Ogni volta che il PD è sulla soglia del governo, succede qualcosa che ferma tutto. È un fatto, prima il tintinnare delle manette, ora la discesa in campo del Cavaliere, in grande stile. Il primo episodio è notissimo: i democratici avevano trovato all’interno un accordo di massima, c’erano particolari non essenziali da affrontare, restava immutato il contenzioso catanese legato a Enzo Bianco che da Roma sparava alzo zero sui fautori del “patto”.
Per il resto tutto sembrava filare liscio. In questo contesto, non idilliaco, ma estremamente favorevole, arrivò la notizia delle manette al governatore decise dalla Procura di Catania. Notizia rivelatasi senza fondamento, ma dirompente. Nel PD i dissidenti imposero lo stop, ed era naturale che lo facessero, ed i favorevoli dovettero considerare la scelta di tornare indietro come una necessità ineludibile.
Passata la buriana, le relazioni fra PD e Lombardo si normalizzarono fino a diventare un’alleanza di fatto: il patto riformista ha conseguito alcuni evidenti successi in settori chiave della pubblica amministrazione, lasciando fuori altri problemi, alcuni dei quali di straordinario rilievo, come l’occupazione e gli strumenti per affrontare la crisi economica, tanto per fare alcuni esempi.
I frutti del lavoro comune, apprezzati dalle parti, avevano creato le condizioni adatte per tornare a ipotizzare l’ingresso in giunta del PD, magari in un governo tecnico, cioè dai contorni politici sfumati, perché avrebbe impegnato fino ad un certo punto sia il Pdl Sicilia quanto il Pd siciliano.
Gianfranco Miccichè, però, forzò la mano ai democratici, scegliendo gli interlocutori che avrebbero potuto provocare una scissione nel PD, dando vita al PD Sicilia, giusto come lui aveva fatto con il Pdl Sicilia. Le manovre, fin troppo scoperte, irritarono il PD, né avrebbe potuto essere altrimenti, tanto che più d’uno sospettò che esse non mirassero tanto a realizzare un’alleanza autonomista quanto a provocare una rottura con il PD, circostanza questa avvalorata dal fatto che Miccichè aveva ripreso i collegamenti e le frequentazioni con Silvio Berlusconi, ottenendo assicurazioni sul suo status di ribelle ma non troppo in Sicilia e, soprattutto,sulla candidatura alla Presidenza della Regione.
A questo punto, forse al fine di “stanare” Miccichè e scoprire le sue carte, è arrivata la proposta, da parte del presidente della Regione, di un’alleanza elettorale e di governo. Destinatari della proposta gli alleati, interni ed esterni: Pdl Sicilia, PD, ma anche la terza forza, finora attestata all’opposizione intransigente. L’evoluzione del quadro politico nazionale ed il minore peso dell’ex presidente della Regione, Cuffaro, consentiva questa apertura.
È molto probabile che la proposta abbia ricevuto preventivamente un assenso da parte del PD, comunque sia essa appariva una risposta favorevole al bisogno dei democratici di stipulare un’alleanza politica con un Mpa e Pdl fuori dalla coalizione di centrodestra. Ed in effetti essa ottenne immediatamente un giudizio favorevole da parte dei leaders del PD. Il presidente del gruppo parlamentare Pd, Antonello Cracolici, mostrò qualche perplessità, non sul merito ma sulla “tenuta” di Lombardo. Probabilmente aveva qualche informazione che avevano messo sull’avviso. Ma al di là delle diffidenze e dei sospetti, la proposta apparve inequivocabile: insieme nel governo, insieme in campagna elettorale.
Tutto a posto dunque?
Nemmeno per idea, il Pdl Sicilia si è smarcato e Miccichè, con toni assai aspri, inadatti a mantenere il filo del dialogo, fece sapere che, nella sostanza, non avrebbe preso nemmeno il caffè con il PD. Se arrivano i loro voti, insomma tutto buono e benedetto, ma che restassero fuori.
Ci si aspettava una presa di posizione del governatore, ma non è arrivata, perché ha preferito, comprensibilmente, aprire le consultazioni, cominciando da Miccichè, che ha ribadito il suo ostracismo, speculare a quel punto ad un veto, altrettanto netto, del PD verso i berlusconiani, ribelli veri o finti.
Ed è a questo punto che scende in campo Silvio Berlusconi, che aveva fino ad allora snobbato la Sicilia e mantenuto il dialogo a fasi alterne con Miccichè, lasciando al Presidente del Senato, Schifani, e al Ministro della Giustizia, Alfano, il comando delle operazioni. Berlusconi riabbraccia Lombardo, lo circonda di gentilezze e scopre di potere dialogare con l’unico Presidente delle Regioni che non si è incazzato per la manovra anticrisi. Formigoni su tutte le furie, Lombardo dialogante.
Le carte le ha fatte Berlusconi, su questo non ci sono dubbi, ma a giocare è stato Miccichè con abilità. I democratici sono rimasti di stucco e quelli che ci credevano hanno dovuto subire i rimproveri del dissenso interno, da Bianco a Rita Borsellino, che sulla vicenda politica non si erano affatto spesi, anzi avevano remato contro.
Ora, tutto questo ha del sorprendente. I capintesta del PD non hanno fama di essere dei rivoluzionari, né di volere usare la scimitarra. Patteggiano, si confrontano, ascoltano, prendono lucciole per lanterne (come tutti) e non sono fulmini di guerra.
I loro intrighi interni non danno pace e non c’è giorno che Lupo non debba prendere a mani nudi i carboni ardenti accesi da qualcuno per qualcosa. Una specie di ordalia, che il segretario, fervente cattolico, sa come affrontare con maestria.
Eppure, ogni volta che stanno per entrare nella stanza dei bottoni, accade qualcosa di sorprendente. Una volta scende in campo un giornale importante, un’altra il presidente del Consiglio. Opposte barricate, stesso obiettivo. Un mistero.
Ogni tanto fa bene rileggere qualche commento pregresso sul tema per rinvigorire il dibattito.
Cosa aspettiamo a costruire un'alternativa seria a questo Governo e a questa maggioranza?
Ci ridono tutti alle spalle, ci siamo fatti fregare politicamente da quattro pivelli.
Con questo andazzo il PD scompare.
Peppino....svegliaaaaaaaaaaaaaaaa
Il PD, come forza politica aggregata ed aggregante, non è mai esistito. Anime diverse per intenti ed idee non possono stare insieme.
Diciamo pure che è stato un fallimento su tutti i fronti. In Sicilia il tira e molla all'ARS ne è la dimostrazione pratica.
Concordo con coloro che sostengono che i deputati PD alla Regione ce la stanno mettendo tutta per affossare il partito. Cracolici, che non si cura della sua poltrona ma della sua sedia a dondolo, dovrebbe riflettere più coscienziosamente sul da farsi.
@@@
...e un apostrofo in meno!
è un evidente refuso
...e un apostrofo in meno!
Bella questa! Il bue dice cornuto all'asino!
Il Suo commento è stato simpatico! 
Comunque un'accento una tantum non nuoce alla salute, perlomeno non piu' di una rapina a mano armata alla lingua di Dante.
...e un apostrofo in meno!
MI SA CHI E STATO CATTURATO E FREGATO E STATO IL PD DAI VECCHI VOLPONI EX DEMOCRISTIANI
LUPO CRACOLICI E C. svegliatevi OPPURE ALLA PROSSIME ELEZIONI VI SORPASSERA IDV
ccredo che il sorpasso dell'IDV sul PD in sicilia sia già avvenuto, ed è per questo che si cerca di allontanare il più possibile le elezioni nonostante l'azione inconcludente del governo.
ma è meglio fremarsi, per riparare il danno, e magari farsi sorpassare, che continuare a camminare, per non perdere il vantaggio, ma poi fermarsi per aver distrutto in modo irreparabile il motore.
MI SA CHI E STATO CATTURATO E FREGATO E STATO IL PD DAI VECCHI VOLPONI EX DEMOCRISTIANI
LUPO CRACOLICI E C. svegliatevi OPPURE ALLA PROSSIME ELEZIONI VI SORPASSERA IDV
Comunque un'accento una tantum non nuoce alla salute, perlomeno non piu' di una rapina a mano armata alla lingua di Dante.
Voglio congratularmi con Cracolici, Lumia, ecc., c'è la state mettendo tutta per distruggere il PD.
Oggi l'unica alternativa, che rappresenti la sinistra vera, sia IDV di Di Pietro.
Giuseppe
Secondo me è piuttosto il Premier ad esser stato "catturato".
In questo periodo, infatti, ha talmente bisogno di raccattare voti in Parlamento, per evitare al suo Governo di andare a gambe per aria, che è disposto a sostenere chiunque, a qualsiasi costo.
In Sicilia, poi, ha proprio ben poco da fare, dato che o si mangia questa minestra o si salta dalla finestra.
MI SA CHI E STATO CATTURATO E FREGATO E STATO IL PD DAI VECCHI VOLPONI EX DEMOCRISTIANI
LUPO CRACOLICI E C. svegliatevi OPPURE ALLA PROSSIME ELEZIONI VI SORPASSERA IDV
Secondo me è piuttosto il Premier ad esser stato "catturato".
In questo periodo, infatti, ha talmente bisogno di raccattare voti in Parlamento, per evitare al suo Governo di andare a gambe per aria, che è disposto a sostenere chiunque, a qualsiasi costo.
In Sicilia, poi, ha proprio ben poco da fare, dato che o si mangia questa minestra o si salta dalla finestra.