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L'indiscreto. Fini-Berlusconi, tregua
e richiamo dei cani da guerra? Non basta

29 luglio 2010 12:05
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(Belfagor) Mentre l’ex Ministro senza deleghe Brancher veniva condannato a due anni e 4000 Euro di multa, con i benefici del rito abbreviato, e Bossi annunciava un divorzio inevitabile, Fini a sorpresa ha smorzato i toni della polemica col Premier e anzi ha assicurato di essere dalla sua parte.

Si era detto: la politica è  compromesso ed è anche realismo.

Bocchino e Verdini si sono vicendevolmente conferiti un attestato di inidoneità

ed incompatibilità: in particolare Verdini ha ricordato a Bocchino che il PDL ha fatto quadrato per difenderlo quando la Magistratura chiese la sua testa. Ricordi.

Escludiamo pressioni personali su Fini e riteniamo assolutamente irrilevanti le indiscrezioni su presunte irregolarità extra territoriali.

Il fatto è politico: i finiani sono pochi, si sussurra e si grida nei Palazzi del potere. Venti Deputati, forse venticinque: non bastano per sostenere una sanguinosa battaglia in Parlamento. Si perde e anche male.

Eppure in Italia attorno a Fini si sta costruendo un largo consenso popolare trasversale, ma questo ora non basta, si vedrà in futuro.

Ma il cofondatore del PDL sospende il tempo, gela le aspettative e dichiara “Io e Berlusconi onoreremo l’impegno con i cittadini … Si fermino gli ultras di entrambi i fronti … Resettiamo tutto senza risentimenti”. Quindi tregua e richiamo dei cani da guerra.

Silvio Berlusconi si dichiara “assolutamente tranquillo, questo Governo è saldo. Anche se sui media

c’è una realtà diversa”. Ma i segni delle battaglie perdute sono rimasti sulla pelle del Cavaliere che si dice tentato di ritirare il DDL sulle intercettazioni perché dopo le mutilazioni subite, “Non ridà al cittadino l’inviolabilità delle comunicazioni garantita dalla Costituzione”.

Questione rientrata? No. Il Premier non è contento, dopo questi giorni di passione e le difficoltà politiche in cui Fini ha condotto la maggioranza, non e sufficiente dire … abbiamo scherzato. Non basta. E allora? Provvedimenti disciplinari.

Resa dei conti.  Espulsione di Fini, Bocchino, Granata, Briguglio etc., in base allo statuto del PDL, con un provvedimento disciplinare adottato dall’ufficio di presidenza. A manovra finanziaria varata.

Si vedrà stasera. Possibile espulsione … ma Berlusconi ha troppa carne sul fuoco e troppo senso della realtà: accettare la tregua, se non la resa, proposta da Fini, è comunque politicamente molto conveniente. Ci penserà su: il Governo non va indebolito. 

Al contrario il Premier lavora per rafforzare la maggioranza e riceve Riccardo Villari, (Quello espulso dal PD per la questione Vigilanza Rai), Daniela Melchiorre e Italo Tononi, eletti nel PDL ma rifugiatisi nel gruppo misto. Li vuole nella maggioranza, vorrebbe tutti nella maggioranza, diavolo di un Cavaliere, è il suo grande sogno: un Governo col 100%  di consensi in Parlamento e nel Paese, zero opposizione. I have a dream.

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