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Stato federale del Sud. La proposta provocatoria di Ruffolo diventa progetto a Palermo. Lombardo indica la road map.

12 marzo 2010 20:32
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Che cosa hanno in comune Giorgio Ruffolo, una delle teste pensanti della prima repubblica, meridionalista, socialista, sopravvissuto a quella scuola di meridionalisti militanti che tradussero le lezioni di Pasquale Saraceno, Salvemini, Dorso in un progetto di intervento straordinario nel Mezzogiorno, e Raffaele Lombardo, una gavetta nella DC, cattolico, sturziano, leader di un partito autonomista?

Niente, si sarebbe tentati di rispondere. E invece non è affatto così. Ruffolo e Lombardo hanno riflettuto sullo stato federale del Mezzogiorno, una provocazione che a Palermo – durante un dibattito dedicato al saggio storico di Ruffolo – è diventata progetto plitico meritevole di considerazione. “Sarebbe l’ideale per fare un passo avanti”, ha detto Lombardo. “Piuttosto che un Belgio grasso al Nord ed un Sud abbandonato alle razie e alle mafie, alla disintegrazione del suo tessuto sociale, così come sekmbra prefigurare la realtà, la via maestra è il federalismodi Cattaneo, Salvemini e Dorso: grandi aree, federate in uno Stato unitario, fondato su un grande patto fra Nord e Sud”.

“E’ importante che sia partita dalla Sicilia un esperimento nuovo, pieno di coraggio e buone intuizioni. L’esperimento che state portando avanti in Sicilia, ha detto Ruffolo è importante e coraggioso”.

E’ utopistico lavorare per la costruzione di uno Stato federale del Mezzogiorno? “La storia è una successione di utopie realizzate”, avverte Ruffolo, trasformando la sua provocazione in una proposta. Che Lombardo raccoglie e analizza.

 

Preoccuparsi delle tendenze secissionistiche e separatistiche, riflette il governatore, non ha senso, la separazione fra Nord e Sud di fatto esiste. Non c’è una disintegrazione territoriale, ma c’è una disunità sociale, economica, morale. Paradossalmente bisogna ripartire dal federalismo unitario per rimettere insieme il Paese.

Lombardo non è affatto contento di come vanno ele cose a Roma. E ricorda alcuni episodi recenti, che provano la persistenza di un centralismo forte e temibile. Lo Statuto siciliano, parte integrante della Costituzione, non viene applicato, tanto è vero che il Presidente non viene mai invitato a partecipare alle riunioni del Consiglio dei Ministri, nonostante ne abbia diritto. Ibn più, le prerogative dell’autonomia vengono ignorate e si impugnano davanti alla Corte provvedimenti costituzionalmente corretti. In questo contesto la vicenda dei fondi per le aree sottoisivluppate è emblematica, ricorda Lombardo. Il decreto che assegna alla Sicilia le risorse non è stato ancora firmato. “Ci hanno detto che verà firmato dopo le elezioni. Stiamo andando avanti dunque a nostro rischio”. Perché tante resistenze? L’Europa, che dovrebbe imporre ai governi nazionali, la corretta applicazione delle regole, è debole. Ed è debole per la ragione che i governio nazionali sono forti. Le regioni, che potrebbero fare l’Europa, sono schiacciate dal peso segli stati. I Fas, dunque, sono una testimonianza concreta di un centralismo che consolida, invece che superare, la separazione fra Nord e Sud, sbarrando la strada alle politiche di coesione decise a livello europeo.

La Banca del Sud? Si è chiesto Lombardo. Non so proprio che cose sarà, mi auguro che l’impresa meridionale abbia finalmente accesso al credito agevolato. Ma Lombardo non si fa illusioni. Non crede affatto che gli aiuti arriveranno da alcuna parte. “Non ci aspettiamo niente da nessuno, nessuno verrà a salvarci, dobbiamno far conto su noi stessi, questa è la grande scommessa. La potremo onorare se facciamo la nostra parte. Come? Combattendo gli sprechi, le clientele. Abbiamo bisogno di una rivoluzione culturale, ci sono le condizioni per un nuovo Vespro”.

 

Che significa? Il governatore lo precisa senza peli sulla lingua.

 “Tento di cacciare via i garanti di un sistema di sprechi e clientele che ha massacrato la nostra terra. Cacceremo i responsabili sia che stiano dentro il mio partito che fuori. Non tradisco gli amici, ma chi non sta dentro questa prospettiva”

 

Lombardo vuole continuare a sparigliare, non solo in Sicilia. Lo Stato federale del Mezzogiorno proposto da Ruffolo sembrano offfrire buoni motivi per sospettare che le barriere politiche possano cadere e che il progetto del federalismo unitario si trasformi in una opportunità.

© Riproduzione riservata
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Anonimo 16 marzo 2010   12:58
L'utente ha risposto al commento anonimo del 16 marzo 2010. Visualizza »

Secondo me sei tu che hai la sindrome delle Due Sicilie, ormai le vedi dappertutto, in ogni commento che non sia inneggiante al Separatismo, potrebbe celarsi un duosiciliano destabilizzatore :D :D :D

 

Ho notato comunque che oltre ad aver fatto le domande ti sei inventato pure le mie risposte, ti ringrazio per il pensiero.

Va bene, ti prometto che alla prossima minchiata che leggo faccio finta di niente e non ti faccio più pubblicità.

Anonimo 15 marzo 2010   19:28
L'utente ha risposto al commento anonimo del 15 marzo 2010. Visualizza »

Ma com'è questo fatto che volete avere sempre l'ultima parola dicendo, ripetendo all'ossessione, sempre le stesse cose?

La vostra ossessione è quella di una Sicilia senza Sud? E' un'ossessione esclusivamente vostra. Per fortuna questa stagione non è in mano a gente come voi, "mosche cocchiere" ripeto, altrimenti resterebbe senza alcun seguito.

E com'è questo fatto che dissimulate con finti interventi anonimi il vostro bispensiero bisiciliano ma vi scopriamo sempre per il vostro viscerale antiautonomismo siciliano che fa a pugni con tutto quello che sta succedendo?

Ammesso che sia persona diversa apprezzo molto di più chi ingenuamente posta commenti tipo "W le 2 Sicilie". Si può non essere d'accordo, punto, ma non c'è bisogno di polemizzare più di tanto. Piuttosto che con chi posta "pensierini" del tipo "state attenti a non fare troppo i siciliani..." e giù con le citazioni storiche finto erudite di cui oggi non importa niente a nessuno vaticinando sventure per una Sicilia politicamente autonoma. Uccellacci del malaugurio (uccellaccio?). 

Mi limito a ribattere sulle tue assurde conclusioni. La maggioranza in Sicilia c'è già, sei tu che non te ne sei accorto. E sul futuro, beh, a uno che non distingue separatismo da indipendentismo è persino difficile rispondere. Comunque vedo che avete il dono della profezia. La Sicilia indipendente avrà successo in futuro come altre volte in passato.

E poi con quella doppiezza, con quella untuosità... tipo "i siciliani vogliono..."; ma che ne sapete dei siciliani? parlate per voi che siete 2 o 3...e non rompete le scatole... trapassati remoti. Basti dire che pensate ancora ... al Cardinale Ruffo... ma pi favuri....pace all'anima sua.

L'ossatura, le avanguardie, gli intellettuali che guidano l'attuale stagione in Sicilia, nell'MPA come nel PDL Sicilia vengono tutti dal Sicilianismo, fatevene una ragione.

E se mai l'Italia dovesse spezzarsi due ribadisco che è solo l'anticamera per l'indipendenza siciliana. La "mezza" Italia del Sud non tratterrebbe la Sicilia se non per qualche anno e con la forza bruta. Non abbiamo bisogno di un colonialismo straccione. Non sei d'accordo? Ma cu' si ni futti... L'hai già detto, dillo una sola volta, non serve postarlo decine e decine di volte per avere ragione.

 

 

Secondo me sei tu che hai la sindrome delle Due Sicilie, ormai le vedi dappertutto, in ogni commento che non sia inneggiante al Separatismo, potrebbe celarsi un duosiciliano destabilizzatore :D :D :D

 

Ho notato comunque che oltre ad aver fatto le domande ti sei inventato pure le mie risposte, ti ringrazio per il pensiero.

Anonimo 15 marzo 2010   18:47
L'utente ha risposto al commento anonimo del 15 marzo 2010. Visualizza »

Aspettiamo i fatti per dissipare il dubbio dul termine federale/federato, ma è certo però che uno stato federale all'interno di una stato federale nella penisola italiana sarebbe una barzelletta politica a cui tutti si opporrebbero, ma ripeto aspettiamo i fatti.

 

Che si va verso uno stato dalle caratteristiche normanno-federiciane o a quelle borboniche, poco importa perchè la Sicilia sempre unita al Sud contentintale è. Discorsi del tipo "uno stato siciliano che si proietta sul sud italia" o "sicilsudismo" non hanno senso: la storia ci insegna che dai tempi del Vespro la riconquista del Sud Continentale è partita sempre dalla Sicilia, come fecero gli aragonesi contro gli angioini e come fece il Cardinale Ruffo contro i francesi.

 

Che l'operazione riesca in Sicilia non è proprio certo(con quale maggioranza?) che non riesca senza il Sud è sicuro perchè il separatismo non ha mai avuto successo in Sicilia.

Ma com'è questo fatto che volete avere sempre l'ultima parola dicendo, ripetendo all'ossessione, sempre le stesse cose?

La vostra ossessione è quella di una Sicilia senza Sud? E' un'ossessione esclusivamente vostra. Per fortuna questa stagione non è in mano a gente come voi, "mosche cocchiere" ripeto, altrimenti resterebbe senza alcun seguito.

E com'è questo fatto che dissimulate con finti interventi anonimi il vostro bispensiero bisiciliano ma vi scopriamo sempre per il vostro viscerale antiautonomismo siciliano che fa a pugni con tutto quello che sta succedendo?

Ammesso che sia persona diversa apprezzo molto di più chi ingenuamente posta commenti tipo "W le 2 Sicilie". Si può non essere d'accordo, punto, ma non c'è bisogno di polemizzare più di tanto. Piuttosto che con chi posta "pensierini" del tipo "state attenti a non fare troppo i siciliani..." e giù con le citazioni storiche finto erudite di cui oggi non importa niente a nessuno vaticinando sventure per una Sicilia politicamente autonoma. Uccellacci del malaugurio (uccellaccio?). 

Mi limito a ribattere sulle tue assurde conclusioni. La maggioranza in Sicilia c'è già, sei tu che non te ne sei accorto. E sul futuro, beh, a uno che non distingue separatismo da indipendentismo è persino difficile rispondere. Comunque vedo che avete il dono della profezia. La Sicilia indipendente avrà successo in futuro come altre volte in passato.

E poi con quella doppiezza, con quella untuosità... tipo "i siciliani vogliono..."; ma che ne sapete dei siciliani? parlate per voi che siete 2 o 3...e non rompete le scatole... trapassati remoti. Basti dire che pensate ancora ... al Cardinale Ruffo... ma pi favuri....pace all'anima sua.

L'ossatura, le avanguardie, gli intellettuali che guidano l'attuale stagione in Sicilia, nell'MPA come nel PDL Sicilia vengono tutti dal Sicilianismo, fatevene una ragione.

E se mai l'Italia dovesse spezzarsi due ribadisco che è solo l'anticamera per l'indipendenza siciliana. La "mezza" Italia del Sud non tratterrebbe la Sicilia se non per qualche anno e con la forza bruta. Non abbiamo bisogno di un colonialismo straccione. Non sei d'accordo? Ma cu' si ni futti... L'hai già detto, dillo una sola volta, non serve postarlo decine e decine di volte per avere ragione.

 

 

Anonimo 15 marzo 2010   15:03
L'utente ha risposto al commento anonimo del 15 marzo 2010. Visualizza »

Non c'è bisogno che scrivete tutto, quello che sperate è evidente da ogni vostra "uscita", anche questa. Vi sgamiamo sempre, cari neoborbonici. Che sia "federale" lo dice il titolo del post; di più non so.

Ma ora leviamo il babbìo e rispondiamo seriamente.

Neanch'io sono un sicilianista isolazionista, e saluto questa uscita con molto favore. Il fatto è che, secondo me, questi politici, per quanti difetti abbiano, hanno almeno il pregio di vivere nel loro tempo e non con la testa in tempi andati.

Questo "sudismo" affonda le radici sino al midollo nell'autonomismo siciliano e forse anche nel separatismo, ne ha assunto il linguaggio ne rivendica l'eredità, etc. Ma forse ne rappresenta anche un superamento. E' un fenomeno tutto del XXI secolo che va interpretato con le categorie di oggi non con quelle di 150 e più anni fa. Se non fate anche voi questo passettino resterete sempre ai margini, "mosche cocchiere" di corazzate che si muovono con altre coordinate.

Se proprio dobbiamo trovare un'analogia con il passato (ma non più di questo, solo un'analogia geopolitica) tutto ciò mi ricorda la monarchia ruggeriana-fridericiana: uno stato siciliano che si proiettava sul Sud Italia, legandolo a sé con diverse intensità (la Calabria non è l'Abruzzo).

Poi se questa uscita volesse dire l'abrogazione dello Statuto speciale (di semi-indipendenza, ricordo ai distratti) allora sono io a non aver capito niente e a chiedere scusa. Non capirei nemmeno l'espressione - nulla è a caso - di Micciché secondo cui "vive per la nascita del partito siciliano", ma poi nel blog dice sud.

Insomma è un "sicil-sudismo", non riconducibile né esclusivamente al tradizionale sicilianismo, né agli antistorici "duosicilianismi", "neoborbonismi" e simili; e poi comunque svegliamoci. Siamo nel 2010. Persino Carlo di Borbone non aspira più alla corona dei suoi avi. Con queste romanticherie il sud non andrà molto lontano.

P.S. Che l'operazione riesca in Sicilia è praticamente certo. Che riesca anche nel Sud Italia glielo auguro, ma non ne sono così sicuro.

Aspettiamo i fatti per dissipare il dubbio dul termine federale/federato, ma è certo però che uno stato federale all'interno di una stato federale nella penisola italiana sarebbe una barzelletta politica a cui tutti si opporrebbero, ma ripeto aspettiamo i fatti.

 

Che si va verso uno stato dalle caratteristiche normanno-federiciane o a quelle borboniche, poco importa perchè la Sicilia sempre unita al Sud contentintale è. Discorsi del tipo "uno stato siciliano che si proietta sul sud italia" o "sicilsudismo" non hanno senso: la storia ci insegna che dai tempi del Vespro la riconquista del Sud Continentale è partita sempre dalla Sicilia, come fecero gli aragonesi contro gli angioini e come fece il Cardinale Ruffo contro i francesi.

 

Che l'operazione riesca in Sicilia non è proprio certo(con quale maggioranza?) che non riesca senza il Sud è sicuro perchè il separatismo non ha mai avuto successo in Sicilia.

Anonimo 15 marzo 2010   12:14
L'utente ha risposto al commento anonimo del 15 marzo 2010. Visualizza »

Egregio MX,

non so chi si nasconde dietro questa sigla...ma supposto, come dice lei, che dovessimo condividere...mi chiedo cosa?

Come si fa a condividere ciò che ancora non ha un progetto, un'idea...un anima? 

Qui non può trattarsi di operare per una politica sicilianista e contro una italianista, ma di formulare un ampio progetto che possa individuare un strada utile e funzionale per un'autonomia legata a tutte le regioni.

Un progetto nazionale che possa individuare anche un'autonomia della nostra isola, ma con una precisa idea e non solo per poter demagogicamente urlare in favole della nostra terra. Temo che con questo tipo di rivolta, anche populista, oltre che dettata da un rabbioso fervore autonomista fine a se stesso, non si vada da nessuna parte.

Lei che, con arte, ci parla di attori eletti dal popolo, non deve certo dimenticare che, lo sono stati, anche per un programma di coesione e l'individuazione di una maggioranza al fine di poter amministrare in favore dei cittadini. Non mi pare siano stati eletti per impegnarsi in qualcos'altro.

Leggo spesso i suoi commenti e spesso mi trovo d'accordo, ma francamente...su questo argomento non riesco a capire.... chi dice che gli elettori abbiano impegnati gli eletti a condurre la fase delicata di questo percorso verso un federalismo locale e non per amministrare saggiamente? 

Uno studio ed un progetto per un impegno delle autonomie diretto verso tutte le regioni è sicuramente indispensabile, ma non potrà mai trovare un buon fine se non si sposerà con un progetto comune che veda coinvolto il nostro Stato e gli organi istituzionali connessi. Ecco quale dovrebbe essere l'impegno costruttivo del vero politico....

Potrei e vorrei sbagliarmi, ma.....tutto il resto, penso sia solo falsa comunicazione per accattivare l'attenzione dei cittadini al fine di ottenere un consenso.

vincenzocacopardo@yahoo.it 

Caro Cacopardo,

il nostro modesto compito da commentatori resta quello di porre sul tappeto ulteriori elementi di riflessione, ci divertiamo a dare una lettura agli eventi con un punto di vista (con tutto il rispetto) diverso da quello del giornalista.

La situazione politica siciliana è in grave crisi, ancor più di quella che possa evidenziare la condizione economica dell'isola.

Ritengo che se esistono iniziative politiche atte a modificare anche in minima parte un sistema gessato, debba conseguentemente attrarre l'attenzione di chi è abituato a discernere i messaggi subliminali che continuano a stimolare la nostra mente giornalmente.

Questa attenzione l'ha posta questo giornale, bollato da molti come simpatizzante MPA proprio perché colpevole di tenere evidenza sui fatti trattati.

Io personalmente (ma ripeto conta poco quello che pensiamo noi..) ho già espresso in passato tutti i dubbi che possano pervadere anche lei ma cogliendo un vento flebile di "cambiamento", cerco di seguirne le evoluzioni che nei fatti si susseguono in maniera ritmata.

I temi che lei pone sul tappeto sono molto articolati e non credo di essere all'altezza di affrontarli ma qualche elemento possiamo aggiungerlo.

Il messaggio politico deve avere una varietà di linguaggio in quanto diretto a fasce di età e cultura differenti.

Contando su una fascia medio-alta non si governerà mai per cui il "populismo" risulta elemento indispensabile. Mi pare che in Italia stiamo vivendo una fase analoga ove l'eliminazione dell'ICI fa più presa di una riforma scolastica ..(tanto per citare un piccolo esempio), ma qui entriamo in un contesto di supposizioni non conoscendo a fondo le strategie di Lombardo.

 

A livello nazionale non ci sconvolgiamo se Berlusconi intraprende iniziative che aleggiano ad un interesse prettamente personale e critichiamo magari Lombardo di non rispettare quanto concordato con gli elettori..

In politica (a parte casi eccezionali) si è portati a votare il "meno peggio" e produrre critiche (anche condivisibili) è semplice. Il problema comincia quando dobbiamo formulare proposte che debbano essere realizzate non in Norvegia ma nel contesto attuale e con gli "attori" (il sostantivo non era inteso in senso esaltatorio) che ci ritroviamo ed in un territorio non sempre aperto alle novità.

Il suo discorso è impeccabile ma ritiene che possa esserci innovazione percorrendo la strada che per decenni è stata solcata ? 

Un caro saluto

MX

 

 

 

 

Anonimo 15 marzo 2010   10:44

Ok alla proposta di Ruffolo, solo che non mi pare così semplicistica:uno stato del sud federato al resto d'Italia?

A me sembra che Ruffolo voglia parlare di autonomie sul piano economico, senza centralismi.

Non mi convince l'eccessiva disonvoltura con cui Lombardo parla di una "secessione"(o separazione) già avvenuta: guai se lo stato centrale non avesse i suoi giudici,i suoi Prefetti, i suoi Carabinieri al sud: saremmo totalmente in mano alla mafia e alle camorre.Quindi ampie autonomie va bene, passaggio completo delle competenze alle Regioni anche in poltica estera(come la Scozia)ma mai cedere alcunchè sul piano della sicurezza e della Giustizia. e poi chi dovrebbe vigilare se i soldi vengono spesi beni dalle Regioni, chi ci assicura che non si continuia sperperare come nel passato. Più potere ai Prefetti per la spesa e per i commissariamenti se gli enti locali sono inefficienti. Così è più ragionevole l'autonomia...

Anonimo 15 marzo 2010   10:36
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Sicuro che si tratti di stato federale e non federato....?Cio che spero non lo sai perchè non l'ho scritto, certo è che l'unico stato veramente credibile è uno stato del sud e non uno stato separatista(che non è mai esistito se non per 1 anno e mezzo), tant'è che si parla del primo e non del secondo.E sono proprio i siciliani a volerlo.

 

Non c'è bisogno che scrivete tutto, quello che sperate è evidente da ogni vostra "uscita", anche questa. Vi sgamiamo sempre, cari neoborbonici. Che sia "federale" lo dice il titolo del post; di più non so.

Ma ora leviamo il babbìo e rispondiamo seriamente.

Neanch'io sono un sicilianista isolazionista, e saluto questa uscita con molto favore. Il fatto è che, secondo me, questi politici, per quanti difetti abbiano, hanno almeno il pregio di vivere nel loro tempo e non con la testa in tempi andati.

Questo "sudismo" affonda le radici sino al midollo nell'autonomismo siciliano e forse anche nel separatismo, ne ha assunto il linguaggio ne rivendica l'eredità, etc. Ma forse ne rappresenta anche un superamento. E' un fenomeno tutto del XXI secolo che va interpretato con le categorie di oggi non con quelle di 150 e più anni fa. Se non fate anche voi questo passettino resterete sempre ai margini, "mosche cocchiere" di corazzate che si muovono con altre coordinate.

Se proprio dobbiamo trovare un'analogia con il passato (ma non più di questo, solo un'analogia geopolitica) tutto ciò mi ricorda la monarchia ruggeriana-fridericiana: uno stato siciliano che si proiettava sul Sud Italia, legandolo a sé con diverse intensità (la Calabria non è l'Abruzzo).

Poi se questa uscita volesse dire l'abrogazione dello Statuto speciale (di semi-indipendenza, ricordo ai distratti) allora sono io a non aver capito niente e a chiedere scusa. Non capirei nemmeno l'espressione - nulla è a caso - di Micciché secondo cui "vive per la nascita del partito siciliano", ma poi nel blog dice sud.

Insomma è un "sicil-sudismo", non riconducibile né esclusivamente al tradizionale sicilianismo, né agli antistorici "duosicilianismi", "neoborbonismi" e simili; e poi comunque svegliamoci. Siamo nel 2010. Persino Carlo di Borbone non aspira più alla corona dei suoi avi. Con queste romanticherie il sud non andrà molto lontano.

P.S. Che l'operazione riesca in Sicilia è praticamente certo. Che riesca anche nel Sud Italia glielo auguro, ma non ne sono così sicuro.

Anonimo 14 marzo 2010   23:28
L'utente ha risposto al commento anonimo del 14 marzo 2010. Visualizza »

Ha-ha-haa! Lei pensa che stato federale e stato federato siano la stessa cosa? Lei spera ancora in uno stato rigidamente unitario meridionale, magari con la testa a Napoli come ai "suoi" bei tempi?

Allora mi sa che non ha capito niente di quello che sta succedendo.

Questa è una rivoluzione siciliana. I meridionali se si accodano sono i benvenuti, se vogliono strisciare ancora ai piedi del Nord facciano pure.

E' la Sicilia che guida la locomotiva, e di rinunciare alle proprie prerogative non credo che Miccichè e Lombardo vogliano mai sentirne parlare.

Se non fosse per voi questi blog politici sarebbero un po' noiosi.

Spera, spera che torni franceschiello.

Sicuro che si tratti di stato federale e non federato....?Cio che spero non lo sai perchè non l'ho scritto, certo è che l'unico stato veramente credibile è uno stato del sud e non uno stato separatista(che non è mai esistito se non per 1 anno e mezzo), tant'è che si parla del primo e non del secondo.E sono proprio i siciliani a volerlo.

 

Anonimo 14 marzo 2010   22:21

GUARDATETI  REPORT DI STASERA.

 

SONO SOLO DEGLI IPOCRITI!

Anonimo 14 marzo 2010   19:05
L'utente ha risposto al commento anonimo del 14 marzo 2010. Visualizza »

Lombardo parla di uno Stato del Sud federato con l'Italia, l'unico stato che possa essere credibile.

Ha-ha-haa! Lei pensa che stato federale e stato federato siano la stessa cosa? Lei spera ancora in uno stato rigidamente unitario meridionale, magari con la testa a Napoli come ai "suoi" bei tempi?

Allora mi sa che non ha capito niente di quello che sta succedendo.

Questa è una rivoluzione siciliana. I meridionali se si accodano sono i benvenuti, se vogliono strisciare ancora ai piedi del Nord facciano pure.

E' la Sicilia che guida la locomotiva, e di rinunciare alle proprie prerogative non credo che Miccichè e Lombardo vogliano mai sentirne parlare.

Se non fosse per voi questi blog politici sarebbero un po' noiosi.

Spera, spera che torni franceschiello.

Anonimo 14 marzo 2010   17:39

Invece di indicare road map Lombardo perchè non pensa ai numerevoli problemi dei siciliani che sicuramente se ne infischiano che chi stà al governo della regione è di destra o di sinistra o in uno stato federale del sud. La Sicilia tutta stà andando a rotoli e si sente parlare di ponte sullo stretto di nuovi partiti di federazioni, ma non si sente parlare di come risolvere i problemi dal lavoro alla monnezza alle frane e a tutto il resto che ogni singolo siciliano conosce e vive sulla propria pelle, se continuano con le chiacchiere e con gli slogan che fine faremo che futuro avranno i nostri giovani. Alla Sicilia serve AIUTO subito non servono promesse ognuno deve prendersi le responsabilità del ruolo che ricopre e per il quale è stato eletto la Sicilia è in AGONIA e  sembra non importi a nessuno. (Scusate il mio sfogo)                                                                                                                                                                                                                                                                     

Anonimo 14 marzo 2010   15:50
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Caro lettore non trattasi di offese ma di puro stimolo, finalizzato a scuotere "belle coscienze" (come la sua o quella di tanti altri di cui ho letto gli interventi) portate delittuosamente nell'oblio della demagogia da un uomo furbo, motivato al potere personale ma mai un politico e ancor meno un "politico di razza" che risponde al nome dell'attuale presidente della regione. 

 ...quindi se le dico che lei ragiona come una gallina non si offende!?!

Anonimo 14 marzo 2010   15:27
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Anch'io, ma qui si parla di "stato federale del Sud" e non di stato unitario.

L'autonomia eccezionale della Sicilia in uno stato del sud potrebbe trovare migliori possibilità di applicazione. E poi sarebbe solo l'anticamera dell'indipendenza.

Roma e Napoli non sono in grado di "pagare" gli ascari come per 150 anni bene o male hanno fatto Torino e Milano. Quindi o lasciano la Sicilia semi-indipendente, o questa se ne andrà comunque per i fatti propri.

Diciamo che poco a poco le cose vanno dove devono andare. L'importante è che si capisca.

Ieri, soltanto ieri, queste cose erano eresie. Oggi sono un convegno, e domani, appena domani, saranno realtà.

I tempi forse non sono ancora del tutto maturi per un indipendentismo siciliano ancora più esplicito, per ora la scena è occupata da questo confuso meridionalismo. Ma poco ci manca. E' solo una breve transizione che sarà presto spazzata via.

Lombardo parla di uno Stato del Sud federato con l'Italia, l'unico stato che possa essere credibile.

Anonimo 14 marzo 2010   14:20

Ha lombardo piace il ruolo di Ré della sicilia al punto che vuole essere l'unico a covernare seguito dai sudditi e dai servi di partito  un lupo travestito d'agnello

Anonimo 14 marzo 2010   11:14
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Caro Cacopardo,

è vero che i progetti debbano essere delineati ma in un paese democratico, sarebbe utile che le condividessimo anziché accettarle, nel senso che una fase iniziale deve necessariamente rompere col passato, poi subentra una fase di cambiamento che ovviamente data l'importanza debba essere concertata con più elementi. Ma se le parti attive in Sicilia stanno sempre a guardare dalla finestra... credo che le opportunità di cambiamento siano sempre più esili. Non dimentichiamo che il così detto  "gattopardismo" è l'effetto di un comportamento collettivo di noi tutti non solo di chi comanda.. Troppo comodo!

Gli attori presenti sono questi che ci piacciano o no (d'altronde sono stati eletti dal popolo..) quindi attualmente sono loro che hanno il compito di condurre questa fase molto delicata. 

Quali alternative percorribili vede al momento ?

Un caro saluto

MX

 

Egregio MX,

non so chi si nasconde dietro questa sigla...ma supposto, come dice lei, che dovessimo condividere...mi chiedo cosa?

Come si fa a condividere ciò che ancora non ha un progetto, un'idea...un anima? 

Qui non può trattarsi di operare per una politica sicilianista e contro una italianista, ma di formulare un ampio progetto che possa individuare un strada utile e funzionale per un'autonomia legata a tutte le regioni.

Un progetto nazionale che possa individuare anche un'autonomia della nostra isola, ma con una precisa idea e non solo per poter demagogicamente urlare in favole della nostra terra. Temo che con questo tipo di rivolta, anche populista, oltre che dettata da un rabbioso fervore autonomista fine a se stesso, non si vada da nessuna parte.

Lei che, con arte, ci parla di attori eletti dal popolo, non deve certo dimenticare che, lo sono stati, anche per un programma di coesione e l'individuazione di una maggioranza al fine di poter amministrare in favore dei cittadini. Non mi pare siano stati eletti per impegnarsi in qualcos'altro.

Leggo spesso i suoi commenti e spesso mi trovo d'accordo, ma francamente...su questo argomento non riesco a capire.... chi dice che gli elettori abbiano impegnati gli eletti a condurre la fase delicata di questo percorso verso un federalismo locale e non per amministrare saggiamente? 

Uno studio ed un progetto per un impegno delle autonomie diretto verso tutte le regioni è sicuramente indispensabile, ma non potrà mai trovare un buon fine se non si sposerà con un progetto comune che veda coinvolto il nostro Stato e gli organi istituzionali connessi. Ecco quale dovrebbe essere l'impegno costruttivo del vero politico....

Potrei e vorrei sbagliarmi, ma.....tutto il resto, penso sia solo falsa comunicazione per accattivare l'attenzione dei cittadini al fine di ottenere un consenso.

vincenzocacopardo@yahoo.it 

Anonimo 14 marzo 2010   11:00
L'utente ha risposto al commento anonimo del 14 marzo 2010. Visualizza »

Sicilianisti, duosicilianisti, siete prigionieri della trappola che vi hanno teso. La Sicilia è in una situazione disastrosa ed anzicchè indurre i signori politici a ragionare e agire su cose concrete (munnizza=energia=lavoro  ristrutturazione dei centri storici=decoro urbano=turismo, ecc.) perdete tempo con cose irrealizzabili, perchè antistoriche. Esistono le grandi strutture sovrannazionali e parlate di una piccolissima isola del Mediterraneo, che dovrebbe essere Stato. Svegliatevi, viaggiate, pretendete dai politici cose vere e concrete nell'interesse generale.

Guardi che chi ci sequestra dal mondo, dal partecipare al villaggio globale, è proprio l'Italia. La informo che l'Italia non è il mondo.

La Sicilia, indipendente, sarebbe moooolto più aperta al mondo di questa reietta pattumiera in fondo allo Stivale.

Viaggi Lei: vada a Malta, vada a Cipro, vada in Lussemburgo, Irlanda, Estonia, Lettonia, Lituania, Danimarca, Slovenia, Croazia, Slovacchia, Finlandia, Norvegia, Belgio, Svizzera, etc. tutti stati ben più piccoli o approssimativamente uguali o per estensione o per popolazione alla nostra Sicilia che peraltro è stata stato a sé per secoli e secoli.

Considerando che la Sicilia ha più di 5 milioni di abitanti e considerando tutti gli stati europei da 1 a 10 milioni di abitanti più o meno nello stesso ordine di grandezza, oltre all'Italia gli altri stati di ordine di grandezza nettamente superiore alla Siiclia sarebbero soltanto: Turchia, Romania, Germania, Regno Unito, Spagna e Francia, Polonia. Punto.

La Sicilia è possedimento italiano e deve ancora liberarsi da questa turpe dominazione.

E poi, come diceva il catechismo politico dei siciliani di Amari, se la felicità fosse data dalla grandezza di uno stato, l'Impero Russo, o Ottomano o Cinese sarebbero stati il massimo della civiltà, del benessere e della felicità. E, con tutto il rispetto per i russi che stimo molto, non mi pare sia stato esattamente così.

Anonimo 14 marzo 2010   08:49
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lei avrà pure un'opinione diametralmente opposta, ma che bisogno c'è di offendere?

Caro lettore non trattasi di offese ma di puro stimolo, finalizzato a scuotere "belle coscienze" (come la sua o quella di tanti altri di cui ho letto gli interventi) portate delittuosamente nell'oblio della demagogia da un uomo furbo, motivato al potere personale ma mai un politico e ancor meno un "politico di razza" che risponde al nome dell'attuale presidente della regione. 

Anonimo 14 marzo 2010   07:27

Sicilianisti, duosicilianisti, siete prigionieri della trappola che vi hanno teso. La Sicilia è in una situazione disastrosa ed anzicchè indurre i signori politici a ragionare e agire su cose concrete (munnizza=energia=lavoro  ristrutturazione dei centri storici=decoro urbano=turismo, ecc.) perdete tempo con cose irrealizzabili, perchè antistoriche. Esistono le grandi strutture sovrannazionali e parlate di una piccolissima isola del Mediterraneo, che dovrebbe essere Stato. Svegliatevi, viaggiate, pretendete dai politici cose vere e concrete nell'interesse generale.

Anonimo 13 marzo 2010   21:18
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Mi pare un discorso tra nostalgici del ventennio. Non solo tradite una miopia sociale di indubbio spessore (infatti, siamo oramai nel villagio globale e neanche la Birmania riesce a resistere a tale imponente forza centripeta) ma quel che peggio una "fassaggine" etologica/comportamentale che in natura trova pari solo nelle galline (o forse è la sindrome di Stoccolma che si è impossessata di voi e siete ormai come il legno di sandalo, perchè profumate la scure che vi sta colpendo e quella sccure portail nome di LOMBARDO).

lei avrà pure un'opinione diametralmente opposta, ma che bisogno c'è di offendere?

Anonimo 13 marzo 2010   17:01

 Ruffolo ha avuto una concezione alta del governo.E quindi non può che insegnare che una proposta di governo

di ampio respiro.Noi socialisti Siciliani, se la lezione di Ruffolo sarà accolta,possiamo dare un indirizzo preciso per un governo di svolta.

Giovanni Palillo Segretario Regionale PSI SICILIA

Anonimo 13 marzo 2010   16:26
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analisi da scolpire su pietra.

non mancherà molto tempo ed arriveremo alle consultazioni elettorali con formazioni politiche che si contrasteranno tra chi è sicilianista e chie italianista.

P.S. da non sottovalutare che anche le influenze internazionali stanno mutando a nostro favore.

L'unica cosa scolpita su pietra è l'epigrafe sulla tomba della Sicila che riporta: Qui giace un popolo fiero ma stupido che ha subito l'ignavia del saccheggio e del malaffare senza reagire e facendo l'apoligia del proprio carnefice "il siciliano ingrato", "il traditore del suo popolo", "l'antitesi di Robin Hood" ...(omissis)

Anonimo 13 marzo 2010   16:19
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Da questo articolo emerge una cosa della massima importanza: Lombardo e` incazzato perche` ha capito, tardi ma ha cpito, che a roma, fanno e disfano e lui, da presidente della regione, non viene interpellato!

E questo non fa che accelerare il tempo della nostra indipendenza! Se il nostro Lombardo ha capito che adesso a roma mandano lui e cn lui la sicilia a quel paese...qualcosa mi aspetto! Lombardo e` siciliano, mettetevi nei suoi panni, non riesce a digerire il rospo!

E fa bene, anzi benissimo! Sono felice che anche lui si sia svegliato!

Mi pare un discorso tra nostalgici del ventennio. Non solo tradite una miopia sociale di indubbio spessore (infatti, siamo oramai nel villagio globale e neanche la Birmania riesce a resistere a tale imponente forza centripeta) ma quel che peggio una "fassaggine" etologica/comportamentale che in natura trova pari solo nelle galline (o forse è la sindrome di Stoccolma che si è impossessata di voi e siete ormai come il legno di sandalo, perchè profumate la scure che vi sta colpendo e quella sccure portail nome di LOMBARDO).

Anonimo 13 marzo 2010   16:11

Spero vivamente che il cauto, nonchè giustificabile ottimismo, che trapela dai vostri commenti riguardo a un obiettivo di semi-indipendenza, da realizzare addirittura in tempi brevi, abbia un riscontro nei prossimi futuri fatti siciliani. Personalmente mi atterrò, da questo momento in poi e per sempre, ad attendere al varco i lor signori politici alla PROVA DEI FATTI. Senza questi ultimi tutto il resto sarà soltanto la solita fuffa. Staremo a vedere.

 

Residente Z.E.N.

Anonimo 13 marzo 2010   15:38
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Da questo articolo emerge una cosa della massima importanza: Lombardo e` incazzato perche` ha capito, tardi ma ha cpito, che a roma, fanno e disfano e lui, da presidente della regione, non viene interpellato!

E questo non fa che accelerare il tempo della nostra indipendenza! Se il nostro Lombardo ha capito che adesso a roma mandano lui e cn lui la sicilia a quel paese...qualcosa mi aspetto! Lombardo e` siciliano, mettetevi nei suoi panni, non riesce a digerire il rospo!

E fa bene, anzi benissimo! Sono felice che anche lui si sia svegliato!

mentre la sicilia affonda loro di cosa parlano della grande lovy storia del sud che dura da piu di 50 anni smettetela che il popolo siciliano e veramente incazzato la rivoluzione si fa in piazza ma si puo fare anche in  parlamento con riforme coraggiose certamente la burocrazia e un Killer silenzioso che uccide tutto cio che puo essere produttivo questo perchè la colpa e dei politici che invece di fare norme semplici e chiare li hanno fatte cosi contorte che alla fine nemmeno il legislatore ne capisce piu, leggi che richiamano leggi, art. comma circolari ad uso e consumo. Allora ci vuole una cosa (semplificazione delle norme vigenti).

2) Riforma parlamentare riduzioni dei rappresentanti almeno del 50% ars, provincie comuni.

INIZIATE...........................SONO COSE CHE LI POTETE FARE IN TEMPI BREVISSIMI VEDIAMO QUESTO GOVERNO E TUTTO IL PARLAMENTO COSA FARE

amicopaolo 13 marzo 2010   15:23
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Caro Cacopardo,

è vero che i progetti debbano essere delineati ma in un paese democratico, sarebbe utile che le condividessimo anziché accettarle, nel senso che una fase iniziale deve necessariamente rompere col passato, poi subentra una fase di cambiamento che ovviamente data l'importanza debba essere concertata con più elementi. Ma se le parti attive in Sicilia stanno sempre a guardare dalla finestra... credo che le opportunità di cambiamento siano sempre più esili. Non dimentichiamo che il così detto  "gattopardismo" è l'effetto di un comportamento collettivo di noi tutti non solo di chi comanda.. Troppo comodo!

Gli attori presenti sono questi che ci piacciano o no (d'altronde sono stati eletti dal popolo..) quindi attualmente sono loro che hanno il compito di condurre questa fase molto delicata. 

Quali alternative percorribili vede al momento ?

Un caro saluto

MX

 

analisi da scolpire su pietra.

non mancherà molto tempo ed arriveremo alle consultazioni elettorali con formazioni politiche che si contrasteranno tra chi è sicilianista e chie italianista.

P.S. da non sottovalutare che anche le influenze internazionali stanno mutando a nostro favore.

Anonimo 13 marzo 2010   12:49
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Anch'io, ma qui si parla di "stato federale del Sud" e non di stato unitario.

L'autonomia eccezionale della Sicilia in uno stato del sud potrebbe trovare migliori possibilità di applicazione. E poi sarebbe solo l'anticamera dell'indipendenza.

Roma e Napoli non sono in grado di "pagare" gli ascari come per 150 anni bene o male hanno fatto Torino e Milano. Quindi o lasciano la Sicilia semi-indipendente, o questa se ne andrà comunque per i fatti propri.

Diciamo che poco a poco le cose vanno dove devono andare. L'importante è che si capisca.

Ieri, soltanto ieri, queste cose erano eresie. Oggi sono un convegno, e domani, appena domani, saranno realtà.

I tempi forse non sono ancora del tutto maturi per un indipendentismo siciliano ancora più esplicito, per ora la scena è occupata da questo confuso meridionalismo. Ma poco ci manca. E' solo una breve transizione che sarà presto spazzata via.

Da questo articolo emerge una cosa della massima importanza: Lombardo e` incazzato perche` ha capito, tardi ma ha cpito, che a roma, fanno e disfano e lui, da presidente della regione, non viene interpellato!

E questo non fa che accelerare il tempo della nostra indipendenza! Se il nostro Lombardo ha capito che adesso a roma mandano lui e cn lui la sicilia a quel paese...qualcosa mi aspetto! Lombardo e` siciliano, mettetevi nei suoi panni, non riesce a digerire il rospo!

E fa bene, anzi benissimo! Sono felice che anche lui si sia svegliato!

Anonimo 13 marzo 2010   10:32
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per favore... evitiamo di avere a che fare con Napoli... meghiù suli cà mali accumpagnati.

 

Io sono sempre per l'indipendenza della  Sicilia.

Anch'io, ma qui si parla di "stato federale del Sud" e non di stato unitario.

L'autonomia eccezionale della Sicilia in uno stato del sud potrebbe trovare migliori possibilità di applicazione. E poi sarebbe solo l'anticamera dell'indipendenza.

Roma e Napoli non sono in grado di "pagare" gli ascari come per 150 anni bene o male hanno fatto Torino e Milano. Quindi o lasciano la Sicilia semi-indipendente, o questa se ne andrà comunque per i fatti propri.

Diciamo che poco a poco le cose vanno dove devono andare. L'importante è che si capisca.

Ieri, soltanto ieri, queste cose erano eresie. Oggi sono un convegno, e domani, appena domani, saranno realtà.

I tempi forse non sono ancora del tutto maturi per un indipendentismo siciliano ancora più esplicito, per ora la scena è occupata da questo confuso meridionalismo. Ma poco ci manca. E' solo una breve transizione che sarà presto spazzata via.

Anonimo 13 marzo 2010   10:14
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D'accordo con lei, ma... esiste un progetto?

Facile parlare di federalismo, ma poi bisogna proporsi in termini più precisi, anche in considerazione del fatto che viviamo in uno Stato repubblicano costruito su una Costituzione.

Dove sono i progetti? quali i programmi? Quale è la metodologia da usare in simbiosi con le altre regioni e in rapporto alla nostra repubblica?

Sarebbero tante le domande...non si può di certo affrontare un tema così impegnativo senza un appropriato studio propedeutico che ne analizza attentamente le varie fasi.

Molta gente si riempe la bocca di questa parola senza comprenderne attentamente l'importanza. Certamente il progetto di un futuro federalismo deve essere visto in rapporto ad un cambiamento storico che comprende tutta la nostra Nazione ed affrontato attraverso uno studio di metodo e funzionalità 

v.cacopardo   

Caro Cacopardo,

è vero che i progetti debbano essere delineati ma in un paese democratico, sarebbe utile che le condividessimo anziché accettarle, nel senso che una fase iniziale deve necessariamente rompere col passato, poi subentra una fase di cambiamento che ovviamente data l'importanza debba essere concertata con più elementi. Ma se le parti attive in Sicilia stanno sempre a guardare dalla finestra... credo che le opportunità di cambiamento siano sempre più esili. Non dimentichiamo che il così detto  "gattopardismo" è l'effetto di un comportamento collettivo di noi tutti non solo di chi comanda.. Troppo comodo!

Gli attori presenti sono questi che ci piacciano o no (d'altronde sono stati eletti dal popolo..) quindi attualmente sono loro che hanno il compito di condurre questa fase molto delicata. 

Quali alternative percorribili vede al momento ?

Un caro saluto

MX

 

Anonimo 13 marzo 2010   10:07
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La distanza da Lombardo non è un problema politico ma un problema etico. Lombardo non è un autonomista convinto ma uno che ha cercato uno spazio libero da occupare strumentalizzando demagogicamente l'autonomismo. I suoi senatori e deputati votato leggi anti-siciliane in una meschina logica di spartizione di potere. Lo stesso Lombardo lascia il suo ambiente (DC o ex DC) nel momento in cui (nel 2005) entra in disputa con Follini per la lotta ad una poltrona di ministro per la quale Lombardo viene sonoramente trombato: QUESTA E' LA LINEA GUIDA DELL'AUTONOMISMO DI LOMBARDO.

 

Invito lo stesso Lombardo a confutare quanto sopra.

Sono d'accordo,  è da mesi che trattiamo questi argomenti e sono d'altronde i dubbi che pervadono tutti , anche il sottoscritto ma considerando ciò che ha preceduto .. ritengo che eticamente potrebbe essere l'inizio di un percorso, appunto. Noi siamo abituati ad essere necessariamente per uno contro l'altro, un modo maldestro che ci è stato trasmesso per salvaguardare alcuni interessi contro gli oppositori, creando di fatto uno stato conflittuale sicuramente non utile a noi cittadini. Continuo a non essere convinto neanche dei piccoli passi avanzati ma colgo comunque un vento flebile di cambiamento e quindi da commentatore profano, credo debbano essere valorizzati anche i rari momenti di spazi evolutivi. Non dimentichiamo che dal punto di vista etico, la politica locale risente di di un sistema democratico applicato ad un metodo che tuteli interessi soggettivi rispetto a quelli collettivi. Inoltre il limite culturale amministrativo non consente neanche di adattare le speculazioni presenti a progetti e processi evolutivi che indirettamente possano portare giovamento alla collettività. Quindi una staticità pericolosa poiché dopo 40 anni di contributi diretti allo sviluppo del meridione d'Europa, ci ritroviamo allo stesso livello di quei paesi appena entrati nella C.E.

Infine, non individuando alternative ad un cambiamento civile delle regole, non vedo verso chi dovremo dirigere le nostre attenzioni.

 

Un caro saluto  

MX

 

Anonimo 13 marzo 2010   09:44
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Musica per le mie orecchie, se non si riesce a fare uno stato del sud, almeno una macroregione delle "due sicilie"

per favore... evitiamo di avere a che fare con Napoli... meghiù suli cà mali accumpagnati.

 

Io sono sempre per l'indipendenza della  Sicilia.

Anonimo 13 marzo 2010   09:11
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Nel servizio c'è un passaggio importante e cioè, tracciata la linea guida, chi è contrario, a prescindere a quale partito o gruppo appartenga, sarà un avversario politico. L'autonomia, il federalismo, deve essere considerato un obiettivo trasversale alle appartenenze politiche. Non esiste un'autonomia di destra in contrapposizione ad un'autonomia di sinistra, l'obiettivo comune, almeno nella fase iniziale, non può subire una selezione di parte, non ne avrebbe la forza. E come se immaginassimo l'iniziativa dei Vespri (enunciata da Lombardo) ormai divenuta più emblema di riscatto che puro riferimento operativo, fosse condotta da una parte della popolazione mentre un'altra (politicamente distante) restasse intenta ad appoggiare gli avversari (i coloni). Le così dette rivoluzioni devono coinvolgere tutti gli strati sociali e non possono permettersi divisioni interne. la storia ci insegna che anche la chiesa deve stare a fianco del "rivoluzionario"..

"Abbiano bisogno di una rivoluzione culturale" ..Sante parole che tutti noi commentatori di S.I. abbiamo sempre usato a prescindere dalle posizioni assunte di volta in volta a favore o contro Lombardo. 

Su questi argomenti, bisogna essere uniti ma noi staremo sempre attenti che la linea guida (come detto all'inizio) venga sempre rispettata.

Un caro saluto

MX

 

 

D'accordo con lei, ma... esiste un progetto?

Facile parlare di federalismo, ma poi bisogna proporsi in termini più precisi, anche in considerazione del fatto che viviamo in uno Stato repubblicano costruito su una Costituzione.

Dove sono i progetti? quali i programmi? Quale è la metodologia da usare in simbiosi con le altre regioni e in rapporto alla nostra repubblica?

Sarebbero tante le domande...non si può di certo affrontare un tema così impegnativo senza un appropriato studio propedeutico che ne analizza attentamente le varie fasi.

Molta gente si riempe la bocca di questa parola senza comprenderne attentamente l'importanza. Certamente il progetto di un futuro federalismo deve essere visto in rapporto ad un cambiamento storico che comprende tutta la nostra Nazione ed affrontato attraverso uno studio di metodo e funzionalità 

v.cacopardo   

Anonimo 13 marzo 2010   08:53
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Nel servizio c'è un passaggio importante e cioè, tracciata la linea guida, chi è contrario, a prescindere a quale partito o gruppo appartenga, sarà un avversario politico. L'autonomia, il federalismo, deve essere considerato un obiettivo trasversale alle appartenenze politiche. Non esiste un'autonomia di destra in contrapposizione ad un'autonomia di sinistra, l'obiettivo comune, almeno nella fase iniziale, non può subire una selezione di parte, non ne avrebbe la forza. E come se immaginassimo l'iniziativa dei Vespri (enunciata da Lombardo) ormai divenuta più emblema di riscatto che puro riferimento operativo, fosse condotta da una parte della popolazione mentre un'altra (politicamente distante) restasse intenta ad appoggiare gli avversari (i coloni). Le così dette rivoluzioni devono coinvolgere tutti gli strati sociali e non possono permettersi divisioni interne. la storia ci insegna che anche la chiesa deve stare a fianco del "rivoluzionario"..

"Abbiano bisogno di una rivoluzione culturale" ..Sante parole che tutti noi commentatori di S.I. abbiamo sempre usato a prescindere dalle posizioni assunte di volta in volta a favore o contro Lombardo. 

Su questi argomenti, bisogna essere uniti ma noi staremo sempre attenti che la linea guida (come detto all'inizio) venga sempre rispettata.

Un caro saluto

MX

 

 

La distanza da Lombardo non è un problema politico ma un problema etico. Lombardo non è un autonomista convinto ma uno che ha cercato uno spazio libero da occupare strumentalizzando demagogicamente l'autonomismo. I suoi senatori e deputati votato leggi anti-siciliane in una meschina logica di spartizione di potere. Lo stesso Lombardo lascia il suo ambiente (DC o ex DC) nel momento in cui (nel 2005) entra in disputa con Follini per la lotta ad una poltrona di ministro per la quale Lombardo viene sonoramente trombato: QUESTA E' LA LINEA GUIDA DELL'AUTONOMISMO DI LOMBARDO.

 

Invito lo stesso Lombardo a confutare quanto sopra.

Anonimo 13 marzo 2010   08:36
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La demagogia di Lombardo ha ormai raggiunto livelli parossistici, ma non incanta più nessuno. Questo politico, che abbiamo imparato a conoscere, quando è in difficoltà (parlo della sua personale sopravvivenza ai posti di potere) si spinge (a parole) verso proposte sembre più ai limiti, dunque lontane da una reale messa in opera. Facendo in questo modo ottiene due risultati: rinnova l'attenzione su di se e non può essere misurato suI risultati concreti perchè propone (artatamente) progetti irrealizzabili. Lombardo ti preghiamo di cuore di finirla, ti abbiamo votato per amministrare ed amministrare bene (cosa che fino ad oggi non hai fatto) e non per occupare tutti gli spazi di potere e sottopotere con tutti i tuoi uomini di partito (qualcun altro con una mascella più volitiva della tua, in passato, provò a farlo ma gli fini male), ma sopratutto non ti abbiamo votato per raccontarci "favole". Di queste la Sicilia e i Siciliani non ne hanno bisogno. Non sopportiamo che parli della cosa pubblica siciliana come di un manipolo di manigoldi, dato che tu, caro Lombardo, hai da 40 anni partecipato da "protagonista" assieme a tutto il resto della peggiore politica siciliana a questo scempio. Per ultimo ti chiediamo di smetterla con questa pantomima che il presidente della regione (pur avendone diritto) non viene invitato al consiglio dei ministri, perchè se ne hai diritto PRESENTATI E PARTECIPA.

Concordo pienamente, quest'uomo è un diavolo. Vuol far credere di essere il verginello della politica invece ci sguazza da una vita.

 

Ormai ne abbiamo piene le tasche, vogliamo i risultatati non le parole.

La politica clientelare? la sta praticando alla grande: fa fuori i poveri disgraziati con un misero contratto a progetto, e vi piazza i suoi amici a loro posto.

 

E alle richieste di siciliainformazioni sui soldi spesi dall'Ars, sui compensi e le indennità del capo di gabinetto? tace! ma chi vuol prendere in giro.

Se Cuffaro lo ha designato come successore è perchè era suo compagno di merende...e di ruberie, è che adesso al caduto in disgrazia gli ha voltato le spalle, forse vuole tutta la torta per se? 

E fiumi di denaro pubblico scorrono sempre nelle loro mani e ...vi restano.

 

Un altro pupo al potere che si arricchisce rubando i soldi dei siciliani.

Anonimo 13 marzo 2010   07:54

Nel servizio c'è un passaggio importante e cioè, tracciata la linea guida, chi è contrario, a prescindere a quale partito o gruppo appartenga, sarà un avversario politico. L'autonomia, il federalismo, deve essere considerato un obiettivo trasversale alle appartenenze politiche. Non esiste un'autonomia di destra in contrapposizione ad un'autonomia di sinistra, l'obiettivo comune, almeno nella fase iniziale, non può subire una selezione di parte, non ne avrebbe la forza. E come se immaginassimo l'iniziativa dei Vespri (enunciata da Lombardo) ormai divenuta più emblema di riscatto che puro riferimento operativo, fosse condotta da una parte della popolazione mentre un'altra (politicamente distante) restasse intenta ad appoggiare gli avversari (i coloni). Le così dette rivoluzioni devono coinvolgere tutti gli strati sociali e non possono permettersi divisioni interne. la storia ci insegna che anche la chiesa deve stare a fianco del "rivoluzionario"..

"Abbiano bisogno di una rivoluzione culturale" ..Sante parole che tutti noi commentatori di S.I. abbiamo sempre usato a prescindere dalle posizioni assunte di volta in volta a favore o contro Lombardo. 

Su questi argomenti, bisogna essere uniti ma noi staremo sempre attenti che la linea guida (come detto all'inizio) venga sempre rispettata.

Un caro saluto

MX

 

 

Anonimo 13 marzo 2010   06:25

Ridateci Cuffaro, almeno lui baciava tutti, Lombardo "bacia" solo quelli del suo partito.

Anonimo 13 marzo 2010   06:00
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Musica per le mie orecchie, se non si riesce a fare uno stato del sud, almeno una macroregione delle "due sicilie"

Mi sembra, veramente, un'ottima idea: facciamo uno Stato o una Macroregione .......... in mod tale che Lombardo possa avere a disposizione più poltrone da assegnare a tutti i suoi uomini ( e ominicchi) di partito. L'altro vantaggio consiste nel fatto che essendo di più condividiamo con tutti i cittadini del sud Italia la pessima e disastrosa amministrazione Lombardo (come suole dirsi MAL COMUNE MEZZO GAUDIO). 

Anonimo 13 marzo 2010   05:56
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SEMBRA CHE LOMBARDO ABBIA SUPERATO MICCICHE' SUL FILO DI LANA !!!!

.....CHISSA' COSA SI INVENTERA' ADESSO IL SOTTOSEGRETARIO....

...ADESSO LA SICILIA SEMBRA TUTTA PER IL GOVERNATORE...

Se entrambi decidessero di occuparsi d'altro, tutti i siciliani gliene sarebbero garti. Siamo stufi di sentir parlare di parlare di "utopie" nel momento in cui li abbiamo votati e li paghiamo per ben governare ed amministrare. Cosa che ad oggi non hanno saputo fare.

Anonimo 13 marzo 2010   05:53

La demagogia di Lombardo ha ormai raggiunto livelli parossistici, ma non incanta più nessuno. Questo politico, che abbiamo imparato a conoscere, quando è in difficoltà (parlo della sua personale sopravvivenza ai posti di potere) si spinge (a parole) verso proposte sembre più ai limiti, dunque lontane da una reale messa in opera. Facendo in questo modo ottiene due risultati: rinnova l'attenzione su di se e non può essere misurato suI risultati concreti perchè propone (artatamente) progetti irrealizzabili. Lombardo ti preghiamo di cuore di finirla, ti abbiamo votato per amministrare ed amministrare bene (cosa che fino ad oggi non hai fatto) e non per occupare tutti gli spazi di potere e sottopotere con tutti i tuoi uomini di partito (qualcun altro con una mascella più volitiva della tua, in passato, provò a farlo ma gli fini male), ma sopratutto non ti abbiamo votato per raccontarci "favole". Di queste la Sicilia e i Siciliani non ne hanno bisogno. Non sopportiamo che parli della cosa pubblica siciliana come di un manipolo di manigoldi, dato che tu, caro Lombardo, hai da 40 anni partecipato da "protagonista" assieme a tutto il resto della peggiore politica siciliana a questo scempio. Per ultimo ti chiediamo di smetterla con questa pantomima che il presidente della regione (pur avendone diritto) non viene invitato al consiglio dei ministri, perchè se ne hai diritto PRESENTATI E PARTECIPA.

Anonimo 13 marzo 2010   01:07
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Musica per le mie orecchie, se non si riesce a fare uno stato del sud, almeno una macroregione delle "due sicilie"

Guardi, visto che siamo in tema di festival delle m......, torniamo magari ai Borboni ed al regno delle due Sicilie? E vedi che musica!!!!!!

Anonimo 13 marzo 2010   00:22
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Musica per le mie orecchie, se non si riesce a fare uno stato del sud, almeno una macroregione delle "due sicilie"

se se...n sicilianu nuàutri dicemu "va jeccati", vuàutri n napulitania comu diciti?

Anonimo 13 marzo 2010   00:07

Miserere mei domine...

Qualcuno dice che Lombardo con quest'ultima sparata ha superato Miccichè? Lo avrebbe scavalcato in cosa..? In furbizia...? Mah... !

Deve sentirsi proprio all'ultima spiaggia il governatore, che parla di Statuto speciale, di autonomia, di federalismo del Mezzogiorno...sognando di recitare ancora la parte del leader maximo. Non pensa che ha già dato ampia prova della sua totale incapacità politica? Strano davvero. Questi buoni propositi sono il ritrito copione di una schiera di politici mezze tacche che si sono alternati a lungo nel teatrino politico, tirando a campare il più possibile.

Ma oggi la gente siciliana si è stancata. Come si può dar credito ad un nuovo soggetto politico che pretende di realizzare la federazione delle regioni del Mezzogiorno, quando la Sicilia è già all'ultima spiaggia grazie a colui che pretende di salire ancora sul pulpito e illuminare i popoli ?

Andiamo, siamo seri. E poi, vi sembra credibile una sparata di Giorgio Ruffolo alla davvero consistente età di ben 84 anni ?!(nato nel lontano 1926). Per carità con tutto il rispetto per ciò che ha dato alla cultura italiana, ma a 86 anni non si pretende di fondare un nuovo partito per far parlare ancora di sé, sarebbe solo delirio, specie se i compagni di cordata sono ben poco attrezzati in quanto a capacità ideologica e politica.

La cosa acquista solo il sapore di uno scudo, di un paravento per riconquistare un barlume di credibilità. Troppo tardi, mi sa proprio di sì....e poi, senti chi parla di sprechi e clientele. C'è da piangere, davvero.

Svevo

Anonimo 13 marzo 2010   00:01

 ...e allora tra i tuoi amici pensa a Pietro Rao e a quello che stava per fare con i fondi FAS di cui tanto parli. Una vergogna che si tenti di fare un altro carrozzone di precari mettendo dentro la pubblica amministrazione (perché è chiaro che finirà in questo modo )  mille persone con precedenza agli ex detenuti. Non basta parlare ci vogliono i fatti e te lo dice chi è un tuo simpatizzante. Come si fa a non capire che lo sviluppo della Sicilia dipende da una amministrazione efficiente? Come si fa a non capire che c'è una generazione di giovani che aspetta finalmente un concorso che premi il merito e non la raccomandazione? 

Anonimo 12 marzo 2010   21:45

SEMBRA CHE LOMBARDO ABBIA SUPERATO MICCICHE' SUL FILO DI LANA !!!!

.....CHISSA' COSA SI INVENTERA' ADESSO IL SOTTOSEGRETARIO....

...ADESSO LA SICILIA SEMBRA TUTTA PER IL GOVERNATORE...

Anonimo 12 marzo 2010   20:51

Musica per le mie orecchie, se non si riesce a fare uno stato del sud, almeno una macroregione delle "due sicilie"

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