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Nel Pdl la Grande Guerra, i siciliani ancora in prima fila
Dopo il duello Bongiorno-Alfano, la disfida fra La Russa e Granata

di Salvatore Parlagreco
26 luglio 2010 10:25
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Silvio Berlusconi si è ritagliato la parte del buono, Ignazio La Russa quella del brutto e Fabio Granata è il cattivo. Il buono, il brutto e il cattivo fecero la fortuna dei western all’italiana, non è detto che facciano la fortuna del Pdl spacchettato rumorosamente e irreversibilmente.

 

I protagonisti dell’implosione del maggior partito italiano fanno melina per guadagnare la migliore visibilità nel momento del grande addio. L’exit strategy, però, non è una cosa che s’inventa da un momento all’altro, presuppone un progetto e una regia affidabile, disancorata dagli umori della quotidianità.

 

I finiani stanno sparigliando il partito. Il loro primo obiettivo non è quello di andarsene, sbattendo la porta, ma di restare avendo voce in capitolo. Invitati alle cene di Arcore, insieme a Umberto Bossi e Giulio Tremonti, per sintetizzare, ma per raggiungere questo obiettivo devono fare la guerra (si vis pacem…), e tenere il Pdl sui carboni ardenti, facendo soffrire il Premier. Se la guerriglia ha successo e aggiungono un posto a tavola a Gianfranco Fini, la mano di poker si chiude e si va in pausa, altrimenti il trasferimento – sarebbe meglio “trasfert” – sarà dolorosissimo. Non solo per la carta bollata, ma per l’accesissima battaglia che si consumerebbe sul campo. Uno scontro frontale, conseguenze imprevedibili.

 

Gli ex AN ancorati alle fortune di Silvio Berlusconi e non disponibili per avventure nuove che imporrebbero loro di ricominciare da capo e intraprendere una strada incerta al seguito dell’ex “generale”, si sono presi l’incarico di affrontare il “nemico”, cioè Fini e i suoi, con estrema determinazione.


Sul fronte c’è andato il Ministro della Difesa, il siciliano di Milano, Ignazio La Russa che ha affrontato nell’ultimo caldissimo week end di luglio, Fabio Granata, autore della sparata più rovinosa degli ultimi mesi. Ricapitoliamo: Granata, vice presidente dell’antimafia, ha espresso l’opinione che pezzi del governo ostacolino la verità sulle stragi di mafia. Dal Ministro degli Interni Maroni ai suoi ex amici di partito sono andati su tutte le furie e gli hanno chiesto conto e ragione.

 

Allora Granata, che non si tira indietro nelle guerriglie e ha sulle spalle una esperienza nutrita, ha fatto nomi e cognomi, riferendo del “no” che il sottosegretario Mantovano avrebbe promosso alla proposta di protezione del pentito Spatuzza, diventato icona recente della lotta alla mafia e deus ex machina nella complessa indagine sulle stragi degli anni Novanta. Granata, insomma, ritiene che la commissione, presieduta da Mantovano, incaricata di dare o non dare la protezione, abbia sbagliato.

 

In realtà ha seguito letteralmente, magari con il paraocchi, le norme, perché la richiesta di protezione veniva da tre procure che lo ritengono credibile. Ma Spatuzza, sbagliando, significa Berlusconi e il no al collaboratore di giustizia ha mandato in bestia molti, soprattutto coloro i quali sospettano che il dissenso sia un omaggio al Premier.


L’abbiamo fatta lunga, ma senza questa parentesi non si capisce niente. Granata avrebbe potuto chiedere la modifica delle norme ed esprimere il suo punto di vista diversamente. Vero, ma il clima è quello che è.
La Russa gli ha detto che deve ingoiare tutto quanto e sputarlo, più o meno, e l’ha gratificato con un’equazione che Granata deve risolvere scusandosi con Mantovano, altrimenti è un quaquaraquà.
La sicilianità vuole la sua parte.


Naturalmente Granata non ci pensa nemmeno a scusarsi. Allora è stato tirato in ballo Gianfranco Fini, il quale dovrebbe condannare Granata, altrimenti si comporta come Granata. Da quaquaraquà? Non lo sappiamo.

 

Nel frattempo, in piena offensiva ex AN contro i finiani, Gianni Alemanno offre a Giulio Tremonti il ruolo di guida spirituale del pdl, eleggendolo “leader ideologico e culturale”, per fare incazzare più di quanto non lo sia il Cavaliere, che però – essendosi imposto di fare il buono nell’ultimo week end - tace (ma non acconsente).
Italo Bocchino, da non crederci, invita alla calma, ma Vittorio Feltri, invita alla guerra. Che ci stanno a fare questi qui ancora nel Pdl, si chiede il Giornale di Berlusconi, dedicando paginate intere ai finiani. Vengono insolentiti in tutte le salse con l’effetto di cancellare gli inviti al buonsenso di Berlusconi.


Il fatto è che il Premier deve recitare la parte del dottor Jekill e Mr Hyde contemporaneamente: i suoi fans lo vogliono celodurista d’entan, quindi sprezzante e pronto a dare calci nel culo a chi sbaglia (e avanza), la realpolitik , e gli intellettuali, pretendono che stia dalla parte del buonsenso e della ragione, per cacciare Fini nell’angolo riservato ai guerrafondai, traditori ed simili.
I due forni, però, si bilanciano e finisce che nessuno ci capisce niente. Ed è una tragedia.


La sorte ha voluto che in prima linea, ancora una volta, ci siano due siciliani, La Russa e Granata. Com’era accaduto con il ddl intercettazioni (incontro Bongiorno-Alfano).
E poi i siciliani lamentano di non contare niente.
Certo, la cena di Arcore è lontana, ma la prima fila non è nemmeno da scartare. Qualcosa resta, se non nei libri di storia, negli album di famiglia.

 

 

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Anonimo 04 agosto 2010   15:14
L'utente ha risposto al commento anonimo del 04 agosto 2010. Visualizza »

E pensare che questo PDL o partito della Nazione dovrebbe rappresentare il 35% degli Italiani, invece è il gruppo di potere formato da gente assolutamente inutile, affaristi, indagati, condannati, qualcuno anche alcoolizzato e drogato, mafiosi, escort, veline e pensare che la maggioranza degli Italiani cialtroni continua a votarli, povera Italia come sei ridotta !!!!

Parole sante!!Aggiungerei  la massoneria!!!no capisco perche' se ne parla sempre poco e poi e' una piaga peggiore della mafia!!!

Anonimo 29 luglio 2010   09:43

 Fuori dal PdL i lanzichenecchi!

Anonimo 27 luglio 2010   10:41

E pensare che questo PDL o partito della Nazione dovrebbe rappresentare il 35% degli Italiani, invece è il gruppo di potere formato da gente assolutamente inutile, affaristi, indagati, condannati, qualcuno anche alcoolizzato e drogato, mafiosi, escort, veline e pensare che la maggioranza degli Italiani cialtroni continua a votarli, povera Italia come sei ridotta !!!!

Anonimo 27 luglio 2010   00:08

Ma perchè vanno su tutte le furie, se Granata dice solo fesserie? Se è stata solo una "sparata" perchè tutto questo fermento? Forse allora non è così lontano dalla verità. Granata ha solo detto quello che pensano tutti, quello che sanno tutti e che dicono i giornali. Perchè tutto questo accanimetno contro di lui? E poi lui ha solo parlato e detto un suo pensiero. E per questo bisogna mandarlo a fare un giro, mandarlo a casa o espellerlo dal partito. Ma perchè nessuno dice niente e, non solo non manda via dal partito, ma permette di mantenere tutti gli incarichi e privilegi a quei politici che sono già stati condannati per collusione con la mafia o altri reati? Non è un tantino paradossale il fatto che politici illustri si accaniscono contro uno che ha solo detto il suo pensiero mentre invece non dicono niente a chi è stato giudicato colpevole e condannato? La Russa mi ha deluso, alemanno ancora di più. Speriamo solo in Fini.

andersonefareweto 26 luglio 2010   19:11

Un Partito di Pulcinella per un Paese di Pulcinella.

Assolutamente ineccepibile!

Anonimo 26 luglio 2010   16:58

Non è bello stare in prima fila in questo modo, come dei mastini che si fronteggiano mentre il guinzaglio lo tiene qualcun'altro!

Anonimo 26 luglio 2010   12:32

 Scusate....se il ministro Brunetta, riferendosi all'opposizione, in un contesto pubblico, si permise di dire :

"Per male, che vadano tutti a morire ammazzati !", lo posso dire anch'io? Allora lo dico!!!!!

Non se ne può proprio più di sentire parlare delle loro infime beghe, che non sono politiche, ma di potere.

E la gente non sa come sbarcare il lunario e il tutto condito dal disinteresse più totale di tutti " sti mangia pani a tradimentu"

Ludolf fan culen!

@@@

Anonimo 26 luglio 2010   11:41

 A me sembra che i siciliani contino solo quando bisogna litigare e spartire posti di potere. Vedasi infatti cessione delle autostrade siciliane all'anas, Termini Imerese, fondi FAS, ponte sullo stretto, dismissione delle ferrovie....etc. In quel caso mi domando: dove sono i siciliani che contano? Nania e Castiglione cosa hanno fatto per tutti i problemi che ci attanagliano? Pensano solo a tenersi stretta la poltrona e combattere con il nemico Lombardo, per il resto il nulla...

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