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Le donne vogliono la parità o la libertà di scegliere?
Doppia preferenza di genere: la proposta del Pd

08 marzo 2010 17:37
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(Clara Picciotto) Alla percentuale del 30%, cioè la "massa critica" come viene denominata, di donne in politica, siamo ancora lontani. La rappresentanza delle donne nelle istituzioni poche volte supera il 20% quindi per conoscere il punto di vista femminile bisogna aspettare. Ma aspettare chi? La donna leader? la donna maschio, la virago che tutto distrugge? No, semplicemente si aspetta che vengano realizzati i servizi sociali adeguati che rendano

più libera la donna da incombenze familiari, come la cura di bambini e anziani, nella fascia oraria della giornata dedicata normalmente alle attività lavorative fuori casa.

 

 

Se l'8 marzo si celebra la giornata della donna, in ricordo di 129 operaie morte durante un incendio della loro fabbrica a New York, il lavoro indispensabile svolto durante tutto l'anno, che siano mamme oppure no, non si riesce a quantificarlo. Però questa commemorazione offre l'occasione per parlare di parità uomo donna e della integrazione di quest'ultima nel sistema politico e nel mondo delle istituzioni.

 

Sono molteplici i vincoli che negano alle donne la libera scelta di avvicinarsi alla politica, come per esempio la mancanza di conciliazione, cioè l'impossibilità di affidare i propri bambini e anziani a personale adeguato in scuole e centri di servizio assistenziale. La giornata tipo di un uomo è diversa dalla giornata di una donna e i suoi "impedimenti" sono legati spesso alle disponibilità economiche, oppure semplicemente al fatto che certi slanci per la politica o per la carriera non vengono considerati "fuochi sacri", o una priorità dato che strutturalmente istituzioni, carriera e politica sono fortemente marcati dal modo di operare maschile che non viene riconosciuto valido dalla donna.

 

Per trovare soluzioni che rendano più visibili le donne in politica il Partito Democratico "è determinato – dice Alessandra Siragusa deputato nazionale PD – a introdurre la doppia preferenza di genere nella riforma del sistema elettorale degli Enti Locali, e in seguito, dell'Ars. E lo stesso, cioè la doppia scheda, anche per l'elezione di sindaci e consiglieri comunali, e per presidenti di provincia e i loro consiglieri, come previsto in Campania già dalle prossime elezioni regionali". Quindi viene offerta la possibilità di esprimere due preferenze ma a persone di genere diverso cosicchè ogni genere venga rappresentato con almeno un terzo degli assessori.

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