Cinema
Cinema

Il governo? Per Berlusconi è saldo ma Bossi prevede la rottura del Pdl

28 luglio 2010 20:37
Leggi i commenti 1   Inserisci un tuo commento
Condividi
www.italiainformazioni.com

Ora che la manovra e' andata, si aprono i giorni piu' caldi della XVI legislatura e per il terzo governo Berlusconi. Dopodomani dovrebbe tenersi un ufficio di presidenza Pdl che potrebbe rappresentare il punto di rottura nei rapporti tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Lo sbocco di una eventuale resa dei conti e' tutto da verificare. Ma molti ritengono lo strappo ormai inevitabile. Lo stesso premier non lo esclude e parla di possibile "divaricazione nella maggioranza" ma, rassicura, "i numeri sono abbondanti e non c'e' alcuna possibilita' di cambiamenti di governo o di maggioranza''.

 

Umberto Bossi, poi, lo dice esplicitamente: "Berlusconi e Fini? Ognuno andra' per la sua strada". Un divorzio che pero', per il Senatur, non comporta automaticamente la fine della legislatura: "Questo non significa andare ad elezioni anticipate". E per evitarle Bossi dice si cronisti di essere pronto anche a "un patto con il diavolo". Chi e' il 'diavolo'? L'Udc di Casini? O magari esponenti di forze minori che compenserebbero la fuoriuscita de fininiani? Bossi non risponde ma le parole del leader della Lega, perno della maggioranza di centrodestra, innescano subito a Montecitorio gli scenari su governissimi, larghe intese o semplicemente su qualche nuovo ingresso nella maggioranza. Oggi il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, e' tornato ad appellarsi alla maggioranza per avviare una fase di transizione: "Prendano una decisione. Noi siamo pronti a una fase di transizione che, pero', abbia come punto fermo una nuova legge elettorale". Intanto il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, si difende in una lunga conferenza stampa, ribadisce che non si dimettera' e attacca il presidente Fini: "Mi dispiace che il presidente della Camera in forma generica non abbia tutelato un suo membro". Il finiano Italo Bocchino replica: "Verdini non e' nelle condizioni psicologiche di proseguire" nel suo incarico.

 

Berlusconi non esclude dunque l'eventualita' di una rottura nel Pdl, ma assicura che il governo non corre rischi: "Io sono assolutamente sereno e se ci sara' una divaricazione all'interno della maggioranza, i numeri sono abbondanti e non c'e' alcuna possibilita' di cambiamenti di governo o di maggioranza". E poi attacca: "Ho l'orgoglio di aver subito per un anno attacchi e critiche" e spiega di aver resistito per "senso di responsabilita'.

 

Se non fosse stata approvata la manovra o avessimo fatto cadere il governo avremmo fatto la fine della Grecia". Mentre circola l'ipotesi di una sospensione o addirittura espulsione dal Pdl per esponenti finiani come Italo Bocchino, Carmelo Briguglio e Fabio Granata, si scatena il fuoco incrociato tra le due 'fazioni' del Pdl. L'occasione arriva alla conferenza stampa di Denis Verdini. Bocchino lo accusa di non essere piu' "psicologicamente" in grado di continuare a fare il coordinatore del Pdl. Verdini ribadisce che non ha intenzione di dimettersi e ironizza: "Bocchino vuole consigliarmi uno psichiatra?". Bossi taglia corto: "Bocchino ripete quello che ha detto Fini. Mi sembra naturale".

 

Il Senatur prevede la rottura tra Fini e Berlusconi ma scommette che non si andra' al voto anticipato: "Spero che non si vada a elezioni. Anzi, ne sono sicuro. Le regioni sono senza soldi e se non facciamo il federalismo mi ammazzano", dice il leader della Lega.

 

Per il segretario del Pd Bersani la situazione non e' piu' sostenibile e si appella al senso di responsabilita' della maggioranza. Lo fa prima in aula, durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia alla manovra, poi rispondendo ai cronisti. "Siamo arrivati alla Colonne d'Ercole della vicenda berlusconiana", siamo "ad un cruciale passaggio politico", osserva Bersani e quindi si rivolge alla maggioranza: "Fate un passo verso una diversa prospettiva. Noi siamo pronti a una fase di transizione" che innanzittutto "consenta una corretta democrazia" a partire dalla riforma delle legge elettorale.

 

"Io credo che qualcosa stia succedendo sul piano politico che richieda una risposta politica. Il Parlamento si esprima su questo. Ci si chieda a che punto siamo e ognuno dica la sua. Io dico la mia: noi siamo arrivati alle Colonne d'Ercole della vicenda berlusconiana, la navigazione procede ora in acque non conosciute. Chi vince le elezioni non ha in mano il destino divino, ma una responsabilita' maggiore.

 

Mi auguro -conclude Bersani- che voi mettiate in campo una maggiore responsabilita'". Intanto, il Partito democratico attende al varco le decisione di domani della capigruppo della Camera per la prima settimana di agosto: "Se si decida che si continua a lavorare per il ddl intercettazioni, chiederemo che vada in aula anche la mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario Caliendo", annuncia Dario Franceschini. Il diretto interessato, nel ribadire che non si dimette, non pone alcuna obiezione al voto di sfiducia nei suoi confronti che il Pd si appresta a chiedere di calendarizzare alla Camera: "Non ho nessuna contrarieta' a che si discuta, cosi' almeno parleremo dei fatti. E sia chiaro: io non ho commesso nulla. Quando mi contesteranno un fatto che ho commesso, anche solo scorretto. Allora risponderò. ma di fatti non ce ne sono".

© Riproduzione riservata
Fonte: adnkronos
Segnala ad un amico
Anonimo 29 luglio 2010   14:21

Penso che nella destra ci siano persone intelligenti per cui se lo sono non spaccheranno senz'altro questa maggioranza che fino ad ora non ha lavorato male e ci sta portando fuori dalla crisi. Certo chi è di sinistra non la penserà così peò..............

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti

Icone
Icone
Altre notizie