Il giorno dopo le dimissioni di Nicola Cosentino da sottosegretario, restano sempre agitate le acque nel Pdl. Silvio Berlusconi prova a stringere i tempi sul nodo delle intercettazioni e convoca a palazzo Grazioli il Guardasigilli, Angelino Alfano e il suo legale Niccolo' Ghedini per fare il punto della situazione. I finiani continuano a dargli filo da torcere, ma il premier puo' contare anche sulla sponda della Lega, che con Umberto Bossi chiede di accelerare.
''La legge sulle intercettazioni si fara', altrimenti ogni giorni si inventano una P2 o una P6'', assicura il leader del Carroccio dopo un faccia a faccia con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti a palazzo Madama.''La gente non vuole essere ascoltata e noi abbiamo sempre marciato con la gente'', dice il Senatur che in serata insiste: ''Il ddl va avanti''.
Ad accendere il dibattito ci pensa Italo Bocchino, che lancia un altro affondo contro Cosentino e Denis Verdini, due fedelissimi del presidente del Consiglio. ''Cosentino e' un coordinatore balneare, nel senso che fara' la stagione estiva - attacca il vicepresidente dei deputati del Pdl, ospite questa mattina a Omnibus su La7-.
Quando a settembre Berlusconi rimettera' mano al partito, sara' evidente che il partito in Campania non puo' essere rappresentato da chi dovrebbe essere interlocutore di un presidente della Regione che ha cercato di colpire cosi' duramente con un'operazione di dossieraggio'', dice riferendosi alle manovre contro la candidatura dell'attuale governatore campano, Stefano Caldoro.
Gli strali di Bocchino arrivano ai vertici di via dell'Umilta': ''Anche Verdini penso sia un coordinatore balneare. Sono convinto che Berlusconi responsabilmente trovera' una soluzione alternativa''. Il ministro degli Esteri Franco Frattini non ci sta e replica: "Credo che non si debba esagerare, non possiamo assistere a un tormentone di processi mediatici". Bossi interviene a sostegno del suo principale alleato: ''Berlusconi se la cavera': una mattina si alzera' e scoprira' di avere la spada ancora affilata e la utilizzera'". Ma poi a fine giornata si fa piu' cauto: ''Il governo per ora va bene, per i prossimi anni no so''. I Pd, per bocca del capogruppo al Senato, Anna Finocchiaro, prende spunto dalle dimissioni di due ministri (Scajola e Brancher) e di un sottosegretario (Cosentino) e avverte: ''Sono stati costretti alle dimissioni per la vergogna''.
Berlusconi, dunque, vuole stringere i tempi e approvare il testo della 'legge sugli ascolti' prima della pausa estiva. Enrico Costa, capogruppo del Pdl in commissione Giustizia alla Camera, e' fiducioso sul varo entro le vacanze: ''L'approdo del ddl in Aula e' previsto per il 29 luglio, quindi le prospettive ci sono tutte...''. Sulla stessa linea anche il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri:''Penso e spero che ci sia un via libera ad agosto. Sono state annunciate modifiche importanti, quindi, mi auguro che la Camera possa definire un testo che poi dovra', immagino, con le modifiche, inevitabilmente tornare ancora al Senato''.
Intanto, i finiani non stanno a guardare. Nel pomeriggio secondo le ultime indiscrezioni raccolte a Montecitorio, la Bongiorno sta lavorando per mettere a punto ulteriori proposte emendative. Dopo un'ora arriva la smentita della diretta interessata:''I miei emendamenti sono quelli noti e, peraltro, oggi mi sto occupando di tutt'altro''.Matteo Brigandi', responsabile giustizia della Lega, che oggi ha avuto un colloquio con Niccolo' Ghedini, legale del premier, punta il dito sugli uomini vicini al presidente della Camera: ''Questa legge bisogna farla e farla in fretta. Abbiamo avuto tutto il tempo di dire e fare di tutto e di piu'... chi parla adesso, secondo me, non vuole fare la legge ma solo melina...''.
Al centro del dibattito politico, dominato dalle polemiche legate al coinvolgimento di alcuni esponenti di spicco della maggioranza nelle indagini per gli appalti dell'eolico sardo, c'e' ancora l'ipotesi di un coordinatore unico alla guida del Popolo della liberta'. Il presidente dei deputati, Fabrizio Cicchitto dice no a questa ipotesi:''Ora sarebbe una forzatura''.
Alcuni esponenti del Pdl, area ex An, invece, si dicono favorevoli. Tra questi, Mario Landolfi: ''Nel Pdl bisogna azzerare il dualismo Fi-An e arrivare al coordinatore unico''. Non solo le frasi di Bocchino sui coordinatori balneari, ma anche quelle di Fabio Granata sul voto anticipato (''Se non c'e' una svolta, c'e' il rischio fortissimo che si vada alle elezioni nella primavera del 2011''), fanno discutere, suscitando le immediate reazioni dei berlusconiani. Dice la deputata Manuela Repetti: ''L'unico risultato delle provocazioni di Bocchino e' di far male al Pdl ma anche e soprattutto a Fini''.
Anna Maria Bernini, vice portavoce del Pdl, avverte: ''Riforme, progetti e contenuti. Di questo ha bisogno il nostro Paese per dare un orizzonte alle sfide del futuro. I fiumi di inchiostro versati sui giornali per questioni lontane dai cittadini non fanno bene a nessuno. Serve una svolta: superare la barriera mediatica delle polemiche come nuovo genere letterario e tenere la barra ferma sui contenuti. Serve continuare a dare corpo ai nostri programmi,che gli elettori hanno condiviso e scelto, e che vogliono vedere attuati. Tutto cio' che allontana dalla gente, e' opaco e polveroso rituale di una politica ormai desueta e pensionata dalle urne''. In primo piano resta la questione dell'allargamento della coalizione e il rapporto con l'Udc. Sia Landolfi che il 'lealista' Giuseppe Castiglione, coordinatore siciliano del Pdl, sollecitano il premier a ''tentare la strada Casini, guardando ai centristi in futuro''.
Mentri i finiani esultano per le dimissioni di Cosentino (''Sono una vittoria della legalita'''), nel centrosinistra Pd e Idv fanno sentire la loro voce. La Finocchiaro e' categorica: ''Esiste e resiste una questione politica che riguarda Cosentino coordinatore campano del Pdl, cosi' come c'e' una questione che riguarda Verdini coordinatore nazionale. Il premier deve venire allora in Aula a spiegare lo stato della Repubblica''.
''Dalle inchieste sulla Protezione civile alle dimissioni del ministro Scajola, a quelle del ministro Brancher, fino ad oggi, con l'inchiesta detta dell'eolico -avverte il presidente dei senatori del Pd- negli ultimi mesi e' venuta a galla una serie di vicende che descrive un vero e proprio sistema di potere. E non si tratta -prosegue- di 4 pensionati sfigati. Eh no, sono persone di primo piano''.
Secondo Silvana Mura, deputato dell'Idv, ''Cosentino e' stato fatto dimettere da sottosegretario solo perche' altrimenti sarebbe stato sfiduciato dall'aula della Camera, e questa e' una vittoria delle opposizioni. Al tempo stesso, pero', Berlusconi lo lascia alla guida del Pdl in Campania. A guardarla da fuori se non si tratta di uno schiaffo al governatore Caldoro, e' quanto meno una precisa scelta di campo''. Antonio Di Pietro insiste: ''Chiederemo sfiducia dell'intero governo''.