Se come scrivono molti quotidiani oggi, il presidente della Repubblica avesse partecipato alla stesura del dl-salvaliste, non sarebbe piu' un arbitro super partes e allora occorrerebbe valutare se esistono gli estremi per promuovere l'impeachment. Lo sostiene Antonio Di Pietro in una nota molto criticasull'operato del Quirinale.
"Ieri sera -afferma il presidente dell'Idv- appena ho saputo che Giorgio Napolitano aveva firmato la legge salva Pdl, che permette a chi ha violato la legge di essere riammesso alla competizione elettorale, ho pensato tra me e me, come gia' e' avvenuto per le altreleggi ad personam, che il presidente della Repubblica si era comportato da Ponzio Pilato, lavandosene le mani. Poi, stamattina, dalla lettura dei giornali ho appreso che il Colle avrebbe partecipato attivamente alla stesura del testo. Se cosi' fosse sarebbe correo visto che, invece di fare l'arbitro, avrebbe collaborato per cambiare le regole del gioco mentre la partita era aperta".
"Allora c'e' la necessita' di capire bene il ruolo di Napolitano in questa sporca faccenda onde valutare se non ci siano gli estremi per promuovere l'impeachment nei suoi confronti per aver violato il suo ruolo e le sue funzioni. Lo dico con tutto il rispetto per la sua funzione ma anche con il dovere che spetta a una forza politica presente in Parlamento che deve salvaguardare la democrazia. Da subito -conclude il presidente dell'Idv- ci attiveremo per mobilitare i cittadini onesti con una grande manifestazione a difesa della Costituzione contro quest'ennesima legge ad personam''.
Non ho strumenti tecnici per valutare, nel merito, l'operato di Napolitano. Sul piano politico, al di là dello sconcerto generale al quale potrei associarmi in quanto considero anch'io una forzatura il cambiare le regole mentre si è in gioco, mi pare che invce si sia comportato con equilibrio. Nel Presidente è prevalso sul fatto formale quello sostanziale in democrazia, che è dare al popolo, a tutti, la possibilità di partecipare. Certo, questo comportamento non può essere apprezzato in un tempo in cui gli interessi privati, gli interessi di parte, travolgono gliintrssi gnrali.
Pasquale Hamel
Le elezioni si vincono con il voto, non con i timbri e le file agli sportelli
E' comprensibile la rabbia e il livore di quanti hanno visto svanire il sogno di una facile vittoria eliminando il Pdl per faccende di timbri e burocrazia, ma non fino al punto di sopportare insulti così demenziali contro il Presidente della Repubblica. Di Pietro e compagni pensano di allargare il loro consenso facendo i reazionari, sbraitando e lanciando anatemi che alla fine sono solo spropositi, ma acchiapperanno solo un pugno di mosche. Parlano di "golpe" senza conoscere neanche il significato della parola, giocano allo sfascio nella vaga speranza di imporre la loro presenza.
Il golpe sarebbe stato proprio quello di escludere dal voto parecchi milioni di elettori del Pdl e sarebbe finita molto male in quel caso, sarebbe stato davvero un colpo basso alla democrazia.
Il Presidente Napolitano ha fermato con grande responsabilità la meschina manovra, la smettano questi ipocriti agitatori che vorrebbero interpretare le leggi a proprio uso e consumo, ignorando i veri protagonisti delle elezioni, cioè i cittadini !
E poi, sarebbe il caso di pensare a forme più moderne di burocrazia, come si sta facendo nella pubblica amministrazione grazie proprio al governo Berlusconi: invece di costringere i delegati a fare le file in attesa di presentare le liste, si provveda con la posta elettronica certificata, mentre gli originali delle raccolte firme possono essere depositati dai Notai. Chi risultasse non in regola, potrebbe essere "punito" anche dopo il voto, nelle forme dovute.
Smettiamola con le buffonate, perchè se fosse proprio necessario, il Pdl potrebbe raccoglierne a milioni di firme. E' il voto che conta, non gli orgasmi della burocrazia.
Svevo
Solo due parole,il fatto grave accadto,nonmerita altro.
il presidente Napolitano una volta deciso a firmare questo ennesimo decreto truffa,avrebbe dovuto contemporaneamente e correttamente lasciare e rimettereil mandato ricevuto alle camere.
non c'è altra soluzione per salvare l'onore della politica e la democrazia.
Sig. Presidente Si dimetta e non tenga più il sacco a questo governo.
W IDV
Solo due parole,il fatto grave accadto,nonmerita altro.
il presidente Napolitano una volta deciso a firmare questo ennesimo decreto truffa,avrebbe dovuto contemporaneamente e correttamente lasciare e rimettereil mandato ricevuto alle camere.
non c'è altra soluzione per salvare l'onore della politica e la democrazia.
Sig. Presidente Si dimetta e non tenga più il sacco a questo governo.