Libriamo
Libriamo

Il ministro Bondi attacca il mondo culturale italiano: "Intellettuali e artisti subiscono il fascino dell'antiberlusconismo"

20 luglio 2010 19:08
Leggi i commenti 2   Inserisci un tuo commento
Condividi
www.italiainformazioni.com

''Il mio compito in questi due anni non e' stato semplice''. Cosi' il ministro per i Beni e le Attivita' Culturali Sandro Bondi traccia un bilancio della propria azione di governo: ''Mi sono mosso in un terreno nemico e doppiamente accidentato. Da un lato, la persistenza di un'antica egemonia di sinistra, dall'altro, l'impostazione statalista del finanziamento della cultura. All'inizio del mio mandato, ho sperato nella possibilita' di un dialogo serrato, ma si e' rivelato impossibile perche' il mondo della cultura subisce ancora oggi il fascino dell'antiberlusconismo''. Obiettivo superare la cultura di stato in Italia, dipendente dal Fus, il ministro dichiara: ''Le classi dirigenti e imprenditoriali devono essere richiamate alle proprie responsabilita'''. In questo senso, va anche la riforma del finanziamento al cinema, che vedra' il rinnovo fino al 2013 del tax credit e del tax shelter, un sistema di finanziamento indiretto che premia chi e' in grado di attrarre capitali privati.

 

Per quanto riguarda gli istituti di cultura, Bondi spiega di essere riuscito a ridurre i tagli da 13 a 4 milioni di euro, ''scongiurando la soppressione di 231 enti culturali e riuscendo a mantenere sostanzialmente inalterato per l'anno in corso il contributo statale''. Nel prossimo disegno di legge, sara' contenuta una nuova disciplina per la concessione dei contributi pubblici ''trasparente ed efficace: le istituzioni riceveranno dallo Stato finanziamenti crescenti in rapporto alla capacita' di attrarre capitali privati e di coinvolgere il mecenatismo nazionale e locale''. Infine, Bondi rivela che nel pomeriggio si svolgera' un incontro dove si discutera' con i rappresentanti del cinema la possibilita' di un nuovo provvedimento di legge e la ripartizione del Fus.

© Riproduzione riservata
Fonte: adnkronos
Segnala ad un amico
Anonimo 22 luglio 2010   18:21

di Elio Cultraro

 

  Attorno alla questione della mancata o ridimensionata concessione dei contributi che lo Stato erogava massicciamente alle Società di produzione di opere cinematografiche e/o teatrali, da almeno dieci anni, non si fa che parlare e, talvolta, anche a sproloquiare, senza, però, che qualcuno si prenda la briga di esaminare la situazione e, magari, di individuare qual è e dove risiede il vulnus di una questione periodicamente sollevata, ma semplicemente per il gusto della facile ed inconcludente polemica, ma mai adeguatamente approfondita, neanche dagli addetti ai lavori.

  Pertanto, credo che si debba fare chiarezza, illustrando le vere ragioni che hanno portato a stringere il cordone della borsa e, conseguentemente, a lasciare senza sussidi statali gli operatori del settore.

  Il FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) era stato istituito all'inizio degli Anni Settanta. Con D.P.R. n. 640 del 26 ottobre 1972 era stata introdotta un'articolata normativa che disciplinava il settore dello spettacolo e dell'intrattenimento, in tutte le sue varie forme (cinema, teatro, ballo, concerti di musica leggera o classica, esecuzioni musicali dal vivo o con strumento meccanico, apparecchi meccanici ed elettromeccanici da gioco, manifestazioni sportive, mestieri viaggianti, attività circense),  alla cui fruizione il pubblico era ammesso dietro corresponsione del prezzo del biglietto, gettone, orario.

  Sugli introiti realizzati, i soggetti organizzatori erano tenuti a versare allo Stato, attraverso gli uffici territoriali dell'Ente Pubblico Economico SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori), l'imposta sugli spettacoli, la cui percentuale variava in relazione al genere delle singole manifestazioni (3, 4, 8, 16), oltre all'IVA che, salvo esercitata opzione per la liquidazione nei modi normali, veniva corrisposta, al netto  dell'abbattimento forfettario dei 2/3.

  Annualmente, la SIAE, grazie alla capillarità della sua rete periferica, incamerava intorno ai 900 miliardi delle vecchie lire, che, al netto dell'aggio che le spettava quale Ente Pubblico accertatore, liquidatore e riscossore (ammontante al 10%), versava allo Stato (Ministero delle Finanze).

  Sostanzialmente, per alcune tipologie di spettacolo, veniva a realizzarsi una vera e propria "partita di giro" e, quindi, una forma di circolo virtuoso, con l'autofinanziamento dei settori e/o delle attività di maggiore impatto/interesse culturale. 

  Appellandosi alle normative in vigore in altri Paesi europei, dove sui biglietti esitati gravava solo l'imposta corrispondente alla nostra IVA, alcuni settori del mondo politico ed interessate organizzazioni di categoria reclamavano da tempo l'abolizione dell'Imposta sugli Spettacoli, senza preoccuparsi delle conseguenze che ne sarebbero derivate. Venne introdotta una nuova imposta (sugli Intrattenimenti) che colpiva solo il ballo con strumento meccanico (cioè quello organizzato nelle discoteche), che, rispetto al resto dei settori esentati, può essere definito marginale.    

  Con il D.Lgs n. 60 del 26 febbraio 1999, insomma, c'è stato lo sconvoglimento di un assetto normativo che, in concreto, privilegiava alcuni segmenti del vasto e variegato mondo dello spettacolo e, soprattutto, quello di qualità: cinema e teatro. Che hanno perso gran parte del sostentamento statale e che non riescono, tranne le grandi produzioni o le grandi compagnie, a reggere gli alti costi di produzione.

  Certo, i tempi e le condizioni della finanaza pubblica del Paese non sono tali da permetere il ripristino di anacronistiche forme di facile elargizione di sussidi statali, ma se i collaudati ed efficaci meccanismi, a suo tempo, immaginati dal Legislatore fossero riesumati, attualizzati e posti in essere, il Ministro Bondi potrebbe, a ragione, rivendicare il merito di avere posto le basi per un concreto ed esaltante rilancio dei settori più qualificanti del mondo dello spettacolo:cinematografia e teatro di qualità.  

Anonimo 22 luglio 2010   11:33

 Ma Bondi non è un ex-comunista......cioè nasce nell'area che critica?!

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti

Icone
Icone
Altre notizie