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"La libertà di stampa non è un diritto assoluto"
Nuovo attacco di Berlusconi il giorno dopo lo sciopero

10 luglio 2010 14:31
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In un videomessaggio Silvio Berlusconi invita i Promotori della liberta' a ''togliere il bavaglio della verita'''. ''Quel bavaglio -sottolinea il premier- che le e' stato imposto da una stampa schierata con la sinistra e pregiudizialmente ostile al governo. Una stampa che disinforma, che non solo distorce la realta', ma calpesta in modo sistematico il sacrosanto diritto dei cittadini alla privacy, invocando per se' la 'liberta' di stampa' come se si trattasse di un diritto assoluto. Ma in democrazia -avverte il Cavaliere- non esistono diritti assoluti, perche' ciascun diritto incontra sempre un limite negli altri diritti prioritariamente ed egualmente meritevoli di tutela''. ''Questo, come ben sapete, e' un principio elementare delle democrazie liberali. Un principio che la stampa italiana, in maggioranza, ha scelto purtroppo di ignorare. Allora dobbiamo spiegare tutto questo anche attraverso i gazebo a tutti gli italiani'', chiede Berlusconi ai suoi.

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Fonte: adnkronos
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Anonimo 14 luglio 2010   18:00
L'utente ha risposto al commento anonimo del 14 luglio 2010. Visualizza »

Io continuo a non capire (??) perché si tende a dividere il giornale spazzatura da quello "degno" di pubblicazione, stessa cosa per la televisione. Nella libertà di espressione, ognuno ha il diritto di comunicare e sarebbe assurdo pretendere una saggezza generalizzata o una buona fede insita nel tesserino da "buon giornalista operante" .

Ho sempre ribadito che quando si riconosce nel popolo la facoltà di discernimento tra il bene ed il male, tra il giusto e l'ingiusto, tra i buoni ed i cattivi, cioè elementi che hanno indotto il popolo italiano a votare serenamente una coalizione ed un capo di governo che rafforza il suo operato proprio su questa identità, beh per le stesse ragioni e per una logica coerente non dovrebbe nutrire alcuna preoccupazione qualunque tipo di illazione o accusa insensata e non provata. Il popolo è abbastanza maturo, ha deciso col suo voto, riconosce in Berlusconi il proprio punto di riferimento, un popolo così maturo e difficilmente influenzabile per quale motivo non dovrebbe avere la stessa facoltà di discernimento nel recepire le notizie da parte di tutti i giornali??? Lasciamo alla gente scegliere liberamente quale giornale leggere, quale programma televisivo seguire senza alcun condizionamento, chi vive di audience dovrebbe saperlo, è il mercato a decidere chi è degno di essere seguito.

 

Un caro saluto

MX

 Condivido aggiungendo però che le "disfunzioni" del sistema informativo che vengono denunciate sono di già perseguibili con le norme esistenti magari da perfezionare. Non già stravolgendo i sistemi di indagine.

Enzo

Anonimo 14 luglio 2010   17:56
L'utente ha risposto al commento anonimo del 14 luglio 2010. Visualizza »

La libertà d'insultare è solo anarchia e calpesta la Costituzione

Berlusconi ha semplicemente ragione, questa foga di certa editoria schierata, che si mobilita cercando di dare a bere agli italiani l'inviolabilità del diritto di cronaca, è in realtà una delle più grossolane bufale italiane. La maggioranza degli italiani conosce bene ormai il meccanismo perverso che utilizza le intercettazioni come strumento preferenziale di aggressione politica. Abbiamo visto come persino alla Corte di Cassazione si può entrare indisturbati e accedere agli archivi delle pratiche, potendo persino portarseli via.

La "libertà" di violare la privacy dei cittadini, diritto fondamentale della nostra Costituzione, è da rigettare con ogni forza, perchè assomiglia (questa si) a certe pratiche in uso nei regimi totalitari, ove il gruppo di potere si dedica sistematicamente alla caccia degli oppositori o delle persone scomode per i suoi biechi fini.

Non sorprende la reazione di certi editori e giornalisti che vedono minacciata la loro quotidiana pratica dell'insulto e dell'aggressione, posti alla base di un giornalismo "spazzatura" che si autosostenta con la vendita.

Se per libertà di stampa si intende quella di sbattere sui giornali persone e dialoghi telefonici del tutto estranei ai processi e alle sentenze passate in giudicato fino all'ultimo grado, bhè allora è molto meglio riportare le cose sul binario della correttezza e del diritto, perchè non c'è libertà quando si viola la sfera privata delle persone. Il diritto dell'informazione cessa di essere tale quando è usato in modo strumentale e demagocico.

Svevo

 Il "diritto alla privacy" è solo l'alibi e, in ogni caso, non è il movente principale dei provvedimenti legislativi che si vogliono attuare. Ciò perché LUI è in grado di controllare i media e può "parare" qualsiasi colpo.

Lo scopo reale è quello di "abolire" le intercettazioni di certe malefatte o quantomeno renderle più difficoltose e non utilizzabili nei processi e, come corollario, che si sappia il meno possibile di tali malefatte.

Enzo

Anonimo 11 luglio 2010   19:26
L'utente ha risposto al commento anonimo del 11 luglio 2010. Visualizza »

La libertà d'insultare è solo anarchia e calpesta la Costituzione

Berlusconi ha semplicemente ragione, questa foga di certa editoria schierata, che si mobilita cercando di dare a bere agli italiani l'inviolabilità del diritto di cronaca, è in realtà una delle più grossolane bufale italiane. La maggioranza degli italiani conosce bene ormai il meccanismo perverso che utilizza le intercettazioni come strumento preferenziale di aggressione politica. Abbiamo visto come persino alla Corte di Cassazione si può entrare indisturbati e accedere agli archivi delle pratiche, potendo persino portarseli via.

La "libertà" di violare la privacy dei cittadini, diritto fondamentale della nostra Costituzione, è da rigettare con ogni forza, perchè assomiglia (questa si) a certe pratiche in uso nei regimi totalitari, ove il gruppo di potere si dedica sistematicamente alla caccia degli oppositori o delle persone scomode per i suoi biechi fini.

Non sorprende la reazione di certi editori e giornalisti che vedono minacciata la loro quotidiana pratica dell'insulto e dell'aggressione, posti alla base di un giornalismo "spazzatura" che si autosostenta con la vendita.

Se per libertà di stampa si intende quella di sbattere sui giornali persone e dialoghi telefonici del tutto estranei ai processi e alle sentenze passate in giudicato fino all'ultimo grado, bhè allora è molto meglio riportare le cose sul binario della correttezza e del diritto, perchè non c'è libertà quando si viola la sfera privata delle persone. Il diritto dell'informazione cessa di essere tale quando è usato in modo strumentale e demagocico.

Svevo

Io continuo a non capire (??) perché si tende a dividere il giornale spazzatura da quello "degno" di pubblicazione, stessa cosa per la televisione. Nella libertà di espressione, ognuno ha il diritto di comunicare e sarebbe assurdo pretendere una saggezza generalizzata o una buona fede insita nel tesserino da "buon giornalista operante" .

Ho sempre ribadito che quando si riconosce nel popolo la facoltà di discernimento tra il bene ed il male, tra il giusto e l'ingiusto, tra i buoni ed i cattivi, cioè elementi che hanno indotto il popolo italiano a votare serenamente una coalizione ed un capo di governo che rafforza il suo operato proprio su questa identità, beh per le stesse ragioni e per una logica coerente non dovrebbe nutrire alcuna preoccupazione qualunque tipo di illazione o accusa insensata e non provata. Il popolo è abbastanza maturo, ha deciso col suo voto, riconosce in Berlusconi il proprio punto di riferimento, un popolo così maturo e difficilmente influenzabile per quale motivo non dovrebbe avere la stessa facoltà di discernimento nel recepire le notizie da parte di tutti i giornali??? Lasciamo alla gente scegliere liberamente quale giornale leggere, quale programma televisivo seguire senza alcun condizionamento, chi vive di audience dovrebbe saperlo, è il mercato a decidere chi è degno di essere seguito.

 

Un caro saluto

MX

Anonimo 11 luglio 2010   18:28
L'utente ha risposto al commento anonimo del 11 luglio 2010. Visualizza »

Io non ho mai capito perchè un cittadino che non ha niente a che spartire con la classe politica se non quella di condividere o meno le idee politiche debba prendere le difese di chi certamente non ha bisogno di avvocati difensori, perchè tanti, forse troppi ce ne sono in parlamento voluti peraltro dal capo del governo pronti a scattare carta bollata alla mano per difendere l'onorabilità qualora fosse attaccata del capo del governo.

Per la verità io che faccio parte della maggioranza degli italiani non conosco il meccanismo perverso che utilizza le intercettazioni e francamente non mi interessa neanche in quanto non ho niente da nascondere. Mi fa piacere invece che lei lo conosce. Forse lo teme?

Sono invece d'accordo con un allarmismo inutile, quello dei giornali, perchè sono certo che non cambierà nulla.

Alessio Mazzacurati

 

Veda caro Mazzacurati, il problema non è quello di essere soggettivamente tranquilli e senza scheletri nell'armadio, non possiamo intendere la società egoisticamente, su misura personale dei singoli.

Qui si tratta semplicemente di essere coerenti con le regole del vivere in un paese democratico, non si può agitare la Costituzione quando fa comodo a qualcuno e calpestarla quando si tratta di tutelare il diritto sacrosanto di ogni cittadino a tutelare la propria sfera privata. E' semplicemente ripugnante la mistificazione di quanti affermano che la libertà di stampa in Italia è minacciata, quando ormai si caratterizza sempre più per l'aggressione e la spazzatura mediatica, il gossip.

E' ripugnante vedere i processi fatti in piazza ancor prima di passare al giudizio, con una complicità di evidente strumentalizzazione politica tra giornalisti, editori e aule di giustizia. Tutta questa grandissima caciara, calcolata solo per aumentare le vendite di certi giornali, non può essere fatta passare per "libertà di stampa". Bisogna semplicemente chiamarla con il proprio nome, appunto: spazzatura mediatica!

Spero che la sua sensibilità per certa "libertà" giornalistica di cui si fa oltremodo abuso, non sia a senso unico, magari creandole disagio, fastidio nel leggere la mia opinione e quella di tanti altri che la pensano diversamente.

In fondo è una questione di maturità civica, credo che se lei si accorgesse di qualcuno che registrasse le sue telefonate, o puntasse il microfono o l'obiettivo in casa sua, reagirebbe pesantemente.

Svevo

 

 

 

Anonimo 11 luglio 2010   12:08
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La libertà d'insultare è solo anarchia e calpesta la Costituzione

Berlusconi ha semplicemente ragione, questa foga di certa editoria schierata, che si mobilita cercando di dare a bere agli italiani l'inviolabilità del diritto di cronaca, è in realtà una delle più grossolane bufale italiane. La maggioranza degli italiani conosce bene ormai il meccanismo perverso che utilizza le intercettazioni come strumento preferenziale di aggressione politica. Abbiamo visto come persino alla Corte di Cassazione si può entrare indisturbati e accedere agli archivi delle pratiche, potendo persino portarseli via.

La "libertà" di violare la privacy dei cittadini, diritto fondamentale della nostra Costituzione, è da rigettare con ogni forza, perchè assomiglia (questa si) a certe pratiche in uso nei regimi totalitari, ove il gruppo di potere si dedica sistematicamente alla caccia degli oppositori o delle persone scomode per i suoi biechi fini.

Non sorprende la reazione di certi editori e giornalisti che vedono minacciata la loro quotidiana pratica dell'insulto e dell'aggressione, posti alla base di un giornalismo "spazzatura" che si autosostenta con la vendita.

Se per libertà di stampa si intende quella di sbattere sui giornali persone e dialoghi telefonici del tutto estranei ai processi e alle sentenze passate in giudicato fino all'ultimo grado, bhè allora è molto meglio riportare le cose sul binario della correttezza e del diritto, perchè non c'è libertà quando si viola la sfera privata delle persone. Il diritto dell'informazione cessa di essere tale quando è usato in modo strumentale e demagocico.

Svevo

Bravo Svevo, in un sol colpo ha eliminato tutti i giornali editi in Italia perchè si dedicano con sadico piacere agli insulti rivolti al premier e la sua coorte, Svevo però salva gli unici giornali che di insulti sono campioni, anche quando gli altri scioperano, ma i loro insulti e false notizie sono rivolte ai nemici del cavaliere, che chiamiamo senza fare inutili distinzioni, comunisti, comunisti e ancora comunisti, quei giornali si che hanno ragione, come fare a smentirli? E la legge sulle intercettazioni non varrà anche per loro? Forse questo non lo hanno preso in considerazione. Staremo a vedere.

Il Passator Cortese

Anonimo 10 luglio 2010   18:09
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La libertà d'insultare è solo anarchia e calpesta la Costituzione

Berlusconi ha semplicemente ragione, questa foga di certa editoria schierata, che si mobilita cercando di dare a bere agli italiani l'inviolabilità del diritto di cronaca, è in realtà una delle più grossolane bufale italiane. La maggioranza degli italiani conosce bene ormai il meccanismo perverso che utilizza le intercettazioni come strumento preferenziale di aggressione politica. Abbiamo visto come persino alla Corte di Cassazione si può entrare indisturbati e accedere agli archivi delle pratiche, potendo persino portarseli via.

La "libertà" di violare la privacy dei cittadini, diritto fondamentale della nostra Costituzione, è da rigettare con ogni forza, perchè assomiglia (questa si) a certe pratiche in uso nei regimi totalitari, ove il gruppo di potere si dedica sistematicamente alla caccia degli oppositori o delle persone scomode per i suoi biechi fini.

Non sorprende la reazione di certi editori e giornalisti che vedono minacciata la loro quotidiana pratica dell'insulto e dell'aggressione, posti alla base di un giornalismo "spazzatura" che si autosostenta con la vendita.

Se per libertà di stampa si intende quella di sbattere sui giornali persone e dialoghi telefonici del tutto estranei ai processi e alle sentenze passate in giudicato fino all'ultimo grado, bhè allora è molto meglio riportare le cose sul binario della correttezza e del diritto, perchè non c'è libertà quando si viola la sfera privata delle persone. Il diritto dell'informazione cessa di essere tale quando è usato in modo strumentale e demagocico.

Svevo

Io non ho mai capito perchè un cittadino che non ha niente a che spartire con la classe politica se non quella di condividere o meno le idee politiche debba prendere le difese di chi certamente non ha bisogno di avvocati difensori, perchè tanti, forse troppi ce ne sono in parlamento voluti peraltro dal capo del governo pronti a scattare carta bollata alla mano per difendere l'onorabilità qualora fosse attaccata del capo del governo.

Per la verità io che faccio parte della maggioranza degli italiani non conosco il meccanismo perverso che utilizza le intercettazioni e francamente non mi interessa neanche in quanto non ho niente da nascondere. Mi fa piacere invece che lei lo conosce. Forse lo teme?

Sono invece d'accordo con un allarmismo inutile, quello dei giornali, perchè sono certo che non cambierà nulla.

Alessio Mazzacurati

 

Anonimo 10 luglio 2010   17:52

Sono d'accordo con Svevo. L'unico problema di questa legge... è che la sta facendo Berlusconi. I giornalisti italiani hanno perso tempo, dovevano autoregolamentarsi. Bisogna verificare le notizie e garantire i diritti dell'individuo prima di tutto. Basta col mostro sbattuto in prima pagina. E basta con la mansione di "passacarte" di magistrati e poliziotti. Bisogna essere davvero "the watch dog" dei poteri. Bisogna stabilire il quarto potere, quello di controllo dei cittadini sui poteri attraverso l'informazione. L'iniziativa dell'informazione, insomma, deve venire dal basso. Non da uno dei poteri forti dello Stato, qualsiasi esso sia, che usa la stampa per prevaricare su un altro potere forte. Sono d'accordo con Svevo così come con Piero Sanquinetti. Purtroppo Berlusconi, questa volta, ha proprio ragione.

John Reed.

 

Anonimo 10 luglio 2010   16:24

La libertà d'insultare è solo anarchia e calpesta la Costituzione

Berlusconi ha semplicemente ragione, questa foga di certa editoria schierata, che si mobilita cercando di dare a bere agli italiani l'inviolabilità del diritto di cronaca, è in realtà una delle più grossolane bufale italiane. La maggioranza degli italiani conosce bene ormai il meccanismo perverso che utilizza le intercettazioni come strumento preferenziale di aggressione politica. Abbiamo visto come persino alla Corte di Cassazione si può entrare indisturbati e accedere agli archivi delle pratiche, potendo persino portarseli via.

La "libertà" di violare la privacy dei cittadini, diritto fondamentale della nostra Costituzione, è da rigettare con ogni forza, perchè assomiglia (questa si) a certe pratiche in uso nei regimi totalitari, ove il gruppo di potere si dedica sistematicamente alla caccia degli oppositori o delle persone scomode per i suoi biechi fini.

Non sorprende la reazione di certi editori e giornalisti che vedono minacciata la loro quotidiana pratica dell'insulto e dell'aggressione, posti alla base di un giornalismo "spazzatura" che si autosostenta con la vendita.

Se per libertà di stampa si intende quella di sbattere sui giornali persone e dialoghi telefonici del tutto estranei ai processi e alle sentenze passate in giudicato fino all'ultimo grado, bhè allora è molto meglio riportare le cose sul binario della correttezza e del diritto, perchè non c'è libertà quando si viola la sfera privata delle persone. Il diritto dell'informazione cessa di essere tale quando è usato in modo strumentale e demagocico.

Svevo

Anonimo 10 luglio 2010   16:05

 il bello è che queste cose le pensa sul serio...stavolta è stato proprio sincero.

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