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Dl salvaliste, Fini: "E' la scelta del male minore". LE REAZIONI

06 marzo 2010 14:53
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Fini: "Il decreto interpretativo? La scelta del male minore. Sbagliato tirare in ballo Napolitano". "La via del decreto e'  la scelta del male minore". A sostenerlo il presidente della Camera,  Gianfranco Fini, intervenendo alla presentazione del suo libro 'Il  futuro della liberta'' a Riccione, in provincia di Rimini, commentando cosi' la decisione del Consiglio dei ministri di emanare un decreto  interpretativo per le regionali.

 

Fini

tiene a chiarire che si tratta della scelta del male minore in virtu' "di tutto quello che e' stato detto e che si sarebbe  verificato in mancanza di una interpretazione autentica della legge,  garantendo a tutti la possibilita' di partecipare e agli elettori il  diritto-dovere di pronunciarsi in ragione di quello che e' il  programma e di quelli che sono i comportamenti che hanno  contraddistinto le parti"."La prima cosa che non  si deve fare e' tirare in ballo il capo dello Stato". Lo afferma il  presidente della Camera, Gianfranco Fini, in occasione della  presentazione del suo libro 'Il futuro della liberta'' oggi a  Riccione, in provincia di Rimini, e riferendosi evidentemente a quanti nella maggioranza e nell'opposizione strumentalizzano la firma del  decreto interpretativo da parte del presidente della Repubblica. Fini, infatti, chiarisce che non deve farlo "quella parte di opposizione che lo accusa di essere di parte e di comportarsi come Ponzio Pilato", ma nemmeno "quella parte della maggioranza che si nasconde dietro la firma del capo dello Stato e sostiene che la firma e' la prova della bonta' del decreto". "Il capo dello Stato -tiene a precisare il presidente della Camera- nel momento in cui firma un decreto, si limita a verificare i presupposti che la Costituzione prevede, non entra nel merito".

 

"Se in questo clima di politica accesa, strumentalizzando si tira da una parte e dall'altra il presidente della Repubblica, non si contribuisce -conclude Fini- a creare un clima di fiducia, responsabilita' e rispetto tra le istituzioni".

 

 

 Il Pd prepara una manifestazione contro il dl "salva liste”.  Il Partito democratico sta definendo una manifestazione nazionale, dopo il decreto sulle regionali, per  sabato prossimo a Roma. Il Pd, di fatto, avviera' le mobilitazioni  gia' oggi con due appuntamenti: alle 16,30 a Roma al Pantheon e a  Milano alle 17 a corso Dante. Carattere particolare assume, a questo punto, anche l'appuntamento con Pier Luigi Bersani oggi alle 17 a Genova. Il momento clou, comunque, dovrebbe essere quello di sabato prossimo a Roma.

 

Il popolo viola mette in scena "il funerale della democrazia". Decine di persone sdraiate a terra con delle candele accese, come se fossero morte. E' ''il funerale della democrazia''. E' stato inscenato dagli esponenti del Popolo viola,che si sono autoconvocati sotto il palazzo del Quirinale, non appena e' stata appresa la notizia della firma del decreto legge 'salvaliste' da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A riferire la scena sono stati gli stessi manifestanti.

 


 

Dl salvaliste. Bonino: "Decreto incredibile e chiaramente incostituzionale". “Ci troviamo di fronte a un decreto veramente incredibile, chiaramente incostituzionale, che pone rimedio, si fa per dire, ai due casi di Lazio e Lombardia". Lo ha detto Emma  Bonino in diretta a Radio Radicale, commentando l'approvazione del  decreto 'salva-liste'. "L'appello che abbiamo sentito in questi giorni -ha ricordato  Bonino- e' stato 'come si fa a privare del voto milioni di elettori'. Nessuno ha ascoltato e si e' emozionato quando siamo andati ripetendo  fino alla nausea che altri milioni di cittadini erano privati del loro diritto di voto, in molte altre regioni, dal Veneto alla Emilia alle  Marche alla Basilicata. Nei giorni scorsi, e ancora ieri, abbiamo  chiesto un incontro urgente al presidente del Consiglio appunto per  rappresentargli una proposta erga omnes, che fosse accettabile, che  riguardasse l'intero territorio nazionale".  "Oggi trarremo delle conseguenze, e decidere il da farsi, perche' viene da chiedersi - e non e' una battuta - se si cominceranno a fare anche decreti intepretativi per stabilire chi ha vinto o chi ha perso le elezioni. Noi radicali abbiamo almeno l'orgoglio di non  essere stati conniventi e di aver cercato fino all'ultimo momento  possibile di evitare questa situazione",  ha concluso Bonino.

 

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Anonimo 07 marzo 2010   11:26

AS.E. giorgio Napolitano,non più compagno.

dopo quanto accaduto e dopo avere ,ancora una volta accondisceso a salvare il partito di Berlusconi,se  vuole ancora dimostrare un pò di bene per il popolo italiano e la sinistra :

  SI DIMETTA

prima lo fa e meglioèper tutti!

grazie e buona  vecchiaia!

ernesto gerratana

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