Gli contende l’aria che respira, lo marca a vista, gli fa sentire l’alito sul collo. Non c’è problema, questione, episodio, argomento che non lo veda schierato dall’altra parte della barricata. Nessun riferimento personale, nessun insulto, nessun attacco, ma opinioni, proposte, punti di vista, appelli, riflessioni, giudizi. Sui valori, sulla democrazia, sullo stato sociale, sulla giustizia, sull’istruzione, perfino sul modo di stare al mondo, di relazionarsi
La partita la sta facendo Gianfranco Fini, è lui a tenere la palla ed a costringere l’avversario a giocare di rimessa. Gli argomenti li sceglie lui, quando e dove vuole. Il ruolo gli conferisce visibilità, ascolto, carisma, la posizione antagonista suscita curiosità, attenzione, interesse, consenso.
Possibile che il Grande Comunicatore perda tanti set, uno dopo l’altro, senza mettere in campo una strategia di contenimento, almeno quella, ed affidi a Michela Brambilla ed agli improbabili gazebo dei fantomatici promotori della Libertà e a Vittorio Feltri il compito di “aggredire” il “nemico”, innervosirlo, avvertirlo, allarmarlo, magari metterlo in fuga. Avrebbe dovuto capirlo che Feltri non basta, che i numeri monografici del Giornale di famiglia non bastano per bilanciare i consensi che l’opinione pubblica, quella neutrale soprattutto, sembra dare al presidente della Camera. Avrebbe dovuto capire che il pensiero unico, illustrato dalla ministra del Turismo, come modo di essere del perfetto militante Pdl, oltre che anacronistico, sembra fuori dalla realtà, tanto da fare rischiare il ridicolo.
Generazione Italia è “partito” nel territorio, sia sul piano organizzativo quanto politico. Progetti, idee, linee comportamentali: si schiera sempre dall’altra parte rispetto a Silvio Berlusconi.
Il Premier annaspa, c’è chi si aspetta un colpo di coda, come Renato Schifani, che una settimana fa ha annunciato qualcosa di simile, una iniziativa senza precedenti. Che cosa? Un altro predellino, un altro partito, la cacciata del nemico?
Qualunque cosa accada, Fini accelera i tempi per trovarsi in pole position quando i partiti diventeranno due, se lo diventeranno. O si ricomincerà da capo ed allora il cofondatore Berlusconi dovrà fare i conto con lui ed i suoi uomini su tutto, dall’a alla zeta.
“Non possiamo passare dal centralismo burocratico al centralismo carismatico dove c’è una sola persona che pensa per tutti”, sostiene Fini. Ed è inequivocabile il suo dissenso sulla forma partito e sul ruolo di Berlusconi. “Questo è inaccettabile, la democrazia è un’altra cosa e non può valere il “dopo di me il diluvio”.
Che cosa deve dire di più?
C’è dell’altro, e riguarda la corte di Berlusconi, i suoi uomini di fiducia che cadono sotto i colpi di poliziotti e magistrati. Da Verdini a Brancher, da Cosentino a Coliando, Cappellacci, la P3 di mutuo soccorso, per non parlare di Bertolaso e Scajola. Le inchieste fanno mancare il terreno sotto i piedi al leader, Fini che fa? Affonda il bisturi nella piaga con l’intento di estirpare il male e guarire il partito. A spese di Berlusconi, naturalmente, perché mentre il Premier difende tutti i suoi uomini con argomenti di versi – montatura, vergognosa speculazione, eversione eccetera – il presidente della Camera denuncia la questione mora e non ci sono dubbi che, denunciandola, si riferisca proprio al Pdl.
Non è finita: mentre Berlusconi subisce il diktat della Lega, Fini avverte che il federalismo costituisce un rischio per la coesione nazionale. Se accetta il pensiero unico di Tremonti, Fini critica aspramente la manovra che non investe su ricerca, sapere e tecnologie.
E le intercettazioni? Il Presidente della Camera ha scombussolato i piani del Premier, gli ha rifilato una cattiva figura perché quel “ghe pensi mi” annunciato appena una settimana fa, si è trasformato in una marcia indietro senza precedenti. Il testo che esce dalla Commissione dopo il lodo Bongiorno è così lontano da quello proposto inizialmente da indurre Berlusconi a rinnegarlo, delegittimando il Ministro Alfano.
Lo spazio che Fini è riuscito ad annettersi è tale da preoccupare anche l’opposizione, annichilita dalla visibilità che il presidente della Camera è risuscito ad ottenere, ma nient’affatto pentita di avere fatto da sponda a Fini. Senza una reale convergenza con l’opposizione, il presidente della Camera non avrebbe potuto conseguire i risultati ottenuti. Questo è assodato, il punto è semmai: chi ci guadagna?
Per il Pdl potrebbe essere il principio della fine, con Fini che si mette in testa ad uno schieramento concorrente in un’area politica, il centro, che scalpita per fare altro. Per il PD un azzardo lasciare al Presidente della Camera tanto spazio “oppositivo”.
La partita fra i due cofondatori potrebbe avere un’appendice in Sicilia, dove si cerca di comporre i pezzi di un governo stabile con il Pdl Sicilia, gli scissionisti di Miccichè e di Fini. Miccichè sta con Berlusconi, gli ex An con il Presidente della Camera. Un nuovo terreno di confronto?
Grande Fini!!! Liberiamo il PDL da quel malfattore di Berlusconi e dalla sua banda di LADRONI (dei vari Verdini,Bertolaso,Scajola, Cosentino...) VOGLIAMO LEGALITA'!! GRANDE FINI SIAMO CON TE!!!!!
Hanno tradito lo spirito della destra solo per interessi personalistici e carrieristici. Nella campagna elettorale anche alcuni della destra di Storace sparavano ad alzo zero contro Fini, ora lo seguono in questa campagna suicida. Almirante si rivolta nella tomba. E pensare che sua moglie diffidava sull'affidabilità di Fini e i fatti hanno dimostrato che non si sbagliava. Il tempo dimostrerà quanto stanno sbagliando. Se fossero stati leali avrebbero lavorato all'interno del partito per migliorarlo, invece hanno cercata la cassa di risonanza/ sponda della sinistra e dell'IDV per il conseguimento dei propri (Fini). Che squallore! E pensare che volevano spazzare via il vecchio modo di fare politica. VERGOGNA!!!
i politici (???) siciliani sono pronti a vendere ancora una volta la sicilia al miglior offerente, poco importa che cambino padrone, tanto conta solo il contatore.
E' chiaro che la questione morale non è cosa da poco.
Il fatto che gli italiani propengano a destra non significa che possono accettare qualunque lestofante nelle stanze del potere.
Penso che il paese debba essere grato a Berlusconi per avergli evitato un governo comunista (ai tempi di occhetto si chiamavano ancora così) o post-comunista o quello che è la sinistra oggi. Ma penso anche che questa gratitudine non può arrivare al punto di permettergli di contraddire le più elementari regole della convivenza civile.
Chi governa deve essere moralmente irreprensibile, e non per gli argomenti che riguardano il sesso, che gli italiani hanno ampiamente dimostrato di non considerare rilevanti nonostante le campagne stampa al limite del diffamatorio.
Non è ammissibile che chi ha cariche politiche di alto livello sia portatore di interessi contrapposti a quelli del paese. Non sono ammissibili mafiosi, camorristi, massonici e gente che punta in primo luogo ad arraffare risorse pubbliche. Gli italiani subiscono una pressione fiscale altissima, e non tollerano di vedere che queste risorse vengono sperperate per favorire le rapine di questa o quella cricca senza apportare nessun beneficio al paese.
Il problema oggi della politica è con chi stai e non come la pensi. Se chi ha creduto veramente che l'Italia avesse bisogno di due schieramenti in un bipolarismo che potesse portare la politica a governare con efficienza e celerità i radicali cambiamenti sociali ed economici sarà costretto a presentarsi in qualsiasi contesto dichiarando prima con chi sta (con Fini o con Berlusconi?) è tutto finito. Bene la proposta (per altro poco pubblicizzata) di Alemanno: si anticipi un congresso. Non si sta in un partito (a proposito lo vogliono fare un partito?) se si "ama" Berlusconi. Infine, a proposito dei leaders. Se mi dicono segui i metodi della Brambilla, io mi vergono. Se mi dicono segui Miccichè in Sicilia, io mi vergongo e soprattutto mi confondo. Se mi dicono in Sicilia si fa il governo con il PD, meglio emigrare. Il problema che è che neanche loro sanno cosa dire. Troppo facile facile stare con . . .due piedi in una scarpa!
O si ricomincerà da capo ed allora il cofondatore Berlusconi dovrà fare i conto con lui ed i suoi uomini su tutto, dall’a alla zeta.
Ma Fini è contro il clientelismo o no?Piazza gli amici o no?
E' chiaro che la questione morale non è cosa da poco.
Il fatto che gli italiani propengano a destra non significa che possono accettare qualunque lestofante nelle stanze del potere.
Penso che il paese debba essere grato a Berlusconi per avergli evitato un governo comunista (ai tempi di occhetto si chiamavano ancora così) o post-comunista o quello che è la sinistra oggi. Ma penso anche che questa gratitudine non può arrivare al punto di permettergli di contraddire le più elementari regole della convivenza civile.
Chi governa deve essere moralmente irreprensibile, e non per gli argomenti che riguardano il sesso, che gli italiani hanno ampiamente dimostrato di non considerare rilevanti nonostante le campagne stampa al limite del diffamatorio.
Non è ammissibile che chi ha cariche politiche di alto livello sia portatore di interessi contrapposti a quelli del paese. Non sono ammissibili mafiosi, camorristi, massonici e gente che punta in primo luogo ad arraffare risorse pubbliche. Gli italiani subiscono una pressione fiscale altissima, e non tollerano di vedere che queste risorse vengono sperperate per favorire le rapine di questa o quella cricca senza apportare nessun beneficio al paese.