Libriamo
Libriamo

Stefania Craxi evoca il mistero siciliano di Miccichè e sospetta che Fini sia un soldato dei “contropoteri”

27 luglio 2010 18:16
Leggi i commenti 4   Inserisci un tuo commento
Condividi
www.italiainformazioni.com

Chissà che cosa ne direbbe il padre. Stefania Craxi, sottosegretario e berlusconiana di ferro, ha scoperto da che parte sta Gianfranco Fini e lo ha rivelato in una intervista al Corriere della Sera. Alla domanda del giornalista, che vuole ottenere un suo parere sul fatto che la maggioranza “bulgara” del centrodestra sia paralizzata da una pattuglia di minoranza e per giunta interna, l’onorevole risponde che non è una questione di numeri. “Non ci troviamo di fronte ad una normale dialettica fra maggioranza ed opposizione, qui lo scontro è diverso. Ci sono tutti i contropoteri in campo. Questa è la vera ragione dell’impasse del governo”.

 

Non più i poteri forti, dunque, ma i contropoteri, presumiamo, forti quanto i poteri. Ma il bello viene dopo. “In questo contesto - precisa Stefania Craxi - ha un ruolo Fini”.

 

Presa così in sé, non è detto che sia un male “assoluto”. La riposta avrebbe meritato un’altra domanda ed un chiarimento, ma sull’argomento l’intervista si ferma qui.

Ciò che segue non è meno misterioso, tuttavia. E riguarda la Sicilia.

“Poi c’è il problema siciliano nel quale Fini si è infilato”, osserva il sottosegretario, aprendo un ventaglio di ipotesi.

Quale sarebbe il problema siciliano? “La Sicilia è una debolezza ma anche un mistero”, chiarisce Stefania Craxi.

 

La domanda successiva del Corriere è inevitabile. Non è poi tanto chiara l’intervistata. Che significa “debole e misterioso”? “Miccichè, sottosegretario dio Stato, in Sicilia ha spaccato il partito, ne ha fatto uno suo, ha rimesso in gioco i comunisti e non ha pagato il dazio” Una serie di capi d’imputazione, con una chiosa finale: “Questo per me è un mistero”.

I siciliani che leggono l’intervista avranno di che parlare. Non un mistero, ma tanti. A cominciare da quello, affatto noto, che nel governo di Miccichè sarebbero entrati i comunisti. Come sono riusciti a penetrare nell’esecutivo all’insaputa dei Lombardo e dello stesso Miccichè, il quale ha posto il veto all’ingresso in giunta del Pd, guidato nell’Isola da Beppe Lupo, cattolico osservante e scrupolosissimo?

 

 

 

 

 

© Riproduzione riservata
Segnala ad un amico
Anonimo 28 luglio 2010   08:52
L'utente ha risposto al commento anonimo del 28 luglio 2010. Visualizza »

 E che posso farci..... non sopporto i figli d'arte! Soprattutto in politica!

E soprattutto se i figli d'arte, che sono due, fingendo improbabile disaccordo, si piazzano uno a destra e l'altro a sinistra!

Se fossero stati in tre..... si sarebbe piazzato al centro!!!!!!

Un vero mestiere, no eh!!??

@@@

hai mai provato a confonderti tra i politi ed ascoltare, non si parla mai di figli d'arte ma di eredità, come se noi elettori fossimo un oggetto.

la cosa strana sai qualè, hanno ragione altrimenti non li faremmosedere nelle loro poltrone

Anonimo 28 luglio 2010   07:05

 E che posso farci..... non sopporto i figli d'arte! Soprattutto in politica!

E soprattutto se i figli d'arte, che sono due, fingendo improbabile disaccordo, si piazzano uno a destra e l'altro a sinistra!

Se fossero stati in tre..... si sarebbe piazzato al centro!!!!!!

Un vero mestiere, no eh!!??

@@@

Anonimo 27 luglio 2010   22:18

craxi...questo dolce e suadente nome mi ricorda  ...milioni e milioni i tangenti...che faccia di bronzo pure questa,che analisi da hammametiana di ferro

Anonimo 27 luglio 2010   18:45

CERTI MOMENTI ESCLAMEREI.

 

 

MA CU....E' STU MICCICHE' ? ( FA ANCHE RIMA)

 

A COSA SERVE?

 

A RIFERIRE I CA.....NOSTRI AL PDL DI SILVIO? A GARANTIRGLI VOTI?

MA STI SICILIANUZZI, VERO VEGETALI SONO? AAAAAH?

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti

Icone
Icone
Altre notizie