Che fa Berlusconi, studia il dossier Fini, come aveva annunciato nel Giornale di Feltri una settimana fa? E che fine ha fatto il “ghe pensi mi”? Perché non interviene in Sicilia né altrove, nelle regioni in cui sta bruciando il Pdl, dalla Sicilia alla Campania, alla Sardegna? Che cosa irretisce il Premier, quali sono i motivi di tanta indeterminatezza?
Le scarpe cominciano a stargli strette, dicono in molti, e l’ultimo siluro lanciato da Gianfranco Fini ha distrutto i ponti dietro: Generazione Italia si fa partito, attacca e compete in campo aperto, e lo fa con grande agilità perché non ha niente da perdere stando dentro la casa del nemico. Il quale è in debito di ossigeno, reagisce con argomenti deboli e controversi. La battaglia per la legalità è una vecchia bandiera fella destra italiana. Quando Fini, rompendo gli indugi, sostiene che Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, così come ogni altro dirigente, deve dimettersi se è indagato, gioca in casa due volte: si trova nel Pdl, il suo partito, e sventola la bandiera della destra.
Questa dichiarazione ha delle implicazioni forti. Se gli indagati devono andarsene a casa, non occuparsi del partito, che cosa bisogna farne di Silvio Berlusconi che è imputato in alcuni processi, non solo indagato? La legge, voluta dal Pdl, lo tiene lontano dai processi. La regola proposta da Fini, lo vorrebbe “fuori” dal Pdl?
Tenere nel mirino Denis Verdini, e solo lui, non è possibile. Diverrebbe una regola ad personam. Il Presidente della Camera ha meditato sulle implicazioni del suo appello-proposta?
Indubbiamente sì.
A nostro avviso, è questione di ore. Il Cavaliere non è abituato a seguire il nemico, preferisce scegliere il campo di battaglia e le armi. O spariglia gli avversari o fa finta di niente.
Gli ex colonnelli di AN stanno meditando sul da farsi. Sanno bene che Fini sta riprendendosi la cultura di destra, cui hanno dovuto rinunciare stando al carro di Berlusconi; fino a che non c’era competizione a destra tutto filava liscio e si poteva convivere con l’antinazionalismo leghista e il supergarantismo (interessato) dei forzisti, ora però non è più possibile. Si combatte in campo aperto e i margini sono ridotti, o si va da una parte o dall’altra.
Dall’angolo cui sembravano avere cacciato Fabio Granata, reo di avere messo in dubbio l’azione del governo nella lotta alla mafia (quella dei colletti bianchi), i finiani escono alla grande, proponendosi come depositari della bandiera. Le accuse di tradimento e di sinistrismo cadono come per sfatte dall’albero e a Ignazio La Russa, il più esposto nel confronto con il suo ex leader, non è restato che proporre l’ingresso nel governo a Gianfranco Fini, al posto di Scaiola. Una proposta definita ridicola dai finiani, giudicata con qualche indulgenza da Adolfo Urso, viceministro finiano allo Sviluppo economico, con un pizzico di malignità. “Piuttosto quello che serve al Pdl, secondo l'esponente finiano, è "un codice etico e comportamentale per i suoi dirigenti ed i suoi militanti. E' l'unico modo per affrontare la questione morale, per evitare il doppiopesismo, per giudicare ogni furbizia specie quando questa sfocia nell'illegalità".
"Lo schema che la classe dirigente della ex An sembra proporre al partito in questa fase, si e' finalmente chiarito: la liquidazione della 'eresia finiana'", scrive Flavia Perina su 'Il Secolo' in un editoriale dal titolo 'La plateale figuraccia dei 'falchi'.
La 'figuraccia' e' quella su Fabio Granata: "Quando il Corriere stronca nel suo editoriale la caccia all'uomo che si e' aperta su Granata, un sussulto di ragionevolezza bisognerebbe averlo".
Perina mette in evidenza, poi, come il tentativo di 'liquidazione' di Fini da parte di molti ex-colonnelli di An non riesca ad andare in porto anche per la indeterminatezza delle posizioni del premier Silvio Berlusconi. Questo "nevrotizza chi ha scommesso sulla cacciata di Fini e dei suoi per poter dire: ecco, avevamo ragione, la destra siamo noi, quelli sono impazziti, hanno tradito, sono diventati 'compagni'. Il gioco e' sciocco e autolesionista", sottolinea Perina e si chiede: "Vogliamo continuare così? Non c'e' nessuno che si chieda quale sarebbe il prezzo della liquidazione dei finiani per cui tifano in queste ore?".
Come uscirà il Pdl dalla guerra in corso? Il Presidente del Senato, Renato Schifani, aveva annunciato una clamorosa iniziativa del Premier nel caso in cui i dissidi interni diventassero insanabili. Quale sia l’ipotesi più probabile è sulla bocca di tutti: la scissione. Il punto è, però, come arrivarci. Ci sono problemi da affrontare, di natura procedurale e politica. E questo rende il divorzio, com’è tradizione, traumatico.
FORZA GIANFRANCO, manda a casa questo puttaniere miliardario affarista mafioso, stà portando l'Italia alla fossa , a casa lui e tutti i suoi lacchè affaristi massoni e mafiosi e prima ti scolli da questo Miccichè e meglio sarà per la Sicilia e i Siciliani
Fini sta tentando il tutto per tutto per riprendersi un pò di visibilità. accettando di fare presidente della camera si è dato la zappa sui piedi ed in oltre all'ombra di Berlusconi si è sciolto come ghiaccio al sole.Ora tenta di rimettersi in vista ma lo fa scorrettamente sputando nel piatto dove fino ad ora ha ben mangiato e attaccando Berlusconi sta facendo il " BRUTO " della situazione.
Secondo me se va avanti così dei quattro gatti che erano prima ne rimarranno si e no due
Gli ex colonnelli di AN stanno meditando sul da farsi. Sanno bene che Fini sta riprendendosi la cultura di destra, cui hanno dovuto rinunciare stando al carro di Berlusconi
Più che carro mi sembra un cavallo di Troia
Secondo la mia modestissimma opinione, Fini non punta direttamente a nuove elezioni. Per vincere le elezioni, devi creare consenso, e per creare consenso devi avere il potere, per soddisfare le clientele, o avere un forte apparato propagandistico. Fini non ha nè l'uno nè l'altro, Berlusconi si. Ergo vincerebbe di nuovo il lega-berlusconismo. Fini, secondo me, punta a un governo transizionale, che riduca il potere contrattuale di berlusca e, soprattutto, riduca la sua potenza di fuoco mediatica (magari riassestando i vertici RAI, tutti filo-berluska, e agevolando l'entrata di Murduch nel DT). Inoltre ha bisogno, soprattutto, di una nuova legge elettorale. Il sistema senza-preferenze favorisce il blocco che è al potere, mentre impedisce di fatto l'entrata di nuove sigle. E' probabile che ci sia già un accordo in tal senso tra i finiani, e l'opposizione su questi temi. Basterebbero 6 mesi per riscrivere le regole, e il berlusconismo potrebbe definitivamente passare alla storia (senza lacrime e senza rimpianti).
Antonello
andiamo al voto subito, certamente votero Vendola
Secondo la mia modestissimma opinione, Fini non punta direttamente a nuove elezioni. Per vincere le elezioni, devi creare consenso, e per creare consenso devi avere il potere, per soddisfare le clientele, o avere un forte apparato propagandistico. Fini non ha nè l'uno nè l'altro, Berlusconi si. Ergo vincerebbe di nuovo il lega-berlusconismo. Fini, secondo me, punta a un governo transizionale, che riduca il potere contrattuale di berlusca e, soprattutto, riduca la sua potenza di fuoco mediatica (magari riassestando i vertici RAI, tutti filo-berluska, e agevolando l'entrata di Murduch nel DT). Inoltre ha bisogno, soprattutto, di una nuova legge elettorale. Il sistema senza-preferenze favorisce il blocco che è al potere, mentre impedisce di fatto l'entrata di nuove sigle. E' probabile che ci sia già un accordo in tal senso tra i finiani, e l'opposizione su questi temi. Basterebbero 6 mesi per riscrivere le regole, e il berlusconismo potrebbe definitivamente passare alla storia (senza lacrime e senza rimpianti).
Antonello
Continuo sulla mia linea : a me non importa cosa desideri fare Gianfranco Fini,certo e' che se riuscisse a cacciar via l' INVERECONDO BERLUSCA che sta portando al macero l'Italia e le istituzioni....LO VOTERO' PER TUTTA LA VITA..lo prometto ..pur essendo io di sinistra
Forza Gianfranco .Se di follia si tratta ben venga.Se di calcolo,va bene uguale.
Comunque,a parte i paradossi,io credo che il destino e l'obiettivo finale dei finiani e' prorio quello di SOSTITUIRSI alla guida del PDL.Chi ne uscira' fuori ,udite udite,a mio avviso sar' prorio Berlusca ,per creare un 'altra nuova forza Italia.e tutti gli ex con le ossa rotte dalle inchieste. Approveranno con la fiducia la manovra ,e il governo cadra' invece sulle le intercettazioni,lasciando un'estate di mezzo per preparare il campo.Quindi voto anticipato. E buonanotte.