze che hanno foraggiato per decenni la lucida follia di un vecchio marpione che si vantava di essere "Baron Samedì"

Poi ci stanno i Legionari immarcescibili di Sarkozy,

i Parà ingrifati della premita ditta Obama and Hillary,

i cooperanti griffati delle ONG...

In mezzo al mar ci stanno pure i camini di una Cavour che fumano... Saranno le nostre palle che si consumano!

Magari e tutto ciò, e anche altro, che un onesto supertecnico di regime non ha potuto fare a meno di percepire.

Magari persino un supertecnico di regime è meglio degli ipocriti che "Go Haiti, youg Man!"

 

 

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