"Linea dura. Lotta dura e senza paura... e se lo dico io, potete crederci". Autoironia di Enrico Letta in Transatlantico. Il vicesegretario del Pd stoppa cosi' ogni ipotesi sulla possibilita' che il Partito democratico possa dire si' ad una eventuale richiesta di rinvio del voto da parte del premier Silvio Berlusconi per uscire dal pasticcio delle liste. "Da parte nostra non ci sara' alcuna retromarcia", puntualizza Letta. Dunque, avanti con la manifestazione di sabato (con Antonio Di Pietro che mitiga i giudizi sul Quirinale e Pier Luigi Bersani che apprezza) e avanti con l'ostruzionismo in Parlamento "contro il decreto salva-liste e in difesa delle regole" per dirla con Dario Franceschini. E avanti con la critica "all'arroganza senza limiti", parole di Bersani, del governo che ha posto la fiducia sul legittimo impedimento.
Il segretario del Pd e il leader dell'Idv la pensano allo stesso modo sul rinvio, mentre i Radicali con Emma Bonino e Marco Pannella tornano a proporre (lo avevano gia' fatto nei giorni scorsi) la disponiblita' ad uno slittamento del voto. Ma in tutte le regioni e