"La vicenda e' un grave segno di liberta' mutilata e offesa". Silvio Berlusconi e' tornato a parlare, in termini molto critici, dell'inchiesta di Trani, per contestare ancora una volta quei "magistrati che spendono soldi dei contribuenti per fare intercettazioni a tappeto". Oggi, intanto, i magistrati che portano avanti l'inchiesta sono stati sentiti dagli ispettori inviati dal ministero della Giustizia. Come ha detto il Guardasigilli Angelino Alfano, c'e' da augurarsi che le 'talpe' all'interno della Procura di Trani "vengano immediatamente individuate e punite".
Il tutto mentre il comitato di presidenza del Csm ha dato il via libera all'apertura della pratica sulla stessa ispezione disposta da Alfano. A tenere banco, pero', e' stato sempre il presidente del Consiglio: "La reiterata'' azione della magistratura finisce ''per sottrarre molto tempo all'attivita' di governo e c'e' da chiedersi se una delle finalita' sia proprio impedire di far lavorare il presidente del Consiglio", ha spiegato Berlusconi esprimendo pochi dubbi: "C'e' una violazione della competenza territoriale".
Ma secondo Michele Santoro, oggi sentito dai magistrati pugliesi, "basta leggere i giornali e le dichiarazioni pubbliche fatte dal presidente del Consiglio, e non solo, per comprendere quale sia stata la pressione politica esercitata nei confronti della nostra trasmissione perche' non andasse in onda".
Ma e' stata soprattutto sull'asse Csm-Alfano a imperversare la polemica. "Nella linea del Csm, che e' di data antica, abbiamo affidato alla sesta Commissione il compito di ribadire quali siano i confini tra ispezione e indagine giudiziaria - ha spiegato il vicepresidente del Csm Nicola Mancino -. L'indagine non puo' essere compressa dall'ispezione: occorre rispettare l'autonomia e l'indipendenza della magistratura requirente".
E proprio a proposito dell'ispezione, il Pm Michele Ruggiero ha spiegato: "Tutto quello che non e' stato reso noto agli indagati non sara' reso noto agli ispettori". Stamane, da parte sua, il ministro della Giustizia Angelino Alfano aveva spiegato che gli ispettori ministeriali inviati a Trani "da oggi cominceranno a lavorare senza interferire nell'inchiesta, con lo scopo di contribuire all'accertamento di quanto e' accaduto, principalmente in riferimento alla presenza di talpe che ci auguriamo vengano immediatamente individuate e punite. E' elemento di serenita' e garanzia per tutti i cittadini essere consapevoli che quando vi e' qualcuno che rileva segreti d'ufficio, e quindi fa la talpa in un ufficio giudiziario, i magistrati stessi se ne occupano anche con il sostegno di altri magistrati".
Alfano, inoltre, ha chiarito: "Non ho nessun conflitto con il Csm. Rilevo solo come il Csm si candidi non in quanto organo nel suo insieme, ma per manovre dilatorie che forse alcuni hanno in mente, ad essere il Csm che lascera' sguarnite le sedi disagiate".
Sul piano politico, per il segretario del Pd Pier Luigi Bersani la vicenda Rai "e' una favola antica", una "rissa confusa, un frastuono che Berlusconi solleva ad ogni campagna elettorale. Noi non ci interessiamo delle questioni giudiziarie, ci interessiamo di problemi concreti: lavoro, scuola, sanita'. Non accettiamo di andare a una rissa continua". Duro Antonio Di Pietro, per il quale Berlusconi e Alfano "si stanno comportando in perfetto stile mafioso, minacciando e denigrando i magistrati che cercano di fare il proprio dovere. Quelli di Trani sono solo gli ultimi di una catena". I
l leader di Idv ha rincarato la dose: "Sono le ultime battute del regime al crepuscolo. Lo sproloquio di Berlusconi diventa ogni giorno che passa sempre piu' imbarazzante. Il copione e' il solito: un'opposizione malvagia e i giudici comunisti che non lo lasciano lavorare. Comprendo il suo imbarazzo sulle intercettazioni visto che, ancora una volta, e' stato sorpreso con le mani nella marmellata in palese abuso di potere. Si dimetta, si faccia processare e la smetta di continuare a stravolgere le regole democratiche con le sue leggi ad personam".
Per quel che riguarda l'Udc, Pier Ferdinando Casini ha spiegato: "Dopo venti anni siamo al punto di prima, una campagna elettorale giocata sull'eterna lotta tra i magistrati e Berlusconi. Noi siamo stanchi, vogliamo parlare dei problemi degli italiani, che sono l'occupazione, la famiglia e tutte le prospettive che i nostri figli hanno sempre meno nel nostro Paese".
per la famosa par condicio, quando i magistrati inizieranno ad indagare e fare intercettazioni ai signori della sinistra ?
Sono proprio tutti come il sig. Dui Pietro che ai tempi di mani pulite quando venne il momento di indagare sulla sinistra mollò la toga ?
Io non sono un accanito sostenitore di Berlusconi, ma vorrei che la giustizia si non muovesse solamente in un unica direzione. Il comportamento dei magistrati però che indagano solamente da una parte e sempre nei momenti cruciali delle votazioni, danno ragione a Berlusconi