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Rimborsano anche i voti che non vengono dati
La macchina mangiasoldi dei partiti, un’idrovora incontrollabile

25 maggio 2010 19:15
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Sergio Rizzo sul Corriere della Sera ha fatto i conti e c’è da rimanere allibiti. Per la faccia tosta più che per l’entità delle risorse pubbliche regalate ai partiti. Dal 1999 al 2008 i rimborsi elettorali sono aumentati del 42 per cento una  cosa inaudita, che ovviamente non ha eguali al mondo. I partiti hanno guadagnato, al netto delle spese, circa 400 milioni di euro. La parte del leone l’hanno fatta i due partiti maggiori, Pdl e Pd. Il primo, però ha spesso più del secondo e pur ricevendo molto di più del Pd, ha incassato di meno.

 

Nel 2006 Forza Italia aveva addirittura debiti per 157 milioni, che però – grazie alla generosità del rimborsi – sono rientrati. Il meccanismo messo in moto è infernale, la legge trasforma i partiti in un'idrovora mangiasoldi. Un rubinetto sempre aperto che ogni cittadino italiano, avente diritto al voto, paga venti euro a testa.

L’aspetto paradossale è il seguente: viene rimborsato anche il non voto. Vengono pagate ai partiti anche le astensioni. Chi non va a votare costa quanto chi va a votare. Che senso ha? Cancellare questa linea di demarcazione è davvero un insulto.

 

Chi si astiene, generalmente, ha deciso di non partecipare al turno elettorale. Non vuole saperne, non ci crede, ha maturato una idiosincrasia verso i partiti e le istituzioni. Sbagliato, naturalmente, ma è così che la pensa. Come si fa a mettere nel calderone della spesa anche il cittadini che non vuole partecipare alla spesa?

 

L’altra drittata riguarda lo scioglimento anticipato della legislatura. Non danneggia i partiti, perché gli anni in meno di attività parlamementare vengono ugualmente calcolati nel rimborso. Siccome ogni cinque anni toccano venti euro per ogni avente diritto (distribuito in percentuale), quando la legislatura chiude battenti anzitempo, ciò che resta viene ugualmente consegnato ai partiti. Risultato: gli scioglimenti non fanno risparmiare, ma aumentano esponenzialmente la spesa elettorale e arricchiscono i partiti. In caso di necessitòà dunque, sanno che cosa fare…

 

Votare per la Camera, il Senato, le regionali e le europee costa cinque euro per ogni competizione elettorale: è così che si arriva a venti euro. Siccome gli iscritti nelle liste eletorali della Camera dei Deputati sono cinquanta milioni, la quantità di denaro che spendiamo è enorme.

 

Vale la pena di ricordare che nel 1993 i cittadini italiani vennero chiamati alle urne per esprimere il loro parere sul finanziamento pubblico ai partiti. Il risultato fu netto, niente più soldi ai partiti. Bocciatura solenne. Il giudizio dei cittadini non ammetteva dubbi, ripensamenti, indugi.

 

Che cosa è successo dopo? La legge sul finanziamento pubblico è stata cancellata, ma al suo posto è stata approvata la legge sul rimborso ai partiti, che fa spendere dieci volte di più e con minori difficoltà rispetto a prima. Solo un partito, il Pd, può vantare un bilancio certificato. E ci sono partiti- fantasma che possiedono tesoretti, come I Ds e la Margherita, o Alleanza Nazionale.

 

Occore, infine, tenere conto che le assemblee legislative - regionali e nazionali - concedono contributi e finanziamenti ai gruppi parlamentari per le loro attività. La ciliegina sulla torta.

 

Chi piglia i soldi? Il presidente del gruppo parlamentare che è collegato al partito di appartenenza. Questi dovrebbe passare il denaro al segretario, ma se non lo fa non succede assolutamente niente. Non sono previste sanzioni, non sono previste regole e, come abbiamo precisato, non c’è alcun obbligo di certificazione dei bilanci.

 

Siccome chi detiene i cordoni della borsa conta infinitamente più degli altri, ne consegue che il  coltello dalla parte del manico ce l’hanno i gruppi parlamentari, attraverso il loro capogruppo. Sono loro che decidono, dunque, chi dovrà tornare in Parlamento a fine legislatura, perché c’è una legge elettorale che affida praticamente ai partiti, la scelta dei promossi e dei bocciati.

 

Pare che si voglia dare un taglio ad una piccola parte degli emolumenti. Vedremo come andrà a finire. Di sicuro hanno messo nel mirino i lavoratori, pubblici soprattutto, e il loro pensionamento.

© Riproduzione riservata
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Anonimo 22 luglio 2010   08:40
L'utente ha risposto al commento anonimo del 22 luglio 2010. Visualizza »

SIAMO IN MANO AD UNA BANDA DI STRACCIONI,CHE STANNO SCIALACQUANDO,SPERPERANDO E INSABBIANDO CENTINAIA DI MILIARDI DI EURO.  L'IMPORTANTE PER LORO AVERE ACCAPARATO I PRIVILEGI CON LE LORO RIUNIONI NOTTURNE QUANDO IL POPOLO DORME. ONOREVOLI,SENATORI NON MERITATE CHE DI ESSERE CHIAMATI STRACCIONI, UNA COSA E' CERTA CHE QUANDO VI SIEDETE A TAVOLA CON LA VOSTRA FAMIGLIA DOVETE GUARDARE IL PIATTO CHE MANGIATE E NON GLI OCCHI DI CHI VI STA ACCANTO. 

ma quali STRACCIONI....nababbi LADRI sono!

Anonimo 26 maggio 2010   15:59

SIAMO IN MANO AD UNA BANDA DI STRACCIONI,CHE STANNO SCIALACQUANDO,SPERPERANDO E INSABBIANDO CENTINAIA DI MILIARDI DI EURO.  L'IMPORTANTE PER LORO AVERE ACCAPARATO I PRIVILEGI CON LE LORO RIUNIONI NOTTURNE QUANDO IL POPOLO DORME. ONOREVOLI,SENATORI NON MERITATE CHE DI ESSERE CHIAMATI STRACCIONI, UNA COSA E' CERTA CHE QUANDO VI SIEDETE A TAVOLA CON LA VOSTRA FAMIGLIA DOVETE GUARDARE IL PIATTO CHE MANGIATE E NON GLI OCCHI DI CHI VI STA ACCANTO. 

Anonimo 26 maggio 2010   13:08

S C H I F O!!!

Anonimo 25 maggio 2010   20:23

la grecia è molto vicina...

Anonimo 25 maggio 2010   20:04

C'è da vomitare e quando li vediamo in tv nei tg con quelle faccie da ipocriti che sputano sentenze a destra e a manca si deve cambiare canale!

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