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Le due anime del Pdl ai ferri corti. Dopo i Promotori delle libertà di Berlusconi, Generazione Italia di Gianfranco Fini. Ed è guerra

16 marzo 2010 10:04
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Un vero e proprio sasso nello stagno. L'annuncio della nascita di 'Generazione Italia' agita il dibattito all'interno del Pdl e ripropone il confronto che ormai dalla nascita del partito caratterizza i rapporti tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e quello della Camera Gianfranco Fini. Anche se, si affretta a chiarire Italo Bocchino, che di 'Generazione Italia' e' il promotore numero uno, "siamo per l'armonia tra Fini e Berlusconi, per la costruzione e il rafforzamento del Popolo della liberta' e il rafforzamento degli organismi dirigenti".

 

Parole che certo non dispiacciono a Fini, che oggi pomeriggio, intervenendo ad un'iniziativa su Alcide De Gasperi, ha driblato taccuini e telecamere, proprio per evitare il rischio di alimentare ulteriori polemiche e sospetti. Perche', e' un concetto che viene ripetuto a piu' riprese da chi in queste ore ha avuto modo di parlare con il presidente della Camera, lui non ha nessuna intenzione di dividere o addirittura di lasciare il Pdl, ma, al contrario, l'obiettivo e' quello di far crescere e rafforzare un partito che certo, cosi' come e', a Fini non piace, come ha detto anche pubblicamente. Quindi, ben venga 'Generazione Italia', se gli obiettivi sono quelli indicati ancora oggi da Bocchino.

 

"Nessuno -ha affermato il vicecapogruppo del Pdl alla Camera- punta alla sostituzione di nessuno''. Piuttosto il nuovo movimento ''e' qualcosa di piu' ambizioso, ha come obiettivo soprattutto aggregare giovani generazioni e vuole stimolare un dibattito. A noi spiace dirlo, ma a un anno dalla nascita del Pdl non si sono mai riuniti il Consiglio nazionale e la Direzione nazionale, se non per motivi statutari. Se un partito del 40% non riunisce i suoi organi, e' naturale che la classe dirigente senta il bisogno di luoghi di discussione".

 

Dibattiti che tuttavia in questa fase non servono e che andrebbero rinviati a dopo le elezioni. La pensano cosi' gli ex colonnelli di An, i vari Ignazio La Russa, Altero Matteoli e Maurizio Gasparri, che preferiscono evitare commenti e ripetono all'unisono una parola d'ordine: "ora bisogna pensare al voto". "Sto facendo la campagna elettorale -afferma il capogruppo del Pdl al Senato- Il dibattito politico e' importante, ma e' tema di altri momenti. Ora pensiamo al voto". Piu' loquace il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti.

 

'Tutto cio' che serve al dibattito interno va bene, basti che non si pensi, pero', di fare qualcosa che voglia sostituire il Pdl. Il Popolo della liberta' e' il piu' importante partito del centrodestra, bisogna aiutarlo a crescere e a organizzarsi. Va bene favorire il dibattito, purche' ci si riconosca sempre nel Pdl''. Tace anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno, geloso custode del suo ruolo istituzionale. Non manca pero' chi con accenti critici o apprezzamenti accetta di parlare della nuova creatura.

 

Amedeo Laboccetta confessa di aver appreso ''la notizia dai giornali come credo molti esponenti del partito. Sicuramente e' un'idea interessante ma da approfondire. Non ho avuto ancora il piacere di parlarne con il presidente della Camera. Ci siamo visti la settimana scorsa a Napoli, ma non mi ha accennato nulla di questo tema''.

 

''Ogni iniziativa politica che introduce idee, che favorisce il dibattito all'interno del Pdl -afferma la ministra della Gioventu' Giorgia Meloni- da' un senso alla sua nascita. Questo nostro partito e' una cosa vera, non una fiction televisiva. Vi si confrontano alla luce del sole tesi e persone. Da altre parti il dibattito si sviluppa nel sottobosco degli scontri tra lobby di potere. Da noi per fortuna e' diverso. Non posso quindi che considerarlo un contributo interessante al dibattito del nostro tempo".

 

Aggiunge Donato La Morte: ''E' una cosa che non va contro il Pdl ma vorrei saperne qualcosa di piu'. Partecipero' al convegno di Perugia, pensando che non si tratta di una corrente ma di qualcosa che sicuramente servira' al confronto interno del Pdl. Cosi' finalmente il Popolo della liberta' da partito di carta diventera' un partito vero come eravamo abituati''.

 

'E' un progetto che si inserisce in un rapporto leale con il Pdl. Un movimento d'idee", afferma Fabio Granata, che non teme di pronunciare la parola 'corrente', "un termine antico ma che rende meglio il concetto". E Benedetto Della Vedova, che non e' un ex An ma che apprezza le posizioni assunte da Fini, sottolinea che "con il partito che si va formando un po' a fatica, tutte le iniziative e aggregazioni che servono a dare vitalita' vanno salutate con favore". ''Sono tra i promotori di Generazione Italia, e' l'avvio della rifondazione del Pdl o fondazione del Pdl vero", rivendica Silvano Moffa.

 

Per Carmelo Briguglio l'iniziativa ''non e' contro nessuno, punta ad arricchire il Pdl che oltre la forma-partito e' un arcipelago aperto e liberale dove aree diverse, forti della loro specificita', interagiscono in una dialettica dinamica la cui sintesi politica e culturale e' affidata a Berlusconi e Fini''. Non ha dubbi il viceministro al Commercio con l'estero Adolfo Urso: ''E' una buona inziativa, serve ad aprire e ad alimentare un dibattito interno come e' giusto che sia in un grande partito. Puo' essere un centro di aggregazione e consenso. 'Generazione Italia' e' complementare e aggiuntiva rispetto all'azione che ha svolto e continua a svolgere 'Farefuturo' come avanguardia culturale. Vogliamo aprire gli orizzonti politici, costringere a riflettere. Vogliamo promuovere un'azione propulsiva, c'e' bisogno di una rivoluzione culturale''.

 

Nessuna competizione con Farefuturo, finora considerato l'interprete 'autentico' delle posizioni di Fini. 'Tutto quello che serve per animare il dibattito nel partito -fa eco Barbara Saltamartini- e' sempre gradito, questa come altre iniziative che stanno nel Pdl e che possono far riferimento a singoli parlamentari. L'importante e' che non si trasformino in semplici correnti che producono solo fibrillazioni". Un rischio che tuttavia non appare affatto scongiurato, almeno se si accetta l'interpretazioni di chi legge in 'Generazione Italia' la risposta ai 'Promotori della liberta'', anche se la prima, si fa notare da parte di alcuni degli artefici dell'iniziativa, vuole riaffermare il valore del Pdl, mentre i secondi sembrano manifestare l'obiettivo di dar vita ad un nuovo predelllino e quindi di smarcarsi dal partito nato appena un anno fa.

 

"Non abbiamo bisogno di predellini ma di ragionamenti", spiega il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi. Ne' puo' essere facilmente archiviato quell'itinerario percorso da Fini proprio dal congresso di fondazione del Popolo della liberta' ad oggi, caratterizzato da prese di posizione su temi quali immigrazione e bioetica apparse spesso non in linea con la politica del centrodestra. O alla ferma difesa delle prerogative della Camera rispetto ad un premier che spesso non ha nascosto di vedere nelle procedure parlamentari un rallentamento all'azione di governo. E infine non puo' essere certo messa tra parentesi la legittima ambizione dell'attuale presidente della Camera di accreditarsi, quando verra' il momento, come uno dei possibili successori di Berlusconi. Del resto, dice sempre Ronchi, "non e' una scissione, non e' per fare una corrente, ma per fare intorno alla figura carismatica di Gianfranco Fini un polo di aggregazione culturale".

 

Piu' esplicito ancora Bocchino: la missione di 'Generazione Italia', "sara' quella di aggregare nel partito tutte le forze disponibili a sostenere la leadership di Fini''. Oggi sono una settantina tra deputati e senatori, pronti a ritrovarsi a Perugia i prossimi 8 e 9 maggio per l'esordio pubblico di 'Generazione Italia'.

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Anonimo 17 marzo 2010   09:53

Ma questi nuovo "promotori della libertà  " sarebbero le nuove milizie al servizio del puttaniere multimiliardario impomatato ?

ci dobbiamo aspettare che adesso questi "promotori" si mettano in divisa e manganelli in mano ci purgano con olio di ricino ?

Anonimo 17 marzo 2010   00:07
L'utente ha risposto al commento anonimo del 17 marzo 2010. Visualizza »

Ma perchè non si ritirano a villa arcore a godersi la lauta pensione?

la società italiana non li vuole.

Lei ha proprio ragione ,si ritirassero a vita di piola cosi potrebbero continuare a raccontarsi le balle (le bugie che ci stanno dicendo ora )poveri noi !!!!!!!

Anonimo 17 marzo 2010   00:02
L'utente ha risposto al commento anonimo del 17 marzo 2010. Visualizza »

Ma perchè non si ritirano a villa arcore a godersi la lauta pensione?

la società italiana non li vuole.

Il presidente della camera G.FINI ha' capito ,che è meglio soli che male consigliati

Anonimo 16 marzo 2010   16:20
L'utente ha risposto al commento anonimo del 16 marzo 2010. Visualizza »

Ma perchè non si ritirano a villa arcore a godersi la lauta pensione?

la società italiana non li vuole.

Purtroppo gli italiani invece li vogliono ... ma anche questa brutta storia incomincerà, per fortuna, con ... C'ERA una volta ...

Anonimo 16 marzo 2010   13:49

Ma perchè non si ritirano a villa arcore a godersi la lauta pensione?

la società italiana non li vuole.

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