Tra Berlusconi e Fini 'e' opportuno un chiarimento diretto e non attraverso dibattiti pubblici', suggerisce Schifani. 'In modo - osserva il presidente del Senato - che le eventuali dissonanze vengano chiarite direttamente. Senza una pace strategica si andrebbe a una rottura traumatica. Conosco Berlusconi: denuncerebbe il tradimento del patto elettorale'. Udc e Pdl, osserva, 'continuano ad avere gli stessi valori, sui programmi ci sono molte affinita''. 'La base elettorale dell'Udc guarda piu' al centrodestra che al centrosinistra'. Il Pd, invece e' 'condizionato dall'antiberlusconismo dell'Idv', ma 'ha gli uomini, le intelligenze e il tempo per costruire una credibile alternativa d governo'. Se con Fini non si arrivasse a un'intesa - aggiunge in un colloquio con il Corriere - nulla andrebbe escluso. Mi aspetterei una mossa da parte del premier dura e ad effetto'. Secondo Schifani il 'clima avvelenato' delle settimane scorse ha lasciato il campo a una 'situazione meno tesa' grazie all'intervento del presidente del Consiglio, che 'ha smussato la durezza di Tremonti' sulla manovra, ha condiviso le dimissioni di Brancher e ha operato un 'cambio di rotta' sulle intercettazioni. Su quest'ultimo punto 'ben vengano nuove modifiche. Penso che siamo alla vigilia di una svolta positiva, che la maggioranza votera' in modo compatto la riforma, e mi auguro che anche l'Udc possa farlo'. Quanto al diritto all'informazione, 'serve un bilanciamento con il diritto alla privacy e al momento non c'e''. Schifani smentisce di essere a capo di una componente minoritaria in Sicilia insieme ad Alfano.