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Prepariamoci a tre sfide cruente: Miccichè contro Cascio, Bianco contro i fautori dell’alleanza con il PD, i finiani contro i berlusconiani del Pdl Sicilia

11 luglio 2010 10:19
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Prepariamoci a due sfide cruente ed una terza più soft: Gianfranco Miccichè contro Francesco Cascio, Enzo Bianco contro il Pdl siciliano, finiani contro berlusconiani nel Pdl Sicilia.

 

Le prime due sono inevitabili, la terza dipende da ciò che succede a Roma, da affidare al polpo dei Mondiali in Sudafrica per il pronostico. Ieri Gianfranco Miccichè ha fatto sapere chiaro e tondo, come meglio non avrebbe potuto che intende candidarsi per Palazzo d’Orleans.

 

E non ci sarà nessuno che glielo leva dalla testa, fosse anche Berlusconi, a scanso di equivoci. Una sottolineatura quanto mai opportuna perché alle ultime regionali dopo avere inondato la Sicilia del suo tazebao dedicato alla rivoluzione prossima ventura, dovette accontentarsi di Palazzo dei Normanni dove passò il tempo a fare mancare il terreno sotto piedi, a detta dei suoi avversari, a Totò Cuffaro con la scusa del cuffarismo da annientare nell’interesse della Sicilia. Silvio Berlusconi gli tirò il colletto a Roma, invitandolo a fare di necessità virtù.

 

Un “obbedisco” che fu enfatizzato senza successo perché a Teano si fece l’Italia e a Palazzo dei Normanni con la seconda scelta attribuita a Miccichè, non si fece nemmeno la Sicilia. Deve essere stato il successo di Teano a trasformare Gianfranco Miccichè in nemico giurato di Giuseppe Garibaldi, visto che dall’oggi al domani ne ha fatto un uxoricida. Quando si mastica amaro prima o poi qualcosa succede, generalmente non viene fuori il meglio. Ma la ragione c’è.

 

Nelle regionali più recenti, avendo inondato la rete con un messaggio rivoluzionario, l’annuncio della rinuncia di Gianfranco Miccichè a favore di Raffaele Lombardo provocò fra i fan una comprensibile delusione che l’ingresso al governo da sottosegretario, attraverso la porta di servizio, non avrebbe mitigato, a causa dell’ascesa di Renato Schifani e Angelino Alfano al soglio più alto della Repubblica. Il “povero Cristo” ha mangiato la polvere. Mettetevi nei panni di chi ha vinto da solo la partita consegnando il partito ai suoi dominatori di oggi (a Roma) con un risultato eclatante (l’ormai mitico 61 a zero) e si vede sorpassato impunemente in rettilineo, in curva sui tornanti ed in discesa. Che cosa avreste fatto al suo posto?

 

Una piccola rivoluzione per non cadere in depressione, il Pdl Sicilia, la scissione che l’ha ripagato di tante umiliazioni, restituendogli il ruolo dominante che gli compete in Sicilia. Solo che il tempo buono e quello cattivo non durano tutto il tempo e Berlusconi non è svanito nel nulla, prima o poi si materializza e l’incubo di Teano ritorna con la sua carica di frustrazione. Una condizione che il Cav, dipinto come il più generoso dei leader politica, deve avere colto, consegnandogli Palazzo d’Orleans. Miccichè deve avere apprezzato il gesto ma non ha potuto toccare con mano la poltrona, conoscendo meglio del Premier il contesto inquieto e infido dell’Isola. La scalata alla candidatura è impervia, nonostante il viatico berlusconiano, perché il Presidente dell’Assemblea attuale, Francesco cascio, ha fatto la stessa pensata e l’ha declinata nella sua ultima, e più radiosa rivista della legislatura, durante la quale, appunto, ha detto sostanzialmente che avendole provate tutte – comune, provincia e altro, gli resta di provare il brivido di Palazzo d’Orleans che deve essergli stato descritto come qualcosa di indimenticabile e da provare comunque.

 

Sulla carta, detto “papale papale”, non c’è partito; non nel senso che il Pdl non c’è, ma nel senso che l’arpeggio di Miccichè è più raffinato e garibaldino, “malgrè lui”, quindi potenzialmente in grado di fare del suddetto Cascio un boccone, perfino saporito, ben prima della soglia della legislatura, a meno che la seconda carica dello Stato, Schifani, e il Ministro della Giustizia, Alfano, al pari degli spinaci di Braccio di Ferro, non irrobustiscano i bicipiti al punto da farne un antagonista, seppur dopato (grazie ai due big) e convincente (ma non per ciò stesso vincente).

 

L’altra disfida di Barletta vede Enzo Bianco, ex Ministro, cavalcare la tigre. Il solo sentire parlare di Raffaele Lombardo gli procura sofferenze lancinanti; secondo le malelingue, le sue disavventure politiche nel catanese sarebbero tutte da addebitare al governatore. Bianco schiera davanti ad un virtuale plotone d’esecuzione tutti coloro che, nel suo partito, vorrebbero allearsi con Lombardo nel governo ed alle elezioni, definiti in una spartana requisitoria “vecchi e nuovi avventurieri”. Sarà un problema trovare i fucilatori: il numero di potenziali alleati di Lombardo cresce nel Pd di giorno in gioco, perfino fra gli ex margheritini, l’area politica da cui Bianco viene.

 

La disputa fra finiani e seguaci di Miccichè, insieme nel Pdl Sicilia, potrebbe diventare cruenta, ma allo stato è solo latente. I finiani hanno messo a regime Generazione Italia nell’Isola. Stanno nel governo con Miccichè e sono bene accetti a Lombardo che si fa vanto di tenere un buon rapporto con il Presidente della Camera. Se i destini di Fini e quelli di Berlusconi si separano, difficilmente il Pdl Sicilia ne resterà immune. Qualcuno, inoltre, ha messo fuori la voce che il Cav avrebbe regalato Palazzo d’Orleans anche a lui, ma l’interessato ha smentito con decisione. Evidentemente si trattava di un boccone avvelenato.

 

L’orizzonte non è nitido, comunque, nemmeno per il Pdl Sicilia che potrebbe essere devastato dalle vicende romane in casa Pdl. Viste da Palermo acquistano una luce diversa. Mentre nella accogliente casa di Bruno Vespa è di scena la replica del corteggiamento berlusconiano verso l’Udc, in Sicilia gli eredi della DC studiano la possibile alleanza, programmatica e politica, con il Mpa e Raffaele Lombardo, proiettata verso una inedita proposizione del “centro”. Nell’Isola l’Udc ha bisogno di voltare pagina dopo le disavventure di Cuffaro. Casini segue con attenzione le vicende siciliane, insieme con Fini. Certo, hanno anche altro a cui pensare in queste ore, ma l’Isola è importante nel panorama nazionale. Conta ancora molto, nonostante tutto.

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Anonimo 12 luglio 2010   12:32
L'utente ha risposto al commento anonimo del 12 luglio 2010. Visualizza »

 Condivido la riflessione fatta da Francesco Catania,  in questo articolo, e penso che l'unica soluzione alternativa, sia la scesa in campo di un partito federalista del SUD, che metta determinati paletti, a Roma, a favore dello sviluppo del meridione.

Ho sentito parlare di un partito o movimento, non so bene, chiamato "NOI SUD" che è nato quest'anno, che vanta di alcuni deputati nazionali, usciti fuori  dall'MPA, e che si muovono in tal senso.

Qualcuno mi sa dire qualcosa su questo partito o movimento NOI SUD?

Penso che sia un'idea interessante, da conoscere e da condividere se, si muovono a favore del meridione.

Giuseppe 

Sì, sono gli schiavetti berlusconiani del Sud continentale che, al primo fremito di autonomismo vero da parte di Lombardo, sono usciti in massa per consegnarsi legati mani e piedi ad Arcore, Tino Scotti sottosegretario agli Esteri in testa. Come se ogni volta che Bossi fa la voce grossa alcuni deputati leghisti uscissero dalla Lega e si prostrassero a Silvio. Dove andrebbe il Nord in queste condizioni? Esattamente dov'è oggi il sud. Nella m****.

Anonimo 12 luglio 2010   11:14

MA VEDIAMO DI FINIRLA.....ANZICCHE' LITIGARE PER LE POLTRONE VEDETE DI FARE QUALCOSA PER LA SICILIA...STIAMO SPROFONDANDO....CON L'ULTIMO GOVERNNO REGIONALE SI E' TORNATI ALMENO A 10 ANNI FA':

1. RIFIUTI - AZZERARE TUTTO E' STATO UN ERRORE...CON I POTERI DI COMMISSARIO STRORDINARIO LOMBARDO FARA' SOLO DANNO!!!!!!

2. AGEVEVOLAZIONI ALLE IMPRESE - BANDI FERMI, IMPRESE CHE LAVORANO PER I COMUNI IN BLAK LIST PERCHE' I COMUNI SONO IN BANCAROTTA

3. BILANCI DEI COMUNI NON APPROVATI (CIRCA IL 60%) PERCHè NON SANNO COME RICONOSCERE I DEBITI DELLE ATO RIFIUTI E PERTANTO ASPETTANO I COMMISSARI STRORDINARI PER L'APPROVAZIONE DEI BILANCI QUINDI...SOLO SPESA CORRENTE PER ALMENO ALTRI DUE MESI!!!!!!

TUTTO E' ALLO SFASCIO...CARO LOMABRDO CI HAI DELUSO PURE TU.....CON IL TUO GIOCO ALLO SFASCIO (SPACCA PDL, SPACCA PD......) VA A FINIRE CHE HA SFASCIATO TUTTO POVERA SICILIA.

Anonimo 12 luglio 2010   09:50

estenuanti, oltreché stucchevoli, queste disquisizioni teologiche sul nulla dell'eterno e pernicioso "milazzismo di ritorno". Per favore, smettiamola con quest'odiosa  sicilitudine.... solo capibanda riottosi che  contano meno di niente... i "cracolici un'intervista al giorno"   ( a Tubinga tremano per le gli insondati abissi  del pensiero...) ; quel machiavelli (?) di Micciché, inopinatamente sconosciuto al di là dello Stretto, ma fin troppo noto a casa per essere il fratello scemo di quell'altro e per esser stato generato dalla coscia dell'Innominato, alias "setteannimanedimostradipiù" suavoscienza Dell'Utri. Ma di cosa stiamo a farneticare....

Anonimo 11 luglio 2010   21:42
L'utente ha risposto al commento anonimo del 11 luglio 2010. Visualizza »

che teatro tutti a casa, e via al voto

 ha ragione perfettamente.....e non votiamo più questi.

Anonimo 11 luglio 2010   13:48
L'utente ha risposto al commento anonimo del 11 luglio 2010. Visualizza »

L'articolo è "maledettamente" realistico e sempre di più mi convinco che l'unica soluzione è quella di trovare persone di buona volontà che al di là del proprio passato politico personale possano dedicarsi alla Sicilia. Altrimenti, come mette in evidenza l'articolo, il passato personale di ciascuno dei soggetti nominati impedisce di trovare soluzioni che permettano di perseguire il bene siciliano.

Faccio qualche esempio:

1. il buon Bianco (o la Finocchiaro) sono troppo agganciati al carro nazionale del PD e alle sue potenziali possibilità governative nell'immediato futuro, per "comprendere" le reali esigenze dei peones siciliani che non vogliono morire facendo opposizione (es. Cracolici, Crisafulli, ecc.). Chi ha orecchie per intendere intenda!

2. Miccichè, che pure ha spesso il coraggio di dire la verità, è troppo legato a Dell'Utri e quindi a Berlusconi e quindi storicamente alla nascita di Forza Italia. Di conseguenza, con i Finiani del PDL Sicilia c'è poco da condividere se non interessi politici (anche nobili) di breve periodo. Figuriamoci con il PD o con altre forze politiche solamente temporaneamente assenti all'ARS (es. IDV).

3. Lombardo ha i suoi buoni scheletri nell'armadio, anche in combutta con quelli che oggi definisce ascari, giuda o roba del genere. Non siamo bambini e conosciamo bene le storie politiche locali degli ultimi dieci anni.

4. Mi astegno da ogni commento su altri esponenti (es. Schifani, Castiglione, ecc.) perchè secondo me non hanno proprio i numeri.

E così via di seguito.

Le idee magari ci sono, ma gli uomini attuali sono troppo "bruciati"

C'è poco da stare allegri e purtroppo anche da libero cittadino ho poco da proporre.

Saluti

Francesco Catania

che teatro tutti a casa, e via al voto

Anonimo 11 luglio 2010   13:12
L'utente ha risposto al commento anonimo del 11 luglio 2010. Visualizza »

L'articolo è "maledettamente" realistico e sempre di più mi convinco che l'unica soluzione è quella di trovare persone di buona volontà che al di là del proprio passato politico personale possano dedicarsi alla Sicilia. Altrimenti, come mette in evidenza l'articolo, il passato personale di ciascuno dei soggetti nominati impedisce di trovare soluzioni che permettano di perseguire il bene siciliano.

Faccio qualche esempio:

1. il buon Bianco (o la Finocchiaro) sono troppo agganciati al carro nazionale del PD e alle sue potenziali possibilità governative nell'immediato futuro, per "comprendere" le reali esigenze dei peones siciliani che non vogliono morire facendo opposizione (es. Cracolici, Crisafulli, ecc.). Chi ha orecchie per intendere intenda!

2. Miccichè, che pure ha spesso il coraggio di dire la verità, è troppo legato a Dell'Utri e quindi a Berlusconi e quindi storicamente alla nascita di Forza Italia. Di conseguenza, con i Finiani del PDL Sicilia c'è poco da condividere se non interessi politici (anche nobili) di breve periodo. Figuriamoci con il PD o con altre forze politiche solamente temporaneamente assenti all'ARS (es. IDV).

3. Lombardo ha i suoi buoni scheletri nell'armadio, anche in combutta con quelli che oggi definisce ascari, giuda o roba del genere. Non siamo bambini e conosciamo bene le storie politiche locali degli ultimi dieci anni.

4. Mi astegno da ogni commento su altri esponenti (es. Schifani, Castiglione, ecc.) perchè secondo me non hanno proprio i numeri.

E così via di seguito.

Le idee magari ci sono, ma gli uomini attuali sono troppo "bruciati"

C'è poco da stare allegri e purtroppo anche da libero cittadino ho poco da proporre.

Saluti

Francesco Catania

 Condivido la riflessione fatta da Francesco Catania,  in questo articolo, e penso che l'unica soluzione alternativa, sia la scesa in campo di un partito federalista del SUD, che metta determinati paletti, a Roma, a favore dello sviluppo del meridione.

Ho sentito parlare di un partito o movimento, non so bene, chiamato "NOI SUD" che è nato quest'anno, che vanta di alcuni deputati nazionali, usciti fuori  dall'MPA, e che si muovono in tal senso.

Qualcuno mi sa dire qualcosa su questo partito o movimento NOI SUD?

Penso che sia un'idea interessante, da conoscere e da condividere se, si muovono a favore del meridione.

Giuseppe 

Anonimo 11 luglio 2010   12:44

L'articolo è "maledettamente" realistico e sempre di più mi convinco che l'unica soluzione è quella di trovare persone di buona volontà che al di là del proprio passato politico personale possano dedicarsi alla Sicilia. Altrimenti, come mette in evidenza l'articolo, il passato personale di ciascuno dei soggetti nominati impedisce di trovare soluzioni che permettano di perseguire il bene siciliano.

Faccio qualche esempio:

1. il buon Bianco (o la Finocchiaro) sono troppo agganciati al carro nazionale del PD e alle sue potenziali possibilità governative nell'immediato futuro, per "comprendere" le reali esigenze dei peones siciliani che non vogliono morire facendo opposizione (es. Cracolici, Crisafulli, ecc.). Chi ha orecchie per intendere intenda!

2. Miccichè, che pure ha spesso il coraggio di dire la verità, è troppo legato a Dell'Utri e quindi a Berlusconi e quindi storicamente alla nascita di Forza Italia. Di conseguenza, con i Finiani del PDL Sicilia c'è poco da condividere se non interessi politici (anche nobili) di breve periodo. Figuriamoci con il PD o con altre forze politiche solamente temporaneamente assenti all'ARS (es. IDV).

3. Lombardo ha i suoi buoni scheletri nell'armadio, anche in combutta con quelli che oggi definisce ascari, giuda o roba del genere. Non siamo bambini e conosciamo bene le storie politiche locali degli ultimi dieci anni.

4. Mi astegno da ogni commento su altri esponenti (es. Schifani, Castiglione, ecc.) perchè secondo me non hanno proprio i numeri.

E così via di seguito.

Le idee magari ci sono, ma gli uomini attuali sono troppo "bruciati"

C'è poco da stare allegri e purtroppo anche da libero cittadino ho poco da proporre.

Saluti

Francesco Catania

Anonimo 11 luglio 2010   12:15
L'utente ha risposto al commento anonimo del 11 luglio 2010. Visualizza »

Possibile che tra tutti i  politici citati nell'articolo non ce ne sia uno buono?

Una folla di politicanti si affacciò sulla scena dell’Italia unita, ma di statisti si vide solo qualche ombra.

La frase è calzante anche per la Sicilia e l'Italia di oggi.E'tratta dall'articolo che parla di Garibaldi e Bronte

Anonimo 11 luglio 2010   11:37

Possibile che tra tutti i  politici citati nell'articolo non ce ne sia uno buono?

Anonimo 11 luglio 2010   11:14

Tutti contro tutti: uno sviluppo interessante verso una democrazia matura... (poi dice che uno se ne va in Nuova Zelanda...)...

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