Renato Brunetta e’ stato il più lesto. “La sintesi di Alfano e’ perfetta”. Ha sentenziato, lasciando indietro tutto l’entourage berlusconiano. Il movente e’ inequivocabile: impedire che l’accordo sul disegno di legge sulle intercettazioni passasse come un successo di Giulia Bongiorno, di fatto come un successo finiano. Perché di questo si e’ trattato, di una marcia indietro dello stato maggiore berlusconiano, costretto a fare i conti con la determinazione del Presidente della Camera e del suo stormo di uomini in assetto variabile, sempre in volo sui cieli di Arcore. Brunetta non e’ riuscito ad esorcizzare l’ennesima carambola di Fini, ottenuta con grande sapienza da Giulia Bongiorno, grazie alla buona disposizione del Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il quale arriva in porto quando gli spazi di manovra concessi dal Cav sono più ampi del solito. Da qualche mese a questa parte Fini inanella punti a suo favore; ogni successo arriva dopo annunci di misure estrema da parte del Premier.
Sfogliando il Giornale di Feltri l’odore sulfureo della resa dei conti si respira a pieni polmoni, pare di essere alla vigilia della cacciata di Fini dal Pdl. Ma più duro e’ il linguaggio della vigilia, più presto arriva la “chiusura” della disputa a favore del Presidente della Camera. Dal caso Scajola a Brancher, da questi a Cosentino – tutti costretti a dimettersi dal governo - per arrivare alla marcia indietro sulle intercettazioni, la serie finiana non conosce soste. Traendo un superficiale bilancio di questa stagione politica e’ possibile affermare senza ombre di dubbio che Fini e’ riuscito ad ottenere ciò che l’opposizione – quella moderata di casini, pacata ma tenace di Bersani, urlante e aspra di Antonio Di Pietro – non ha ottenuto. Ma e’ bene aggiungere che questi successi sono anche merito dell’opposizione, perché se il Pdl berlusconiano avesse potuto contare su una sponda esterna in Parlamenti, non sarebbe stato possibile raggiungere alcuno dei risultati favorevoli.
In definitiva c’e’ stata, di fatto, maggiore lealtà fra i finiani e l’opposizione che fra le due anime del Pdl in guerra. Grazie a ciò e’ prevalsa la linea di Fini. Questo dato incontrovertibile non viene digerito, comprensibilmente, dal Premier. Il suo “ghe pensi mi” e’ arenato disastrosamente sul bagnasciuga della corrente finiana senza che ci sia stata alcuna iniziativa risoluta da parte del Capo del governo, come anticipato con impressionante frequenza e dovizia di particolari dal ventriloquo del Cav, Vittorio Feltri. Il Premier mastica amaro e si occupa del suo Milano, avvertendo i tifosi rossoneri che non si può sempre vincere. Si riferiva alla trascorsa stagione calcistica del “diavolo”, ma pareva che parlasse della sua partita con Fini.
Forse solo Fini ci può salvare. Ma non è possibile che l'Italia debba essere governata da un quasi dittatore che, peraltro, manifesta sfacciatamente simpatia per i criminali e antipatia per la magistratura e le forze dell'ordine. Tutto questo porterà gli italiani, oltre che gli stranieri a delinquere sempre più a tutti i livelli. Gli stranieri possono uccidere i nostri anziani, violentare le nostre donne ancora più tranquillamente. Tanto le forze dell'ordine, già limitate dalla carenza di personale e ora pure fortemente limitate nei mezzi, non possono più: non solo prevenire ma neanche intervenire. E quando riescono ad arrivare a qualche risultato, interviene la giustizia sempre più buonista e clemente con i delinquenti che rende tutto vano. Questo meccanismo permette: non solo la reiterazione dei reati, ma anche un aumento della criminalità, visto che tutti rimangono impuniti. Ma che modelli trasmette il presidente del consiglio? Col suo comportamento, con le sue leggi, con gli insulti ai suoi stessi colleghi, con la sua tendenza a raggirare cose e persone per suo vantaggio personale. E non serve l'esempio americano di un presidente che da continui esempi di equilibrio, di altruismo, di integrità morale e onestà e, soprattutto fa ciò che dice. Qui in Italia stiamo sfiorando il ridicolo agli occhi del mondo. Qui da noi, altro che integrità morale e onestà, in Italia tutti i politici che si alternano al potere, a partire dalla capitale fino al più sperduto comune, prima si vendono perfino la madre pur di accaparrarsi una poltrona, poi si fanno gli affari propri fino a delinquere e nel contempo si fanno le leggi per proteggersi. Infine, cercano di mantenere quanto più possibile la poltrona così da continuare a farsi gli affari privati e nel contempo assicurarsi anche una pensione stratosferica. Questo avviene senza il minimo ostacolo o il minimo senso di colpa ma sull''esempio e col benestare del nostro premier. Spero con tutto il cuore che in parlamento riescano a fermarlo, che l'opposizione possa dimostrarsi sempre più forte, che Fini riesca ad essere coerente fino in fondo e che non venga lasciato da solo. Lo spero tanto, non solo per il bene dell'Italia ma anche per i nostri stessi politici, che possano recuperare, almeno quelli rimasti puliti, il rispetto per se stessi e l'amore per i loro comuni e la loro terra.
spero solo che ci si ricordi di tutto questo alle prossime elezioni.
Tornerò a votare, ovviamente per Fini, ovunque sarà "collocato".
... tranne il caso che si allei con l'U.d.C. (Unione dei Corr...tti).
N.M.