Cinema
Cinema

Banca del Sud. Tremonti nella parte di Franchetti amato dai leghisti. “E’ un film che volevamo girare”, dice il premier

11 marzo 2010 19:02
Leggi i commenti 1   Inserisci un tuo commento
Condividi
www.italiainformazioni.com

Giulio Tremonti s’è fatto meridionalista per un giorno. Al momento giusto. E quale momento è più giusto della vigilia di una consultazione elettorale? “Il Sud ha subito troppi bidoni”, ha lamentato. E pareva che a parlare fosse Pasquale Villari. Anzi  Leopoldo Franchetti, che non era nato nel Sud. Musica per le orecchie di chi si sente erede di sopraffazioni e, appunto, bidoni.
Il maggiore sindacato italiano, la Cgil, diffida sia per il momento in cui arriva l’annuncio, quanto per l’idea in sé. Che per ora è solo una cosa della quale, come precisa il ministro dell’Economia, si sa ciò che non sarà.
Non sarà un carrozzone. E su questo bisogna credergli per fede, non c’è verso di trovare conferme. Si tratta di una espressione di buona volontà, nulla di più. Non sarà una nuova Cassa per il Mezzogiorno. E va bene, crediamoci. Non sarà una banca pubblica. E anche su questo non troviamo il pelo nell’uovo. Non sarà una banca come le altre, sarà una banca di secondo livello. Va bene, non si può davvero barare su questo punto. Prendiamone pure atto. Non avrà altro scopo che quello di prestare soldi agli imprenditori meridionali per aiutarli a portare avanti i loro progetti. I soldi non verranno dallo Stato, ma dai soggetti privati che li conferiranno con un tasso di interesse importante del cinque per cento.


Ciò che non sarà la Banca del Sud o del Mezzogiorno, ora è chiaro. Quando parte? La road map  prevede molte tappe. La prima parte proprio in queste ore con la costituzione del comitato promotore, cui spetta il compito di costruire la banca secondo le indicazioni della Finanziaria. Il comitato sceglierà i soggetti da mettere dentro e tutto il resto. La regia? Spetta al governo, segnatamente al ministro dell’economia. Fino a quando? Questo non lo sa nessuno. Per intanto lo start up è nelle mani di Tremonti. La qualcosa significa che – comitato o no – ad entrare non saranno certo i nemici del ministro, del governo e della Lega Nord, la quale segue con l’affetto che tutti sanno, il ministro. Un passo fa lui e un passo fa la Lega. Una parole dice lui, e quella è la parola della Lega. Il ministro è in ambasce per qualche iniziativa maldestra dei suoi colleghi e dello stesso presidente del Consiglio? Umberto Bossi piglia il primo microfono che capita e ricorda a chi l’avesse scordato che mettere in discussione Tremonti significa mettere il discussione il governo. Chi tocca i fili muore, insomma.
Ebbene l’uomo più gettonato dalla Lega Nord è anche il meridionalista di ritorno più convincente del momento.  Se vi rimane qualche dubbio, non dovete crocifiggervi.
“E’ un film che volevamo girare”, spiega il premier. “Ed oggi parte”. Come? Con il comitato promotore. Anche in questa circostanza, ove una istintiva irritazione dovesse cogliervi per via di quel comitato promotore che mette il cappello a tutte le cause perse della politica politicante, non ve ne fate una colpa.  Sarebbe strano il contrario. Perciò arriveremo alle elezioni regionali con la prospettiva della banca che eroga risorse agli imprenditori meridionali. Questo è sicuro. Chissà che ne pensa la signora Emma Marcegaglia, la “capessa” della Confindustria sempre più allergica ai pasticci della politica.

© Riproduzione riservata
Segnala ad un amico
Anonimo 12 marzo 2010   11:04

Via le mani rapaci dei nordisti dal SUD.

Tremonti, go home.

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti

Icone
Icone
Altre notizie